domenica 12 febbraio 2017

I postindignati del festival, e non solo del festival

La gente si indigna dei costi del festival, qualcuno ha fatto un calcolo: il compenso del presentatore è di 90 euro al minuto. C'è da indignarsi, certo. Però pensiamoci prima! Non creiamo il presupposto per l'indignazione postuma! Voglio dire, questi che si indignano, che sono massa, che cosa fanno in concreto? Come al solito, essendo massa, i postindignati sperano che qualcuno, ascoltando la loro lamentela, risolva il problema, che lo risolva al posto loro; insomma: 'lo stato risolva il problema con una legge', dice o pensa questa massa, quando invece è sempre l'azione diretta e anarchica che paga, fuori dalla legge, cioè dentro il buon senso. Infatti è appena sufficiente non guardare il festival per eliminare il problema alla base, completamente, definitivamente.  Così come è appena sufficiente non farsi servi per non avere mai più padroni e ingiustizie correlate. Ma finché si continua a sperare che qualcun altro agisca al posto nostro, e che lo faccia addirittura per fare i nostri interessi, vuol solo dire che il primo vero male da combattere in questa società è il tipo di cultura imposta e alla quale siamo ancora troppo affezionati. Descolarizzare la società, sembra dire qualcosa di blasfemo, è invece una priorità assoluta, un'esigenza fondamentale.

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