domenica 5 febbraio 2017

Il conformista delegante

foto di Scuola Libertaria
Il conformista adattato e scolarizzato, il cittadino perfetto, il votante delegante, quella specie di ameba sociale incapace di reagire contro il potere (che invece adora, anelandolo), che non sa neanche badare autonomamente alla propria vita tanto da volere padroni in ogni angolo, lo si riconosce facimente sia perché rappresenta il 99,999% della massa, sia perché si altera sempre quando qualcosa non combacia col modello morale e politico che gli è stato inculcato fin da bambino. Il conformista si incazza terribilmente quando qualcuno è fuori dallo schema imposto (obbedisci, produci, competi, crepa). Il conformista è disposto a difendere il modello culturale dominante anche con il suo sangue, e lo fa, perché a quel modello egli ha aderito dogmaticamente, fino a diventare egli stesso il modello che tutti gli altri devono perciò imitare, figli in primis. Il conformista si sente sempre nel giusto, non c'è modo di convincerlo che sta sbagliando, neppure facendogli vedere i suoi errori reiterati nella storia. E che storia! Errori che il conformista, che è sempre un conservatore per definizione, continua a commettere, perché se è vero che per il conformista la guerra e i tormenti sono cose da evitare, è anche vero che per lui esistono sempre una guerra giusta e dei tormenti più che doverosi, ma solo quando è il suo padrone a volerli. Il conformista obbedisce al padrone, lo fa sempre, non sa dirgli di no. Il conformista il padrone se lo cerca, se lo costruisce, se lo nomina, se lo elegge. Non sa pensarsi libero, non sopporta neppure soltanto l'idea della libertà, né quella propria, né quella altrui, ne è terrorizzato. A scuola ha imparato ad essere un perfetto adattato a questo tipo di società, qualcosa di diverso lo terrorizza, lo combatte in ogni modo. Il conformista è consapevole che le cose vanno male, ma a questo male oppone sempre i suoi non-rimedi, che sono le riforme, il male non sa proprio eliminarlo, vuole semmai riformarlo, perciò crede ad ogni padrone che gli prospetta dei finti cambiamenti sottoforma di riforme. L'eliminazione totale della causa dei mali (lo Stato) è un provvedimento risolutivo che il suo cervello non è in grado di concepire, sarebbe come fargli immaginare una vita libera. Meglio morire, dice. Infatti crepa di schiavitù.

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1 commento:

Giorgio A. Iacono ha detto...

Allora hai riaperto... meglio! Ciao e in bocca al lupo.

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