Prendi una pianta appena nata, attorciglia un fil di ferro attorno al germoglio, piega il fil di ferro secondo il tuo gusto, in modo che possa darti soddisfazione; la pianta crescerà seguendo un andamento innaturale. Hai compiuto violenza su di essa, ma continuerà a respirare, storta, secondo il tuo progetto, per un tuo fine. Non sappiamo se la pianta sia felice o se essa reputi naturale la sua condizione, sappiamo però che la stessa violenza è stata compiuta -e continua a compiersi- sugli esseri umani. Ci sono almeno due differenze tra la pianta e l'uomo. La pianta non si sceglie la mano che la offenderà, e nella sua crescita innaturale cercherà sempre sbocchi di libertà definitiva. Non basta respirare per definirsi esseri viventi.
1 commento:
A sto punto posso dire che le piante sono più intelligenti dell'uomo, eppure non l'avrei mai detto...
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