martedì 21 maggio 2013
lunedì 20 maggio 2013
E' il conflitto che genera odio
Le persone vedono intorno a loro violenza, aggressività, odio... se ne lamentano, come per un atavico richiamo alla solidarietà, ma esse stesse sono violente, aggressive, odiose, sono intrappolate nel vortice del conflitto. Le persone, le masse, pensano che questa condizione conflittuale sia naturale, perché la vedono ovunque, la vivono, ma non si pongono alcuna domanda, il teorema della massa governata è il seguente: guardare, ipotizzare, sentenziare, tutt'al più verificare con quanto dice la propaganda di regime, la quale non può che darle l'informazione più rassicurante -per la massa come per il sistema- quella che la riporta con amore dentro il gregge. Un Piero Angela qualsiasi vale milioni di pastori. La verità sta oltre l'apparente, che poi è pure costruito. Un contesto coercitivo, qual è quello statalizzato, genera inevitabilmente conflitti, ed è il conflitto che genera l'odio, non viceversa. Un contesto libero, invece, rende le persone serene e poco inclini ai conflitti, quindi all'odio. Il senso del libro 'La convivialità' di Ivan Illich è anche quello di far conoscere, diremmo meglio riconoscere, l'entusiasmante e antico incontro di un essere umano con l'altro in un rapporto reciproco sereno, libero, dove finalmente possa esprimersi la vera natura dell'essere umano, che è fondata sull'amicizia, sulla cooperazione, sulla curiosità della scoperta, sul mutuo appoggio e l'accordo.
Non è neanche questione di ideologia, ma di buon senso e di conoscenza delle cose, una conoscenza che supera il superficiale propagandato e dato -come certo- in pasto alle masse. E sul buon senso e l'analisi ragiona l'anarchia che, in quanto disposizione naturale e umana, lungi dall'essere un dogma, ha la triste sorte di ricevere gli attacchi del sistema e della società ormai sistematizzata. Tutte le credenze e le convinzioni della società possono essere facilmente scardinate, così come le parole usate dai governanti, il senso stesso della legge dello stato... tutto è smontabile, ed è stato smontato mille volte, e rivela una colossale menzogna, una macchina infernale di propaganda continua, inesorabile, che annichilisce le coscienze e le rende docili e sempre pronte a creare conflitti, sì che la massa, la società statalizzata, guardando intorno a sé tanto odio, anziché eliminare il conflitto che lo genera (usando il buon senso), chiami sempre in suo soccorso la macchina che lo crea. E' un circolo vizioso.
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Realismo
venerdì 10 maggio 2013
Sciopero Invalsi, 14 e 16 maggio 2013
Ogni persona (dicasi persona e non cittadino) è unica, preziosa, con le sue peculiarità psicofisiche e culturali, con i suoi stili di apprendimento, i suoi tempi, i suoi ritmi, e le sue personali soluzioni. Basta con i controlli sulla standardizzazione, basta con la standardizzazione di cui la scuola è strumento in mano al potere, basta con le misurazioni coercitive calate dall'alto. La conoscenza ha valore relativo, non giudicabile, non misurabile, non siamo bestie da circo! La conoscenza appartiene all'individuo in quanto tale, con le sue esclusive caratteristiche, non può avere carattere cumulativo (da massa) da misurare come si misura il prodotto stockato di un'azienda, come fosse la quantità di liquido spremuto dalle mammelle di tante vacche istruite per produrre un tot di latte, da misurare secondo standard nazionali graficizzabili. L'Invalsi misura la normalizzazione già avvenuta nelle classi, e in più aiuta la scuola autoritaria ad addestrare gli animali ad alzare la zampa nel modo voluto dai padroni, e senza fiatare. La scuola produce futuri sudditi obbedienti per una società obbediente, l'Invalsi ne testa la loro efficienza.
I Cobas hanno indetto lo sciopero per giorno 14 maggio (medie) e per il 16 maggio (superiori). Nelle elementari lo sciopero c'è stato giorno 7, e migliaia di classi hanno disertato le prove, i genitori non hanno mandato i figli a scuola, e i maestri sono rimasti a casa. La lotta contro questo mostro dura da tempo, noi almeno denunciamo l'Invalsi da tempo immemore (vedi etichetta Invalsi a fine post) e ne abbiamo svelato tutti i progetti occulti, persino i soldi che andranno ai dirigenti scolastici. E' una lotta per la dignità di ogni singola persona, una lotta che dobbiamo vincere. Anche questa!
Diceva Bukowsky: 'Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media'.
I Cobas hanno indetto lo sciopero per giorno 14 maggio (medie) e per il 16 maggio (superiori). Nelle elementari lo sciopero c'è stato giorno 7, e migliaia di classi hanno disertato le prove, i genitori non hanno mandato i figli a scuola, e i maestri sono rimasti a casa. La lotta contro questo mostro dura da tempo, noi almeno denunciamo l'Invalsi da tempo immemore (vedi etichetta Invalsi a fine post) e ne abbiamo svelato tutti i progetti occulti, persino i soldi che andranno ai dirigenti scolastici. E' una lotta per la dignità di ogni singola persona, una lotta che dobbiamo vincere. Anche questa!
Diceva Bukowsky: 'Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media'.
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invalsi
mercoledì 8 maggio 2013
Che 'ordine' è quello che s'impone con la violenza?
Gli uomini vengono messi letteralmente a cuccia dallo stato e dalla chiesa a forza di paura e di coercizione. Ma questo non è 'ordine', è violenza. Che logica è quella di dimostrare di aver ottenuto l'ordine attraverso la violenza? Ma poi l'ordine è un'altra cosa, è armonia, è accordo che nasce dai rapporti solidali e paritari tra persone libere. Nessun ordine spontaneo e schietto può nascere dai rapporti autoritari, dogmatici e gerarchici. Perciò usano la violenza, il ricatto, la repressione, quindi l'inquadramento orwelliano, anche se queste tecniche violente dimostrano esattamente tutto il contrario di quello che falsamente dicono di prefiggersi. Gli fa comodo così, gli fa comodo creare disordine e violenza, sennò a cosa serve il loro lavoro? Per chi ama le simmetrie forzate, sarà anche 'visivamente bello' vedere bipedi tutti regolari, in file regolari, che rispettano e onorano il posto assegnato, muti, impauriti, timorati di dio e della legge, calmi come tanti scolaretti obbedienti; e in questo allineamento forzato alcuni bipedi potranno anche vederci dell'ordine, così almeno dicono o gli hanno detto di dire, noi ci vediamo solo degli esseri tristemente e terribilmente disumanizzati, per giunta convinti che sia tutto normale.
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lo Stato
lunedì 6 maggio 2013
Pedagogia della deresponsabilizzazione? No grazie.
'La libertà è la possibilità di dubitare, di sbagliare, di cercare, di sperimentare, di dire di no a una qualsiasi autorità', diceva Silone; ma libertà è anche sapere intimamente di poter fare una cosa (che non vuol dire necessariamente farla) utilizzando il proprio senso di responsabilità. Queste umane condizioni, compresa la responsabilità personale, sono state tolte agli individui allorché al sistema culturale libertario si è sostituito quello autoritario e gerarchico dello stato. La conseguenza è stata -ed è- quella di non riuscire più ad essere liberi, tantomeno responsabili (la responsabilità è conseguenza della libertà). La ricaduta nefasta è evidente in ogni contesto e in ogni azione del singolo, il quale si abbandona docilmente nelle mani dei capi e dei governi, dicendo loro: 'mi deresponsabilizzo, e del resto non so più fare altrimenti'. C'è un'azione pedagogica costante da parte dello stato sui popoli, una pedagogia della deresponsabilizzazione; lo stato dice ai popoli 'ci penso io, siediti davanti alla tv, guarda, aspetta, e spera', senonché non è mai esistito un governo al mondo che abbia restituito la libertà ai popoli, né la giustizia, né la pace, né l'eguaglianza nei diritti. E poi, perché dovrebbero? Si necessita allora di un'azione di resistenza a quella pedagogia autoritaria, e infatti nel mondo le scuole libertarie sono in aumento. Si parla di scuole libertarie, o democratiche (definizione più usuale all'estero), o libere, dove la responsabilizzazione degli individui passa necessariamente attraverso la loro autonomia e la loro libertà di scegliere individualmente come, quando, che cosa, dove e con chi imparare.
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