sabato 21 marzo 2015

Sulle Società Gilaniche diffidiamo delle copie

http://italianimbecilli.blogspot.com/2011/02/societa-gilaniche-le-floride-comunita.html
Non fatevi ingannare dalle copie del nostro articolo che circolano in rete anche sottoforma di video. Il 22 febbraio 2011 scrivevamo un articolo relativo alle Società Gilaniche, e a quel tempo c'era veramente pochissimo materiale in rete che parlasse dell'Antica Europa e delle comunità pacifiche che vi si stanziavano, caratterizzandola come una terra di pace e uguaglianza. Avevamo svolto con passione un gran lavoro per poter riunire gli elementi necessari, cercarne degli altri in libreria e in biblioeca, farne una sintesi, e presentarvi il testo che, in verità, da allora ha viaggiato parecchio in rete, e oggi non sono poche le persone che possono dire di conoscere veramente (al di là delle informazioni distorte date dalla scuola e dagli altri media) il modo in cui i nostri avi vivessero in pace in una magnifica Europa prima dell'invenzione dello Stato, strumento violento del Capitale. Oggi scopriamo che di questo nostro articolo s'è fatto scempio in rete, chi lo ha copiato o chi lo ha reinterpretato ha omesso a volte alcuni elementi, o ne ha aggiunti degli altri che non c'entrano assolutamente niente, e lo ha fatto per un proprio obiettivo ideologico di parte (di partito). Questo danneggia l'informazione corretta, e dunque inganna il lettore. Chi ha copiato il nostro artricolo, attribuendosene per giunta la paternità senza neppure linkare l'URL della pagina originale, ha spesso distorto il contenuto e il senso dell'argomento, eliminando parti  significanti e fondamentali del testo, aggiungendo proprie congetture del tutto arbitrarie e opportuniste, ecc. Perciò sarebbe opportuno diffidare sempre delle copie, saperle distinguere, e questo non vale soltanto per il nostro articolo, ma per ogni altra cosa.  Chi desidera attingere a delle informazioni ancora integre sulle Società Gilaniche, e vuole distribuirle agli altri in modo onesto, può fare sempre riferimento alla pagina del 2011 di questo blog. Cliccate sulla foto allegata per leggerla, o sui link inseriti in questo testo, o sul banner che lampeggia qui a destra. Grazie dell'attenzione.   
Detto ciò, siamo tuttavia felici di rimarcare il fatto che dal nostro lavoro è nato un interesse elevato in merito alle società gilaniche. Oggi, cercando 'società gilaniche' con un motore di ricerca, sono moltissime le informazioni che si possono trovare, e questo, concedeteci un po' di sano vanto, è merito di questo blog, ed ovviamente anche dei numerosi lettori che hanno fatto di questo spazio virtuale uno dei più letti della rete, almeno fino a qualche tempo fa. Grazie.

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lunedì 17 marzo 2014

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sabato 15 marzo 2014

Quelli che...

Quelli che... 'la legge è uguale per tutti', soprattutto negli ultimi tempi stanno mettendo a durissima prova la loro fede nel dogma statale, li vedo contorcersi. Di fronte alla notizia della prossima candidatura di berlusconi, questi devoti della 'legge uguale per tutti' stanno cercando in tutti i modi di resistere all'attacco. Poracci, la loro coscienza sta lottando ferocemente, non si capacitano. Eccazzo! -dicono- la legge DEVE essere uguale per tutti, lo dice pure la costituzione (perché quelli ragionano con la costituzione, mica con il buon senso). Poracci du volte. Ma i devoti hanno l'arma segreta, che poi è la stessa di ogni potere autoritario: il tempo. Ah... il tempo sì che è galantuomo (stronzo), fa dimenticare tutto, sbianca, rende immacolata ogni cosa, persino poetica. Allora il devoto della legge di Stato prende il nipotino e je dice: 'nun te preoccupà, oggi me vedi così che sto male, ma tu nun te preoccupà, vedrai che quanno che sarai cresciuto dirai pure tu che la legge è uguale pe tutti, e se starai male pure tu, chiama er nipotino tuo e dije la stessa cosa'. 

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lunedì 10 marzo 2014

Senza Stato è meglio

Se il pensiero e l'azione anarchica partono da princìpi di antiautoritarismo e di mutuo appoggio, lo fanno sulla base del fatto che l'essere umano, nonostante l'imposizione culturale autoritaria ricevuta, conserva ancora in coscienza tali princìpi, e che questi princìpi nascono da una morale non imposta, naturale e umana. Normalmente, i detrattori del pensiero anarchico, cioè la maggioranza delle persone conformiste e conformate, sogliono portare a sostegno delle proprie convinzioni il fatto che l'essere umano, se libero, non soltanto è incapace di autogovernarsi, ma sarebbe anche destinato a lasciarsi andare in atti vandalici o in scorribande o in appetitose ruberie a destra e a manca (più di quanto non si faccia in regime guerrafondaio statale?). Queste convinzioni emergono dacché 'viviamo' questo tipo di società autoritaria, dacché la libertà viene negata e le persone sono costrette in cattività e addestrate culturalmente alla competizione. Quindi è vero ciò che questi detrattori vanno affermando, ma limitatamente a questo tipo di cultura e a questa porzione di tempo storico. Ma nonostante questo abbrutimento generale, dentro ogni persona vive sempre il fermento di libertà e di quella morale naturale che fa agire diversamente dal consueto, in mutuo appoggio, in solidarietà, senza furberie da caserma. E uno dei segnali di questo fuoco di libertà che arde sotto le sovrastrutture ci arriva da tutte quelle attività umane dove la responsabilità è affidata ai singoli individui (libertà è responsabilità personale, e viceversa, senza deleghe), i quali, ben lungi dall'attivarsi in crimini, valutano e decidono per il meglio. Il caso dell'Osteria senza oste, dove chi va a mangiare lascia alla fine ciò che vuole, è uno dei tanti segnali, e testimonia quella che potremmo definire onestà intrinseca dettata da una morale naturale di mutuo appoggio (leggetevi Kropotkin, ad esempio). I clienti di quell'osteria non rubano il cibo, non commettono crimini, non vandalizzano il locale, non scassinano la cassetta coi soldi, e il locale svolge da tempo la sua attività 'a libera offerta'. E' lo Stato, semmai, che non permette che si realizzi pienamente l'anarchia (ovvio), e infatti all'osteria sono arrivati i burocrati di Equitalia (società sbirrizzata!) a imporre ai gestori una multa salata per evasione fiscale, solo perché la gente mangiava e lasciava quel che voleva o quel che poteva: questo rappresenta un grave attacco alla cultura obbligata imperante, nonché un esempio per tutti che deve essere cancellato. I clienti però sono aumentati proprio a causa di questo sgarro autoritario. La gente sta prendendo coscienza finalmente? Non lo so. Mi chiedo però come mai l'enorme titanica ricchezza della chiesa, accumulata a forza di libere offerte (libere si fa per dire, spesso sono estorsioni) e senza emissione di scontrini, non venga mai sanzionata da tutta la società (sbirra!) che lavora al soldo dello Stato. Ma la mia domanda è retorica. 

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mercoledì 5 marzo 2014

Celestini: 'l'Anarchia è la responsabilità di stare senza pannolino'



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