giovedì 23 gennaio 2020

Il culo apotropaico

domenica 29 dicembre 2019

Aree inquinate in Italia


martedì 28 maggio 2019

Ma quali devianti d'Egitto?

Chi usa idee e princìpi anarchici, divulgandoli senza dire che appartengono all'anarchia, è necessariamente in malafede. Un opportunista. E nuoce all'anarchia! Attenzione, ci sono persone, o gruppi di persone che fanno man bassa di argomenti e princìpi anarchici tratti da blog come questo o come quello di Scuola libertaria, o come Terra Battuta (guarda caso tutti blog che appaiono nel nostro blogroll), per perorare cause ed attività non certo anarchiche, ma di tipo lucrativo (a lungo termine), progetti vari che inneggiano alla devianza, manifesti, conferenze, teorie autoritarie femministe, teorie economiste, libri, movimenti culturali e politici ancora larvati, e tutte quelle cose che sono contro l'anarchia stessa. Si tratta di veri parassiti del web.
Potreste imbattervi in codesti usurpatori (che altro non sono!), i quali argomentano su questioni certamente interessanti, ma proprio perché gli argomenti sono anarchici. Il guaio è che non lo dicono, non citano mai l'anarchia o gli anarchici come fonte delle loro argomentazioni. Totale malafede! Abbiamo visto filmati, abbiamo letto articoli sui blog, ma anche dei post su facebook, dove i contenuti sono presi pari pari da questo blog (rimescolati alla bene meglio per dare un senso di personalizzazione), ma presi anche dal profilo facebook di Paolo Schicchi, o dai post di Scuola libertaria, senza neppure citare le fonti o, peggio, senza neppure degnarsi di far sapere che le argomentazioni da costoro trattate sono le stesse che fanno gli anarchici ormai da centinaia di anni. E costoro li spacciano come nuovi e propri! 
Attenzione, quindi, non fidatevi di questi parassiti che, di solito, a parte ciò che abbiamo già detto, sono a volte inclini ai discorsi sul signoraggio, su un certo tipo di spiritualità da bazar scientologista, su una sorta di animalismo d'accatto, su un veganismo che senza una base anarchica dichiarata si lascia intendere come autoritario (perché o è uno, o è l'altro, e se non dichiari né l'uno né l'altro, non è quello anarchico), e su cose del genere, tutte lontane anni luce dal pensiero libero anarchico. Sono grillini della prima ora. Diffidate, dunque. E' gente che fa leva sul fatto che le persone sono ignoranti sull'anarchia, e quindi si tratta di gente che pensa di dire novità assolute e rivoluzionarie per acciuffare consensi e seguaci. Informatevi, invece, su cosa sia l'anarchia, andate alle fonti originali, scoprite i padri dell'anarchia, gli attuali pensatori anarchici, leggete i loro libri, leggete gli articoli di questo blog, e smaschererete tutti gli impostori e gli usurpatori che da qui, e non solo da qui, attingono per far danno all'anarchia.

PS. Messaggio destinato a certi 'visitatori' progettisti della devianza: ora andate a fare conferenze anche su questo post, ma, mi raccomando, senza mai pronunciare la parola 'anarchia' e i suoi derivati. Non sia mai che poi la gente scopra cos'è, se ne innamori, e vi manda a cagare da qui all'eternità!

Hey, Mason Massy James, che anche tu fai parte della cricca di 'parassiti in viola elettrico' (ti piace la definizione?), quando rubi i post altrui, visto che scarseggi di fantasia e creatività, quantomeno, non firmarli col tuo nome, come hai fatto con questo post originale di Terra Battuta

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mercoledì 31 ottobre 2018

Un film su Errico Malatesta


Voglio farvi un bel regalo, una specie di rarità. Ho appena caricato su Youtube questo film che conservavo in un cassetto e non lo tiravo fuori chissà per quale motivo. Parla di Errico Malatesta, del suo periodo in Inghilterra, a Londra. Lo dico subito: la figura di Malatesta qui raccontata e interpretata dall'attore Eddie Constantin, non è quella più aderente a quel che siamo abituati a 'vedere' e a capire dai suoi scritti, ma è piuttosto l'interpretazione del regista, Peter Lilienthal, nel 1970, anno della pubblicazione del film, come lui stesso ha spiegato in un'intervista. E tuttavia nel film si possono apprezzare episodi realmente accaduti, alcuni filmati dell'epoca, nonché un imperdibile comizio di Emma Goldman. Perciò ha un valore anche storico. Il regista ha voluto tracciare, fin da subito, una caratteristica che in realtà Malatesta non aveva, e cioè quella della non violenza; è stata una scelta interpretativa e del tutto arbitraria, dice il regista in quell'intervista, dovuta alla sua esperienza di bambino emigrato in Uruguay, nazione autoritaria e dittatoriale, e ritornato successivamente in una Germania democratica, dove i ragazzi si ribellavano violentemente anche contro la democrazia (un atteggiamento che non capiva, almeno all'epoca).

La traduzione nei sottotitoli e la cura sono state garantite dal gruppo anarchico malatesta di Roma. Buona visione.




sabato 3 marzo 2018

Fascisti si diventa dopo esser nati liberi

Ci sono quelli che pensano che la palese tutela dello Stato nei confronti del fascismo e dei fascisti sia iniziata negli ultimissimi decenni. Altri pensano che il fascismo sia morto il 25 aprile 1945 e che abbia ripreso a vivere nel 1946 con la complicità di Togliatti (v. amnistia) e dei magistrati fascisti rimasti in carica. 
Per ognuno di questi casi si leva forte il grido di sdegno di quelli che si dicono antifascisti, antiautoritari, professionisti della rivoluzione, nemici giurati del dominio padronale, sostenitori della libertà. Come non essere sdegnati anche noi anarchici? E tuttavia, questi arditi della libertà stentano a manifestare il loro sdegno quando gli si spiega che il fascismo, l'autoritarismo, non ha un colore specifico, che è invece un tipo preciso di cultura, e che questa cultura appartiene a questa specifica società globalizzata, la quale è il frutto di una educazione altrettanto specifica, mirata e inoculata attraverso tutti i mezzi possibili e immaginabili, in primis la scuola, resa espressamente di massa e obbligatoria. 
Spiegato questo aspetto incontestabile, suffragato da analisi in quantità ma soprattutto dall'evidenza, a quel punto, quasi tutti i rivoluzionari antifascisti e antiautoritari, ad esclusione ovviamente di quei pochi anarchici consapevoli dell'azione pedagogica continua e autoritaria dello Stato, si bloccano nel loro ardore rivoluzionario, e diventano immancabilmente scudi ed armi a difesa dello Stato, della bandiera, dei governi, della cultura imperante, della scuola per diffonderla, del conformismo, della gerarchia, di ogni autorità, della necessità di avere padroni che limitino la libertà degli individui (pericolosissima, più delle guerre, secondo il loro punto di vista). E questo è il vero fascismo, un tipo di cultura che si fa dogma sociale, norma morale e pedagogica, disciplina imposta dall'alto, ordine militare, per l'immutabilità dello status.

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