Volete entrare in una scuola anarchica per vedere cosa succede lì dentro? Volete vedere quante molotov vengono prodotte dai ragazzini ogni giorno? Se volete vi ci accompagno, così, tanto per fare un giretto nell'inferno, nel caos, nella violenza, nella disorganizzazione più totale, nel delirio di macchine da tortura, nel parapiglia delle lotte brutali contro i nonnini e le nonnine. Se proprio volete concedervi questa passeggiata per avvalorare tutto quel che pensate sull'anarchia, potete CLICCARE QUI e guardare il video.lunedì 30 gennaio 2012
Kiskanu, una scuola tutta da vedere (per credere)
Volete entrare in una scuola anarchica per vedere cosa succede lì dentro? Volete vedere quante molotov vengono prodotte dai ragazzini ogni giorno? Se volete vi ci accompagno, così, tanto per fare un giretto nell'inferno, nel caos, nella violenza, nella disorganizzazione più totale, nel delirio di macchine da tortura, nel parapiglia delle lotte brutali contro i nonnini e le nonnine. Se proprio volete concedervi questa passeggiata per avvalorare tutto quel che pensate sull'anarchia, potete CLICCARE QUI e guardare il video.
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venerdì 27 gennaio 2012
HAARP, terremoto in Italia (27/1/2012)
Le induzioni elettromagnetiche causate dalle antenne militari posizionate in Alaska, registrano un'attività di rilievo sempre due/tre giorni prima degli eventi catastrofici. Un caso? Per chi conosce il progetto HAARP, al di là delle spiegazioni ufficiali e di facciata, assolutamente no, esiste un rapporto di causa-effetto tra le induzioni delle antenne e le catastrofi. Non è la prima volta che, anche in questo blog, notiamo e denunciamo tali anomalie, comprese le scie chimiche che sono parte integrante del progetto HAARP. Questo grafico mostra l'attività delle antenne che, come vedete, nei giorni precedenti il sisma si intensifica notevolmente, ma non tanto da causare disastri come quello avvenuto in Giappone (vedi grafico) o in altre zone del mondo.Sito Haarp, posizionato al giorno 24.
Saperne di più su HAARP
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Le Anna Frank nascoste dai media
Sapete quante Anna Frank ci sono state e ci sono nel mondo? Una infinità. Ma rimangono tutte ben nascoste, non perché lo vogliono loro, ma perché tutti i media del pianeta (libri di scuola compresi) sono impegnati a propagandarne solo una. Come se tutto il male del mondo, tutti i fascismi, tutti gli autoritarismi, avessero colpito soltanto la stirpe di Anna Frank, quella Anna Frank; come se nella Palestina occupata dagli israeliani, ad esempio, i bambini stiano vivendo in serenità. Invece, fin dal 1948, proprio gli eredi politico-religiosi di quella Anna Frank stanno uccidendo altre Anna Frank, ma tutte palestinesi. Ma cosa importa? Quelli di Gaza o degli altri territori occupati da Israele non sono mica bambini. E infatti lo vediamo bene come l'esercito israeliano tratti questi inutili esseri che non meritano neanche di finire nei libri di scuola o negli special televisivi. E poi tutte queste Anna Frank palestinesi... non hanno neppure i soldi per comprarsi un diario, perché ricordarle? Magari non sanno neanche scrivere perché andare a scuola è impossibile, dato che devono arrabattarsi per aiutare la famiglia.
Allora, accanto Anna Frank, accanto alla moltitudine di ebrei uccisi dai nazisti, come anche la moltitudine di zingari, di omosessuali, di anarchici, di comunisti, di disadattati, di malati mentali, noi del blog intendiamo ricordare anche l'altra moltitudine di persone, quelle dimenticate e massacrate proprio da quello Stato ebraico che ogni anno fa di Anna Frank una bandiera di compassionevole autopropaganda politica. Riposino tutti in pace e in eguaglianza, almeno da morti.
Israeliani rapiscono bambini a Gerusalemme
Allora, accanto Anna Frank, accanto alla moltitudine di ebrei uccisi dai nazisti, come anche la moltitudine di zingari, di omosessuali, di anarchici, di comunisti, di disadattati, di malati mentali, noi del blog intendiamo ricordare anche l'altra moltitudine di persone, quelle dimenticate e massacrate proprio da quello Stato ebraico che ogni anno fa di Anna Frank una bandiera di compassionevole autopropaganda politica. Riposino tutti in pace e in eguaglianza, almeno da morti.
Israeliani rapiscono bambini a Gerusalemme
Bambini a Gaza combattono i traumi della guerra
giovedì 26 gennaio 2012
Ricordando Alfonso Failla
'Il nostro rifiuto di partecipare alle giostre elettorali è materiato, oltre che da finalismo anarchico, anche dalla convinzione che la prassi elezionista è una pedagogia utile soltanto per coloro che vogliono perpetuare l'illusione che i cittadini, votando, intervengono concretaqmente nell'indirizzo della cosa pubblica.Oggi si possono avere opinioni e valutazioni 'realistiche' sul neocapitalismo, al punto di formulare valutazioni pessimistiche sull'attualità e l'attuabilità della rivoluzione sociale. Il nuovo, come il vecchio capitalismo, resta ancorato, sia pure con strategia e tattica 'nuove', alla sua prassi costituzionale della ricerca del massimo profitto del lavoro e dell'intelligenza umani subalterni.
La necessità rivoluzionaria di abbattere le frontiere del privilegio e delle nazioni, per mettere tutti gli esseri umani in condizione di godere, senza discriminazioni e di limitazioni, i frutti del lavoro collettivo, è urgente e impellente oggi più di ieri'.
Alfonso Failla, Umanità Nova, 30 aprile 1966
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mercoledì 25 gennaio 2012
Tahrir - liberation square: film documento di Stefano Savona
Un anno esatto è passato dalla rivolta popolare egiziana contro il regime di Mubarak. Il 25 gennaio 2011 i giovani al Cairo occuparono piazza Tahrir e ne fecero il loro quartier generale, la loro casa-simbolo, il loro giaciglio, fino a quando Mubarak non lasciò la trentennale poltrona da dittatore.Il 24 gennaio scorso RaiTre manda in onda lo straordinario film 'Tahrir - liberation square', ma lo manda ad un orario improponibile, all'una e dieci di notte. Si tratta di un documentario eccezionale dove le videocamere stanno dentro la rivolta, dentro le emozioni, dentro il cuore pulsante e le parole dei giovani. Emergono verità, umanità, progetti assembleari, dichiarazioni emozionanti, ragionamenti, disperazioni e conforti, e tutto assolutamente in presa diretta, dentro la piazza. Un film che non poteva essere trasmesso in prima serata, perché contraddice l'informazione di regime secondo cui i manifestanti sono sempre una sorta di criminali violenti e disorganizzati. Giovani ragazze che ragionano sugli articoli della costituzione, il ragazzo che telefona a casa mandando a dire che rimarrà in piazza fino alla fine, l'anziano che fa un discorso emozionante e appassionato su questi giovani a cui si sente visceralmente legato, i cori, gli slogan cantati con assoluto trasporto, convinzione, e vero senso di comunità (cosa rara ormai da noi), questo e tanto altro si può vedere adesso grazie al lavoro di Stefano Savona, fino all'atroce cambio di regime, quello militare, che aveva illuso qualcuno, ma che si è rivelato uguale al precedente, e la dichiarazione disperata di una donna che, rivolgendosi indispettita verso chi le sta intorno, dimostra tutta la sua rabbia per la presa in giro, per l'inganno del potere costituito che si è rimesso sul trono. La lotta egiziana continua.
C'è un limite o un errore in queste proteste? Sì. E' quello di un nazionalismo ancora troppo attaccato alla coscienza, è quello di una forte dipendenza nei confronti di chi detiene il potere religioso, ma l'errore più grande è quello di non capire che una vera rivoluzione non può essere delegata. Verso la fine del film emerge questo errore, quelle giovani che pensano che serva un loro capo, un loro delegato al governo, dimostra che tanta strada deve ancora essere percorsa per comprendere che la vera libertà di un popolo passa attraverso l'autogestione e l'autonomia. Ma questo, purtroppo, non è solo un errore del popolo egiziano.
Per vedere il film completo CLICCA QUI.
Directed and photographed by Stefano Savona
Edited by Penelope Bortoluzzi
Sound Editing and Mixing Jean Mallet
Produced by Penelope Bortoluzzi and Marco Alessi
A coproduction of Picofilms and Dugong with the partecipation of Rai 3
(sinossi)
http://www.tahrir-liberationsquare.com/
Edited by Penelope Bortoluzzi
Sound Editing and Mixing Jean Mallet
Produced by Penelope Bortoluzzi and Marco Alessi
A coproduction of Picofilms and Dugong with the partecipation of Rai 3
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http://www.tahrir-liberationsquare.com/
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