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mercoledì 10 luglio 2013

Liberate Kostas Sakkas!


 Le istituzioni greche stanno uccidendo lentamente e cinicamente questo ragazzo, detenuto ingiustamente e senza processo. Kostas Sakkas, 29 anni, unica colpa è essere anarchico, e come tale è stato rinchiuso in una cella oltre i limiti stabiliti dalla stessa legge greca. Detenuto preventivamente dal dicembre 2010 (!!), Sakkas dal 4 giugno ha smesso di alimentarsi, ha perduto 13 chili. Si avvicendano gli appelli anche di Amnesty international. I medici avvertono: rischio arresto cardiaco da un momento all'altro. Scatta la solidarietà, il tam tam dei compagni è martellante. Il terrorismo di Stato sta esprimendo 'il meglio' di sé, trova sempre le sue scuse, ma più di queste trova il sostegno da parte di quanti non capiscono mai dove stia il vero crimine, chi sia il vero terrorista. Qui si sta ammazzando una persona, scientemente. Solidarietà a Kostas Sakkas. Libero subito! Qui sotto la manifestazione ad Atene svoltasi il 5 luglio scorso.



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giovedì 3 gennaio 2013

I due marò si trovavano in acque indiane

Non è vero che la nave Enrica Lexie si trovasse in acque internazionali nel momento in cui Salvatore Girone e Massimiliano Latorre ammazzarono i pescatori indiani. La nave si trovava nella 'zona contigua', cioè a 20,5 miglia nautiche dalla costa del Kerala, e non a 33 miglia nautiche. Lo confermano anche i satelliti. E che proprio i due sottufficiali siano quelli che spararono è cosa accertata (ma non nota in Italia). I media di regime mentono sapendo di mentire, anche sul nome 'marò', e lo Stato italiano non fa altro che proteggere e onorare chi ha fatto e continua a fare delle armi il proprio mestiere, protetto da una divisa. Tutti i riferimenti, le prove, le analisi, potete trovarli CLICCANDO QUI.

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mercoledì 12 dicembre 2012

Strategia della tensione: chi, come e perché

La strategia della tensione è uno dei tanti strumenti che possiede lo Stato per rafforzarsi nelle sue prerogative oppressive, mentre al contempo fa credere all'opinione pubblica di starsi indebolendo a causa di 'elementi terroristici' e destabilizzanti per il Paese. Ogni atto terroristico ha matrice statale e fascista, ma ogni operazione mediatica è volta a far intendere all'opinione pubblica che il terrorismo sia opera di gruppi estranei allo Stato, nemici dello Stato. Sicché le vere questioni politiche, i veri problemi del popolo, vengono dimenticati e letteralmente sostituiti con un diffuso sentimento di paura collettiva e dal bisogno conseguente e costruito di 'ordine pubblico'. Un bisogno creato artificialmente in cui la massa acritica si tuffa ignara e ingenua.
Per saperne di più (e molto meglio) potete CLICCARE QUI, dove potete leggere anche esempi concreti di strategia della tensione, il loro perché, i loro modi di attuazione, e chi sono gli attori occulti e le vittime. Il testo è intimamente legato ai fatti di Piazza Fontana, ed è tratto da QUESTO DOSSIER.
Pino vive!

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sabato 3 novembre 2012

I Guarani hanno deciso: ammazzateci e seppelliteci qui

Contro la decisione della 'Giustizia' Federale e del governo brasiliano che vogliono occupare tutte le terre del popolo Guarani Kaiowá, è stato scritto il seguente appello tanto tragico quanto dignitoso da parte di queste persone pacifiche e native che vivono sulle rive del fiume Hovy. L'appello può essere interpretato come un'azione suicida collettiva (ricordiamo anche i Mapuche), o come un invito per l'esercito a sparare contro queste persone.

'Noi, 50 uomini, 50 donne, 70 bambini Guarani Kaiowá del Brasile, esponiamo qui la nostra situazione e la nostra decisione definitiva di fronte all'ordine di espulsione della Giustizia Federale, dossier nº 00000 32-87. 2012.4.03.6006 del 29/09/2012. Noi siamo stati avvisati che saremmo stati attaccati ed espulsi dalle rive del fiume da parte della pulita Giustizia Federale di Navirai. Così, è evidente che l'azione stessa della Giustizia del Brasile genera e aumenta le violenze contro di noi, violando il nostro diritto di sopravvivere sulle nostre terre ancestrali, le rive del fiume Hovy. E' chiaro che la decisione della Giustizia Federale fa parte del genocidio storico dei popoli indigeni. Noi proclamiamo al Governo e alla Giustizia Federale che abbiamo perduto la speranza di sopravvivere degnamente e senza violenza, e che noi non crediamo più nella loro Giustizia. A chi andremo a denunciare il genocidio praticato contro di noi? A quelli che lo alimentano? 

Noi abbiamo valutato la nostra situazione e abbiamo concluso che, a breve, moriremo. Noi non abbiamo e non avremo la possibilità di vivere degnamente né sulla riva dell'Hovy, né lontano da qui. Siamo accampati a 50 metri dal fiume, e quattro dei nostri sono già stati uccisi, due per suicidio indotto, due sotto la tortura degli uomini armati al servizio dei grandi proprietari. Viviamo su queste rive da più di un anno, senza protezione, isolati e accerchiati da questi uccisori; noi mangiamo una sola volta al giorno; tutto questo lo subiamo per ritrovare la nostra terra, al centro della quale c'è il cimitero dei nostri antenati, parenti, anziani, padri, nonne. Fino ad oggi abbiamo resistito, ma tutti insieme, a questo punto, abbiamo deciso di non andare via da qui. Noi allora vogliamo essere uccisi e seppelliti qui. Abbiamo già sofferto molto, veniamo massacrati e moriamo a un ritmo rapido. Non andremo via da qui. Abbiamo deciso di lasciarci uccidere qui, collettivamente. Domandiamo una volta per tutte alla Giustizia Federale di decretare il nostro sterminio totale, di far entrare dei trattori per scavare una fossa e di seppellirci tutti insieme. Noi non abbiamo altra opzione, questa è l'ultima decisione unanime di noi, i Guarani'. 
ATTENZIONE. Per chi volesse sottoscrivere una petizione da mandare al ministero della 'giustizia' brasiliano, trovate la maniera automatica per farlo in due clic CLICCATE QUI


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domenica 9 settembre 2012

Niscemi: manifestazione nazionale NO-MUOS, 6 ottobre 2012

MUOS (Mobile User Objective System), cioè giganteschi apparati militari che emettono pericolosissime cancerogene radiofrequenze (microonde), installati su un Sito di Importanza Comunitaria e naturalistica (Riserva Naturale 'la Sughereta') appositamente devastato, spianato, cementificato (ne parlavamo qui). Tutta la Sicilia Sudorientale sarà presto bombardata dalle radiazioni di queste enormi antenne paraboliche, e giù, fino al mare, per chilometri e chilometri. Il volo dei droni, anch'essi facenti parte del progetto di guerra che decollano dalla base USA di Sigonella, accompagnerà le radiazioni delle parabole satellitari che certamente interferiranno in maniera pericolosa anche con l'aeroporto di Catania. Il progetto criminale è voluto e gestito da quell'America che soprattutto dal dopoguerra ad oggi ha fatto della Sicilia il suo avamposto nel Mediterraneo, e non certo per portare pace e benefici. Complice il governo della Regione e di Lombardo.
Quindi esiste una resistenza anarchica tenace e permanente, esiste un Comitato di base No-Muos, esistono i Comitati delle città vicine e un coordinamento regionale, esiste una mobilitazione popolare, a dimostrazione del fatto che il popolo siciliano non è intenzionato a farsi cuocere il cervello dalla 'democrazia' yankee. Sono già tantissime le iniziative svolte contro il Muos: proteste, sit-in, assemblee, cortei. Giorno 8 settembre 2012 si è svolta un'azione No-Muos direttamente sul sito militarizzato, e il popolo, armato di pentole e mestoli, ha battuto forte la sua rabbia.
E mentre con oggi si conclude a Niscemi la tre giorni di presidio No-Muos, è il momento di gridare ancora più forte il nostro NO con una manifestazione nazionale, sempre a Niscemi, il 6 ottobre 2012. La graziosa cittadina, sita a pochi chilometri a nord di Gela e a sudovest dalla capitale siciliana della ceramica (Caltagirone), sarà orgogliosa di accogliere le voci del dissenso e della pace provenienti da ogni dove.

info-adesioni:futuro-verde@hotmail.it3895155514-3297439783; beni.comuni@virgilio.it;333-3067017





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mercoledì 22 agosto 2012

Non abbiamo bisogno di autorità specializzate

Silvano Agosti individua nei 'ruoli' e nelle 'specializzazioni' un male sociale, sostanzialmente perché queste categorizzazioni rappresentano un continuo spezzettamento dell'unione del popolo, ma anche un annullamento delle potenzialità di tutti nel fare svariate cose, al di là del possesso di un diploma, di un certificato di competenza, di una medaglietta. Tutto ciò a ragion veduta. Il discorso era stato affrontato e analizzato accuratamente già nel 1977 da Ivan Illich (nella foto) nel suo libro 'Disoccupazione creativa', da cui emerge un quadro inquietante in merito ai motivi del depotenziamento della forza democratica dei popoli. Inquietante quanto può esserlo un'amara verità.
In buona sostanza -ma converrebbe leggere il libro per capire i meccanismi perversi legati all'istituzionalizzazione dei mestieri- le semplici professioni divenute specializzazioni non fanno altro che legittimare tali corporazioni a obbligare i cittadini-clienti a credere di avere un bisogno o un problema per il quale solo 'gli specialisti' di quel settore hanno la soluzione, o dicono di averla (come fa lo Stato col bisogno -costruito- della sicurezza). Per ogni bisogno costruito dagli specialisti c'è una soluzione che solo loro possono dare. L'esistenza di queste specializzazioni viene canonizzata e avallata dal sistema, perciò succede che se un individuo non accetta la soluzione imposta dallo specialista diventa un sovversivo, un fuorilegge.
Va da sé che Illich indaga molti campi, molti 'ordini professionali': dai medici, agli insegnanti (Illich era anche pedagogista), dai poliziotti agli avvocati, fino a vedere acuire la situazione nei becchini americani, i quali, garantiti dall'appoggio politico più che da un diploma scolastico,
'hanno posto in essere una professione non perché ora si chiamino impresari di pompe funebri, o perché è richiesto un diploma per esercitare la loro attività, o perché le loro prestazioni sono diventate molto care, e neppure perché si sono sbarazzati dell'odore appiccicato al loro mestiere facendo eleggere uno di loro persidente del Lion's Club: costituiscono una professione, dominante e menomante, dal momento in cui hanno acquistato il potere di far bloccare dalla polizia un funerale se il morto non è stato imbalsamato e chiuso nella bara da loro. In qualunque campo si possa immaginare un bisogno umano, le nuove professioni menomanti si erigono a tutori esclusivi del bene pubblico'.
Ivan Illich definisce 'menomanti' le professioni che si ergono a tutrici del bene sociale ma che in verità fanno male alla società stessa. E infatti Illich insiste anche sugli insegnanti, troppo inconsapevoli del meccanismo della scuola, di quel 'programma occulto' delle scuole che
'promettono istruzione eguale per tutti, generano una meritocrazia inegualmente degradante e una dipendenza a vita da ulteriori interventi didattici'. (nello specifico, Illich ha scritto anche 'Descolarizzare la società', un testo fondamentale per ogni vero insegnante, e non solo).
Insomma, il popolo è diventato un crogiuolo di clienti, sui quali grava un controllo ostinato da parte degli specialisti che dicono di cosa il popolo ha bisogno anche se non ne ha bisogno, ma riescono a convincerlo a suon di legge e menzogne. Tipico è il caso dei medici che ormai non si occupano più delle persone, ma di 'casi', e individuano un presunto bisogno generale per una patologia definita 'sociale', per la quale ovviamente soltanto loro possiedono la cura, o dicono di possederla, una cura che per legge diventa obbligatoria, Obbligatoria la cura, obbligatorio lo specialista ufficiale (ricorderete il caso Di Bella, la cui cura anti cancro non ufficiale prima era stata osteggiata, oggi è riconosciuta). Il medico -dice Illich- è diventato 'biocrate'. O ancora gli avvocati... il diritto di autodifesa viene abolito dall'avvocatura imposta d'ufficio. Illich non esita a definire le professioni il 'nuovo clero'.
'gli educatori, gli assistenti sociali, i militari, gli urbanisti, i giudici, i poliziotti e altri dello stesso stampo [...] godono infatti di ampia autonomia nella creazione di strumenti diagnostici con i quali catturare poi la clientela da curare. Decine di altri creatori di bisogni si provano anche loro: banchieri internazionali diagnosticano i mali di un paese africano e lo inducono poi ad ingoiare la medicina prescritta, anche a rischio della vita del paziente; specialisti della sicurezza valutano il grado di rischio del lealismo del cittadino e finiscono col distruggere la sua sfera privata; persino gli accalappiacani si spacciano per specialisti della prevenzione contro gli animali nocivi e si arrogano il diritto di vita e di morte sui cani randagi'.
Il bellissimo libro, dicevamo, è del 1977, le cose oggi sono andate peggiorando, i banchieri internazionali non diagnosticano più un paese africano, ma intere nazioni europee, ed hanno medicine amarissime che si traducono in ulteriore schiavitù e oppressione per i popoli. Inconsapevole della menzogna in cui è calato fin dalla sua nascita, ogni individuo accende la tv e crede ad ogni cosa gli venga detta dallo 'specialista dell'informazione'. Vi rimandiamo al titolo del post.

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mercoledì 15 agosto 2012

S. Stefano al Mare: privilegi e soprusi della chiesa

'Se anche voi andate in vacanza nel Ponente Ligure, potete imbattervi in inquietanti rituali religiosi che, alla fine, vi lasciano dentro solo tanta rabbia. Ma questo se la vostra mente è abbastanza aperta e laica, altrimenti sopporterete beotamente le angherie della chiesa nel modo più passivo possibile, come fanno molti abitanti di Santo Stefano al Mare, in provincia di Imperia, abituati da sempre a convivere con chi gli succhia sangue e quattrini e profitta della loro credulità.
Oggi che è ferragosto, ad esempio, il parroco del paese, di concerto con il vescovo e tutte le altre istituzioni civili e religiose, ha deciso di svolgere la messa sul mare, come gli anni passati. Non certo una messa al largo, dove non andrebbe nessuno, ma sugli scogli. Dice, che c'è di strano? Non si tratta di stranezza (anche se...), ma di insistenza martellante di una propaganda di fede che dev'essere ben debole per imporla in ogni dove, persino sugli scogli. Che se la montagna non va da Maometto... Ma che fede è se deve essere propagandata?
Facciamo il punto della situazione.
Ai preti non bastano le chiese, non bastano i sagrati, non bastano gli oratori, gli istituti, i collegi, le scuole... non bastano radio e tv, non bastano le strade, non bastano le piazze, non bastano i cieli (ne hanno il monopolio spirituale), non basta neppure l'aria visto che per mezzo dell'aria risuonano le campane incessantemente, anche di notte, per ricordare a tutti chi comanda. No, adesso i preti si prendono anche il mare, che se almeno ci camminassero sopra ci godremmo uno spettacolo di illusionismo all'aperto. E dire che un palco per i concertini c'è già in questo paese, perché spendere altri soldi? Cosa comporta veramente questa mascherata sugli scogli, al di là dell'imbonimento della massa credulona? Parliamo di cose concrete.
Intanto il sindaco non ha perso tempo per allestire un palco di legno già una settimana prima. Questo vuol dire non solo che quando si tratta di clero anche i sindaci più 'laici', o sedicenti tali, sono pronti a riverire e servire le sottane, ma questo allestimento ha violentato uno spazio naturale, bello in sé, in quanto naturale. La costruzione del palco anzitempo è solo uno dei motivi di sdegno, e se volete anche il più blando. Proseguiamo.
Questo clero così asfissiante -soprattutto in questi paesini- non paga alcun servizio, acqua e luce gliele paghiamo noi, e la messa serale sugli scogli deve poter avere proiettori e amplificatori, cioè strumenti alimentati ad energia elettrica. E io pago, in tempo di crisi. Ma il suolo pubblico lo avrà pagato il parroco? E vogliamo parlare dell'8x1000? Una tassa aggiunta che noi ci troviamo a devolvere coercitivamente allo Stato del Vaticano. Lo sapete tutti, noi siamo quelli che, con i nostri immensi sacrifici, alimentiamo anche la banca vaticana. Il clero dovrebbe quantomeno rimanere nei suoi luoghi canonici (la chiesa) senza ostacolare la nostra vita fuori. Invece no! Invece a tutti quelli che credono o non credono è stato imposto dal comune di Santo Stefano al Mare persino un divieto di sosta nell'unica strada percorribile del paesello, il lungomare, proprio là dove le automobili devono necessariamente transitare e sostare.
Il divieto serve a creare maggiore spazio per i devoti che assisteranno alla messa, cioè ad ampliare l'area destinata alla pesca dei tonni. Ma certo, di fronte ai devoti beoti e di fronte al volere clericale, cosa importa se tutte le altre persone che hanno necessità di sostare o di passare devono subire il divieto e mangiarsi il fegato? Sicuramente penseranno, come ho pensato io: 'questi preti non pagano neanche l'IMU e vengono fino in mare a predicare, negando a me -che invece pago tutto, e anche loro- il diritto di passare, sostare, stare in tranquillità davanti al mare'.
Poi ho anche pensato che se volessi fare anche io come la chiesa, magari un bel comizio sugli scogli, col cavolo che il comune mi allestisce il palco, mi fornisce di proiettori e amplificatori, e mi favorisce con un divieto di sosta per le auto. Insomma, se ti trovi a Santo Stefano al Mare non hai scampo, devi sorbirti la messa e subire in silenzio, oppure te ne devi andare nel paesino vicino'.

(Fabrizio, turista disgustato a S. Stefano)

Quale luogo spaventevole ha saputo fare della terra il cristianesimo, già per il solo fatto di aver collocato ovunque il crocifisso, e per aver in tal modo designato la terra come il luogo in cui "il giusto viene martirizzato a morte"! (Friedrich Nietzsche)

Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità. (Alexander S. Neill)

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giovedì 12 luglio 2012

Picchiato da carabinieri in borghese. Il quartiere reagisce (video)

Un ragazzo somalo, rifugiato politico, in possesso dei documenti, è stato strattonato e picchiato nel quartiere San Lorenzo di Roma da quattro figuri che poi -e solo poi- ammetteranno di essere carabinieri in borghese. Motivo del pestaggio: sfogo razzista e fascista, non v'è al momento altra spiegazione. Il ragazzo è stato trasportato in ospedale con un'epilessia conseguente al pestaggio. E' stato rilasciato dall'ospedale alle 3 di notte, con una prognosi di 15 giorni per trauma cranico e contusioni. Poteva scapparci il morto, ma le persone del quartiere si sono immediatamente attivate per fermare e contrastare vivacemente i carabinieri, ed è questo aspetto solidale che ci preme sottolineare, perché solo la cultura della solidarietà può contrastare la cultura della morte in uniforme (palese o mentale che sia). Il nostro abbraccio va al ragazzo, ma anche alle meravigliose persone di San Lorenzo.



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mercoledì 16 maggio 2012

Bastano tre righe?

Da quando in qua gli anarchici suggeriscono allo Stato il come si fa, sottintendendo il fatto che lo Stato debba esistere comunque? Si legge nel volantino recapitato in Calabria: '...fin quando lo Stato non cambierà marcia a tutela del Popolo...'. Da quando in qua, anche alla luce onesta della Storia, gli anarchici credono che lo Stato sia, o diventerà mai, un organismo dedito alla tutela del popolo?

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lunedì 14 maggio 2012

Fedeli solo al denaro, in marcia a Roma

C'era chi tradiva Cristo per 30 denari, e c'è chi tradisce se stesso per 37 euro. I partecipanti della cosiddetta 'Marcia della vita' sono andati a marciare in cambio di 37 euro (vedi), come dire: il cattolicesimo fa appello al diavolo e al suo sterco per reclutare accoliti occasionali che, con la promessa mercantile di qualche spicciolo (che di questi tempi spicciolo non è), hanno dovuto farsi carico di cause di cui probabilmente non gliene importava un fico secco. Ciò che conta sono i soldi, ecco il vero dio, soprattutto quello loro. Ciò che conta, alla fine, è una telecamera piazzata davanti al corteo per la propaganda di regime a mezzo tv. I mezzi giustificano il fine.
Non si può certo ignorare il fatto che una simile compravendita di pseudofedeli occasionali per cause programmate sia tutto tranne che un'operazione aderente ai principi predicati dai loro stessi vangeli. Coerenza zero. E osano parlare anche di carità e amore, e bla bla bla. Qui la carità è stata ricevuta non donata. Senza contare che questi manovali col codice a barre stampigliato sulla coscienza si fanno chiamare 'pro-life', ma in realtà tra di loro c'è anche gente che ha ammazzato dei medici che hanno aiutato ad abortire (vedi). Altro che pro-life, si dovrebbero chiamare 'pro-money'! Insomma a sfilare c'era il peggio della morale di Stato, se di morale si può parlare, o il meglio dell'ipocrisia ecclesiastica, fate voi. Alemanno? In testa al corteo, con Gasparri e gli altri, i paladini del neofascismo, cioè della neodemocrazia.
E se dobbiamo dire anche due paroline sulla 'causa' che questi impiegati remunerati vanno sbandierando ipocritamente, allora diciamo che impedire l'aborto significa non soltanto farci ritornare indietro culturalmente al medioevo (cosa che piacerebbe a tutti i fascismi), ma anche ritornare ad una pratica abortiva clandestina, con tutti i rischi del caso per le donne, e con un mercato nero di ostetriche improvvisate (quando va bene) che per non essere denunciate andrebbero a versare la mazzetta alle autorità, ecclesiastiche e non. E' incredibile che ancora oggi si debba denunciare queste cose che noi urlavamo in strada negli anni '70. Il primo che parla di 'progresso' gli diamo 37 euro per tacere!

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lunedì 7 maggio 2012

Chi li fa i comizi anarchici?

Erano brutti tempi quando le piazze del mondo ospitavano, gremite, le voci della propaganda anarchica: tempi fascisti, tempi di fame e di ingiustizia. Si vede che oggi viviamo nell'abbondanza, perché la propaganda anarchica nelle strade non esiste più, o quasi. Voi che dite? Parliamo di propaganda, non di anarchia in sé, perché questa non svanisce, anzi, più le tenaglie del sistema stringono e più le persone ne hanno umanamente voglia. E' libertà. E' umanità.
Ma non riusciamo a comprendere questa ritrosìa tutta anarchica che si esprime nel non voler (o saper) più esporsi, soprattutto -e forse esclusivamente- in Italia. E sì che le persone sono anche arrivate a chiederla, l'anarchia. Che se ad esempio il non-voto è un diritto, oggi l'astensione viene percepita dalle persone anche (e fortemente) come un dovere morale e umano. Molti risultati elettorali parlano chiaro (e anche il nostro sondaggio sotto il blogroll), l'astensione è il vero vincitore. Qualsiasi legge faranno i governi, adesso dovranno vedersela con una vera opposizione, quella del popolo, altro che quella sempre finta parlamentare!
Tant'è, noi continueremo a tessere elogi a Pippo Gurrieri, ferroviere anarchico, che nella piazza di Ragusa lancia imperterrito i suoi anatemi contro il sistema, a difesa degli oppressi. E non solo per il Primo Maggio. Certo in Sicilia di problemi ce ne sono, non ultimo il MUOS(tro) militare americano. Ma chi può dirsi libero dai problemi, tanto da non aver bisogno neppure di un sano e vigoroso comizio anarchico che, come una sferzata vitaminca, rimetta in sesto la coscienza e la predisponga alla lotta?
Per ascoltare il comizio di Pippo Gurrieri del Primo Maggio, CLICCARE QUI.

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