mercoledì 27 maggio 2009

Il mio comunismo: un'esigenza politica per una necessità umana

Un post di ideateatro mi ha dato l'input per questo pensiero sul comunismo. Ringrazio l'amico Riverinflood.
Io penso che bisognerebbe ridare un senso al termine comunismo, un senso mai dato prima, i tempi sarebbero maturi da un pezzo. E parlo di un senso spirituale, sì che il comunismo avrebbe una valenza davvero universale, senza tempo, nè luogo. Bisognerebbe distaccarsi dal principio che comunismo voglia riferirsi soltanto alla comunione di beni materiali. Esiste, oggi, una necessità di comunione di intenti e di bisogni che vanno al di là delle cose materiali. Ci sono necessità umane che hanno bisogno di essere istituzionalizzate da una politica comunitaria.
Un esempio di comunismo lo troviamo in ciò che ha fatto la Chiesa (ecclesia = comunità), uniformando e accentrando a sè il bisogno spirituale delle persone.
Io penso che bisognerebbe introdurre un forte valore spirituale nella moderna laicità, allora la gente si riconoscerebbe nel comunismo. Basta parlare di capitale, di merci e beni, occorre cominciare a riconoscerci nei bisogni più intrinseci e profondi. La falce e il martello sono ormai stati sostituiti -purtroppo- da robot elettronici. Un nuovo comunismo dovrebbe contemplare il fatto che il lavoro, ad esempio, non è il vero bisogno dell'Uomo (lo è diventato); i beni e il capitale, semmai, andrebbero ridistribuiti soltanto dopo e in conseguenza della distribuzione del tempo libero e creativo che è probabilmente il maggiore bisogno primario, naturale, spirituale di noi esseri umani, soprattutto oggi.
E' stato dimostrato che basterebbero solo 2 ore al giorno di lavoro per vivere in dignità, tutti quanti, senza sfruttamenti. Alcune teorie, a questo riguardo, sono state introdotte da vari intellettuali (non a caso, in piena Seconda Rivoluzione Industriale). Teorie tutte disattese, nonostante lo spessore culturale degli intellettuali che le hanno proposte, come John Ruskin, poiché il positivismo era ormai divenuto un dogma, dal quale era impossibile staccarsi. Eppure, ci furono anche esempi concreti, basati sulle teorie di Ruskin. Parlo degli artisti-operai che lavorarono nella fabbrica di William Morris (e qui varrebbe la pena soffermarsi e spiegare bene); ma quello che fu il frutto delle teorie di Morris e di Ruskin, venne assorbito e distorto dal regime vittoriano, in favore del potere politico, economico e industriale dell'Inghilterra. Io penso che bisognerebbe trovare un comunismo partendo dal pensiero di Ruskin, di Morris e di Dante Gabriele Rossetti.
E' perciò probabile che, quanto prima, io scriva la vera storia dello stile Liberty, dalla sua concezione teorica alla (non voluta) trasfigurazione in chiave capitalistica. Ne parlerò, poiché nella genesi del Liberty si esprime il dissolvimento delle idee e delle speranze di un pensiero che occorre oggi ritrovare. Secondo me.

19 commenti:

Riverinflood ha detto...

Sono d'accordo sull'idea di "comunione di intenti e di bisogni"; rimane sempre l'immane problema di cominciare a riacculturare qualche comunista "traverso", visto che la stragrande italiota massa non è mai stata comunitarda. I comunisri "traversi" come li chiamo io sono quelli che hanno perso (o voluto perdere) l'orientamento verso quella strada che tu indichi. Da parte mia, malgrado il grande scetticismo, credo che piccoli passi si possano fare, ma proprio piccoli. La sinistra è una cultura "feroce", purtroppo per sé stessa. Un saluto da sinistra.

Lucien ha detto...

Il nodo centrale per vivere in un futuro prossimo "umano" è rappresentato dal binomio tempo + lavoro.
Neanche i bambini hanno più tempo a disposizione, scadenzati come sono dagli impegni quotidiani.
Due ore di lavoro sono un utopia, mi accontenterei se non venisse avanti l'orrido modello di sviluppo cinese.
Un altro nodo centrale è la laicità, concetto fondamentale inteso esattamente nel modo in cui la descrivi. Valore sistematicamente disatteso e che mi fa rodere di invidia nei confronti della Spagna!

coscienza critica ha detto...

@ River
Dici che gli italiani non sono comunitardi. E' vero, ma solo nell'ideologia politica. In realtà in Italia vi è un forte senso comunitario religioso. Perciò indico una soluzione 'spirituale' al comunismo. Soluzione non opportunistica, ma coincidente con un vero bisogno, umano.

@ Lucien
Perché accontentarsi? L'utopia è un progetto, un'ipotesi d'azione, per me addirittura una necessità. Probabilmente è per questo che rimango sostanzialmente anarchico, nell'accezione più nobile del termine.
Abbiamo visto cose che fino a 40 anni fa erano impensabili e che, purtroppo, si sono realizzate. 40 anni fa era utopistica l'idea del ritorno del fascismo.
Sotto la cenere esiste ancora un fuoco di vera Libertà per l'Uomo. Se tutti soffiassimo...

Crocco1830 ha detto...

Hai introdotto un argomento molto interessante. Di fatto, mi pare che tu abbia invertito il punto di partenza per la critica del capitalismo, rispetto al pensiero marxiano ma che non lo abbandonano.
Il lavorare con gioia, il lavoro artigianale, il tempo di vita, sono concetti sviluppati da Marx. Mi chiedo però, se è possibile parlare di comunismo partendo dal lato spirituale, senza prima una critica sulle cause delle condizioni materiali.

coscienza critica ha detto...

@ Crocco
Esiste una relazione fortissima tra le teorie di Marx e quelle degli intellettuali citati nel post. Ma non è un caso che io non parli di Marx.
Una critica sulle cause materiali, come diceva Marx, pone la questione su un metodo scientifico e su fattori esterni all'individuo. Nel post tendo ad escludere volutamente l'aspetto delle cause (fattori sociali) per far partire il discorso proprio dalle esigenze ataviche, primarie dell'individuo e che prescindono da strutture sociali organizzate (quelle stesse che, ad esempio, hanno fatto nascere l'istituzione ecclesiastica). Come dire: concentrarsi direttamente sul bisogno primario, escludendo la condizione materiale dello stesso. Escludendolo, non esiste più alcun bisogno di critica. E' già una critica a monte. Così, almeno, la penso io.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Sul comunitarismo, sarei perfino più drastico di te: per me, l'individuo semplicemente non esiste, è una costruzione culturale. Prima viene la comunità e dopo viene l'individuo.
Non sono invece d'accordo con te sulla necessità di liberare l'uomo dal lavoro. Io credo invece che l'uomo, come tutti gli altri animali viva pienamente soltanto faticando, che il concetto di tempo libero è un concetto legato ad una società consumistica. Del tempo libero la gente non sa cosa farne, è durante il tempo libero che, magari piazzato davanti a una TV, viene alienato da sè. Il tempo libero, come tutto ciò che riguarda la "vera" libertà, può essere soltanto una conquista personale, qualcosa che ci guadagnamo, magari a costo di soffrire la fame: solo allora, se è il risultato di una volontà e di una lotta, può essere libero: il tempo libero regalato dallo sviluppo tecnologico è solo tempo di noia e di morte.

Lucien ha detto...

se tutti soffiassimo sulla...
« fiaccola dell'anarchia
la fiaccola dell'anarchia
la fiaccola dell'anarchia »

coscienza critica ha detto...

@ Vincenzo
Detta così, come dici tu, la penso come te! E' chiaro che il tempo libero, così come lo concepiamo comunemente, è un approccio sbagliato. Ma io ho parlato di tempo libero e CREATIVO. Fa la differenza. Esiste un momento in cui si ha necessità di pensare a se stessi, ma non per un fatto egoistico (questo è un convincimento borghese, capitalistico), ma per evitare l'alienazione di cui siamo affetti da almeno 300 anni.
Fortunati coloro che nel lavoro trovano piena soddisfazione spirituale (non economica). Temo siano pochi.
L'Uomo è stato imprigionato nel lavoro e con il lavoro. Ci rubano ore preziose della nostra vita. Ci stanno rubando l'unica vita che abbiamo. Un uomo costretto a lavorare 6 giorni su 7 è un uomo alienato che anela alla sua liberazione, sempre che non venga distratto da altre trappole -come avviene- e allora non si rende neanche conto di essere un topo in trappola.

coscienza critica ha detto...

@ Lucien
La fiaccola dell'anarchia, esatto!

Crocco1830 ha detto...

@ Coscienza critica: non credi che escludere la condizione materiale (che pure è implicita nel tuo ragionamento), non credi impedisca la costruzione di una coscienza della propria condizione come soggetto sociale? Non è polemica la mia, credimi.

@ Vincenzo: certamente in un contesto capitalistico, il tempo libero è una concessione necessaria allo stesso sistema, finalizzato al mantenimento della capacità produttiva della forza lavoro. Ma credo che il tempo libero del post, debba essere considerato come tempo "liberato" dal lavoro.

coscienza critica ha detto...

@ Crocco
Non c'è nessun dubbio che sia come dici tu. Il problema sta nell'interpretazione di quella parolina 'società', 'soggetto sociale'.
Il mio sogno sarebbe quello di formare la società partendo da un Uomo libero, quindi raggiungere un 'grado zero' dell'organizzazione sociale (intesa come la intendiamo oggi). Purtroppo, oggi, avviene la cosa inversa: è la società che forma l'individuo e lo imprigiona in gabbie di falso benessere. Ma questo è solo un mio parere.

Crocco1830 ha detto...

@ Coscienza critica: intendo per soggetto sociale, l'uomo che in ogni caso deve rapportarsi con altri. Dovrebbe poterlo fare, hai ragione, da uomo libero. Sono perfettamente d'accordo con te sul condizionamento della società sull'uomo. Anzi, ancora più marxianamente, del condizionamento del pensiero della classe dominante in un dato tempo ed in un dato contesto, sull'uomo.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

La discussione è certo interessante, anche se difficile da condurre tramite brevi commenti.
E' complicato spiegare in poche righe il proprio pensiero. Spero ci sarà occasione di continuarla.

holamotohd ha detto...

Sono d'accordo sul contenuto del post. Sono arrivata a pensare le stesse cose, anche se sono partita da un punto di vista meramente pratico, invece che culturale. Concordo sul dover riconsiderare il termine "comunismo", sulla reintroduzione di valori spirituali, sulla comunione di intenti, ma soprattutto sull'enorme valore del tempo libero e creativo, di cui oggi non si conosce più il significato.
Eppure parte tutto da lì, dal tempo libero, il poter ricondurre la propria vita su binari "umani": rendersi conto dello scorrere delle stagioni, avere del tempo da dedicare ai propri figli o ai propri genitori, ascoltare quel che dice la gente comune e discuterne, prendere delle iniziative sociali, incontrarsi con i propri amici per bere qualcosa e parlare un po', avere qualche ora da dedicare al volontariato, leggere un libro, ascoltare della musica, suonare, cantare, dipingere,.... e potrei andare avanti per ore.
Oggi come oggi, anche il poter riflettere, il poter pensare, è diventato un grande lusso, sacrificato sull’altare del parossismo materialistico.
Siamo arrivati al punto che se per caso abbiamo del tempo libero, andiamo nel panico, non sappiamo cosa farne: ci sembra un vuoto nella nostra vita stressante, che ci sembra piena, ma in realtà è vana. Priva di significato.
Purtroppo, al momento, non vedo alcuna soluzione possibile per un cambiamento sociale, e tantomeno politico, ma proverò ad essere ottimista ed a soffiare insieme a te per riattizzare il fuoco della Libertà.

coscienza critica ha detto...

@ Crocco
Marx rimane un caposaldo della cultura occidentale, da cui si snodano non solo le ideologie politiche avverse all'assolutismo imperialista, ma anche i temi sociali più attuali.

@ Vincenzo
Hai ragione, ci vorrebbe una sana, tranquilla e libera discussione, ma... occorre tempo libero (e creativo) :-)

@ holamotohd
Non avrei potuto spiegare meglio. Brava. Occorre semplicemente prendersi il tempo per costruire la propria vita.
Conosci questo?

holamotohd ha detto...

@ coscienza critica
No, non lo conoscevo, grazie per avermelo segnalato. Praticamente ho sempre pensato le stesse cose, ma sentirle dire da un altro, fa sempre piacere, ti fa sentire meno sola!
Il video ho dovuto vederlo su un altro canale, perchè al momento non si apre.

Aspetto il post sul Liberty. Ciao.

kinnie51 ha detto...

Questa corrispondenza fra comunismo e religiosità mi fa un po' pensare!

coscienza critica ha detto...

@ holamotohd
Speriamo di realizzare presto il post sul Liberty... Sai... nessun autore tratta veramente la sua storia, soltanto Argan (il grande Argan). Scoprirai qualcosa di veramente interessante. Se dovessi dimenticarmenne, me lo ricordi?

@ kinnie51
Ciao, Kinnie. In effetti, la corrispondenza potrebbe far storcere il naso a molti. E' chiaro che parlo di 'spiritualità' in senso lato e tu l'hai capito. E' un ingrediente che, forse, è sfuggito a Lenin.

holamotohd ha detto...

@ coscienza critica
Ci puoi scommettere! Imparare qualcosa di interessante è diventato veramente mooooolto raro per me... a parte quello che scopro dai vostri post, naturalmente.... :-))
Buona domenica!

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