giovedì 5 agosto 2010

Cosa ci fa un ministero in Veneto? E chi lo controlla?

C'è un server del Ministero dell'Interno in provincia di Rovigo. Come si spiega?
Intanto diciamo che lo abbiamo scoperto controllando gli ingressi quotidiani nel blog, utilizzando un sistema di rilevamento affidabile. Quasi ogni giorno i computer di palazzo fanno ingresso nel blog e ovviamente sono macchine che accedono in internet da Roma, ma questa volta l'IP archiviato, romano, giunge dal Veneto (nell'immagine, l'IP è stato cancellato). La cosa è preoccupante per una serie di motivi che fanno capo alle seguenti domande:
1) Chi si cela dietro il server veneto?
2) Che scopo ha una 'filiale' del ministero nel Nordest?
3) Chi ne è a conoscenza presso la sede romana?
4) Chi ha dato l'autorizzazione per questa ubiquità?
Se cade il governo, con conseguente cambio dei ministri, il server veneto potrebbe spiare il database romano. Qualcuno potrebbe, un domani, trarre profitto politico da questa operazione di spionaggio. Chi è questo 'qualcuno'? Non possiamo escludere a priori che questo collegamento avvenga in maniera illecita o per scopi disonesti. Possedere informazioni come quelle residenti nel server romano del ministero dell'interno potrebbe significare avere in mano un'arma ricattatoria potentissima, ma anche strumenti di conoscenza per anticipare mosse politiche strategiche. Inquietante.
E' curioso: in un'epoca in cui il Pdl fa il diavolo a quattro per far passare la legge sulle intercettazioni, non si esclude l'ipotesi che sia proprio qualche personaggio dell'attuale maggioranza a fare la spia informatica. Curioso, è vero, ma non ci stupirebbe. E non escludiamo neppure qualche spia dell'area PD, perciò abbiamo preso contatti con la presidente della Provincia di Rovigo, Tiziana Michela Virgili (centrosinistra), al fine di ottenere spiegazioni. La risposta mai giunta non fa altro che rendere più inquietante la faccenda.
Lasciamo ai lettori il compito di immaginare chi possa celarsi dietro quel computer, magari seduto tranquillamente a casa o in qualche ufficio privato. Noi speriamo solo che dietro a quella macchina ci sia un hacker (molto meno malvagio dei politici) che sveli finalmente la verità su tutte le stragi di Stato, da Portella della Ginestra agli attentati del 1992/'93.

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non per minimizzare l'accaduto, ma non potrebbe semplicemente essere un funzionario o impiegato della polizia che si è collegato al blog?
Sicuramente la connessione internet dei commissariati o delle prefetture (e dei relativi uffici amministrativi) saranno intestate nel registro internet al ministero degli interni, in quanto questi uffici di esso fanno parte.
Saluti
Stefano A.

coscienza critica ha detto...

Tutto è possibile, Stefano.

Paparone ha detto...

che non c'entri qualcosa il secessionismo invece?

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