martedì 3 agosto 2010

L'Italia aiuta i talebani, altro che peacekeeping!

E' strano che per promuovere la pace nei teatri di guerra vengano mandati militari (ben pagati). Ci saremmo aspettati, semmai, delle organizzazioni filantropiche, umanitarie, crocerossine... Invece il governo ci fa credere che a portare la pace debbano essere proprio uomini armati. Questi controsensi non si trovano neppure nei testi di Ionesco. E poi, dov'è finita la politica e la diplomazia? Qualcuno disse che la guerra è il fallimento della politica, è vero, ma noi correggiamo dicendo che la guerra, per i governi di destra, è l'unico modo di far politica. Un fascismo senza guerra non ha alcun motivo di esistere. La guerra è, per ogni fascista, l'espressione più concreta dell'ideologia autoritaria, l'obiettivo, la conditio sine qua non. Se gli aspiranti governi fascisti avessero il coraggio di dirlo, certamente non avrebbero alcun seguito presso l'opinione pubblica, a parte qualche mente distorta. Allora è meglio trasformare la parola 'guerra'. Rendiamola dolce, che tutti la accettino, chiamiamola 'pace' o, come si usa dire adesso, 'peacekeeping'. Con la propaganda televisiva, gli italiani crederanno anche a questa bufala.
Per fortuna è venuta fuori la verità dai 91 mila documenti scoperti e pubblicati da WikiLeaks (scaricabili qui). Già, ma la TV non ne parla nel dettaglio, non entra mai nel merito, soprattutto per quel che concerne il ruolo dei militari italiani in Afghanistan. Che cosa emerge da questi documenti? Anzitutto che non si tratta di missione di pace, ma questo era ovvio già da prima. Ma emerge un ruolo assai colpevole dell'Italia: il commercio di armi e di esplosivi made in Italy con i talebani. Ma come..? A noi ci fanno credere di andare lì per sminare i campi e poi siamo noi stessi che vendiamo le mine all'Afghanistan? Proprio così. Ve lo abbiamo detto... neanche Ionesco!
Nei documenti rivelati da WikiLeaks (che non parlano di azioni di pace, bensì di missioni di attacco armato, strategie di guerra, ecc.) ci sono migliaia di rapporti che parlano dell'Italia e del suo ruolo centrale nel commercio di mine. Ora, va da sè che la mina non è proprio... come possiamo dire... una mano santa per la pace, infatti normalmente le mine scoppiano sotto i piedi di coloro che, inavvertitamente, vi passano sopra, italiani compresi. Ma queste mine servono anche ad un altro scopo: L'esplosivo contenuto nelle mine aiuta i talebani a farne bombe micidiali, di quelle artigianali ma potentissime, vengono chiamate 'IED' (improvised explosive devices). In sostanza, l'Italia aiuta i talebani nella loro guerra. E voi che credevate alla storiella della missione di pace... tz tz! Credevate alla TV. Allora permetteteci anche di dubitare dei rapporti del Ministero della guerra, quando ci parlano di eroi italiani, morti durante lo sminamento di un campo. Le mine le tolgono o le mettono? In ogni caso le portano e le commerciano. Strano modo di fare la pace.
Quei documenti scoperti (dei quali la TV già non parla più, neanche sommariamente) descrivono orgogliosamente un'Italia attivissima nelle operazioni belliche, salvo smorzare i toni entusiastici quando si parla dell'unica cosa storta di marca italiana: Emergency. Davvero inaccettabile un ospedale in Afghanistan! Per giunta italiano! Non sia mai che qualche ferito possa dire di essere stato colpito dal fuoco italiano, allora è meglio far chiudere l'ospedale di Emergency, no?
L'esplosivo più utilizzato in Afghanistan è davvero quello italiano, parliamo di mine anticarro sulle quali sono saltati in aria anche militari italiani, al danno la beffa, ma tanto alla guerra non ci vanno i figli di chi ci governa. Poi ci vengono a dire - con l'animo falsamente straziato - che i nostri militari sono lì per fare la pace e che sono morti da eroi mentre compivano azioni di solidarietà.
Sono tre i tipi di mine italiane in Afghanistan: le TC-6 sono prodotte dalla barese Tecnovar srl, mentre le 2.4 e le Valmara 59 vengono prodotte a Castenodolo, in provincia di Brescia, dalla Valsella Meccanotecnica (che nel frattempo ha smesso di produrre esplosivi, dopo una mobilitazione degli operai che non se la sentivano più di produrre oggetti di morte). In totale, le mine italiane rappresentano un quarto di tutte quelle presenti in Afghanistan. E noi che pensavamo fossero casse di medicinali, invece già nel 2004 erano state trovate queste mine nel corso di una perquisizione nei palazzi governativi afghani. Casse piene di esplosivi italiani. Sono mine che disintegrano le persone, lasciano un cratere ampio decine di metri. In un rapporto redatto dagli artificieri della Nato si legge testualmente: «Il cratere dell’esplosione era profondo 23 metri e ampio 84. A giudicare dalla dimensione del cratere e dalla mancanza di frammenti, […] era presumibilmente una TC-6 italiana». E le mine italiane sono in quell'area sin dal 1989, erano state vendute agli USA prima dell'11 settembre 2001, ciò vuol dire che i talebani hanno potuto usufruire di questo esplosivo per organizzare la loro guerra dopo i fatti delle torri gemelle. Eh sì, le guerre scoppiano perchè qualcuno le decide al fine di speculare, guadagnare denaro sulla pelle dei civili innocenti, bambini compresi.
Bisogna smetterla di credere alla TV, bisogna cominciare a dubitare fortemente di tutto quello che ci viene detto attraverso questi canali ufficiali, perché forse non lasciano segni evidenti sul corpo, ma sono le armi più potenti che ogni governo ha a disposizione per difendersi dalle ignobili azioni compiute ai nostri danni. La verità sta sempre al di là della TV, prendiamone coscienza e cominciamo a onorare (e a ricordare) chi veramente muore eroicamente ogni giorno nei cantieri, nei campi, nelle officine, nei porti, nelle case... loro sì cittadini di pace, insieme a tutti coloro che, per colpa di queste politiche, non hanno più un lavoro o non lo hanno mai avuto.

Riferimento

ULTIM'ORA: IL SENATO APPROVA IL DECRETO DI RIFINANZIAMENTO DELLE MISSIONI DI GUERRA ALL'ESTERO

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7 commenti:

Jaio Furlanâr ha detto...

Ben detto e se potresti dare i link alle pagine che ne parlano, sarebbe ancora meglio perché cosí non dobbiamo cercarle. Credo comunque che
il migliore algoritmo sia quello di diffidare immediatamente di quelli che parlano di pace e democrazia perché sono quelli che fanno esattamente il contrario di quello che predicano. Esempio: Gli USA che si autonominano i difensori della democrazia e della pace. Quante guerre e quanti governi hanno fatto cadere con la forza solo per i loro interessi da cinquanta anni? Sono esattamente quelli che ne hanno fatte di più. Altro esempio: La casa della libertà...Ma quella, per fortuna, fà più ridere che piangere...Malgrado le mine che, se leggo bene, erano vendute anche sotto il governo Prodi:-)

Anonimo ha detto...

Condivido le critiche, anche se non considero un delitto aiutare i talebani che dopo essere stati attaccati dai Russi si trovano adesso a essere attaccati dagli USA che li avevano appoggiati quando gli faceva comodo. Ik vero pericolo è la politica aggressiva e fascista degli USA che è stata implementata dopo la fine dell'Unione Sovietica. La maggioranza degli americani è favorevole al ritiro delle truppe anche se con motivazioni diverse. AlQaeda in realtà non esiste come un'organizzazione localizzabile e non è più operativa in Afganistan.

coscienza critica ha detto...

@ Dario: se hai letto l'informativa prima di postare, ti sarai accorto che non possiamo più accettare link nei commenti. Mi spiace.

Dario ha detto...

Hai ragione, mi dispiace aver violato le regole del blog.

Avrei ri-postato il primo commento senza link al file di radio 24, tanto è possibile trovarlo facilmente, ma non ho più il testo e ora non ho voglia di riscriverlo.
Se vuoi, inoltralo tu eliminando il link, altrimenti lascia stare, va bene lo stesso.
Ciao.
Dario

coscienza critica ha detto...

Il commento di Dario senza link:

Vi segnalo una curiosa intervista di questa mattina (3/8/2010 ore 8:30 circa) su radio 24. Al minuto 33:07 si parla di rapporti commerciali tra Pakistan & Italia, la conduttrice Irene Zerbini ad un certo punto chiede all'intervistato (un Pakistano che lavora in Italia): "In quali settori?" (si commercia maggiormente tra le 2 nazioni n.d.r).
L'intervistato risponde senza alcun tentennamento: "Eh! prima di tutto le Armi, emmm ... gli strumenti per ... gli aerei ... emm..." e qui evidentemente s'accorge che l'ha detta grossa e cambia discorso. A quel punto anche la conduttrice sposta il discorso sul Nucleare (?), ricordando che il Pakistan è un paese nuclearizzato...

Dov'è che c'è scritto "L'Italia ripudia la guerra..."?

Non aggiungo altro ...

Ciao

Dario

Vespasiano ha detto...

Ormai la nostra Costituzione che tanto sangue è costata non vale piu' niente,siamo sotto controllo straniero (indovinate un po' di chi?) e questo i politicanti sono obbligati a nasconderlo a qualsiasi prezzo,tanto a pagare è sempre il popolo imbecille. Cc sul peacekeeping,vallo a dire al ministro La Russa che tanto si commuove quando parla dei "nostri ragazzi".

coscienza critica ha detto...

@ Vespasiano
Il ministro della guerra frequenta salotti e manda gli altri a morire ammazzati (o ad ammazzare), acquista 131 cacciabombardieri con i soldi pubblici, istituisce le mininaje... però parla di pace. E gli italiani imbecilli che ci credono.

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