giovedì 18 novembre 2010

L'ignoranza al potere e il mondo ci sfotte

Nel Paese dove, a detta di qualche ministro, l'Arte non si mangia e con la Divina Commedia non ci si può fare un panino, dove si taglia su tutti i campi della cultura e crollano edifici romani, dove il ministro Bondi assume a 'super-ispettore' di tutte le Soprintendenze un ex manager della Mac Donald's, e il ministro Gelmini taglia anche le ore di Storia dell'Arte, cosa ci si poteva aspettare se non aborti mentali, errori e diffusione dell'ignoranza? Oggi il mondo ha un motivo in più per deridere questi ignoranti al potere che dicono di governare l'Italia, ma che in realtà pensano a farsi i fatti loro e a devastare ciò che rimane dell'ex Belpaese, gente compresa. E parliamo ancora di Arte, ahinoi!
L'articolo di Repubblica informa che è stato completato il restauro di un gruppo scultoreo del 175 d.C. che rappresenta Marco Aurelio e la moglie Faustina, ritratti in sembianze divine (qui sotto). Un gruppo scultoreo destinato a Palazzo Chigi, cioè l'ufficio dei primi ministri.

Cosa c'è di strano? Di strano c'è (anche) la concezione del restauro, anzi, la non concezione, dal momento che alle statue sono state aggiunte le parti mancanti, utilizzando peraltro lo stesso tipo di marmo. E non ci sarebbe niente di strano se vivessimo nel 1870 o giù di lì. Già, perché nel frattempo si è anche pensato di scrivere -proprio in Italia- precise norme riguardanti il restauro (che all'estero conoscono bene), basate su quella che viene definita giustamente morale del restauro. Ma sapete bene che parlare di morale legata al governo è come parlare di onestà riferendosi alle banche.
Intanto diciamo che l'intervento è stato dettato da Berlusconi, il dittatore, il che la dice lunga sull'incompetenza artistica di uno che di arte ha solo quella della bugia. In secondo luogo, le statue sono state spostate dalla loro sede originaria (Museo delle Terme di Diocleziano) e portate a Palazzo Chigi sotto la pressione dell'architetto personale del duce Berlusconi, Mario Catalano, e questo aveva già generato forti polemiche. Ma perché non si può ri-fare le parti mancati alle opere d'arte? Semplice, perché non si può più spacciare per antico quello che non lo è! Non si possono più realizzare falsi storici, com'era di moda fare alla fine dell'Ottocento. E' un inganno ai danni dell'umanità! Se ad esempio andate a Firenze a vedere il duomo e i suoi decori marmorei della facciata, vi viene subito da pensare che quello sia il marmo gotico di Arnolfo di Cambio. Quante generazioni sono cadute in questo errore? Ebbene, quella facciata non è del XIV, ma del XIX secolo! Questo è solo uno dei moltissimi esempi di falso storico, di cui il governo pare avvezzo e incline.
Così, da che la moda dell'imitazione ha cessato di esistere con la morte di Viollet-Le-Duc (1879), si giunge al 1972, quando esperti e studiosi hanno scritto la Carta del restauro, dove si codificano finalmente i metodi moralmente corretti per restaurare e conservare le opere d'arte. L'articolo 6 della Carta del restauro elenca una serie di appositi e sacrosanti diveti. Citiamo il divieto che concerne l'oggetto del post:
...sono proibiti indistintamente, per tutte le opere d'arte di cui agli artt. 1, 2 e 3:
1) completamenti in stile o analogici, anche in forme semplificate e pur se vi siano documenti grafici o plastici che possano indicare quale fosse stato o dovesse apparire l'aspetto dell'opera finita;
Perciò, attaccare il pene e la mano destra a Marco Aurelio ed entrambe le mani a Faustina (tra l'altro, inventandosi tutto) è stata un'operazione che denuncia una grandissima, profondissima ignoranza culturale e artistica, soprattutto se il marmo usato è dello stesso tipo di quello dell'opera originale. Se esiste ancora oggi un restauro integrativo, anche questo è saggiamente normato: bisogna fare in modo che ogni nuovo intervento sia distinguibile dall'opera originale e/o dagli interventi passati. Perciò non scandalizzatevi mai (come fa Sgarbi, altro ignorante) quando vedete strutture di acciaio -o di altro materiale diverso dall'originale- che reggono o integrano parti di monumenti. Non dite mai che sarebbe stato meglio usare materiali simili. Certo, un altro conto è quando, ad esempio, crolla un edificio durante un terremoto e allora, in quel caso, si riutilizzano le stesse pietre, quelle originali, componendole come un puzzle (con tanta pazienza), come è stato per la basilica superiore di Assisi. Ma nel caso di questo gruppo scultoreo, le parti mancanti erano davvero mancanti, cioè perdute per sempre.
Che figura abbiamo fatto all'estero con questo colpo magistrale di alta ignoranza! Ma del resto, come dicevamo all'inizio, cosa ci si poteva aspettare da questo governo e dagli italiani che lo hanno votato? Non ci stupirebbe se Berlusconi, un domani, avesse anche intenzione di ri-fare le lance ai Bronzi di Riace e di portarseli anche a villa Certosa.
Che vergogna!
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6 commenti:

Ramingo ha detto...

Nemmeno in questo campo mostrano una sana coerenza. Prima coprono il seno nudo de "La verità svelata dal tempo" di Tiepolo nella sala stampa di Palazzo Chigi, e ora ricostruiscono piselli... Mah!

coscienza critica ha detto...

Bravo Ramingo.

Anonimo ha detto...

Ma da una parte da uno che si fa costruire un mausoleo per farsi seppellire, che ha nella sua villa un finto vulcano, simboli fallici in qunatità che vi aspettate, cultura? E' come quei burini rifatti che per abbebllire (?) i loro giardini mettono i nanetti o copie di statue classiche in di gesso.
L'Italia ha grandi scuole di restauro e quindi bravi restauratori ma a che servono per gente che definisce le macerie della domus dei gladiatori dei "muras" o che defnisce quelle costruzioni "vecchie" e quindi cadenti. Sapessero costruire loro bellezze del genere in grado di resistere 2000 anni ed in altre civiltà anche di più.Già che c'erano potevano agire anche sulle "tette" e portarle alla 4^ misura e sugli attributi maschili rendendoli più machi.
Che sconsolazione, guai a cadere nelle mani di criminali ma anche parvenues con la grana ma ignoranza...tanta.
Mietta

Giovanna ha detto...

@ Ramingo
L'unica coerenza che ci vedo è la fallocrazia.

Riverinflood ha detto...

Condivido doppiamente... sia l'articolo, sia l'ignorante a Sgarbi.
Ogni tanto 'sto presuntuoso bisogna colpirlo.
Ciao.

Angelica ha detto...

Una nota tecnica: quelli non sono Marco Aurelia e Faustina, ma due anonimi parvenu romani che pensarono bene di "nobilitarsi" facendosi ritrarre come Marte e Venere: volti realistici su corpi di stile classico, in altre parole una tamarrata assoluta. Cafoni loro e cafone chi se li è portati a palazzo senza capirne il significato.

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