lunedì 21 marzo 2011

Camaleontismo clericale (o dell'ipocrisia evangelica)

(testo estrapolato dal giornale 'Umanità Nova' del 20 maggio 1945)

La politica a tre spicchi
La spiccata tendenza di alcuni animali a trasformare il colore per immedesimarsi all'ambiente costituisce senz'altro una difesa per sfuggire al pericolo, questo fatto trova riscontro nelle eminenze più o meno grigie. Infatti i porporati della chiesa sentono proprio ora il bisogno di far sapere che la democrazia è insegnata dal vangelo, là dove è detto: 'il maestro si faccia come lo scolaro, il padrone come il servo, il re come il suddito'.
La chiesa che accetta i postulati dei lavoratori nel sindacalismo unitario. Nel vangelo è scritto: 'siate tutti fratelli'.
O perché non si facevano notare queste cose quando il fascismo commetteva tanti delitti?
O perché insottanati compari della corona, voi per primi vi esentate dal lavoro utile e necessario? Consumate la vostra esistenza inutile e gravate il corpo sociale di un peso improduttivo, facendoci sapere, per bocca dei cardinali, che il lavoro è un dovere e che si mangerà il pane bagnato di sudore (il vostro signori prelati non ha questo sapore), che ben sanno i lavoratori 'di che lacrime grondi e di che sangue'.
Ma vediamo come la chiesa ha messo in pratica per l'addietro le parole del vangelo 'siate tutti frateli, amate i vostri nemici, benedite quelli che vi maledicono, fate del bene a chi vi odia, pregate per quelli che vi maltrattano e vi perseguitano'.
La chiesa si è macchiata di delitti atroci e inumani in tutti i tempi. Giova ricordare come furono trattati gli uomini che proclamarono la libertà di pensiero: Giordano Bruno, Campanella, Fra Dolcin, Mortilett, Arnaldo da Brescia, e via di seguito.
La crociata bandita dal papa contro il bolscevismo nel fulgore del fascismo; le manovre papali che ebbero tanta parte nella repressione della rivoluzione spagnola, ve le siete dimenticate?
E' così che la chiesa ha messo in pratica il vangelo.
E voi eminentissimi prelati, riverenti sempre ai più forti, gerarchicamente posti sempre sul cumulo più alto del letame, nella forma più odiosa del parassitismo, consumate ciò che non producete; vi siete impossessati di ricchezze non sudate; ingoiate quello che potrebbe servire alla rieducazione del popolo e alla ricostruzione sociale. Voi siete sempre pronti, vangelo alla mano, a fare sfoggi di bontà e di pietà quando si maturano situazioni che possno esservi sfavorevoli.
In queste contingenze la chiesa adopera il vangelo come un'arma a doppio taglio, prestandosi al gioco delle parole a doppio senso per contravvenire ai fatti.
Ma quello che il popolo beone non s'accorge è che i suoi difensori, i paladini dei suoi interessi, sono tutti flessibili verso le sottane cardinalizie, con il tenero accorgimento per servire da incastro tra la chiesa e la dabbenaggine delle masse.
Però, o inanellati mercanti di anime, fate parte anche voi di quegli unici responsabili di tanto male.
A dimostrare quanto sia stata grande la vostra bontà in omaggio alle parole di Cristo 'siate tutti fratelli', riproduciamo l'abiurazione di Galileo Galilei, che suonerà vergogna per voi fino a che non cesserete d'ingannare i vostri simili.

Segue testo dell'abiura (pagina di Umanità Nova in file jpg)

PS. La recente ammenda papale (378 anni dopo la condanna di Galilei), non cancella la colpa, nè l'ipocrisia della Chiesa

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