martedì 11 settembre 2012

Lo Stato come industria di se stesso

Cari lettori, care lettrici, da oggi su Italiani Imbecilli inizia un piccolo percorso che vi condurrà a scoprire, a mo' di metafora, che cos'è lo Stato e come si autoproduce in continuazione. Questa autoproduzione statale che possiamo definire 'autopoiesi autoritaria' e che si mostra in tutta la sua orribile evidenza a chi possiede una certa capacità analitica e storica, ha tutto di inquietante e di miserevole. Del resto, come possiamo chiamare la condizione degli esseri umani statalizzati se non inquietante e miserevole? Già il fatto di sapere che una struttura statica, quale è lo Stato per definizione, utilizzi se stessa per riprodursi, ci rimanda a una grave e brutta parola: metàstasi. Capiamoci: qualcosa di statico, di non vitale, che si autogenera in continuazione, in un circuito chiuso che conduce alla morte l'umanità che ne è prigioniera.
Per capire questo processo useremo la metafora dell'industria, perché così può definirsi una struttura che genera qualcosa. E se quel qualcosa genera dolore e morte, stasi permanente, occorre sapere già adesso, come anticipo dei prossimi post, che questa industria di nome Stato tratta delle materie prime, che sono:
  • il controllo
  • la menzogna
  • la paura
  • la coercizione
  • la guerra
  • la disciplina
Queste materie prime, opportunamente utilizzate e dosate a seconda delle circostanze, formano una pasta-madre, siamo creativi e chiamiamola se vogliamo ipermateria criminale, con la quale vengono forgiati tutti i prodotti, i sottoprodotti, i derivati di questa nefasta industria di cui siamo tutti vittime, più o meno consapevoli, più o meno accondiscendenti.
I post che pubblicheremo relativi a questo soggetto saranno idealmente collegati tra loro per mezzo della stessa immagine a corredo, quella che vedete già, cambieremo ogni volta solo i titoli, come fossero capitoli (lavoratori, governi, prigioni, sindacati, ecc), ma questi post saranno anche collegati tra loro fisicamente per mezzo di un'etichetta-link (label) che troverete alla fine dei post (questo compreso), in modo da poterli avere tutti insieme a portata di mano. L'etichetta che abbiamo deciso è metastasi.
Alla prossima e sempre grazie per la vostra attenzione.

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1 commento:

Luca ha detto...

dato il parallelo stato-industria, definirei il rimedio per uscire da questo sistema "luddismo generalizzato nelle strade"

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