domenica 27 gennaio 2013

Da grande voglio fare la persona

Oltre che dividere il popolo, al sistema serviva poter giudicare e condannare parti di esso. Per poter giudicare e condannare una persona o una parte di popolo, bisogna che la società sia divisa in settori ben definiti, in ruoli, in specializzazioni, categorie, classi.. Il sistema chiarisce autoritariamente e arbitrariamente anche 'l'importanza sociale' di questi ruoli o gruppi, sulla base di presunte capacità o 'qualità' (individuali o collettive) o addirittura in base ad assurde e deliranti pretese genetiche. Il metro di giudizio è progettato dal sistema e dato a priori; se ad esempio uno scolaro non risolve il problema entro un'ora (e solo in quella data ora, di quel dato giorno, stabilito da altri) sarà considerato da tutti gli altri compagni 'inferiore'. Lo scolaro, essendo tale fin dal primo giorno di scuola, non aveva neanche diritti in quanto persona, ma dopo il brutto voto egli è diventato persino un altro tipo di scolaro, si è già compiuta un'altra divisione, e la persona è sempre più lontana. 
Anticamente il popolo è stato prima posto alla base di una piramide sociale creata ad hoc con la forza delle armi e con l'inganno della religione, e poi è stato frammentato, anche e non solo con i partiti e con i ruoli. Se per ovvie ragioni naturali una persona (in quanto tale) non ha alcun diritto di giudicare un'altra persona, qualcuno crede invece, ancora oggi, che un settore sociale ben distinto debba poter avere il diritto di giudicarne un altro, di condannarlo, di vessarlo, di governarlo. Non siamo più persone, ma ruoli, ogni ruolo ha il suo codice pre-etichettato e i suoi diritti, e tali 'diritti di ruolo' confliggono per forza di cose con i diritti degli altri ruoli, in una competizione perenne dove si alimenta l'ingiustizia. Lo scolaro di prima accamperà il suo diritto di essere riconosciuto abile per altre sue competenze, ma gli altri scolari si avvantaggeranno della sentenza fornita dal sistema: 'sei solo un somaro'! Così uno spazzino avrà meno importanza di un avvocato, la donna avrà meno diritti di un uomo, un colore sarà sempre in competizione con un altro colore, il diritto dell'operaio confliggerà sempre con quello del padrone, eccetera. E i diritti delle persone? Il sistema li ha scritti su pezzi di carta (ridicolo) che è come dire a un albero che è stato espressamente abbattuto 'guarda che tu sei un albero e dovresti affondare le tue radici nella terra'. Cosa risponderebbe l'albero? Direbbe sicuramente: 'brutto stronzo, non c'è bisogno di ricordarmelo, so come vivere, e se tu non mi avessi abbattuto avrei fatto l'albero per tutta la vita'. 
Non esistono più persone, sono state abbattute, esistono purtroppo solo ruoli in conflitto, ci hanno dato etichette, cittadinanze, confini, circoscrizioni, partiti, squadre, diplomi, e tutta una serie infinita di motivi con cui competere e dividerci. Vorrebbero insegnarci a vivere, ma non ci dànno la possibilità di essere delle persone. E la cosa peggiore in tutto questo è il fatto che le ex persone prendono sempre per buoni i criteri di divisione e di giudizio che il sistema fornisce. Allora succede che se un sistema, se una nazione decreta l'inferiorità di un'altra nazione, la propaganda patriottica riesce sempre a portare in guerra il popolo contro un altro popolo. Usciamo da questa assurda logica di sistema (sempre fascista) che fa comodo solo a chi ci vuole sfruttare e che ci sta portando alla rovina irreversibile.

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