
Per il neonato la famiglia è composta da soli adulti, in quanto tali sono già normalizzati, divenuti ingranaggi perfetti, e sono i genitori che, per primi, pedagogizzano i figli adattandoli ad un modo di pensare e di agire 'conveniente' per la società, questo tipo di società, non un'altra. Attraverso la scuola i bambini proseguono il percorso della normalizzazione e della deresponsabilizzazione, si scontrano con altri divieti, altre paure, altre ansie da prestazione, imparano a competere, ad attuare astuzie e vendette, a obbedire e a dipendere dalle decisioni di quegli adulti estranei che li giudicano e li valutano secondo standard e griglie, rimangono per anni sotto il continuo ricatto del premio e della punizione, ogni loro libera scelta viene repressa dai regolamenti, sempre per essere ben aderenti alla società, questo tipo di società, non un'altra. ('La scuola è l'agenzia pubblicitaria che ti fa credere di avere bisogno della società così com'è' - I. Illich).
L'individuo che la natura aveva creato non è più, è diventato qualcosa che altri hanno pensato. Famiglia, scuola, parrocchia, media, società, non insegnano al bambino a essere, ma a dover essere. Completamente deresponsabilizzato e privato dell'autostima, nonché dell'autonomia, questo bipede abituato a dipendere da altri, dalle autorità, si troverà molto presto catapultato nel mondo che altri hanno disegnato per lui, e non potrà fare a meno di ripetere quel mondo, persino di insegnarlo, additando come sovversive tutte quelle persone che gli mostrano altre realtà, altre società, altri modi di pensare e di agire. Agli scolarizzati non parlate di anarchia, è stato detto loro che 'è cacca', gliel'hanno detto le autorità, e a quelle sono abituate a credere ciecamente. I risultati si vedono.
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