lunedì 26 gennaio 2009

Creare le condizioni per la dittatura è l'imperativo di Berlusconi. Ma come nasce una dittatura?

Le dittature si insinuano in una società in maniera subdola, mistificando sempre le loro ipocriti e nefaste intenzioni, mascherandole con un velo di falsa democrazia. L'ascesa di una dittatura ha bisogno di alcuni presupposti, di alcuni ingredienti che hanno la caratteristica di far crescere nel popolo una voglia di cambiamento. Quali sono questi presupposti?
Prendiamo in considerazione il fascismo di Mussolini, giusto per rimanere in Italia e confrontiamo la sua ascesa con quanto sta accadendo nel nostro Paese.
Già prima della Grande Guerra, il territorio nazionale aveva vissuto lunghi periodi di occupazione straniera e la Prima Guerra Mondiale spinse gli italiani a combattere sotto un'unica bandiera, in nome del patriottismo. Ma la guerra provocò una grave crisi economica che costrinse gli italiani alla fame e a curarsi le ossa frantumate. Dopo il 1918 si raccoglievano i brandelli di un'Italia distrutta che a stento galleggiava in una palude fatta di enorme povertà. Il popolo aveva bisogno di un cambiamento, di lavoro, di stabilità economica e sociale, di un benessere che non aveva mai conosciuto prima.
Il primo presupposto è perciò l'esistenza di una crisi economica e la povertà diffusa. Mi pare che oggi siamo sulla buona strada.
Ma cosa fare se questo bisogno non c'è? Lo si costruisce, lo si inventa, lo si produce. Allora prima si devono creare le condizioni per una crisi e poi si dovrà salutare colui che, astutamente, farà credere al popolo che quella crisi la risolverà. E' stato così per il fascismo di Mussolini. L'Italia aveva bisogno di un uomo forte? Ecco che, dai ranghi del socialismo di Stato (e sottolineo socialismo di Stato, non quello libertario) spunta fuori un duce dittatore. Il fatto che Mussolini sia venuto fuori dal socialismo di Stato la dice lunga sul parallelismo che si può fare con Craxi che ha generato Berlusconi.
Nel 1920 il brodo di coltura era già pronto: c'era la crisi, il popolo chiamava il suo salvatore e allora venne in suo soccorso un maestrino socialista che, a poco a poco, con la scusa di stare dalla parte del popolo e di credere nei valori sociali, creò la dittatura, impose con le armi le famigerate leggi razziali e mille divieti, condusse l'Italia al massacro, censurò i giornali a lui avversi, utilizzò tutti i media dell'epoca per una propaganda massiccia, mascherò col sorriso le atrocità del suo operato, ecc. E non ci ricorda qualcuno, oggi? Coloro che -a sostegno del duce- portano argomentazioni come 'sì, ma Mussolini ha fatto anche buone riforme e ha bonificato varie aree del Paese, ecc', non sanno che queste azioni erano atti dovuti, studiati allo scopo di illudere gli italiani e a propagandare il fascismo, allungandone la vita. Insomma, il bastone e la carota, sennò il ciuco non cammina. Ma poi, a cosa credete che servisse bonificare una zona, se non ad arricchire i padroni che l'avrebbero posseduta, sfruttando i contadini? Ma aprite gli occhi!
E' la storia del nostro odierno fascismo che si sta compiendo, giorno dopo giorno. Berlusconi sta portando l'Italia a una condizione di tale crisi che il popolo, prima o poi, sarà costretto a eleggerlo loro salvatore o a vedere in un'altra figura (magari più sobria di Berlusconi) l'aurora di una nuova presa per il culo che sembrerà libertà. Ci sembra di veder concretizzata la metafora del vetraio che, per creare più lavoro per sè, manda il proprio figlio a rompere i vetri delle finestre.
Creare le giuste condizioni, questo è l'imperativo di Berlusconi, il quale può contare su mass-media più potenti per la sua propaganda e dell'appoggio delle varie mafie che tessono di continuo oscure trame, nonché di un ingente capitale. Egli ha già conquistato due dei tre poteri dello Stato, gli manca quello giudiziario, ma ci sta lavorando, mentre Tremonti lavora sodo per creare povertà, la Gelmini ignoranza (utile per generare schiavi), La Russa orgoglio militare, Gasparri imbecillità e faziosità, Calderoli... porcate! Eccetera.
Italiani, non ci cascate un'altra volta!

PS. In quest'analisi, l'assenza della sinistra NON è casuale

15 commenti:

Calogero Parlapiano ha detto...

L'assenza della sinistra è allarmante e disarmante. Oserei dire un silenzio-assenso.
Vedremo chi si sveglierà per prima nel torpore generico di tutti o quasi.

Mackos-gnu ha detto...

Ricordo inoltre la necessità di un nuovo appellativo, che esalti le qualità del dittatore:
duce, fhurer e premier

Riverinflood ha detto...

Ci vorrà un contro-berlusconi per combattere berlusconi. Questo è ciò che recita il sale della terra. Ed è un rischioso paradosso. Il problema è: che succederà con un contro-berlusconi? Lo sai che gli italiani sono in popolo infante e presuntuoso, salvo quando si lamentano delle cose andate a male.

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

@ Calogero Parlapiano
Hai detto benissimo: un silenzio-assenso.

@ Mackos-gnu
Sì, sono tutti e tre sinonimi.

@ Riverinflood
Un contro-Berlusconi? Mi fai venire in mente un passo del 'Libretto Rosso' di Mao, in cui si afferma che, per ristabilire un ordine sociale basato sul regole civili, occorre il paradosso di una 'dittatura della democrazia'. Insomma, una cosa del genere, adesso le parole esatte non le ricordo. Ma Mao aveva intuito già che, a una forza, deve corrispondere un'altra forza, opposta e di eguale intensità. Ma dove ce l'abbiamo, noi, un contro-Berlusconi? Ci vorrebbe uno che gliele canti senza aver timore, senza reverenza e che dica pane al pane e vino al vino, che lo sbugiardi con forza, con impeto, con... i media. Vall'a trovare!

holamotohd ha detto...

Cito il passo di un libro che ho letto da poco e che mi ha molto colpito, perchè, pur essendo inserito in un'opera di fantasia, rispecchia per aspetti diversi la nostra realtà.

"Voi ignorate gli effetti che la schiavitù può avere su una persona. Pensate forse che ogni schiavo sia disposto a imbracciare il fucile? Che sia sempre pronto a cogliere l'occasione buona per emanciparsi? I miei fratelli hanno perduto la libertà da così tanto tempo che ormai ne hanno paura. La schiavitù crea dipendenza, come una droga. Una droga che devi inghiottire per forza e che finisce per abbrutirti, spogliandoti di qualunque dignità. E un uomo senza dignità non ha più nulla per cui combattere. Per questo non ci sono mai ribellioni di massa, ma solo isolati tentativi di fuga, qua e là. Non puoi dire a qualcuno di abbandonare l'oppio una volta che ne è diventato schiavo. Semmai occorre distruggere l'oppio che ha intorno e aiutarlo a trovare qualcosa per cui valga la pena di vivere."

Il libro si intitola "la rilegatrice di libri proibiti" e chi parla è uno schiavo fuggito dall'america e rifugiatosi in Inghilterra nel 1859.

pia ha detto...

Anche sotto l'aspetto fisiognomico, i tre presentano delle somiglianze: benito, bettino e berlusca; pelle translucida, pelati, imponenti col petto in fuori come i galli.
Già bettino mi inquietava...
Si, tutto coincide, purtroppo.
Finirà tutto a bagasce, se dopo aver ben ben subito si troverà la forza della ribellione: nel 45 andò così e qualche testa buona per rimettere insieme i pezzi all'epoca c'era.
Non è neanche un anno che è di nuovo al governo e poi sarà eletto presidente della repubblica: bella prospettiva.
La sinistra è sott'acqua, in apnea, ma c'è: è nella mente, nel pensiero di molti; anche di quelli che hanno dato il voto alla lega: avranno tempo e modo di ravvedersi. Certo che serve qualcuno con le palle per tener testa e per il momento non si sa bene chi possa essere, purtroppo.

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

@ holamotohd
Il passo che tu citi è pertinente e ha il dolce gusto della verità (per alcuni il sapore è amaro). Ti ringrazio per averlo riportato qui. Illuminante.


@ pia
Più che i petti in fuori, poteron le panze! E come magna questo nanerottolo!
Quel che accadde nel '45, a Piazzale Loreto... ma anche quel che è successo agli altri dittatori di questo mondo, a Berlusconi non importa; è troppo pieno di sè per pensare alla sua morte.
C'e da sperare che sia la gente a ravvedersi e a prendere coscienza; c'è da augurarsi che sia la gente a procurarsi la propria Libertà, quella vera; c'è da auspicare la Rivoluzione!

Raffaele ha detto...

Ogni sasso che viene lanciato in aria prima o poi ritorna con un peso maggiore.
E' la legge d'attrazione, ma c'è una legge ancora più grande che è quella paradossale ma semplice coincidenza degli opposti.
Prima o poi tutti i mali generati si rivolteranno contro là dove sono scaturiti.

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

@ Raffaele
Ce lo auguriamo tutti, caro Raffaele. speriamo che il sasso cada il più presto possibile, non per vendetta, ma per ricostituire la Libertà.
Ciao

Antonio ha detto...

Gli italiani pirtroppo ci son già cascati, e la cosa durerà ancora tanto.

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

@ Antonio
E' vero, gli italiani ci sono già cascati, ma se si ravvedono (ora) si può forse ancora rimediare e tornare alla Libertà.
Ciao

Edric Ant ha detto...

Interessante la classica frase da fascista latente o meno "in fondo l'unico errore di Mussolini è stato entrare in guerra". Bello, un piccolo errore!
1) Se ci sono stati miglioramenti con lui, la guerra li ha tutti azzerati, perchè abbiamo perso soldi, colone e un sacco di uomini.
2) Con una politica dittatoriale come quella, che porta povertà, arretratezza industriale e si regge sui capri espiatori, la guerra è stata un passo quasi obbligato, quindi l'unico errore è più che altro una conseguenza.

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

@ Edric Ant
L'italiano medio porta con sè i geni della dittatura. L'italiano medio cerca sempre qualcuno a cui delegare e non sa affrontare da solo le questioni riguardanti la condotta della propria vita.

Anonimo ha detto...

Purtroppo noi italiani siamo in grado solo di criticare, non rusciamo a reagire, ci confondiamo nella massa, vorremmo ribellarci ma in realtà aspettiamo che altri lo facciano al nostro posto per non esporci. E' su questo che contano le persone come Berlusconi, finchè saranno in grado di comprare le persone. Ce lo meritiamo! Non abbiamo orgoglio, altrimenti non staremmo impassibili ad ascoltare una persona arrogante, ignorante che palesemente ci prende per i fondelli, pubblicamente, screditando gli Italiani agli occhi del mondo!!!

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

@ Anonimo
Il tuo ragionamento non fa una piega.
Ciao

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