mercoledì 27 gennaio 2010

Come morire lo decido io

Dal momento che non ci è permesso decidere SE morire o meno, almeno facciamo salvo il COME farlo, nonché il concetto di laicità intrinseco nella coscienza dell'Uomo: unità autopoietica avente facoltà di pensiero, di emozione e di decisione autonoma (la definizione non sarà quella dei dizionari, ma non può essere smentita).
La legge sul testamento biologico non è ferma, il ddl è in discussione alla Camera. Ma, sorpresa (o forse no), la maggioranza nega il permesso ai suoi 'adepti' (oppositori del ddl) di votare contro questo assurdo e incivile disegno di legge. Siamo di fronte al solito atteggiamento arrogante che questa maggioranza riserva anche a se stessa, almeno in questo c'è coerenza: il capo comanda e... tutti i servi sono felici di essere comandati.
Ora, ci sembra del tutto naturale che esista una differenza tra eutanasia e desistenza terapeutica. Qui è in ballo la dignità di una persona che, in piena facoltà psicofisica e decidendo se prolungare o meno la propria sofferenza in caso di ospitalizzazione estrema, corre il rischio di trovarsi di fronte a una legge che sbarra la strada alla propria volontà e impone un volere diverso, non desiderato, imposto.
Il 9 febbraio 2009 i medici lanciavano un appello, affinché il ddl fosse rivisto, in favore della ben più sacra dignità personale. Già, perché nessuno ha mai parlato di sacralità della propria volontà (inalienabile, unica, preziosa). E' noto che i governi di destra sono tesi, da sempre, alla disintegrazione delle libertà individuali e collettive, persino della libertà di decidere in autonomia. A tutto questo si aggiungono le ingerenze della chiesa e le connivenze economiche tra quest'ultima e il governo. Ne consegue che da una parte il governo fa forza attraverso le leggi (peggio, i decreti legge!), dall'altra parte la chiesa fa forza con una stanca e trita demagogia pseudobuonista e ipocrita.
Quell'appello oggi è più urgente che mai. Dobbiamo unire le nostre voci a tutte le altre (autorevoli e non). FIRMA ANCHE TU e, se vuoi, unisciti anche al gruppo su facebook dedicato.

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