domenica 28 febbraio 2010

L'Aquila e il popolo delle cariole: cittadini in libertà vigilata

L'operazione svolta a L'Aquila dai cittadini si configura come un atto di grandissima dignità e di forte denuncia. Il popolo delle cariole si è dato appuntamento e ha lavorato duramente per rimuovere parte delle macerie rimaste colpevolmente nel centro storico. Macerie simboliche sono poi state riversate davanti la sede del Consiglio regionale, al fine di sollecitare interventi risolutivi da parte delle istituzioni. Plaudiamo all'iniziativa dei cittadini e alla loro determinazione e che sia d'esempio per tutti, poiché di fronte a un governo di sola propaganda, di 'bla bla' mediatici, l'unica cosa da fare è sbracciarsi e riprendersi l'Italia, da soli!
Quello che sconsola non è certo l'azione dei cittadini aquilani, bensì il comportamento delle istituzioni -miracolosamente ricomparse- e che hanno dovuto regolamentare la raccolta. Di fatto, tutta l'operazione si è svolta alle condizioni stabilite dalle istituzioni e sotto la loro supervisione. Anche se tutto si è svolto bene e puntualmente, da un punto di vista etico e civico l'operazione è stata condizionata dalla presenza delle istituzioni che hanno posto anche il divieto di entrare a Piazza Palazzo, se non a soli 45 cittadini (in seguito a mediazione). Le istituzioni hanno quindi dimostrato di essere loro i veri padroni della città, i cittadini hanno eseguito gli ordini. Al di là del risultato comunque ottenuto (e ne siamo felici), le nobili intenzioni dei cittadini sono state filtrate, viziate da una presenza che poteva anche rimanere a dormire, come ha fatto fin ora. Ciò dimostra il fatto che quando il popolo si sveglia, allora anche le istituzioni si muovono, ma non per rendersi utili, bensì per ricordare chi è il padrone.
Morale generale: da parte dei cittadini non c'è mai un vero controllo della cosa pubblica. In qualche modo, il cittadino deve sempre essere controllato, indirizzato, governato. E' l'antica logica del sistema e dell'ordine costituito: cittadini in libertà vigilata, sempre e comunque, depauperati del vero potere. Struttura piramidale, gerarchica.
Allora ci piacerebbe che quelle macerie simboliche trasportate fin davanti la sede del Consiglio regionale, servissero per stigmatizzare l'assenza delle istituzioni quando queste potevano servire veramente. Macerie simboliche per dire: 'la città ci appartiene e la gestiamo noi'.

Il video della catena umana

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2 commenti:

yellow ha detto...

le istituzioni dovrebbero vergognarsi di fronte a questi cittadini che spalano le macerie.
arrivare al potere per sfoggiarlo è proprio da persone mediocri e in questo paese di mediocri ce ne sono fin troppi.

coscienza critica ha detto...

Ben detto, yellow. Dovrebbero vergognarsi, se solo avessero una coscienza e un briciolo di buon senso.

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