sabato 20 marzo 2010

20 marzo 2010. La manifestazione e il referendum

E' il giorno della manifestazione per dire un forte NO alla privatizzazione dell'acqua.
L'acqua è un bene comune, un bene naturale, come l'aria. Nessuno può impossessarsene per ricavarne soldi attraverso la sua vendita. Nessuno ha il diritto di dichiararsi proprietario di un bene naturale, comune, primario, indispensabile, vitale. L'acqua deve rimanere comunale, di tutti i cittadini. Invece il governo ha deciso che anche l'acqua dev'essere posseduta dai privati, i quali potranno imporre le loro tariffe, formare dei cartelli, introdurre cinici regolamenti e convenzioni, come avviene in tutti gli altri settori privatizzati. La scusa della liberalizzazione e della 'sana concorrenza' tra le aziende è ormai vecchia, falsa e non regge più, poiché NON SI E' MAI VISTA UNA SANA CONCORRENZA. Semmai è sempre stato vero il contrario e cioè che le aziende impongano i LORO prezzi esosi, senza che vi sia un controllo e senza che i governi possano intervenire su questi furti legalizzati. E non possono intervenire a causa delle regole del libero mercato, dove per 'libero' si intende il fatto che le aziende possono fare liberamente quel che vogliono, scrivere le proprie leggi e imporle, punire chi non le osserva. Questo non può accadere per la vendita di un bene comune e naturale come l'acqua.
Perciò è necessario che si ponga rimedio alle norme criminali proposte dal governo, rispondendo energicamente con un referendum abrogativo. La campagna per la raccolta delle firme partirà ad aprile. Ci saranno numerosi banchetti nelle piazze d'Italia.
Entro il 2015, il governo ha previsto una privatizzazione dell'intero patrimonio acquifero pari al 70%. Questo è un disegno criminale che deve essere abolito, cassato, impedito. Nessuno si faccia abbindolare dai discorsi che verranno propinati dalla tv, anche perché abbiamo visto che la televisione non è altro che la voce del regime. La tv non vi dirà che dove è già in atto la privatizzazione dell'acqua, l'importo delle bollette è notevolmente aumentato e i cittadini protestano a gran voce. Le trasmissioni di denuncia sociale non sono gradite a Berlusconi, perciò, semmai, vi diranno che l'acqua privatizzata è più buona, più economica, più controllata, quasi miracolosa. Le solite bugie di regime. Non bevetevela, è il caso di dire.
I nostri acquedotti comunali sono sicuri, semmai bisognerebbe manutenerli meglio per non far disperdere l'acqua in mille rivoli, ma la bontà dell'acqua dei nostri acquedotti comunali è stata ampiamente dimostrata, poiché i controlli e le analisi vengono eseguiti frequentemente. Con i privati, i controlli e la salubrità non possono essere garantiti, se non attraverso una serie di 'bla bla' propagandistici e ipocriti. Non facciamo i soliti italiani boccaloni e facciamoci furbi PRIMA!
L'acqua non è nostra, ma neanche loro! L'acqua è di tutti e tale deve rimanere.
Forum italiano dei movimenti per l'acqua

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