venerdì 17 settembre 2010

Il governo vuole chiudere il museo storico della Liberazione

Sissignore, lo scopo è quello di cancellare la memoria storica della Resistenza, attraverso tagli sistematici alle risorse (-50%). Il taglio dei fondi è lo sport principale del governo, lo pratica ovunque, ma mai a casa sua.
Da tempo il governo vuole mettere le mani sul museo di via Tasso a Roma, ci prova in tutti i modi da almeno due anni. Adesso il museo lancia l'ennesimo appello, insieme a una richiesta di contributi. Tutto ciò appare quantomai grottesco e privo di senso, se si pensa che il sindaco Alemanno aveva dichiarato che il museo non merita la chiusura (la Repubblica) e che si sarebbe fatto di tutto pur di non farlo chiudere. Ma noi conosciamo il grado di sincerità di certe fazioni politiche.
Il fatto è, dice la direzione del museo, che dopo Tremonti la questione dei tagli è passata a Calderoli, quindi successivamente a Bondi. Ciò significa che un taglio dei fondi che va dal 30 al 50% porterebbe al collasso l'intera gestione del museo. E se la gestione non può essere garantita (anche a causa del conseguente disavanzo di bilancio), vuol dire che il museo sarà commissariato, cioè espropriato. Dopodiché... il nulla, o la trasformazione in qualcosa che assomiglierebbe forse a un Mac Donald's o a un salone per parrucchiere.
Nel luglio del 2008 ci fu una mobilitazione di massa per salvare il museo, una valanga di mail furono recapitate al ministero dei BB.CC. e oggi il governo ci riprova, mentre in tv si discute ancora di case a MonteCarlo. E' il caso di riproporre la valanga di mail e, per chi può, anche un piccolo versamento. Il 15% del ricavato andrà all'associazione italo-greca per il museo di Cefalonia, che non sta messo proprio bene, neanche lui.
Potete inviare un messaggio informale, ad esempio: 'no al taglio dei fondi, non si distrugge la memoria'. Sbizzaritevi nella fantasia comunicativa. Grazie a tutti.

gabinetto@beniculturali.it
ufficiolegislativo@beniculturali.it
ministro.segreteria@beniculturali.it
segreteria.giro@beniculturali.it

Per il versamento inviare un ccp 51520005 intestato a: Museo storico della Liberazione, via Tasso 145 – 00185 Roma. Causale: contributo di solidarietà.

Il museo
(comunque ci vuol ben altro per cancellare la memoria)

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1 commento:

Anonimo ha detto...

Quando saremo morti noi, chi manterrà la memoria? Chi verrà dopo di noi troverà un buco nero!
Dovremmo nascondere dei libri in posti sicuri, far delle iscrizioni nella pietra,mandare in orbita tutto il materiale possibile affinchè le generazioni future possano, eventualmente e se lo vogliano, capire da dove vengono e conoscere qual poco di buono che fu fatto nei secoli precedenti? Orwell è sempre attuale ed è stato preveggente, ma non è servito a mettere in guardia.
Ciao CC...cominciamo bene la settimana :-)
Mietta

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