giovedì 28 ottobre 2010

Metodo Marchionne alla Ducati di Bologna, azienda in sciopero

Licenziati quattro lavoratori addetti al controllo qualità, due dirigenti e due impiegati. Il materiale che gli impiegati dovevano controllare proveniva dall'India. Il controllo è avvenuto regolarmente, ma per contratto le verifiche sul materiale non devono superare il 10% dei pezzi. Gli impiegati, in quel 10% di pezzi, non avevano riscontrato alcuna anomalia. Peccato che nel rimanente 90% c'erano dei pezzi difettosi. Quale migliore occasione per applicare il barbaro metodo Marchionne e sbattere in mezzo a una strada i quattro responsabili al controllo? Adesso i lavoratori della Ducati di Bologna hanno proclamato lo sciopero di tre giorni, anche per protestare contro la politica di delocalizzazione che pare essere, oggi, uno dei problemi più gravi per i lavoratori delle aziende italiane, una sorta di virus altamente contagioso e letale, il cui ceppo si chiama Marchionne, isolato in quel di Pomigliano. Ecco alcune interviste in loco.



Link al video

A PROPOSITO: Appello per far partecipare a 'Che tempo che fa' i tre lavoratori della Fiat di Melfi licenziati (Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte, Marco Pignatelli), al fine di controbilanciare le fandonie raccontate liberamente da Marchionne. 'La Repubblica' consegnerà le firme al conduttore Fabio Fazio. FIRMA QUI

target="_blank"

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho firmato! Non credo che Fazio sia il responsabile, bensì che dipenda da ordini superiori cui evidentemente neanche il bravo Ruffini può opporsi.Si sapeva, si era capito che i fatti di Pomigliano avrebbero fatto da "apripista" per altri caimani, nessuno se non la Fiom se ne è preoccupato, gli altri zitti e mosca. Può darsi che in quello stabilimento ci siano stati veramente degli abusi, assenteismo etc.ma i mezzi ci sono per richiamare all'ordine i colpevoli senza radere al suolo l'intero tessuto lavorativo dell'Italia.Anche all'estero ci sono stati i tagli, ma supportati da altro mentre nel nostro paese si taglia o si ricatta e basta.Al sig.Marchionne bisognerebbe dire innanzitutto che i prodotti della Fiat fanno pena a parte la nuova '500 (carissima), che non si fa innovazione ad es.con auto elettriche, ad idrogeno etc.,che per es. la Wolkswagen ha saputo riconvertire parte del suo prodotto (peraltro su un progetto presentato anni fa alla Fiat da un italiano, ma dimenticato in un cassetto).Infine ci sarebbe un metodo per incentivare i lavoraotri facendoli partecipare agli utili se la produzione dovesse migliorare.Dire che gli operai italiani fanno schifo è una vergogna, non si capirebbe come mai quelli che lavorano alla Ferrari invece siano dei campioni.
Ultima considerazione, ma tutte queste macchine che vorrebbe produrre il canadese...per farne che visto che non gira un baiocco?
Forse ho detto scemenze, ma queste son le considerazioni che faccio tra me e me, con preoccupazione perchè una paese senza lavoro e dignità va in cancrena...anzi è già in statoavanzato.
Mietta

coscienza critica ha detto...

mi pare anzi che la tua analisi sia coerente e veritiera. Partecipare agli utili può essere un buon modo per incentivare i lavoratori, ma è ancora meglio quando sono i lavoratori a gestire tutta la fabbrica, utili compresi. I dirigenti non servono ad altro che a creare sperequazioni. Sempre.

Anonimo ha detto...

sììììì, aspetta e spera che la Fiat dia l'azienda in mano ai lavoratori! Comunque, per condurre un'azienda sia pure da parte degli stessi operai ci vorrebbero le risorse economiche, e dove le prenderebbero? Uno stato serio cui preme che il popolo possa vivere dignitosamente potrebbe anche incentivare iniziative del genere, ma quì siamo alle baldracche ed ai satrapi, alla monnezza che compare e scompare,alla gente che si lamenta e viene anche derisa,ad una recita a soggetto, insomma, in cui ognuno dice e disdice quel che gli pare e grida sempre al comblotto..sembra di assistere alla decandenza di tante civiltà non ultima quella romana.Quì se non ci rimbocchiamo le maniche, tutti,finiremo cancellati dal consesso civile.
Mietta

coscienza critica ha detto...

C'è un problema di fondo: non è la fiat che deve dare l'azienda ai lavoratori, ma questi ultimi che devono impossessarsene, come avvenne in Spagna nel 1936. Poi è chiaro che qui è irrealizzabile, altrimenti che senso avrebbe il nome del blog?

Anonimo ha detto...

In effetti mi era venuto il dubbio che fosse ciò che intendevi :-D se potrebbe fà, ma con altra gente, appunto, non imbecille.E comunque questi sono carogne eh,quanti morti?
Buon we
Mietta

coscienza critica ha detto...

Meglio morire per la propria dignità che per lo Stato e i suoi accoliti come Marchionne.

Anonimo ha detto...

Già, ma la dignità non si vende dal panettiere e troppi italioti o non l'hanno mai avuta o l'hanno gettata nel c....! :-)
Mietta

coscienza critica ha detto...

... ma son tutti bravi a imbracciare armi per la patria. Che schifo!

Anonimo ha detto...

Ma quale patria, CC! Diciamola brutalmente..per soldi, quindi ideali e digniità nisba, appunto! Lo so che parlavi in senso ironico....
Cia ciao
Miettat

coscienza critica ha detto...

Ero serio. Per molti la patria è un valore, anche solo per sentito dire, perché è stata propagandata fin dalla tenera età. Invece è propro la patria il guaio da evitare.

Post in evidenza

Società gilaniche: le floride comunità senza Stato. L'anarchia durata migliaia di anni

Q uesto post, che ha avuto una lunga e doverosa gestazione, vuole una volta per tutte dimostrare come una società possa esistere senza Stat...

I nostri 10 articoli più letti