venerdì 19 novembre 2010

Il gruppo Unilever entra all'Università col suo carico di... fallimenti!

Ricaviamo la notizia da Indymedia e ne diamo ulteriore diffusione (naturalmente cambiando il titolo e rielaborando il testo per non danneggiare l'indicizzazione di nessuno. A buon intenditor...).
Il gruppo multinazionale anglo-olandese Unilever, un colosso del settore chimico alimentare, sta per sbrigliare i suoi tentacoli sull'Università più grande d'Europa: la Sapienza di Roma.
Giorno 26 novembre 2010, infatti, si terrà la presentazione di un programma definito 'SOUL' (sistema Orientamento Università Lavoro) che ha come slogan 'Dalla Laurea al lavoro, SOUL accorda il tuo futuro'. Converranno all'incontro una stretta cerchia di studenti scelti (scelti come?) che avranno la 'fortuna' di presentare, alla fine, i loro curricula.
L'azienda che mette le grinfie sull'Università non è certo quella gran bella cosa che ci viene spesso detta dai media ufficiali (se poi a dircelo è la Gelmini... è tutto dire), si tratta di un'opportunità soltanto per l'azienda, la quale può decidere piani di studio e valutazioni, intervenire cioè nelle decisioni della formazione di una persona. Le opportunità di lavoro sono soltanto specchietti per le allodole che, anche se poi effettivamente ci sono, di certo non dovrebbero mai essere un'esca per i giovani, quanto invece un dovere dell'azienda di cercare i cervelli migliori. Come dire: non dobbiamo essere noi a sottometterci ai ricatti per avere quel lavoro, ma è l'azienda che deve farsi carico di ricercare i migliori cervelli prodotti dalle Università.
Ora, veniamo allo specifico: cosa succede quando un colosso come Unilever non è proprio un'azienda di specchiata onorabilità? Succede che non soltanto pretende i migliori cervelli, ma finisce per offrire seri rischi a questi nostri giovani. diciamo questo a ragion veduta, poiché alla Unilever continuano a licenziare. E' da 20 anni che il numero dei dipendenti diminuisce, compici i vari 'progetti di ristrutturazione' (li chiamano così, per non dire 'progetti di licenziamento'). Nonostante le numerose proteste, sindacali e non, in molti Paesi del mondo in cui è presente la Unilever, il colosso continua la sua politica neoliberista e schiavista. E' che non se ne dà mai notizia, ma le proteste sono state numerosissime, con azioni di forza da parte di movimenti sociali di ambientalisti e animalisti. Per il quadriennio 2007-2010 sono previste fino a 60 fabbriche chiuse, equivalenti a 25000 dipendenti sulla strada! Unilever, solo in Italia, ha già chiuso nove fabbriche, su 14 che ne aveva. Il bilancio sociale è crollato spaventosamente. La Unilever di Casalpusterlengo ha già deciso di licenziare 209 dipendenti (oltre il 50%, complici i rappresentanti sindacali) e la sede romana ha messo in mobilità 76 lavoratori, causa vendita della Findus per 800 milioni di euro. Cosa viene a fare alla Sapienza? Noi non vogliamo società fallimentari e schiaviste per i nostri lavoratori! L'Unilever verrà a produrre precarietà e disoccupazione, ruberà cervelli per ridurli a schiavi ricattabili (se va bene). No grazie! Vogliamo gente seria, noi!
Allora urge dire una cosa, e che sia chiara: non devono essere le aziende a pretendere professionalità e onestà da noi, ma siamo noi che, visto come vanno le cose, dobbiamo pretendere i curricula delle aziende!

Alcuni dati italiani allarmanti (ancora)
Milano - Arden, profumi, 1995, CHIUSA
Crema - VAN den BERG, alimentari, 1998, VENDUTA
Gaggiano - dentifrici, 2003, CHIUSA
Milano - sedee Best Food, alimentari, 2005, CHIUSA
Bagnolo Cremasco - detergenti, 2005, VENDUTA
Milano - sede Unilever, chimici, 2007, CHIUSA
Pozzilli - detergenti, 2007, CASSA INTEGRAZIONE
Cagliari - gelati, 2007, CHIUSA
Inveruno - olii, 2008, VENDUTA
Caivano - gelati, 2008, RISTRUTTURATA
Sanguinetto - alimentari, 2008, RISTRUTTURATA
Cisterna - surgelati, 2008, RISTRUTTURATA

La Unilever 'controlla':
ALGIDA, FINDUS, KNORR, MENTADENT, SVELTO, CIF, COCCOLINO, LYSOFORM, CALVE', DOVE, SUNSILK, AXE, REXONA, LIPTON, MAYA, LUX, TE'ATI

Facciamo che a controllare la Unilever e le altre siamo noi!

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3 commenti:

Carlo Carelli ha detto...

Ciao, nel pezzo su Unilever c'è un riferimento all'intezione del gruppo di licenziare 209 persone a Casalpusterlengo - (oltre il 50%, complici i rappresentanti sindacali) - vorrei capire cosa si intende, visto che sono un delegato Cgil della fabbrica che ha organizzato contro 60 ore di sciopero nel febbraio e Marzo del 2009. Ottenendo aluni risultati "difensivi" che se vuoi possiamo condividere. Sul resto devo dire che sono d'accordo con voi...

Ciao
Carlo Carelli RSU Unilever-Casalpusterlengo

coscienza critica ha detto...

Ciao, Carlo.
Ci hanno informati che gli RSU hanno fatto accordi con il capo azienda. Come sai, i rappresentanti sindacali possono essere di varie sigle. Se la cgil ha voluto difendere le posizioni dei lavoratori ne siamo ben lieti. Qualsiasi informazione utile (come la tua) a chiarire la situazione è la benvenuta. Grazie.

Carlo Carelli ha detto...

Ciao, si la Cgil ha contrastato questa decisione arrivando a una presa di posizione contraria anche del sindacato europeo (CAE Unilever). Purtoppo le condizioni legislative retrive nel nostro paese hanno consegnato alla multinazionale uno strumento imbattibile e hanno limitato i tempi della nostra mobilitazione a 75 giorni dal 23 gennaio 2009 all'8 aprile - la famosa 223/91. In questa vertenza abbiamo ottenuto la Cigs per 2 anni, con intergrazione, e quindi tempo per ricollocare i lavoratori nel territorio o in quello che rimane dell'azienda che oggi occupa 380 lavoratori. oggi i lavoratori in Cigs sono 20, con buone possibilità di trovare soluzione e tutti. Visto che la cigs dovrebbe durare fino ad aprile 2011. Una brutta vicenda che può risolversi in modo decente. Non voglio aggiungere altro per non occupare troppo spazio, chiedo solo che nel pezzo si specifichi quali sigle erano complici, non certo la Cgil. Grazie Carlo

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