mercoledì 2 marzo 2011

Decreto Brunetta (o dell'ingiustizia insegnata a scuola)

Sottotitolo:
demeriti, punizioni, discriminazioni e clientelismi.

La questione del 'merito' dei docenti andrebbe anzitutto vista sotto la giusta lente, quella del demerito, della guerra fra poveri, del clientelismo, della divisione di un organismo dove tutti gli elementi hanno -e dovrebbero continuare ad avere- pari importanza e dignità. Tutte queste cose si traducono, in ultima analisi, in un'ulteriore ruberia di danari da parte del governo e, in futuro, nel licenziamento di altri insegnanti.
Nel decreto Brunetta mancano i criteri di valutazione. Non è un caso, ma non perché i criteri non ci siano, al contrario. I gravi obiettivi si raggiungono soltanto procedendo a piccoli passi. I governi ci lasciano sempre il tempo di assorbire i colpi, uno alla volta, a poco a poco, fino al tragico affondo finale. Poi è sempre troppo tardi per rimediare e i governi susseguenti non rattoppano nulla.
Questi criteri, dicevamo, ci sono e sono già in fase sperimentale. Sì, perché il Ministero ha deciso di far scegliere ad alcune scuole l'adesione alla SPERIMENTAZIONE del decreto Brunetta. Questa adesione è stata discussa e votata dai Collegi dei docenti. Risutato: Napoli, Torino e Pisa hanno detto NO. Ma il Ministero insiste e ha adocchiato Milano (perché più accondiscendente col governo).
Dobbiamo forse pensare che l'effettiva applicazione del decreto sia subordinata alla sperimentazione che è già fallita? Intanto quel che pensiamo è che nelle singole scuole non sia arrivata, per via ufficiale, la notizia della sperimentazione e del suo risultato. Poi dobbiamo pure considerare il fatto che il governo è duro di comprendonio e questa sperimentazione potrebbe essere scavalcata, ignorata a cuor leggero, passando direttamente al patibolo della pratica a livello nazionale. In fondo, cos'è la sperimentazione, se non un altro di quei piccoli colpi che servono a farci accettare di buon grado la dura vita del suddito?
Per quel che ci compete, in qualità di cittadini, dovremmo essere noi a valutare l'operato dei governi e a inserire in fasce di demerito chi, ad esempio, è stata espulsa dal Consiglio comunale del Comune di Desenzano sul Garda 'per manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa' (delibera del consiglio comunale n.33, del 31/3/2000). Il riferimento specifico è, come sanno tutti, alla Gelmini. Ma ai sudditi non concedono mai strumenti di controllo, altrimenti sarebbero loro i governi. La democrazia non è mai esistita, se non come parola che maschera le oligarchie, cerchiamo di capirlo una volta per tutte.
Ma la scuola, non scordiamolo, è composta principalmente dagli studenti, ad essi è indirizzato tutto l'operato della Scuola. Gli studenti non imparano soltanto dai libri, poiché la Scuola è un insieme di relazioni che passano sotto gli occhi e le sensibilità degli studenti. Allora mettiamoci nei panni degli studenti e chiediamoci: cosa mai potranno assorbire, imparare, dal decreto Brunetta? Impareranno che ci sono insegnanti più bravi e altri più scarsi (anche se non è vero), anziché apprendere un modello di comunità dove tutti hanno pari importanza e dignità. Se la Scuola educa, forma, ed è un modello di vita, allora gli studenti impareranno sperequazioni, disuguaglianze, dominio, sottomissione, arbitrarismi, clientelismi, collocazioni in fasce, discriminazioni, e nella vita impareranno a comportarsi di conseguenza, pensando che sia normale. Rideranno dentro, quando qualche professore in classe racconta la favoletta del 'siamo tutti uguali' o quando cita Martin Luther King, o quando legge Primo Levi. E se non rideranno, quantomeno si accorgeranno dello scollamento brutale tra ciò che viene detto e ciò che essi toccano con mano e percepiscono. Quanto potranno essere credibili i docenti e le loro lezioni, in questo modo? Quanto sarà credibile un insegnante classificato di serie B? Non scordiamo che la nostra società è, ahinoi, fondata sulle gerarchie, fonte perenne e continua di tutti i mali sociali. Un tempo, però, non era così.

Informativa del Coordinamento scuola
Volantino della Rete Scuole (pdf)
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2 commenti:

Cirano ha detto...

gli alunni sanno bene chi vale tra gli insegnanti e chi no, chi fa il proprio mestiere con passione chi scalda la sedia in attesa del 27...scarso peraltro.

coscienza critica ha detto...

Ma ciò non giustifica il decreto. La scuola è una rete di relazioni che si autobilanciano e si autoregolano. Ed è giusto che sia così.

PS. Non credo che i docenti che scaldano la sedia siano molti, perlomeno così tanti da giustificare una crociata generale a colpi di legge.

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