mercoledì 6 aprile 2011

Propaganda militare a tutti i bambini del Trentino

Distributo in tutte le scuole elementari e medie del Trentino un calendario militarista, dove ad ogni mese corrisponde l'immagine di militari e blindati isaf in missione di guerra in Afghanistan. Si legge in copertina: 'Isaf - Regional Command West - Afghanistan'. Ogni bambino ha avuto il suo calendario. La distribuzione è stata tassativa, come al tempo della fascistizzazione infantile voluta dal duce di Predappio, quando nelle scuole si distribuivano i comandamenti di Mussolini e i nefasti precetti del fascismo. Inutile la presa di posizione contraria di una maestra della scuola di Rovereto. Gli ordini sono ordini. Il Paese è già militarizzato.
Oggi la propaganda, però, è più infame e sottile di quella del ventennio, è impercettibile, perciò è più inesorabile e dannosa. La psicologia che si adopera negli spot pubblicitari viene adesso abilmente applicata alla propaganda di Stato. Così la fidelizzazione alle armi passa attraverso ciò che il bambino trova suadente. Infatti, l'ipocrisia propagandistica del calendario risiede nel fatto che questi militari in mimetica sono stati fotografati mentre abbracciano i bambini afgani, o in altre situazioni amene. Velini armati in posa? Allora il messaggio che il bambino riceverà sarà proprio 'la guerra è bella', e scatterà nella coscienza del minore il meccanismo dell'emulazione. 'Anche io voglio fare il soldato', dirà il bambino. Oppure: 'mamma, mi compri il fucile di questo soldato'?
Questa operazione è tanto subdola, quanto criminale. Ma non ci aspettiamo niente di diverso dall'attuale regime. Se da moltissimi anni nelle edicole vengono massicciamente pubblicizzate riviste e gadgets militari, opuscoli sul fascismo, analisi dei peli del duce, videogiochi e i film di azione basati sulla violenza, qualcosa vorrà pur dire (ne parlavamo qui). Se ancora nessun sociologo ha voluto sciogliere la propria lingua in merito, allora lo facciamo noi che non siamo sociologi, ma per certe cose non serve neppure quel tipo di laurea. Tutto quello che sta accadendo (non scordiamo neppure il 'sole delle Alpi' nella scuola di Adro), rappresenta un disegno ben preciso, tenuto nascosto da molti anni. Siamo di fronte all'emersione del più terribile dei fascismi. E tanto più nascosto è questo disegno, quanto più violento sarà il mostro da combattere.
Una riflessione, in conclusione: se oggi il target della propaganda fascista è il bambino, vuol dire che qualcuno sta progettando un regime lunghissimo e dolorosissimo. Molti si mangeranno le mani per non aver dato ascolto alla profezia di Errico Malatesta e all'anarchia. Ma, se vogliamo, siamo ancora in tempo. Noi siamo qui per la libertà.



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