giovedì 30 giugno 2011

Aumentato per decreto il periodo di reclusione nei cie

E' ormai legge. Di questo decreto-legge (23 giugno 2011, n. 89), già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non se n'è saputo nulla, come assolutamente nulla si deve sapere delle miserevoli e tragiche condizioni dei reclusi nei Cie, delle autolesioni, delle rivolte, dei cibi avariati, degli stupri, delle botte...
Adesso per identificare un migrante, cioè per acquisire nome e cognome, possono passare addirittura 18 mesi! Ma il decreto, come tutte le leggi di Stato, nasconde altre insidie e inghippi, naturalmente tutte a carico e a danno del migrante-cittadino, ad esempio, se prima la reclusione era attuata in base a 'una minaccia concreta e attuale', adesso questa dicitura è stata sostituita da 'una minaccia concreta, effettiva e sufficientemente grave', dove per 'concreta ed effettiva' si intende -sempre secondo il nuovo decreto legge- il fatto che lo straniero abbia avuto a che fare in passato con uno dei tanti reati previsti. Come dire, dieci anni fa hai commesso un certo reato? Recluso! Va da sé che un cittadino posto in condizioni disagiate, prima o poi un reato lo commette. Il 'sufficientemente grave', poi, si commenta da sé. Può darsi che per un giudice l'atto di rubare un pezzo di pane risulti 'sufficientemente grave' a giustificare la reclusione nei cie. Ai ladri in parlamento, invece, nessuno torce un capello, anzi... tappeto rosso, polizia di scorta e uno stuolo di popolo adorante e votante.
Non è finita, qualora il recluso venga invece costretto a rimpatriare, con tutti i rischi del caso, ma riesca a sfuggire alla deportazione coatta, il migrante viene obbligato a pagare una multa una volta catturato. E siccome di norma nei Cie non ci vanno i milionari, se la multa non viene pagata scatta l'obbligatorietà all'espulsione. In un modo o nell'altro lo straniero viene costretto a ritornare nei luoghi di morte, di fame, di guerra e di tortura. Questo è il cosiddetto Stato di diritto, quello a cui molti ancora credono, quello che 'la legge è uguale per tutti', quello che 'la legge è legge e non si tocca', quello che 'l'Italia è una repubblica democratica'.

PS. Naturalmente, anche la condizione di schiavitù di cui sopra è sancita dalla costituzione (visti gli articoli 77, 87 e 117). E c'è ancora gente che adora la costituzione. Sveglia!

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