sabato 20 agosto 2011

Qual è la morale dell'Uomo? E perché viene soffocata da chiesa e Stato?

Alla luce (cattiva) degli ininterrotti scandali della chiesa e della malagestione della società da parte dello Stato, è ancora giusto dar credito alle loro morali? Noi pensiamo di no, noi pensiamo che si debba invece far riferimento all'unica e pura morale, quella non imposta da nessuno se non dalla Natura, il cui unico interesse è far espandere la vita. Qual è questa morale? Ce ne parla molto bene Kropotkin. Vi riassumiamo un suo libro, adesso.
Ancorché minuto, il libro di Kropotkin dal titolo 'La morale anarchica' è un'opera colossale dal punto di vista dell'analisi svolta. Il testo è uno di quelli ghiotti, che fa sempre bene rileggere anche sotto l'ombrellone (perché no?).
Ineccepibilmente, l'anarchico Kropotkin suggerisce, non impone mai nulla, illustra con esempi lampanti, cita intellettuali, e chiude il cerchio con un grandioso finale composto da queste semplici tre parole: 'a te decidere'. Magnifico, coerente, superbo!
Il contenuto del libro è formato da una teoria di capitoli che, dall'inizio alla fine, accompagnano il lettore in un percorso assolutamente logico, dove il senso della morale anarchica emerge con tutta la sua potenza e freschezza, anche e soprattutto mettendola in rapporto a quella artificiale, ingannevole e pretestuosa della Chiesa, dello Stato, delle leggi. Essendo la morale anarchica assolutamente naturale (e non artificiale), cioè espressione dei veri bisogni dell'essere vivente, Kropotkin scarnifica l'essere umano ritrovando la sua vera essenza e la sua vera morale che non è dissimile, per finalità, a quella degli animali.
Partendo dai due opposti 'bene/male', sempre che siano veramente opposti e sempre che il bene e il male non siano frutto di altre morali appiccicate all'Uomo da qualche autorità per un proprio vantaggio, Kropotkin giunge al concetto di soldarietà anarchica; egli sostiene -prove alla mano- che il bene e il male non c'entrano proprio nulla con la religione.
Scopo degli esseri viventi, proprio perché tali, è vivere in cooperazione. Scevro da ogni sovrastruttura imposta (dottrine e propagande), l'essere umano possiede una morale superiore, di genere, che non gli consente di nuocere agli altri suoi simili. Esattamente come gli animali, l'Uomo sa che il vero progresso si concretizza soltanto nell'atto solidale, nel sostegno dato alla comunità di cui fa parte.
Kropotkin risponde anche alla questione egoismo/solidarietà e ci porta a capire -in maniera diremmo persino interattiva col lettore- la linea di una morale anarchica, umana, fortemente intrisa di solidarietà (come potrebbe essere altrimenti? Ma Kropotkin ha inteso rispondere a quelli che accusano gli anarchici di egoismo negativo). Anche l'aspetto della violenza viene qui trattato. E anche in questo caso Kropotkin ne parla interagendo con il lettore, facendolo entrare in certi angoli tenuti abilmente nascosti dal sistema educativo ufficiale e che dimostrano quanto la morale, quella vera, la primigenia, sia suprema e connaturata all'essere umano che è sempre anarchico, dentro.
Possiamo facilmente riportare qui alcuni passi, ma non vorremmo togliervi il gusto di scoprirli da soli leggendo il libro. Tuttavia, a noi piace riportare la seguente:
'La felicità di ciascuno è intimamente collegata alla felicità di tutti coloro che ci circondano', che tanto ha ispirato Bakunin (basta cambiare la parola 'felicità' con 'libertà' e avrete Bakunin).
A differenza della dottrina ecclesiastica che profitta dei sentimenti altrui per innestare una morale ipocrita (come quella dello Stato) per trarne profitti, Kropotkin insiste nel considerare la seguente differenza:
La chiesa suole dire 'non fare agli altri ciò che non vuoi che si faccia a te' (la chiesa aggiunge anche, 'altrimenti sarai mandato all'inferno'), mentre la morale anarchica e naturale si riassume così (copiamo esattamente le parole di Kropotkin): 'fai agli altri ciò che tu vorresti che gli altri ti facessero nelle stesse circostanze'. La differenza, se ci pensate bene e se notate i grassetti, è logicamente enorme, come la libertà di cui tutti devono poter godere.

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