sabato 3 settembre 2011

UK - Soldati nelle scuole per insegnare l'ordine e la sudditanza

Siamo nel Regno Unito e la proposta comincia a scandalizzare molte persone. Il ministro dell'istruzione Michael Gove ha deciso (ovviamente per tutti, come democrazia e monarchia impongono) di implementare le materie scolastiche con lezioni di autorità militare, inoculate ai giovani da ex soldati britannici. Questa decisione, a detta del ministro, servirebbe a contrastare gli episodi di disobbedienza degli studenti che, sempre secondo il ministro inglese, non sarebbero più in grado di rispettare le regole.
La verità ovviamente sta da tutt'altra parte. Intanto diciamo subito che questa scellerata decisione arriva dopo le rivolte del popolo inglese contro le ingiustizie del governo. E questo progetto buttato sul tavolo mediatico, un progetto ad orologeria svizzera, si configura come il primo mattone d'avanguardia per quello che i nostri nipoti valuteranno come una cosa normale.
Chi conosce l'anarchia sa che l'idea di militarizzare la scuola è cosa tanto folle quanto logica in questo sistema-Stato basato sulla gerarchia in ogni settore. Lo scopo è certamente quello di controllare e reprimere sul nascere non soltanto le azioni, ma persino I PENSIERI che si oppongono al sistema-Stato. Così i giovani virgulti vanno educati all'ordine, al LORO ordine, prima che la situazione sfugga di mano. La decisione serve anche per migliorare il controllo preventivo sull'essere umano schiavizzato, statalizzato, normalizzato, imbonito. Nel progetto criminale non possono mancare anche le pene corporali che potrebbero perciò essere reintrodotte nelle scuole britanniche.
La pedagogia ufficiale naturalmente non fa una piega, eppure la stessa pedagogia di Stato, a suo tempo, aveva espresso il suo parere negativo in merito all'educazione dei giovani a forza di pene corporali. Ma è notoria anche l'ipocrisia di certi percorsi educativi. Di fatto la scuola ufficiale non ha bisogno di soldati e manganelli, poiché insegna già l'ordine, la disuguaglianza, la gerarchia, la divisione sociale, la sudditanza e la reverenzialità nei confronti dell'autorità, sua santità lo Stato.
Invece quel che non si conosce è l'altra pedagogia, quella del circuito internazionale libertario. Migliaia di scuole in tutto il mondo (e anche in Italia) che insegnano ad essere liberi, solidali, esseri umani nel vero senso della parola, persone con un forte senso della propria coscienza critica e responsabile, creativa. Scuole basate sugli insegnamenti di grandi pedagogisti e intellettuali (Sébastien Faure, William Godwin, Francisco Ferrer, Lev Tolstoj, Louse Michel, Maria Lacerda de Moura, Paul Goodman, ecc). Questi nomi, a parte Tolstoj, non vi diranno nulla perché puntualmente censurati dalle... scuole ufficiali, appunto! Ma sono questi i cervelli ai quali bisognerebbe fare riferimento nel campo dell'istruzione e non solo. Le scuole libertarie sono altissimi esempi di umanità e di giustizia, di intelligenza e di uguaglianza vera (non quella predicata bene e razzolata malissimo nelle scuole ufficiali), dove solo l'idea proposta da quel fanatico di Michael Gove sarebbe bandita all'unanimità, semmai spunto per una grossa risata generale.
Ma dato che la pedagogia libertaria viene tenuta ben nascosta (così come la politica anarchica) per difendere le menzogne del pensiero unico dominante, temiamo che i nostri nipoti e pronipoti, davvero, troveranno un giorno normalissimo il fatto che in cattedra salga una divisa a impartire punizioni e regole assurde di rispetto di stampo borghese autoritario e militare, o che esista in ogni plesso scolastico persino una cella punitiva con tanto di sbarre allo spioncino e una sentinella preposta al controllo coatto.
Buon pro' vi faccia

'Non c'è al mondo un più sincero oggetto di pietà che un bimbo terrificato, da ogni occhiata che guarda con ansiosa incertezza i capricci di un pedagogo' (William Godwin)

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