mercoledì 5 ottobre 2011

Italia, 15 ottobre 2011 - Agli eleganti deleganti

La protesta o la rivoluzione? E' il caso di decidere una volta per tutte. La manifestazione prevista a Roma e nelle altre città italiane vorrebbe allinearsi a quella spagnola e alle altre in tutto il mondo. Molto bene, è quello che tutti si aspettano e che si augurano, compresi noi ovviamente. Ma nel resto del mondo la parola d'ordine è 'nessun partito, nessuna delega, giù il sistema'. Non so se riusciamo a farci capire. I popoli non vogliono più essere governati, ma autogovernarsi, senza più deleghe (voi la chiamate democrazia diretta, noi anarchia). A Roma ci saranno numerose bandiere di partito, i sindacati, e persino la Democrazia Cristiana. Cavalcheranno la protesta, se ne faranno portavoce, in molti si lasceranno abbindolare, perché da sempre siamo un Paese di eleganti deleganti, votanti e perciò votati alla sudditanza permanente. Storicamente parlando, ogni leader che si è presentato al popolo con in bocca la parola libertà ha sempre avuto ogni onore, ogni privilegio, ogni fiducia, salvo poi pentirsene e ritornare alle urne. Da troppo tempo va avanti così. Forse stiamo cominciando a capire che le altalene, ancorché riverniciate o nuove fiammanti, fanno sempre lo stesso movimento.
Così a Roma vedremo uno stuolo di pennacchi e di bandiere svettare sopra le teste delle persone, a suggello di un potere gattopardesco, autoritario, esclusivo, che sovrasta ogni cosa. Complici i media, naturalmente, che daranno il microfono ai vari segretari di partito, ai sindacalisti prezzolati, a quelle che vengono definite 'autorità', come se il popolo non fosse un'autorità, o forse sì, ma un'autorità delegata, quindi depauperata di ogni potere e di importanza. Sappiamo che molti italiani non vedono l'ora di attuare un autogoverno, ma poiché gli italiani non conoscono 'il come si fa' anarchico (ma neppure l'anarchia), ci preoccupiamo del fatto che la costruzione di un autogoverno si trasformi in vero caos, quello irrimediabile e che conduce dritto dritto a nuove deleghe, a nuovi leader, ad altri bastoni. Se caos ci sarà, non sarà certo anarchico, perché anarchia è super organizzazione.
Bene, alla luce della Storia italiana, abbiamo voluto far presente questa differenza tra noi e gli altri. Non è un caso che l'Italia sia un 'Paese senza una rivoluzione', mentre in Spagna la città di Barcellona fu gestita anarchicamente dal popolo nel 1936, e fu vera rivoluzione liberatrice, finché non arrivarono anche i cannoni comunisti a riportare il loro concetto di 'ordine' e lo Stato. E' tutto dire.
Detto questo, un po' per sfogo, un po' per onorare la verità, ci auguriamo che a Roma, oltre al potere costituito, vengano tirate giù -e per sempre- le bandiere di partito o di rappresentanza settoriale. Vogliamo ribadire quanto segue: chi protesta con in mano una bandiera di partito e con lo Stato nel cuore, non farà mai una rivoluzione. Perciò scrolliamoci di dosso tutti i pregiudizi e le assurde paure in merito all'anarchia e corriamo insieme verso la vera libertà e la vera giustizia. Nessun anarchico ci farà mai del male, è bene saperlo.

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E' ufficiale, gli italiani non sanno neanche cos'è una rivoluzione. Vi facciamo leggere quanto è avvenuto nel corso di una riunione. Litighiamo persino sul percorso da fare il 15 (il percorso??). E chiediamo persino il permesso di manifestare. Ma dove andiamo così? Ma ci facciamo prendere in giro dal resto del mondo! Ma credete che a Madrid abbiano deciso un percorso? E abbiano chiesto il permesso di occupare la piazza?? (LEGGI). Vergogna!


Messaggio a tutti i politici da parte degli indignati spagnoli: 'il popolo dichiara illegale la giunta elettorale'!



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