lunedì 22 dicembre 2008

Il mocassino coscienzioso: novella prenatalizia da narrare allegramente sotto l'albero

C'era una volta un mocassino, un po' smunto a dire il vero, ma con tanta buona volontà. Portava a spasso il suo padrone con tanta fierezza che nessun viandante, nell'ammirarlo, osava fargli torto. E quando qualche stolto gli rimproverava di non trovarlo particolarmente lucido, il mocassino coscienzioso ribatteva: 'non è importante essere lucidi nell'aspetto, bensì nel cuore e nella testa'.
Un giorno il mocassino si trovò a passare davanti a una bella casa dove vi era tanta gente e, fra queste persone, un anziano signore che, davanti ad un leggìo, stava pronunciando molte parole. Il mocassino inizialmente non riusciva a vedere bene, né a sentire correttamente, perché -diciamolo- quel giorno era proprio a terra; ma poi gli parve di capire che quel signore non fosse proprio un imam, anzi, questo parlava inglese. Allora aguzzò la vista e l'udito, si alzò in punta di piedi e scorse il suo peggiore nemico! Sì, il suo più grande rivale, invasore, stava lì a prospettare un gran bel futuro per la sua terra. 'Ma come' -pensò il mocassino- 'quest'uomo ha ucciso tutti i miei cari, i miei amici e i parenti dei miei amici, ha distrutto le nostre case, ci ha coperti di bombe al fosforo... ed ora parla come se fosse il nostro salvatore'? S'impuntò talmente che, mosso da un moto d'orgoglio, con uno zompo saltò in aria e si avventò sul predicatore ipocrita che, però, con abile mossa, schivò il mocassino (e subito dopo l'altro suo fratello).
Nessuno aveva osato tanto. Lo stupore della gente fu enorme, ma si potè percepire anche una certa gioia negli astanti.
La sorte, però, non sorrise al padrone della calzatura, il quale fu invece imprigionato, malmenato, reso cieco da un occhio e privato della funzione delle sue braccia; tuttavia, egli continua a dire di essere fiero del gesto della sua scaltra calzatura.
Il mocassino venne portato in trionfo per le strade e salutato con rispetto da tutti. Furono giorni di festa in tutto il mondo e non c'è più nessuno, ora, che gli rimproveri di non essere lucido.

Postumi commerciali:
La fabbrica di scarpe turca che ha dato i natali al 'modello 271' (Calzature Baydan) ha moltiplicato le vendite e, per l'occasione, ha assunto 100 nuovi operai e ribattezzato il modello in oggetto 'scarpe-Bush'. Nello specifico, da 15 mila paia di scarpe all'anno, adesso l'azienda ne ha già vendute 370 mila dal giorno dell'ardito lancio. Persino un calzaturificio statunitense ha voluto ordinare 19 mila paia di questo specialissimo mocassino.

7 commenti:

Blogger ha detto...

Il gesto fu importante e il finale do favola appropriato.

Riverinflood ha detto...

Laonde, se i Della Valle aumentassero i loro dipendenti, quest'ultimi per festeggiare incrementerebbero i lanci di scarpe verso chi so io. Ne guadagnerebbero tutti.
Nel caso del mocassino, lui aveva ragione ad incacchiarsi, visto che chi ha permesso allo straniero di parlare in quel posto, gli aveva anche permesso di bombarbardare i suoi connazionali. Come si dice, il primo nemico è quello che, in testa a marciare con te come tuo fratello, ti sprona a combattere mentre lui se ne sta a guardare, non quello che già ti combatte. (Parabola brechtiana)

coscienza critica ha detto...

@ Blogger
Una favola. Là è successo veramente, da noi rimane un sogno, anche se abbiamo avuto il nostro bel lanciatore di cavalletti. Ce ne vorrebbero 1000 di lanciatori così, da noi.

@ Riverinflood
Quel che dici, riferendoti anche a Brecht, è verissimo: il nemico peggiore sta in casa nostra. Anche Jannacci aveva scritto una canzone su questo tema.

Un saluto a voi

novalis ha detto...

In velocità, ora che sono "On the road again", solo per augurarti Buone Feste!

Calogero Parlapiano ha detto...

un sereno e felice Natale a te ed ai tuoi cari..
ciao

"Arturo" ha detto...

IL mocassino no ha il lacci quindi è libero di volare....

coscienza critica ha detto...

@ Arturo
Buonissima la metafora. Dovremmo anche noi non avere lacci (e lacciuoli)

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