giovedì 9 aprile 2009

Riflessioni sulla scienza, tra dogma e censura

Una delle peculiarità del mondo animale è quella di riflettere sulle cose che accadono. Grazie a questa nostra peculiarità siamo in grado di collocarci su posizioni personali, scegliere soluzioni, formare opinioni, dibattere, reagire.
Ci sono situazioni che, tuttavia, non ci consentono, pubblicamente, di intraprendere percorsi personali o di crearci nuove opinioni. Queste situazioni sono quelle create e imposte da un sistema di tipo dogmatico. E' così e basta, ci devi credere.
La nostra società è stata formata in maniera tale che chi sostiene un'opinione diversa da quella corrente, ufficiale, venga isolato, deriso, condannato, a seconda della 'gravità' delle affermazioni contrarie al sistema.
Il nostro è un sistema culturale che possiede molti limiti e che non ammette aperture ad altre possibiltà. E', come dicevamo, un sistema dogmatico.
Due sono i grandi dogmi che regolano la nostra esistenza: la religione e la scienza.
Se ci soffermiamo sulla scienza, notiamo che essa, nel corso della Storia, ha invero trovato soluzioni, ma molto spesso per merito -o a costo- di sbagli, a volte anche catastrofici. Può un dogma essere fallibile?
Eppure, la scienza viene considerata come una religione, a tal punto che chi osa esibire nuove possibilità, nuove verità, diventa suo malgrado un eretico e, come tale, condannabile, anche se queste nuove possibilità sono state il frutto di applicazioni e di ricerche altrettanto scientifiche.
Esiste allora una lobby scientifica? Esistono vari tipi di scienza?
Il 'caso Giuliani' di questi giorni è l'ennesima prova di quanto abbiamo scritto e testimonia come il sistema culturale intervenga con decisione a difesa della scienza definita 'ufficiale'. Quindi esiste un'altra scienza? E' probabile che esista una sola scienza, ma con diramazioni fastidiose, 'pericolose', capaci di spaccare lo status dogmatico. Perché tanta paura ad ammettere l'esistenza di nuove soluzioni o possibilità? Che interessi ci sono dietro la lobby della scienza ufficiale?
Un'indagine anche deduttiva, ci conduce ad affermare che gli interessi sono di tipo economico e politico. Molto semplicisticamente, si può affermare che una ricerca scientifica viene portata avanti (o svelata) soltanto se a giovarne è il sistema dogmatico che vive in funzione di una ragione politica, simbioticamente. Se uno scienziato proponesse nuovi rimedi, nuove visioni, nuove possibilità capaci di destabilizzare il sistema, sarebbe messo immediatamente a tacere, denigrato, tra l'altro, da un apparato mediatico che si riconosce nel potere politico e, addirittura, lo riassume. Soprattutto se quello scienziato avesse ragione.

E la NASA scopre ora che i terremoti sono prevedibili [fonte]

4 commenti:

Riverinflood ha detto...

E allora, che facciamo? Ci facciamo tutti preti per amore di scienza? E, comunque, hai ragione, visto che la storia del mondo si ripete in eccesso sulle sue verità. Mussolini e Stalin erani i vati di un processo mentale apparentemente progressista, con gi esiti che tutti conosciamo. Perfino una rivoluzione sarebbe deleteria, perché si sostituirebbe un potere con un altro; dovremmo essere abbastanza anarchici da convivere con le nsotre stesse storture.

pia ha detto...

(continuo da River):
...per coloro che sono disposti ad ammetterle, senza necessariamente porsi come unti del Signore e quindi perfetti.
Siamo persi, cari miei, non sappiamo più in che direzione guardare e situazioni come il terremoto alimentano uletriormente il disagio civle, politico e sociale.
Ebollizioni a fuoco lento, ma ebollizioni...

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Credo che il dibattito sia posto male. Non è nè il fatto di esibire delle affermazioni come vere, nè il potere sbagliare che deve condurci al silenzio. Quando si sposa un'ideologia, la si sa fallibile, ma nello stesso tempo ci si può convincere che è il massimo di approssimazione possibile alla verità.
Ciò che non va nelle religioni è chiamare un'autorità indiscutibile (Dio) a garanzia.
Ciò che invece non va nella scienza, se utilizzata dogmaticamente (magari potete fare una visita al mio post sull'argomento), è considerare un'affermazione per sua natura falsificabile, come verità assoluta ed eterna, mettendo a garanzia, scorrettamente, il metodo sperimentale.

Le Favà ha detto...

Io dico che magari c'è una scienza inesatta, come prevedere i terremoti. Se fosse realmente possibile farlo, credo che sarebbe un'informazione in mano a molti. Io dico che di certo non si può evacuare una regione intera o una provincia. Ciò che si sapeva era ed è:

-zona sismica ad alto rischio

Questo doveva includere numerose regolamenti sulle costruzioni nuove a norma di lette e antisismiche.
Se possibile ristrutturare e fortificare quelle già esistenti (non tutti hanno soldi per rifarsi una casa)
Le strutture pubbliche e cruciali quali ospedali e scuole a norma più del resto.
Esercitazioni. Se ci sono scosse, esercitazioni in tal senso non avrebbe fatto male. Non si può dure solo, era impossibile prevvedere.
Perchè se la terra trema bisognerebbe sempre conteggiare quel "remoto" 1% che succeda il disastro. Prevenire.

Se si salvava anche solo una vita, andava benissimo.

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