domenica 29 agosto 2010

La Nazione è un concetto di proprietà privata

Una politica neoliberista e imperialista può benissimo far funzionare una Nazione nel segno dello sviluppo economico, ma certamente a scapito delle libertà fondamentali dei cittadini. Durante il regime della regina Vittoria -per fare un esempio- l'economia del Regno Unito era la più forte d'Europa (agevolata dalla II rivoluzione industriale), ma le condizioni del popolo britannico, soggiogato da leggi e manganelli, erano tra le più misere del mondo. Chi godeva dei frutti del capitalismo era la classe agiata, composta da banchieri, faccendieri e imprenditori che finivano per condizionare la politica, quando non erano essi stessi dei politici. Questo modello fortemente sperequativo che manifestava l'inversione proporzionale tra PIL e condizioni del popolo, viene annunciato ogni volta come la panacea dei mali sociali, propagandato con formule populiste e demagogiche.
In altre parole, la forza economica di una Nazione è spesso accompagnata da una grande debolezza del popolo, leso nei suoi diritti fondamentali. Quello della regina Vittoria è solo uno dei numerosi esempi. Ma a questo punto dobbiamo necessariamente porci alcune domande: fino a che punto conviene avere una Nazione forte economicamente? Il popolo è ancora disposto a sacrificarsi in nome della Nazione? Il popolo, affossato nelle sue libertà, si riconosce in questo tipo di Nazione? Ne fa davvero parte? In che misura si giova dei frutti del capitalismo? E soprattutto: a chi conviene davvero?
La Nazione è un concetto di proprietà privata, con tutto ciò che questo comporta, anche la difesa dei confini con le armi. Questo è da tenere bene in considerazione, non facciamo finta di non saperlo. E sono le leggi stesse di una Nazione che consentono l'uso degli eserciti a questo scopo, o quantomeno la loro costituzione. E' aberrante pensare di poter sostenere anche indirettamente l'uccisione di altre persone per un presunto diritto di nazionalità. Ma è ciò che avviene. Il popolo cresce con l'idea di Nazione, di Stato, e sembra una cosa naturale dire 'sono italiano'. In che senso 'sono italiano'? E' sufficiente essere nati in una zona specifica per determinare un'appartenenza anche esistenziale? Non è forse più corretto dire 'io sono un essere umano e appartengo al mondo'? Invece no, si 'appartiene' ad uno Stato, quindi avalliamo anche le leggi di difesa nazionale, volenti o nolenti, consciamente o no.
Le propagande nazionaliste ci sono sempre state, da almeno 5000 anni, sicché l'individuo cresce con questo senso sbagliato di appartenenza nazionale ed è su questo senso comune che i governanti fanno leva per promuovere politiche repressive, financo le guerre. Mussolini (ma anche questo è solo un esempio) riuscì a portare l'Italia in guerra fomentando il nazionalismo, propagandando il senso di appartenenza ad una presunta razza superiore, presupponendo razze inferiori, smuovendo orgogli territoriali (sempre nefasti e fascisti). Essere italiani, dunque, deve necessariamente comportare anche l'accettazione di regole nazionaliste, imperialiste. Ma non si può ripudiare la guerra e allo stesso tempo accettare di appartenere a un territorio che occorre difendere anche con le armi, è un controsenso.
In realtà i popoli non traggono mai benefici da questo tipo di politica, anzi, si autocostringono in uno stato di sudditanza permanente credendo di essere liberi e felici, sol perchè i treni arrivano in orario (magari!) e possono contare su un piatto di pasta, sull'automobile e su qualche telefono cellulare all'ultima moda. Vengono innestati sentimenti di paura, in modo tale da giustificare polizie ed eserciti contro un presunto nemico che è simile a noi ('ma la divisa di un altro colore') e lo scopo è sempre quello di difendere quella proprietà privata che si chiama Nazione (o Stato), il cui profitto economico appartiene soltanto a pochi, certamente non al popolo. Quand'è che capiremo che è tutto un tragico bluff?

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8 commenti:

Mario Circello ha detto...

Ciao...

la prima cosa che mi è passata per la mente, dopo aver letto, è stata: "uauh! ma allora c'è ancora qualcuno sul pianeta terra!"

Cominciavo a temere di essere rimasto solo "con un cane", che si chiama Ugo (è un dalcissimo Rottweiler), che la pensa come me, anzi, come noi!

Io sono un essere umano ed appartengo alla terra e ti posso garantire che la pensa così, anche il mio amico Ugo e tutti i suoi precedessori (lui è l'ottavo canide con cui condivido la vita)!

Sono anni che mi batto per far capire questo concetto, ma il risultato, salvo qualche raro "convertito", è che alla fine, vieni considerato una specie di folle visionario, non solo dagli estranei, ma anche dai conoscenti, dagli amici e dai parenti.

Gli hanno insegnato così, e loro continuano così, senza chiedersi nulla o nel migliore dei casi, rispondendosi "è sempre stato così e sarà sempre così".

Pensare costa fatica, perché se lo si fa sul serio, cominciano a vacillare ad una ad una, quelle "certezze", che li tengono al riparo dai dubbi, che si sa, fanno soffrire!

Bellissimo post, bravo!

Cordiali e civili saluti.

coscienza critica ha detto...

Mario, se ti guardi intorno c'è una buona fetta di società che la pensa come noi.
In questo articolo c'è semplicemente uno dei pensieri base dell'anarchismo. Se con stupore, adesso, ti sei scoperto anarchico... non temere, è assolutamente normale.
Stammi bene.

yellow ha detto...

Ehi, ci sono anch'io, ciao C.C. , ciao Mario, buona fine estate!!!

coscienza critica ha detto...

Ciao, yellow, speriamo che sia davvero una buone fine estate. Comunque è stata un'estate corta. Ogni anno è peggio.

yellow ha detto...

Vero!
Quando eravamo ragazzi cominciava a maggio e finiva a settembre.
Adesso venti giorni di canicola a Luglio e acqua e fresco, mah!!!

Anonimo ha detto...

Ciao,ma voi vivete al nord? Perchè quì a Roma l'estate c'è stata eccome, anche si bizzarra, e continua...sono tornata dalla Toscana ed ho trovato temperature allucinanti,36/37° mica male :-))solo oggi si respira,ma non durerà!
Anche l'autunno sarà assai caldo e vedremo come ne usciremo...mah!
Mietta

coscienza critica ha detto...

Goditi questo caldo, Mietta, che se tanto mi dà tanto, quest'inverno ghiacceranno i anche fiumi.

Anonimo ha detto...

Davvero?Con buona pace di tutti quegli imbecilli che ancora negano, per chissà quali arcane convenienze, che ci siano dei mutamenti nel clima, mentre sarebbe il caso di cominciare a preoccuparsene.Questa estate ho visto in mare una medusa di dimension inquietanti..chissà come mai sarà venuta a far un giretto nei mari nostri,forse perchè ci ha trovato un bal calduccio? Mahh....quanta ignoranza, mala fede e disinteresse per la nostra "casa" quasi fosse una nostra dependance e non l'habitat che una volta distrutto sarebbe assai difficile far tornare alla situazione quo ante.Ogni anno i ghiacciai dimagriscono e chissene...l'importante è continuare a bruciare petrolio,carbone etc.mentre la mente umana è ben capace di trovar alternative, si tratta solo di aver pazienza e saper attendere i frutti derivanti dalle fonti alternative rinunciando a qualcosina che non è così indispensabile.
Mi sono dilungata su un argomento che non c'entra niente..pardon,ma la tracotanza dell'uomo mi indigna.
Mietta

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