sabato 6 agosto 2011

Gli israeliani protestano contro il governo. Ma non era la terra promessa?

La terra promessa è diventata la terra delle promesse mancate. Israele, la tanto glorificata Israele, l'osannata repubblica dei presidenti americani, il modello di civiltà nel Medioriente (così ce la presentano sempre i media), la pseudo-patria che ha sacrificato 6 milioni di persone (pace a loro) pur di ottenere da Hitler e dagli USA il diritto di un suolo bandierato, confinato, militarizzato, e che per quei morti ogni celebrazione non è mai troppo celebrativa, oggi scende in piazza a chiedere diritti, lavoro, salari, giustizia sociale, case. Non male come gioiello di perfezione politica. Duecentomila persone in strada contro il governo, contro il dispotismo, contro Benjamin Netanyahu. Da tre settimane!
Ora, a noi questo fatto non stupisce minimamente, lo sappiamo da sempre che repubbliche e democrazie sono dittature (ne parlavamo giusto poco fa). E non ci stupisce neppure il fatto che nessuna tv occidentale ne abbia parlato. D'altra parte, perché i media di Stato dovrebbero parlarne? Sarebbe troppo rischioso rivelare alla gente che il nemico dello Stato di Israele non è tanto l'arabo e Hamas (quello è una scusa per allargarsi ancora e per tenere in stato di terrore gli israeliani, strategia subdola e comune a tutti gli Stati del mondo, da sempre), bensì il popolo stesso, quello israeliano. Ma certo, perché di converso, universalmente, il vero nemico del popolo è lo Stato stesso in quanto tale. Sarebbe troppo rischioso far capire a tutti che, nonostante dal 1948 Israele abbia eroso e colonizzato gran parte di un territorio non suo (quindi si presume che Israele sia diventato ancora più ricco e florido), non sia riuscito a garantire benessere, tantomeno sicurezza e giustizia (d'altra parte, chi ha mai creduto a queste storielle di prosperità che cozzano contro la verità storica?). Diciamo meglio, Israele è davvero diventato più ricco a forza di guerre ed espropri militarizzati dei territori (un ottimo Stato davvero, fa bene il suo lavoro), ma questa ricchezza indovinate a chi giova? Indovinato! Sempre LORO! Le caste dei vari governi e gli amici delle cricche. Risultato? Un popolo suddito e sempre incazzato (oggi si usa dire indignados). Che vi sia democrazia o che vi sia dittatura, chiamatela come volete, finché il sistema rimane quello gerarchico-statale, il popolo ce l'avrà sempre in quel posto, israeliani compresi. Ora sapete. Buon pro' vi faccia.

PS. Anziché spendere tutti quei soldi in armamenti per distruggere un popolo già depredato di tutto, Israele avrebbe fatto meglio a distribuire più ricchezza ai cittadini. Ma questa sì che è utopia, perché uno Stato non fa MAI questo, lo Stato non è nato per questo. Ogni Stato nasce per sfruttare e conquistare le popolazioni, tenerle sotto, in sudditanza perenne, nel terrore, in illusione costante. Loro la chiamano libertà, in molti ci credono, ancora per poco.

Un ricordo affettuoso per Vik Arrigoni.

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