mercoledì 10 agosto 2011

Il menu dei senatori

Questa è la carta del menu di palazzo Madama a Roma, sede del senato. (qui lo scontrino per un pasto). In fondo al post trovate anche il menu del Circolo Montecitorio (per tutti i parlamentari, deputati e senatori, con relativo seguito). Come sempre in casi come questo non commentiamo, ma facciamo solo delle considerazioni a margine, sperando che facciano riflettere.
Un giorno un nostro amico fece una domanda a un parlamentare proprio in merito ai prezzi riservati ai cosiddetti 'onorevoli'. Il deputato gli rispose con una grassa risata. In quella risata non c'erano contenuti soltanto il cinismo e l'arroganza di un privilegiato eletto dal 'popolo responsabile', ma anche il concetto chiarissimo del fatto che quello dei prezzi del menu è soltanto uno dei vantaggi più insignificanti di un parlamentare. E ci crediamo.
Questo aneddoto, con annessa immagine, vogliono ricordarci che i veri ladri non sono coloro che sono costretti a rubare per campare. Siamo peraltro sicuri che se tutti i ristoranti adottassero gli stessi prezzi di quel menu, la gente non sarebbe costretta a rubare per mangiare un piatto di penne all'arrabbiata (1,60 euro) e una famiglia normale non dovrebbe fare i salti mortali con i conti per permettersi un'uscita al ristorante. Dice, questo si sa. E' vero. Ma la gente insiste nel voler legittimare il vero ladrocinio che si consuma ogni giorno sotto i nostri occhi, in ogni privilegio, in ogni legge, in ogni elezione. La gente difende questi vampiri e legittima la loro esistenza con il voto. Inutile cercare di trovare scuse, la gente stravede per queste sanguisughe. Ce ne accorgiamo tutte le volte che osserviamo i passanti, quando i loro occhi incrociano un parlamentare conosciuto: 'guarda, guarda, quello è La Russa, quello è Franceschini...'! E i loro occhi si illuminano d'immensa stoltezza. Poi però, una volta osannato il re che è appena passato, tornano a casa e imprecano contro l'aumento dei prezzi, contro quella legge o quell'altra norma, contro l'ennesima ingiustizia che il re ha voluto così benevolmente elargire al popolo che l'ha eletto. E allora beccatevi anche 'sto menu, che forse è davvero il più misero dei privilegi che voi concedete a questi personaggi inqualificabili.
Solo una cosa, per favore, anzi due. Primo: se amate consegnare la vostra vita nelle mani di questi cialtroni, legittimandoli e innalzandoli sopra la vostra testa, almeno non lamentatevi e sopportate in silenzio ogni loro angheria. Un po' di coerenza! secondo: quando vedete un povero cristo costretto a rubare, riflettete prima di condannarlo. Cercate di capire chi sia il vero criminale, colui che è costretto a rubare, o quello che gli ha imposto tasse esose e una vita di sacrifici.
Dice, 'ma che possiamo farci, la soluzione anarchica non mi pare convincente'. Se penste questo, allora è il caso che apriate dei buoni libri sull'anarchia, liberandovi delle menzogne che su di essa si dicono da sempre. In alternativa, seguite anche questo blog.

'Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame' (Fabrizio De Andrè).

Siamo contenti di sapere che dopo la pubblicazione di questo articolo (10 agosto) la notizia stia invadendo la rete e i giornali nazionali.

Ecco il menu del Circolo Montecitorio, luogo esclusivo, con piscina, giardini e impianti sportivi. Paghiamo tutto noi, ma a noi non ci fanno entrare.



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3 commenti:

theyogi ha detto...

azz, spendo di più se vado a pranzo da mamma...

*Dioniso*777* ha detto...

Come al solito hai scritto un articolo molto, ma molto chiaro interessante e sopratutto reale!
CONCORDO sul PRIMO E SECONDO PUNTO, e ricordo che IO non lavoro più dal 2003, piuttosto che mantenere questi parassiti faccio una vita alla Siddharta, o Buddha, quello che faccio da otto anni.
LAVORATORI? vergognatevi, è grazie al vostro lavoro che queste sanguisughe vivono da nababbi, sveglia, sveglia, che la vita è troppo breve e preziosa per gettarla nel cesso in questo modo: conosco persone che lavorano dalle 5.30 di mattina alle 20.00 di sera, ma vi sembra "normale"?

coscienza critica ha detto...

No, non è normale, Dioniso. Come dice Silvano Agosti, dovremmo lavorare al massimo 3 ore al giorno. Il resto sarebbe tutta vita per noi stessi (non per loro).

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