sabato 13 agosto 2011

La strategia della crisi

E' incredibile come le popolazioni occidentalizzate e statalizzate abbocchino ai vari ami della P1 (lo Stato). E dire che l'esca risulta poi sempre amara!
Da che Stato è Stato, l'uso della crisi economica per rimpinguare le saccocce dei despoti è sempre stato un valido argomento, la gente ci crede sempre.
Vi avevamo già spiegato che lo Stato, di per sé, è debole, davvero molto fragile, e che perciò ha bisogno di molte scuse e pretesti per sopravvivere, di inganni continui, di illusioni vendute al popolo. La crisi economica è uno di questi inganni. Oh, sì, per esserci, forse la crisi economica c'è davvero, ma non è questo il punto, non è su questo livello che bisogna stare per capire certi meccanismi. La crisi, se esiste, è stata progettata. Perché questo? Perché gli Stati devono dimostrare che c'è un nemico da sconfiggere. Gli Stati devono dimostrare di essere estranei al problema. Gli Stati devono far finta di voler proteggere i cittadini da quel mostro o da quell'altro. Se i mostri non esistono si inventano.
Vediamo come potrebbe essere andata. Supponiamo che i 'piunisti' (componenti della P1) abbiano deciso, in accordo con le lobby dell'economia e della finanza, di volere ancora più soldi, ancora più potere. Tutto potrebbe essere stato deciso in qualunque posto, in uno di quei convegni segreti stile bilderberg, come in un salotto dell'Eliseo o della Casa Bianca. Ebbene, dato che la strategia del terrore talebano sembra essere inflazionata (ma la ritireranno fuori fra qualche anno), l'impiego della crisi economica è quello strumento che non ha mai fallito un colpo, e cade nel momento giusto, a circa 10 anni dopo il crollo delle torri gemelle, il tempo necessario a far metabolizzare una necessità inesistente.
In questo sporco gioco che dura da troppo tempo, generazione dopo generazione, sono tutti complici: Stati, banche, chiesa, grandi imprese, logge massoniche, servizi segreti, organizzazioni fasciste protette dagli apparati statali, industrie belliche e farmaceutiche... Tutti a reggere il moccolo, ad alimentarlo. I media fanno la parte del leone. Così agli occhi della gente ogni Stato appare succube della crisi, i vari ministri dell'economia o i capi di governo e di Stato accusano enti astratti, ma di cui essi stessi fanno parte. E' ovvio che non esiste mai crisi nei vertici delle piramidi. La massinscena prevede anche di indossare la 'maschera della responsabilità', gli attori la indossono, ma notoriamente fingono, mentre invece la vera responsabilità viene richiesta al popolo. Ciò vuol dire lacrime e sangue, in nome e per conto dei despoti. Se non fai i sacrifici richiesti diventi irresponsabile e criminale, soprattutto se ti incazzi con gli altri per la strada. Loro intanto se la godono. Non pagano mai, e del resto come potrebbero se lo Stato sono loro? Il loro ruolo è quello di incassare. Siamo noi che veniamo chiamati a compiere un 'atto responsabile' di salvazione.
Così, Stato dopo Stato, crisi dopo crisi, bastonata dopo bastonata, stanno venendo fuori tutte le magagne e i popoli cominciano a ribellarsi (quasi ovunque) e a capire che ogni Stato è una truffa. Anche in Cile la gente è scesa in strada, con le stesse motivazioni, e ormai da parecchi giorni ci sono scontri con la sbirraglia violenta protettrice degli Stati. Avrete certamente notato che i media non parlano di tutte le rivolte nel mondo, non di tutte insieme, sarebbe come riempire interi TG con l'indignazione dei popoli. Si deve evitare l'effetto emulazione. Però sembra che qualcosa si muova nel verso giusto, ma viene tenuto abilmente nascosto. Anche l'ideale anarchico è in fase di sviluppo e di crescita, ultimamente, e non è certo un caso. I sindacati anarchici spagnoli, ad esempio, stanno organizzando per settembre scioperi generali e stanno chiamando a raccolta i collettivi dei lavoratori e le sigle sindacali non affiliate al potere, al fine di interrompere l'infinita serie di frustate e menzogne di Stato. Sarà un autunno di fuoco in Spagna. Da noi per strada, tutt'al più, si vedono solo e sempre palloncini colorati.

PS. Giulietto Chiesa ha appena scritto un articolo in cui si fanno nomi e cognomi dei responsabili della crisi (costruita a tavolino). CLICCA QUI

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