martedì 13 settembre 2011

Soldi ai presidi. Svelato il mistero delle promozioni facili a scuola

E' giunto il momento di far cadere il velo di omertà e di dire le cose come stanno. Premettiamo subito che ogni eccezione conferma la regola imperante, quella che vede le scuole di ogni ordine e grado favorevoli alla promozione facile.
Non abbiamo timore di affrontare brutalmente il discorso partendo addirittura dalla fine, cioè dal motivo per cui si promuove facilmente, sta a voi, poi, scegliere se leggere l'intero post per capirne lo squallido e immorale meccanismo: i dirigenti scolastici vengono forniti di un ulteriore riconoscimento economico se dimostrano all'Invalsi e al Ministero di aver raggiunto l'obiettivo di missione e di leadership' (così lo chiama l'Invalsi). L'obiettivo dei governi - alla fine dei conti e dopo aver capito il senso più profondo del documento Invalsi - è quello di produrre il maggior numero possibile di studenti promossi, non necessariamente utilizzando criteri qualitativi, vedremo perché. Il resoconto si produce ogni tre anni. Insomma, esiste un vero e proprio premio di produzione consegnato ai presidi in busta paga, il cui nome tecnico è 'retribuzione di risultato'. Questo deleterio sistema di produzione a cottimo è pressoché sconosciuto, non se ne sa nulla neanche all'interno delle scuole stesse, tra la maggioranza dei professori, e noi abbiamo impiegato qualche tempo prima di riuscire a trovare il documento ufficiale dell'Invalsi in oggetto (trovate il link a fine post).
Siamo di fronte a uno squallido mercato che si compie alle spalle e sulla pelle degli studenti, dei docenti, delle famiglie e sul futuro della società. Tutto viene coperto da un altro obiettivo che è quello di dimostrare che la singola scuola è piena di studenti. Ci pare evidente che una scuola affollata, oggi, è quella dove si studia di meno e si promuove con più facilità. E' questo un bieco scambio di favori tra il sistema-Stato e il sistema educativo nazionale che si concretizza nella figura del/della preside. Promuovere chi non sa niente conviene allo Stato, ai governi, a questo sistema. Ma certo, soldi in cambio di ignoranti e, si sa, è molto più facile ingannare e governare gli ignoranti. Quanto vale il suddito di domani? Quanto percepisce un dirigente scolastico da questa triste e squallida compravendita? A noi non importa sapere la cifra, foss'anche 1 miliardo, perché davvero non c'è danaro che possa giustificare una simile operazione di stampo mafio-aziendale.
In questo blog abbiamo sempre messo in guardia i professori dai veri scopi nascosti dell'Invalsi (vedi), ed è infatti questo istituto, comparso dal nulla, ma che incombe come un macigno sui professori più che sugli studenti, ad essere promotore -insieme ai governi- del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici. Eh sì, adesso sapete anche voi che i presidi vengono valutati sulla base dei loro risultati di produzione. L'Invalsi prende a tutti gli effetti il posto del SIVADIS (Sistema di Valutazione Dirigenti Scolastici).
Ora, se i presidi fossero tutti onesti, quando si parla di 'produzione' essi dovrebbero intendere soltanto l'effettivo numero di studenti licenziati con merito. Ma promuovendo solo i meritevoli, i presidi rischierebbero di vedere la loro scuola inserita in una fascia più bassa della graduatoria. Graduatoria? Fascia? Proprio così, se ancora non lo sapete ogni istituto scolastico è monitorato e inserito in una fascia di merito (o di demerito) e questo cosiddetto 'merito' viene stabilito seguendo criteri di quantità più che di qualità (per 'il sistema' la qualità consiste soprattutto nella quantità di prodotto finito e consegnato). Perciò un preside onesto rischia davvero di far retrocedere l'istituto in graduatoria e di non percepire alcun premio di produzione (noi preferiamo chiamarlo così, perché tale è). Allora è meglio promuovere, comunque. Tutto ciò ci sembra molto più che squallido e atroce. (En passant, sapete che i presidi hanno anche assegni definiti 'ad personam', oltre a tutto il resto?)

Cosa succede concretamente nelle scuole?
Naturalmente vige l'omertà assoluta, i dirigenti scolastici non svelano il vile meccanismo e i professori non si spiegano come mai vengono esortati ad alzare i voti e a promuovere. A giustificare tale esortazione da parte dei presidi (a volte esposta ai docenti sottoforma di minaccia velata o di ricatto nascosto) non è certo il documento dell'Invalsi esposto sulle bacheche delle aule-insegnanti (magari!), è invece un assurdo metodo di persuasione che spazia dal classico 'questo alunno ha grossi problemi a casa, va aiutato', al 'noi rischiamo di buttare in mezzo a una strada un ragazzo, con tutti i pericoli che ci sono...'. Ma che belle parole, eh? Il più delle volte sono scuse, ma sembrano dette da chi fa dell'etica l'impianto stesso della sua vita. Peccato che questa bella etica svanisca al sol pensiero dell'incasso della busta paga.
E allora, dato che durante gli scrutinii -a quanto ci dicono- pare si debba assistere ad esortazioni presidenziali (dolci diktat) come quelle succitate, ci pare il caso di fornire ai docenti quantomeno un suggerimento che suona come una provocazione: a settembre, quando scriverete il Piano dell'Offerta Formativa, è inutile che voi presentiate lunghi, meticolosi e meravigliosi obiettivi a carattere didattico-culturale, limitatevi a scrivere un unico obiettivo per i vostri studenti, quello che maggiormente viene tirato in ballo dai vostri presidi, ad esempio 'saper affrontare i problemi familiari, la malattia del nonno come l'eventuale divorzio dei genitori (et similari)'. Così è molto più coerente, farete contento il dirigente scolastico, e sarete a posto sia con l'amministrazione, sia con vostra coscienza. Forse.

E' tutto dire:
Dalla lettura del documento Invalsi emerge che l'obiettivo prioritario è quello di (testuale) 'regolare il sistema prima di una sua applicazione generalizzata'. E su 'generalizzata' c'è una nota [3] del MIUR che riportiamo in stralci:

'...la gestione del sistema... richiede... tempo per consentire al sistema di essere compreso, accettato, fatto proprio...'
Traduciamo: il sistema di valutazione (come se si parlasse di bovini al mercato) è così innaturale e immorale che necessita di tempo perché venga ben accettato e digerito (dai tre stomaci dei bovini). E inoltre -prosegue la piccola nota- ogni elemento della scuola deve essere sorvegliato e, se necessario, modificato affinché non vi siano 'aree della procedura che non risultino funzionali alla prova sul campo'. Come dire, nessun granello nell'ingranaggio. Insomma, tutti hanno già il mitra puntato sulla catena di montaggio. Studenti come rubinetti: più ne produci, più ti pago!

Il documento dell'INVALSI (da stampare e appendere in tutte le scuole)

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

se la gratuatoria si basa sulle promozioni di tutti gli anni scolastici,le prove invalsi fatte a margine degli esami di maturita' che scopo hanno?ho letto anche altro al riguardo ma non mi e' chiaro questo punto

coscienza critica ha detto...

Le prove invalsi per gli studenti sono soltanto una facciata, un pretesto. Ma tu credi davvero che lo Stato spenda tutti quei soldi per vedere come si comportano gli alunni davanti a un test? Lo scopo dell'Invalsi è sempre stato un altro: aiutare i governi a delegittimare i docenti. Aprite gli occhi, please.

Anonimo ha detto...

chiaro,grazie

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