Sulla questione Invalsi, adesso, ci prendiamo tutto il diritto di deridervi e accusarvi. Noi da questo blog, in merito a tutto ciò che l'Invalsi nascondeva come suo vero scopo, vi avevamo messo in guardia fin dal 2009, e a più riprese, tanto da raccogliere tutti i post sull'Invalsi in QUESTA ETICHETTA, della quale farà parte anche questo. Non avete voluto darci retta, molti docenti ci hanno detto ridendo 'ma cosa volete che sia', oppure hanno lanciato al nostro indirizzo un laconico 'ma figuratevi'! con relative spallucce. Adesso che tutto si sta disvelando esattamente per come lo avevamo previsto (ma ci voleva poco a capirlo), fate ammenda, ma non con noi, con voi stessi! Vergognatevi! Forse siete ancora in tempo, ma permetteteci di dubitare fortissimamente della vostra capacità di reazione. Non fate altro che obbedire agli ordini come soldatini, anche voi. E dovreste invece essere voi i primi a sostenere il pensiero critico, a mettere in dubbio ogni cosa, per progredire! Ma siete deboli con i forti, e forti con i deboli (poveri studenti!), ben allenati al sissignore (lo dite pavidi davanti al preside, lo esigete vendicativi dagli studenti). Obbedire senza fiatare è anche ciò che insegnate ai vostri ragazzi, per la società-serva-militare di domani, che sarà esattamente uguale a questa, se non peggiore per quanto sia possibile. Le belle parole dette in classe stanno a zero. Servono fatti, che non fate.
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sabato 14 dicembre 2013
Docenti, ora cazzi vostri!
Sulla questione Invalsi, adesso, ci prendiamo tutto il diritto di deridervi e accusarvi. Noi da questo blog, in merito a tutto ciò che l'Invalsi nascondeva come suo vero scopo, vi avevamo messo in guardia fin dal 2009, e a più riprese, tanto da raccogliere tutti i post sull'Invalsi in QUESTA ETICHETTA, della quale farà parte anche questo. Non avete voluto darci retta, molti docenti ci hanno detto ridendo 'ma cosa volete che sia', oppure hanno lanciato al nostro indirizzo un laconico 'ma figuratevi'! con relative spallucce. Adesso che tutto si sta disvelando esattamente per come lo avevamo previsto (ma ci voleva poco a capirlo), fate ammenda, ma non con noi, con voi stessi! Vergognatevi! Forse siete ancora in tempo, ma permetteteci di dubitare fortissimamente della vostra capacità di reazione. Non fate altro che obbedire agli ordini come soldatini, anche voi. E dovreste invece essere voi i primi a sostenere il pensiero critico, a mettere in dubbio ogni cosa, per progredire! Ma siete deboli con i forti, e forti con i deboli (poveri studenti!), ben allenati al sissignore (lo dite pavidi davanti al preside, lo esigete vendicativi dagli studenti). Obbedire senza fiatare è anche ciò che insegnate ai vostri ragazzi, per la società-serva-militare di domani, che sarà esattamente uguale a questa, se non peggiore per quanto sia possibile. Le belle parole dette in classe stanno a zero. Servono fatti, che non fate.venerdì 10 maggio 2013
Sciopero Invalsi, 14 e 16 maggio 2013
Ogni persona (dicasi persona e non cittadino) è unica, preziosa, con le sue peculiarità psicofisiche e culturali, con i suoi stili di apprendimento, i suoi tempi, i suoi ritmi, e le sue personali soluzioni. Basta con i controlli sulla standardizzazione, basta con la standardizzazione di cui la scuola è strumento in mano al potere, basta con le misurazioni coercitive calate dall'alto. La conoscenza ha valore relativo, non giudicabile, non misurabile, non siamo bestie da circo! La conoscenza appartiene all'individuo in quanto tale, con le sue esclusive caratteristiche, non può avere carattere cumulativo (da massa) da misurare come si misura il prodotto stockato di un'azienda, come fosse la quantità di liquido spremuto dalle mammelle di tante vacche istruite per produrre un tot di latte, da misurare secondo standard nazionali graficizzabili. L'Invalsi misura la normalizzazione già avvenuta nelle classi, e in più aiuta la scuola autoritaria ad addestrare gli animali ad alzare la zampa nel modo voluto dai padroni, e senza fiatare. La scuola produce futuri sudditi obbedienti per una società obbediente, l'Invalsi ne testa la loro efficienza.
I Cobas hanno indetto lo sciopero per giorno 14 maggio (medie) e per il 16 maggio (superiori). Nelle elementari lo sciopero c'è stato giorno 7, e migliaia di classi hanno disertato le prove, i genitori non hanno mandato i figli a scuola, e i maestri sono rimasti a casa. La lotta contro questo mostro dura da tempo, noi almeno denunciamo l'Invalsi da tempo immemore (vedi etichetta Invalsi a fine post) e ne abbiamo svelato tutti i progetti occulti, persino i soldi che andranno ai dirigenti scolastici. E' una lotta per la dignità di ogni singola persona, una lotta che dobbiamo vincere. Anche questa!
Diceva Bukowsky: 'Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media'.
I Cobas hanno indetto lo sciopero per giorno 14 maggio (medie) e per il 16 maggio (superiori). Nelle elementari lo sciopero c'è stato giorno 7, e migliaia di classi hanno disertato le prove, i genitori non hanno mandato i figli a scuola, e i maestri sono rimasti a casa. La lotta contro questo mostro dura da tempo, noi almeno denunciamo l'Invalsi da tempo immemore (vedi etichetta Invalsi a fine post) e ne abbiamo svelato tutti i progetti occulti, persino i soldi che andranno ai dirigenti scolastici. E' una lotta per la dignità di ogni singola persona, una lotta che dobbiamo vincere. Anche questa!
Diceva Bukowsky: 'Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media'.
sabato 25 agosto 2012
Concorso docenti, ma non c'è niente da ridere
Qualcuno esulterà riguardo al concorso per 12000 docenti. I media fanno apparire la cosa come un grande passo avanti, ma non dicono che alla scuola servono ancora gli altri 130 mila licenziati dalla Gelmini. Il che significa esultare dopo che un puzzle di 142 mila pezzi è stato distrutto e ti ridanno indietro neanche un decimo dei pezzi. Ma non è tutto. I media nascondono la cosa più abominevole, la legge n.95 del 6 giugno, nonché il decreto Brunetta. Ecco fatta la scuola-azienda, dove gli studenti saranno oggetto di mercimonio (anche i più 'somari' avranno bei voti) per far ottenere al preside (e solo a lui) la retribuzione di risultato * (leggasi premio di produzione aziendale, ne parlavamo QUI), e tutto anche sulla pelle dei docenti che saranno perciò ricattati, classificati, controllati, normalizzati in un sistema militare e coercitivo. I vari ministri parlano sempre di merito per illudere tutti, ma qui di didattica e di pedagogia non se ne parla, ci sono soltanto logiche coercitive di mercato e di caserma. Anche 60 anni fa blateravano di 'merito', ecco i risultati fino ad oggi, e la strada per la distruzione dell'individuo e della cultura non è ancora finita.
L'Invalsi entra quindi a pieno titolo nel controllo della didattica, anche e soprattutto per punire i docenti (chi non vorrà essere punito dovrà barare con i voti, suo malgrado, ecco perché gli studenti avranno tutti dei bei voti). Se la scuola deve far parte di una classifica (ranking nazionale), e stare in fascia alta per ottenere finanziamenti, è evidente che i dirigenti scolastici faranno pressione sui docenti affinché questi diano voti alti anche i 'somari'.
Arriva il registro elettronico, quello personale del docente, ogni voto dev'essere registrato con un netbook seduta stante, in classe, senza possibilità di ripensamenti; in termini economici ogni scuola risparmierà qualche centinaio di euro sui registri cartacei, ma spenderà molto di più per comprare i netbook, uno per ogni classe (costo medio per una scuola di 10 classi: 2 mila euro).
Ne abbiamo parlato a lungo fin dal 2009 (VEDI), ma pare che ai docenti non importi nulla. D'altra parte quella del docente sembra essere una delle professioni meno combattive e molto affine alla logica del sistema, dato che sono proprio i docenti che, per primi e dopo i genitori, insegnano ai ragazzi ad obbedire senza fiatare.
Ci stupiamo ancora dei mali della società? Stupiamoci piuttosto del fatto che sono proprio i cittadini (e la scuola) a volere questo schifo e a perpetuarlo.
* Ai dirigenti e al personale non dirigenziale che risultano più meritevoli in esito alla valutazione effettuata, comunque non inferiori al dieci per cento della totalità dei dipendenti oggetto della valutazione, secondo i criteri di cui ai commi 11 e 11-bis è attribuito un trattamento accessorio maggiorato di un importo compreso, nei limiti delle risorse disponibili ai sensi dell'art. 6, comma 1, del decreto legislativo 1° agosto 2011, n. 141, tra il 10 e il 30 per cento rispetto al trattamento accessorio medio attribuito ai dipendenti appartenenti alle stesse categorie, secondo le modalità stabilite nel sistema di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. La presente disposizione si applica ai dirigenti con riferimento alla retribuzione di risultato.
sabato 5 maggio 2012
Un video sull'Invalsi, il quiz che appiattisce le coscienze e che spinge alla competizione
Ormai non sappiamo più come dirvelo, fin dal 2009 ve lo abbiamo cantato in dodici tonalità diverse. Tutto ciò che riguarda il progetto criminale dell'Invalsi potete trovarlo CLICCANDO QUI, dove abbiamo archiviato vari post a riguardo. Oggi è stato creato anche un video che alleghiamo, e vi assicuriamo che quel che viene detto nel video è ancora poco rispetto a quel che si cela davvero dietro l'Invalsi. Lasciate il questionario in bianco prima che l'Invalsi diventi obbligatorio per legge anche negli istituti superiori. E ci fa ribrezzo constatare che molti docenti ancora non abbiano capito o se ne freghino altamente anche del loro stesso destino: coloro che per vocazione o per scelta dovrebbero formare gli studenti al pensiero critico sono invece i primi ad essere passivamente asserviti al sistema. Vergogna a quei docenti!!
Lo slogan recita 'valutati e non schedati'. Ma neppure la valutazione dovrebbe essere contemplata in una scuola che blatera di formare persone; ma la scuola mente perché è strumento del sistema: una persona in quanto tale non dovrebbe mai essere valutata, figuriamoci schedata! A meno che non si parli di merce o di futuri schiavi (quali siamo per lo Stato) valutati al mercato fascista del capitalismo. In questo caso, la scuola dovrebbe parlare chiaro agli studenti del suo 'progetto nascosto' (Ivan Illich).
domenica 12 febbraio 2012
Cos'è il 'valore aggiunto' stabilito dal ministro Profumo?
Il 'valore aggiunto' progettato dal ministero dell'educazione e dal suo cane da guardia Invalsi, non è altro che un'astuta formula che nasconde l'orribile occhio giudicatore sulle condizioni socioeconomiche degli studenti, e anche sui voti dati dai docenti, i quali, se non forniranno ai presidi la prova provata di un (sedicente) progresso dello studente, verranno penalizzati economicamente, bollati come 'fannulloni' e infine anche licenziati. E siccome i progressi di uno studente, in questo tipo di scuola ancora di stampo fascista, vengono dimostrati sulla base dei voti (orribile metodo discriminatorio), anche un bambino capirebbe che ogni docente sarà portato ad alzare arbitrariamente i propri voti, a prescindere dal grado di effettivo progresso dell'alunno. Guardate, di questo imbroglio targato Invalsi ne parlavamo già nel 2009 (QUI).
Riguardo agli studenti, le prove Invalsi non soltanto rappresentano un test di appiattimento totale della personalità e della creatività che sono due dei baluardi della dignità di una persona che possa considerarsi tale, ma adesso con il 'valore aggiunto' gli studenti verranno catalogati in base alla ricchezza economica dei genitori e al loro posizionamento sociale. La discriminazione è grave, qui non si individuano e si esaltano le naturali differenze emotive e caratteriali degli individui, ma le differenze di classe (ricco/povero), come se la distinzione tra le classi sociali fossero condizioni date agli individui dalla Natura. Questa discriminazione, resa quindi pubblica, viene spacciata dallo Stato per 'valore'. Ecco a cosa serviva realmente la 'scheda genitori' dell'Invalsi, ma certamente a suo tempo le istituzioni avevano presentato questa schedatura del genitore come una cosa bella e giusta. Mai fidarsi!
Riguardo ai docenti, come già detto, essi dovranno evitare di essere considerati improduttivi, fannulloni, perciò saranno costretti ad alzare i voti il più possibile. Ma da chi saranno costretti ad agire in siffatto modo? Soltanto dalla loro paura di finire con uno stipendio decurtato o licenziati? No, essi saranno sottoposti alle pressioni più o meno velate dei presidi (accade da tempo), ai loro ricatti. Perché un preside dovrebbe ricattare un insegnante? Perché i presidi guadagnano soldi in più se dimostrano che la loro scuola sforna bravi studenti. Capito? I presidi lavorano come se fossero in un'azienda dove esiste un premio di produzione, un extra chiamato 'retribuzione di risultato'. Tale mercimonio fatto sulla pelle degli studenti e degli insegnanti è lontanissimo anni luce dal concetto stesso di 'educazione' e di 'etica dell'insegnamento', anzi, non c'entra proprio niente, è una logica aziendale e aberrante anche quando è attuata nelle stesse aziende.
Come può essere tradotto il tutto? Qual è lo scopo di tutto? Lo scopo è di natura politica ed economica, e non ha nulla a che vedere con l'istruzione e la conoscenza. In prima analisi è evidente che la classificazione degli studenti (ricco - povero) e dei docenti (produttivo - improduttivo) serva a creare quelle divisioni classiste care e necessarie a chi vuole governare ('divide et impera') e appartengono alle logiche razziali di ogni istituzione gerarchica e gerarchizzante, di cui la madre è ovviamente lo Stato. La discriminazione è da sempre un'arma del potere costituito. La discriminazione porta alla politica dello sfruttamento e al ricatto con il quale fare buoni affari sulla pelle dei sudditi. Sul piano economico, lo Stato guadagna denaro sonante dal decurtamento degli stipendi dei docenti considerati improduttivi. Non parliamo se i docenti vengono licenziati, abbiamo visto che per incassare 8 miliardi lo Stato ha ritenuto doveroso licenziare almeno 120 mila docenti. Ma cosa aspettarci da uno Stato che pone il capitale come unico obiettivo senza mai aver considerato la persona e le sue esigenze?
Per fortuna, in Italia e in tutto il mondo si sta reagendo a questo tipo di 'educazione scolastica'. Esistono ben altre scuole dove si insegna l'umanità, il rispetto degli altri, la solidarietà, l'autonomia dell'individuo. E' la pedagogia libertaria, la più avanzata al mondo che sta prendendo piede, quella che lo Stato nasconde (ovvio) ai suoi stessi insegnanti. Diamole spazio. Gli studenti e i docenti non sono merce di scambio per i malaffari della corporation statale. Lo Stato è il problema, non la soluzione!
Soldi pubblici ai presidi in cambio di facili promozioni.
La 'scheda genitori' rifiutata da due genitori.
Un articolo di Repubblica.
Etichetta: INVALSI
martedì 13 settembre 2011
Soldi ai presidi. Svelato il mistero delle promozioni facili a scuola
E' giunto il momento di far cadere il velo di omertà e di dire le cose come stanno. Premettiamo subito che ogni eccezione conferma la regola imperante, quella che vede le scuole di ogni ordine e grado favorevoli alla promozione facile.Non abbiamo timore di affrontare brutalmente il discorso partendo addirittura dalla fine, cioè dal motivo per cui si promuove facilmente, sta a voi, poi, scegliere se leggere l'intero post per capirne lo squallido e immorale meccanismo: i dirigenti scolastici vengono forniti di un ulteriore riconoscimento economico se dimostrano all'Invalsi e al Ministero di aver raggiunto l'obiettivo di missione e di leadership' (così lo chiama l'Invalsi). L'obiettivo dei governi - alla fine dei conti e dopo aver capito il senso più profondo del documento Invalsi - è quello di produrre il maggior numero possibile di studenti promossi, non necessariamente utilizzando criteri qualitativi, vedremo perché. Il resoconto si produce ogni tre anni. Insomma, esiste un vero e proprio premio di produzione consegnato ai presidi in busta paga, il cui nome tecnico è 'retribuzione di risultato'. Questo deleterio sistema di produzione a cottimo è pressoché sconosciuto, non se ne sa nulla neanche all'interno delle scuole stesse, tra la maggioranza dei professori, e noi abbiamo impiegato qualche tempo prima di riuscire a trovare il documento ufficiale dell'Invalsi in oggetto (trovate il link a fine post).
Siamo di fronte a uno squallido mercato che si compie alle spalle e sulla pelle degli studenti, dei docenti, delle famiglie e sul futuro della società. Tutto viene coperto da un altro obiettivo che è quello di dimostrare che la singola scuola è piena di studenti. Ci pare evidente che una scuola affollata, oggi, è quella dove si studia di meno e si promuove con più facilità. E' questo un bieco scambio di favori tra il sistema-Stato e il sistema educativo nazionale che si concretizza nella figura del/della preside. Promuovere chi non sa niente conviene allo Stato, ai governi, a questo sistema. Ma certo, soldi in cambio di ignoranti e, si sa, è molto più facile ingannare e governare gli ignoranti. Quanto vale il suddito di domani? Quanto percepisce un dirigente scolastico da questa triste e squallida compravendita? A noi non importa sapere la cifra, foss'anche 1 miliardo, perché davvero non c'è danaro che possa giustificare una simile operazione di stampo mafio-aziendale.
In questo blog abbiamo sempre messo in guardia i professori dai veri scopi nascosti dell'Invalsi (vedi), ed è infatti questo istituto, comparso dal nulla, ma che incombe come un macigno sui professori più che sugli studenti, ad essere promotore -insieme ai governi- del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici. Eh sì, adesso sapete anche voi che i presidi vengono valutati sulla base dei loro risultati di produzione. L'Invalsi prende a tutti gli effetti il posto del SIVADIS (Sistema di Valutazione Dirigenti Scolastici).
Ora, se i presidi fossero tutti onesti, quando si parla di 'produzione' essi dovrebbero intendere soltanto l'effettivo numero di studenti licenziati con merito. Ma promuovendo solo i meritevoli, i presidi rischierebbero di vedere la loro scuola inserita in una fascia più bassa della graduatoria. Graduatoria? Fascia? Proprio così, se ancora non lo sapete ogni istituto scolastico è monitorato e inserito in una fascia di merito (o di demerito) e questo cosiddetto 'merito' viene stabilito seguendo criteri di quantità più che di qualità (per 'il sistema' la qualità consiste soprattutto nella quantità di prodotto finito e consegnato). Perciò un preside onesto rischia davvero di far retrocedere l'istituto in graduatoria e di non percepire alcun premio di produzione (noi preferiamo chiamarlo così, perché tale è). Allora è meglio promuovere, comunque. Tutto ciò ci sembra molto più che squallido e atroce. (En passant, sapete che i presidi hanno anche assegni definiti 'ad personam', oltre a tutto il resto?)
Cosa succede concretamente nelle scuole?
Naturalmente vige l'omertà assoluta, i dirigenti scolastici non svelano il vile meccanismo e i professori non si spiegano come mai vengono esortati ad alzare i voti e a promuovere. A giustificare tale esortazione da parte dei presidi (a volte esposta ai docenti sottoforma di minaccia velata o di ricatto nascosto) non è certo il documento dell'Invalsi esposto sulle bacheche delle aule-insegnanti (magari!), è invece un assurdo metodo di persuasione che spazia dal classico 'questo alunno ha grossi problemi a casa, va aiutato', al 'noi rischiamo di buttare in mezzo a una strada un ragazzo, con tutti i pericoli che ci sono...'. Ma che belle parole, eh? Il più delle volte sono scuse, ma sembrano dette da chi fa dell'etica l'impianto stesso della sua vita. Peccato che questa bella etica svanisca al sol pensiero dell'incasso della busta paga.
E allora, dato che durante gli scrutinii -a quanto ci dicono- pare si debba assistere ad esortazioni presidenziali (dolci diktat) come quelle succitate, ci pare il caso di fornire ai docenti quantomeno un suggerimento che suona come una provocazione: a settembre, quando scriverete il Piano dell'Offerta Formativa, è inutile che voi presentiate lunghi, meticolosi e meravigliosi obiettivi a carattere didattico-culturale, limitatevi a scrivere un unico obiettivo per i vostri studenti, quello che maggiormente viene tirato in ballo dai vostri presidi, ad esempio 'saper affrontare i problemi familiari, la malattia del nonno come l'eventuale divorzio dei genitori (et similari)'. Così è molto più coerente, farete contento il dirigente scolastico, e sarete a posto sia con l'amministrazione, sia con vostra coscienza. Forse.
E' tutto dire:
Dalla lettura del documento Invalsi emerge che l'obiettivo prioritario è quello di (testuale) 'regolare il sistema prima di una sua applicazione generalizzata'. E su 'generalizzata' c'è una nota [3] del MIUR che riportiamo in stralci:
'...la gestione del sistema... richiede... tempo per consentire al sistema di essere compreso, accettato, fatto proprio...'
Traduciamo: il sistema di valutazione (come se si parlasse di bovini al mercato) è così innaturale e immorale che necessita di tempo perché venga ben accettato e digerito (dai tre stomaci dei bovini). E inoltre -prosegue la piccola nota- ogni elemento della scuola deve essere sorvegliato e, se necessario, modificato affinché non vi siano 'aree della procedura che non risultino funzionali alla prova sul campo'. Come dire, nessun granello nell'ingranaggio. Insomma, tutti hanno già il mitra puntato sulla catena di montaggio. Studenti come rubinetti: più ne produci, più ti pago!
Il documento dell'INVALSI (da stampare e appendere in tutte le scuole)
mercoledì 22 giugno 2011
Errori Invalsi: la protesta degli insegnanti in una lettera aperta
Nel post di ieri esortavamo gli insegnanti a mandarci le loro lamentele in merito al clamoroso errore dell'Invalsi. Quella che segue è la lettera dei docenti di un Istituto Comprensivo che noi pubblichiamo ben volentieri.I docenti della Commissione per gli Esami di Stato dell'Istituto Comprensivo di Riva Ligure e San Lorenzo al mare esprimono la loro indignazione per come si sono svolte le valutazioni delle prove INVALSI a causa , prima di segnalazioni di errori nelle risposte fornite da parte del Ministero durante la correzione delle prove stesse e, nel finale, ad operazioni concluse, con la richiesta di inserire in nuove griglie i risultati ottenuti.
Fanno presente che:
- Chi si dedica esclusivamente a queste attività, cioè gli esperti INVALSI, prima di inoltrare griglie di correzione e maschere per la valutazione , avrebbe dovuto testarle e ritestarle su vari campioni rappresentativi per rilevarne le eventuali incongruenze.
- Dal confronto delle valutazioni emerse con l'inserimento dei dati risultati dalla correzione degli elaborati nella prima maschera fornita e poi con l'inserimento degli stessi dati nella seconda maschera fornita il giorno dopo, è risultato che alcuni 10 siano diventati 9 !!! e che alcuni punteggi abbiano subito modifiche incomprensibili ( ricordiamoci che i dati inseriti erano sempre gli stessi!), passando ad esempio da 2 a 22 e , viceversa, da 50 a 45 nella prova di Italiano!
Cos'è successo? E' stato evidentemente modificato il criterio di valutazione , ma perchè?
Non ci pare un fulgido esempio di professionalità da parte di chi si erge a giudice “docimologicamente” ineccepibile della preparazione degli alunni italiani.
- I docenti sono stati sottoposti a turni massacranti di correzione al computer ( provare per credere signori ispettori ed esperti!) e l'indomani, senza nessun rispetto per la loro professionalità sono stati obbligati a ripetere le operazioni.
Ma in casi di questo genere, ricorrendo a un po' di umiltà dopo aver fatto la frittata, non sarebbe stato più opportuno affidare alle Commissioni e ai loro Presidenti, il compito di trovare una soluzione atta a contenere, limitare eventuali errori nell'attribuzione dei voti che potessero penalizzare i candidati?
I docenti si sono sentiti trattati come “decerebrati operatori” e non come “ professionisti” che conoscono la valutazione per averla praticata, al meglio della loro preparazione, per anni.
In conclusione, vale la pena di spendere tanti soldi e tante energie per ottenere questi risultati? Tutto questo non è svilente per una Scuola dell'Obbligo alla quale , quotidianamente, vengono attribuiti un sacco di nuovi compiti con relative responsabilità e sempre meno risorse?
La responsabilità di questa clamorosa “debacle”, infine, chi se la assume e con quali riflessioni e conseguenze?
Francesca Fossati
martedì 21 giugno 2011
Gelmini, Invalsi & C. o dell'incompetenza al potere
Non si è ancora sopita l'indignazione per il gravissimo errore relativo alle griglie di correzione dell'Invalsi. Di fatto, quell'errore ha costretto migliaia di docenti in tutta Italia a rifare tutto da capo. Per chi non fosse del ramo, la correzione dei test Invalsi richiede un enorme sforzo, poiché ogni singola risposta di ogni singolo alunno viene codificata con sigle e numeri, e questi codici, redatti in forma cartacea, devono poi essere inseriti in un file excel ('maschera') che li computa fornendo la media numerica (voto) tra tutte le risposte di Matematica e di Italiano. Insomma, per farla breve, se va tutto liscio e spedito, per correggere tutti i test di solito parte un'intera giornata. Ma l'Invalsi, senza neppure verificare i propri test e le relative griglie di correzione, ha spedito prove e griglie alle scuole ed ha così grossolanamente vanificato tutto il lavoro dei docenti. A pensarla come Brunetta, c'è da pensare che l'Invalsi, di concerto con il ministero, l'abbia fatto apposta per bastonare un po' questi docenti 'fannulloni', di sinistra e anarchici.La realtà è che con l'Invalsi siamo di fronte a degli ignobili figuri, incompetenti, che vivono in maniera parassitaria in un baraccone ideato espressamente per creare fastidio a docenti e studenti e per spillare soldi pubblici. A questo si aggiunge il miserabile e pericoloso scopo (nascosto) dell'Invalsi che sarà quello di creare docenti di serie A, B e C, con tutte le conseguenze del caso:
1) differenziare gli stipendi e sotterrare la dignità dei docenti.
2) creare un ranking nazionale degli istituti (graduatoria).
3) premiare gli istituti che otterranno il maggior punteggio in graduatoria (più soldi ai dirigenti scolastici e ai loro 'fedelissimi').
4) invitare implicitamente o esplicitamente i docenti (ricatto) ad essere di manica larga nei voti (questo è già in atto).
5) allevare studenti ignoranti, ma con una pagella degna di Pico della Mirandola.
Ora ci giunge voce che qualche commissione esaminatrice di qualche istituto scolastico sia già sul piede di guerra. Invitiamo pertanto i docenti che ne avessero voglia di fornirci le loro esposizioni, la loro denuncia, la loro legittima indignazione. Noi pubblicheremo ogni loro comunicazione ufficiale. ECCO LA PRIMA LETTERA.
Il ministero sbaglia il test invalsi. Docenti furibondi
Docenti furibondi dopo l'annuncio, ieri sera alle 20 circa (!!), del secondo errore da parte del ministero nelle griglie di correzione per la prova Invalsi. Già ieri mattina la prima rettifica nella griglia di matematica, con i docenti che si erano adeguati all'errore dell'Invalsi. Oggi è troppo. Tutto da rifare (correzioni), docenti chiamati d'urgenza (chi aveva il turno libero è stato chiamato a scuola). C'è da giurare che l'anno prossimo saranno quasi tutte le scuole che si rifiuteranno di somministrare questo schifo di prove, inutili, avvilenti e alle dipendenze di pseudo autorità assolutamente incompetenti. Guarda quiLa lettera dei docenti di una commissione d'esame
giovedì 14 aprile 2011
Avviso ai docenti: rifiutate le prove Invalsi finché avete tempo e modo di farlo!
Nel corso degli ultimi due/tre anni abbiamo scritto talmente tanto sull'Invalsi (o su ciò che gli gira intorno) che ci è sembrato persino opportuno creare un'etichetta specifica per archiviare il materiale. Eh già... in tempi non sospetti ci eravamo addentrati negli oscuri meandri dell'Invalsi per andare a stanare le pericolosissime fiere assatanate di sangue docente. E abbiamo avuto buon intuito, soprattutto in questo post e anche in questo. E vi avevamo messi in guardia.Quindi eccoci qui, l'Invalsi si è praticamente rivelato un'arma letale nel già cospicuo arsenale militare del MIUR. I docenti sono avvisati anche in questo post e vogliamo ripeterlo ancora una volta e a chiarissime lettere: l'Invalsi serve a valutare i docenti, non gli studenti! E se ancora non riuscite a comprendere la gravità della cosa, a questo punto peggio per voi.
Se invece avete capito qual brutto destino vi stiano preparando (ancora!), potete seguire il consiglio che vi abbiamo dato nel titolo o leggere quanto è pubblicato da Scuola Magazine che, tra le altre cose, vuole ricordare che le prove Invalsi non sono obbligatorie e che già molti istituti scolastici hanno saggiamente rifiutato di somministrarle.
Etichetta: INVALSI
domenica 27 marzo 2011
Dirigenti scolastici, ducetti alla riscossa
Cosa succede quando i dirigenti scolastici (presidi) si comportano come i cani da guardia del governo? Non dovremmo generalizzare, certo, ma ci sembra di capire che il problema sia abbastanza diffuso.La domanda iniziale la ribadiamo, anche alla luce del decreto Brunetta che costringe i lavoratori della scuola a divisioni interne, a demeriti, a licenziamenti, a punizioni e a quant'altro possa essere utile a svilire la dignità dei docenti, dei tecnici e del personale ata.
Succede che, come ampiamente previsto in alcuni post di questo blog (ma non solo qui), a fronte di un'alzata di testa dei docenti per difendere i loro diritti e quelli dello studente, il preside emani i suoi editti bulgari e punitivi, minacce, intimidazioni. Succede che, anziché prendersela col Ministero e con i tagli del governo, il preside se la prenda con i docenti che, LEGITTIMAMENTE, si rifiutano -ad esempio- di entrare nel tritacarne del decreto Brunetta o dell'invalsi, il cui vero e malefico scopo lo avevamo svelato già due anni fa.
Un esempio di questa pratica autoritaria del preside, che sa tanto di metodo kapò, giunge dal Liceo Artistico 'De Chirico' di Roma, dove il preside, Sante Mazzilli, ha emanato una circolare-diktat che rivela un chiarissimo abuso di potere a fine vessatorio. (clicca sull'immagine per ingrandire).
Ma i docenti, che hanno già definito questo foglio di carta 'circolare-guantanamo', non si sono lasciati intimidire e hanno reagito, coinvolgendo genitori e sindacati, questi ultimi procederanno per vie legali contro il preside, in quanto la circolare è sostanzialmente tesa a creare un clima poliziesco, ove i lavoratori sarebbero costretti a svolgere la loro funzione 'nella più completa assenza di quella partecipazione cooperativa e serena che è tipica di un luogo improntato alla relazione educativa come la scuola' (fonte). I docenti, dal canto loro, hanno presentato una diffida legale contro la circolare-guantanamo. (Nel frattempo, la Gelmini è stata condannata dal tribunale di La Spezia per discriminazione).
PS. Il frutto non cade mai lontano dal suo albero. La gerarchia degli Stati genera sempre oppressione. Ovunque. E dove c'è gerarchia, ci sono violenze, schiavi e padroni. Il modello statale (piramidale) è riprodotto in tutte le attività sociali. E non è un caso.
PS. Il frutto non cade mai lontano dal suo albero. La gerarchia degli Stati genera sempre oppressione. Ovunque. E dove c'è gerarchia, ci sono violenze, schiavi e padroni. Il modello statale (piramidale) è riprodotto in tutte le attività sociali. E non è un caso.
martedì 2 novembre 2010
Scuola: il lavoro sporco del Pdl prosegue col PD
La riforma della scuola progettata dal Partito Democratico, all'interno del I° Seminario Nazionale del Forum Politiche dell’Istruzione del PD, contiene in nuce la stessa linea, la stessa piega politica della 'riforma' Gelmini-Tremonti-Brunetta-Aprea-Invalsi, almeno in ciò che concerne la valutazione del personale che è uno degli aspetti più tristi, ignobili, sperequativi e diseducativi del piano di demolizione della scuola pubblica.I documenti prodotti dal Seminario del PD, il 25 e il 26 settembre scorso, parlano da soli e, se possibile, risultano ancora più subdoli e cinici delle illegali circolari gelminiane. Non ci stupisce affatto.
Tutto l'impianto di riforma si aggrappa anzitutto alla modifica del Titolo V della Costituzione che disciplina i rapporti tra Stato ed enti locali, da qui la necessità -secondo il PD- di riformare la scuola secondo modelli di qualità (ecco la parolina magica che ritorna) standardizzati e regolamentati dallo Stato centrale, ma in grado di elaborare offerte formative regionali. In pratica, come ha detto Pippo Rossetti al Forum, 'il sistema di offerta formativa regionale per poter conseguire apprezzabili risultati di apprendimento ed essere politicamente “equipotente” rispetto al sistema della scuola di stato deve presentare un carattere unitario ed integrato'. Una confusione di idee e un intreccio di competenze che agevoleranno una burocratizzazione esasperata e l'introduzione di norme che serviranno a normare tutto il normato e il normabile. Straordinario. Ma il 'bello' deve ancora venire.
La valutazione del personale rimane un caposaldo anche del PD, ecco perché nel partito non si sono mai levate voci di dissenso riguardo a questo capitolo della 'riforma' Gelmini (ricordiamo che l'intera 'riforma' Gelmini doveva essere oggetto di un referendum popolare lanciato dal PD, ma che non ha mai visto la luce). In sostanza, dai documenti emerge la necessità di giudicare i docenti, esattamente come previsto da Brunetta-Aprea, cioè con l'ausilio dell'Invalsi che -dice il testo- 'per essere autorevole dovrebbe diventare un istituto autonomo dal Ministero'. Rimane sempre il problema del 'chi giudica' e 'in base a quali criteri'. Aggiungiamo noi, perché? Come è possibile giudicare e valutare un'attività intellettuale e di formazione culturale come quella dell'insegnamento? Avanzare come pretesti la qualità e il merito, esattamente come fa la Gelmini, vuol dire davvero pensare alla scuola come un'azienda, dove non si formano persone, ma si fabbricano prodotti. Semmai, come è sempre avvenuto, è più corretto lasciare che siano i docenti a valutare con la dovuta serenità gli studenti, piuttosto che sapersi controllati e giudicati, quindi traviati nel giudizio su ogni singolo alunno. Perché il succo della questione è tutto qui: il docente viene giudicato in base alla rendita scolastica dei suoi studenti. Fioccheranno i dieci in pagella come se piovesse. Inoltre, si verranno a determinare dinamiche di subordinazione e di divisione interna tra i docenti che non garantiranno certo una qualità dell'istruzione. La valutazione dei docenti non può e non deve esistere! La soggettività del docente deve essere salvaguardata, così come il suo metodo e soprattutto la sua libertà di insegnamento! Piuttosto, si badi a equilibrare il loro stipendio sulla media europea, se si vuole incentivare la qualità dell'insegnamento, senza fare distinguo.
Perché dicevamo che il piano scolastico del PD è ancora più subdolo e cinico di quello del Pdl? Perché se quello della Gelmini prevede una valutazione del docente a partire dal giudizio espresso da una figura superiore (dirigente, manager esterno, consiglio di amministrazione...), con il PD sono gli stessi docenti che pregheranno un superiore di sottoporsi a giudizio. In che modo? Attraverso un sistema di incentivazione. Dice il testo stilato in agosto: 'richiesta volontaria della valutazione nel momento in cui il professionista ritiene utile vedere riconosciuta la propria crescita professionale'. La guerra fra poveri verrebbe così dichiarata e sancita dagli stessi poveri. Il docente che ritiene di essere migliore di un suo collega è così invitato a compiere il primo passo verso la scalata al potere. Mors tua, vita mea. Diabolico e squallido.
Nel testo, inoltre, vengono indicate (ma non specificate) le figure istituzionali preposte alla valutazione: ispettori della Repubblica, l’Invalsi e l’istituzione scientifica autonoma. Si tratta di figure astratte che, una volta smontato il MIUR per effetto della regionalizzazione della scuola, rimarranno a capo di tutto e saranno direttamente dipendenti dal Presidente del Consiglio. Peggio di così...
Ci permettiamo di dire che, come al solito, oltre a fare i conti senza l'oste, quando i partiti stilano programmi e linee non specificano mai le cose nel dettaglio, non entrano mai nel concreto, ma sapientemente imbastiscono un discorso generale, cioè costruiscono un contenitore dove il contenuto, non vedendosi, riserva sempre amare sorprese.
Il testo in pdf
Post utili e correlati QUI
L'opinione di ReteScuole
lunedì 27 settembre 2010
Docenti di ruolo attesi alla sbarra
Dopo la mannaia caduta sulla testa dei docenti precari, adesso tocca a quelli di ruolo. Pensavate che fosse finita qui? Pensavate che al governo interessasse 'solo' far cassa licenziando 150 mila precari? Errato. Lo scopo del governo è quello di allevare generazioni di ignoranti, facilmente condizionabili. E per fare questo i docenti rimasti, cioè quelli di ruolo, non possono continuare a dare voti obiettivi, col rischio di denunciare che lo studente 'X' è impreparato. Occorre che TUTTI gli studenti (somari compresi) abbiano buoni voti, sì da dimostrare la bontà di ogni singolo istituto. I dirigenti scolastici saranno garanti di questo nuovo andazzo, ci mettono la faccia (intascano soldi per questo), dovranno rendere conto dei risultati ottenuti, meglio se ottimi, altrimenti quel singolo Istituto non rientrerà nei parametri per l'ottenimento dei fondi statali. E' evidente che in questo quadro saranno gli insegnanti ad essere quelli ricattati, anche attraverso il paventato licenziamento dopo due anni di reiterata etica professionale applicata (ostinati, questi docenti!). Vediamo meglio?A dire il vero, già l'anno scorso ne avevamo parlato, più volte, ma non ci stancheremo mai di chiarire gli obiettivi dissennati del governo che si celano SEMPRE dentro cavalli di Troia e che hanno, di volta in volta, nomi diversi (grembiulino, riqualificazione, restauro edilizio, qualità...); e lo faremo anche alla luce delle ultime dichiarazioni di Roger Abravanel, un collaboratore del ministro Gelmini, secondo il quale se la scuola va male è colpa dei docenti (certe dichiarazioni pubbliche non arrivano mai per caso). Per ottenere consenso, non c'è niente di meglio che piegare il discorso sulla linea populista e demagogica. I meno attenti e i meno preparati abboccano sempre all'amo. Accollare la colpa dei mali della scuola sui docenti non solo è facile, ma soprattutto nasconde le vere cause del processo distruttivo dell'istruzione. Per utilizzare una metafora, è come se un contadino che deve arare un campo con un trattore senza gasolio -perché nottetempo il gasolio è stato succhiato dal serbatoio- venisse incolpato per inefficienza. Allora occorre stare bene attenti.
Un passaggio della dichiarazione di Abravanel: la qualità degli insegnanti è l’unica variabile che determina il rendimento degli studenti. L'unica variabile? E i fondi tagliati alle scuole, alla ricerca? E il blocco degli scatti stipendiali? non sono variabili? Dove sono finiti i laboratori? Dove sono spariti i programmi? Chi l'ha eliminata la Geografia, la Storia dell'Arte e il Diritto? Non certo i docenti che, anzi, vorrebbero ampliare l'offerta formativa, non chiedono altro. E come fanno gli insegnanti a garantire efficienza insegnando in classi sovraffollate, dove il rischio infortuni si moltiplica esponenzialmente?
E' evidente che dietro la dichiarazione di Abravanel c'è l'intenzione - già collaudata - di preparare l'opinione pubblica ad assimilare bene quello che sarà il colpo mortale sulla scuola pubblica. Una dichiarazione del genere, populista e demagogica, crea discussione (e già ne ha creata), prepara il terreno, e soprattutto divide l'opinione pubblica su un tema dove questa benedetta opinione pubblica dovrebbe invece essere ben compatta nel sostenere gli insegnanti e il loro nobile lavoro. Tecniche di regime, di tutti i regimi, di qualsiasi colore.
Allora occorre stare attenti sul vero ruolo dell'invalsi che non sarà più uno strumento per la valutazione degli studenti, ma dei docenti. La forma e lo scopo attuale delle prove invalsi cambierà e, di concerto con la proposta di legge Aprea, funzionerà per inserire i docenti dentro fasce di demerito (loro le chiamano di merito, ma creando un merito si genera automaticamente il demerito). Il docente sarà valutato secondo parametri che diremo più giù, posto alla sbarra anche dal dirigente scolastico. Perché? Perché ogni Istituto verrà inserito in un ranking (graduatoria) di natura provinciale, regionale e nazionale. Per entrare in queste graduatorie e ottenere finanziamenti occorre possedere un punteggio alto che si ottiene sulla base del profitto di quell'Istituto. Il profitto viene calcolato in base ai voti dati agli studenti, più sono alti, più il punteggio della scuola è alto, quindi più finanziamenti avrà l'Istituto. E' chiaro che un dirigente scolastico imporrà voti alti e i docenti saranno assoggettati e ricattati. Infatti, se il docente continua a voler essere ligio, eticamente coerente, ha solo due anni di tempo per esserlo, dopodiché o si adegua o viene licenziato. Ecco perché avevamo scritto quel post dal titolo 'i vostri figli avranno tutti 10 in pagella...' In quel post è spiegato tutto, ci sono anche gli stralci del testo che l'invalsi ha 'reso noto' (a chi?) in merito al suo cambiamento di missione. Vi preghiamo di leggere quel post.
Non è un caso che l'ing. Abravanel dimentichi il fatto che l'insegnamento richiede serenità nel suo svolgimento. Di questa serenità non ne parla mai nessuno, ma è indispensabile in un mestiere come l'insegnante. Come si fa a lavorare serenamente sapendo di avere un dirigente scolastico col fiato sul collo?
Si può fare qualcosa? Sì, anzitutto abolire le prove invalsi, adesso. Non espettare di essere già dentro la tragedia. Uscirne ora, in tempo. Qui è in ballo anche la libertà di insegnamento sancita dal contratto nazionale. O volete aspettare che vi cambino prima anche il contratto? L'esperienza dimostra che i mali vanno curati per tempo, sin dai loro sintomi. Questo è il caso.
Per quanto riguarda il cavallo di Troia, cioè il pretesto di quest'azione criminale, è ovvio che si parlerà di qualità della scuola. Non cascateci. E lo diciamo soprattutto all'opinione pubblica.
PS. Voci di corridoio (da confermare) dicono che già adesso i dirigenti scolastici sono stati ricompensati dal governo con 300 euro in più nella busta paga, per dimostrarsi... diciamo così... benevoli con i diktat del governo. Un ulteriore, sostanzioso bonus lo avranno a fine anno scolastico. E' tutto dire. (chi ne sa di più su questo fatto, è pregato di farcelo sapere. Grazie)
La dichiarazione di Abravanel
Come cambierà la scuola
Docenti e collegi docenti addio
Primi effetti sui docenti
venerdì 9 luglio 2010
La scuola di domani: tutto quello che devi sapere
Tutti sanno che la figura professionale che maggiormente è caricata di una responsabilità per la formazione culturale dei giovani è l'insegnante, con il proprio bagaglio di conoscenza che viene arricchito giorno per giorno attraverso uno studio continuo e con la sua esperienza maturata dentro la Scuola, a contatto diretto con gli studenti. Forse non tutti sanno che il ruolo dell'insegnante, in quanto educatore e responsabile della formazione culturale dei giovani (già troppo mortificato in Italia per via di uno stipendio tra i più bassi d'Europa e anche a causa di idiote nefandezze verbali accusatorie, proferite da chi non avrebbe alcun titolo per giudicarli, se non per pretestuosi motivi politici), sta per essere vanificato del tutto, ucciso a colpi di logiche aziendali che pretendono -velleitariamente- di misurare la competenza di ogni docente non in base alla sua propria cultura (già ampiamente attestata dai titoli e dagli esami svolti), bensì in base al confronto con i suoi stessi colleghi. Un'assurdità!
Il gioco sporco è chiaro: il governo vuole mettere in illogica competizione i docenti tra loro, nonché creare fasce di demerito, per ottenere tre risultati di base:
1) l'ulteriore contenimento della spesa per gli stipendi, togliendo dalla busta paga un tot a quegli insegnanti ritenuti meno competenti o meno 'produttivi' (il governo concepisce gli insegnanti e la cultura come merce su cui far profitti e squallide operazioni di compravendita).
2) annullare il ruolo educativo-culturale della scuola pubblica, ordinando ai docenti programmi 'interessati' e metodi di valutazione che non tengono conto dell'autentico merito degli studenti.
3) creare contesti clientelari e conflittuali dentro gli istituti, sia a livello di assunzioni (saranno arbitrarie, appannaggio esclusivo dei dirigenti scolastici, poiché spariranno le graduatorie), sia sul piano del rapporto interno tra docente e docente, ma anche tra docente e dirigente scolastico.
Ma come si arriva a ottenere tutto questo? Anzitutto con una politica di sfoltimento del personale, cosa che sta già avvenendo, in secondo luogo con il progressivo svilimento del ruolo dell'insegnante e della sua stessa persona, ad esempio sostenendo pubblicamente, a mezzo TV, che gli insegnanti sono dei fannulloni, come ha detto il ministro Brunetta (la professoressa Mila Spicola -ma non solo lei- dimostra il contrario). Nondimeno, attraverso un progetto di smantellamento sistematico dei piani di studio tradizionali e di abolizione del valore legale dei titoli di studio. Ma il colpo decisivo sarà affidato a quelle normative che, dietro una falsa maschera di buone intenzioni (pretesti da offrire all'opinione pubblica) intendono mettere la scuola in mano ai privati e renderla così funzionale soltanto a questi ultimi. Praticamente una scuola azienda.
Ora facciamo ulteriormente i pignoli e argomentiamo con documentazione alla mano, fornendo le prove di quanto abbiamo detto. In realtà, in questo blog, ne abbiamo parlato varie volte, e tutte le volte ci siamo accorti di avere avuto ragione (purtroppo, in questo caso).
Riguardo alla scuola secondaria di secondo grado (superiori) c'è un insano progetto dell'INVALSI che si trasformerà da istituto per il monitoraggio delle conoscenze degli studenti a ufficio di controllo sull'operato dei docenti (ne parlavamo qui), questo avverrà per mezzo di una normativa già stilata che, nello specifico, dovrà occuparsi dei seguenti punti:
1) valutazione delle risorse umane e non dei saperi.
2) connotazione dell'istituto scolastico in base ai risultati ottenuti (voti di ogni singolo alunno, oggetto di computo, per l'ottenimento di una media finale) e conseguente istituzione di un 'ranking provinciale, regionale e nazionale' (graduatoria).
3) penalizzazione, in termini economici, di quegli istituti che non avranno conquistato le posizioni più alte nella suddetta graduatoria.
4) licenziamento, da parte del Ministero, degli insegnanti giudicati inefficienti (sulla base dei voti dati agli studenti) e dei dirigenti scolastici (che hanno accettato i voti di cui sopra). Su questi stessi criteri di valutazione, i docenti e i dirigenti potranno anche essere reclutati.
Questa normativa, propria dell'INVALSI, è stata redatta da tre insegnanti: Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini ed è stata inserita nel pdl Aprea (16 luglio 2009). Non si esclude l'applicazione della normativa anche alle scuole elementari e medie.
Riguardo l'Università, è notizia di questi giorni l'intenzione di procedere alla valutazione dei ricercatori sulla base di criteri che mirano chiaramente ai primi tre punti elencati in questo articolo (contenimento della spesa per gli stipendi, annullamento del ruolo educativo-culturale dell'Università, creazione di contesti clientelari e conflittuali dentro gli atenei). Si pensi ad esempio al fatto che ogni ricercatore, se vuole essere ben valutato, dovrà necessariamente presentare due pubblicazioni realizzate nel quadriennio 2004-2008. Quindi il ricercatore non sarà valutato in base alle sue proprie competenze e conoscenze, ma esclusivamente sulla sua capacità di farsi pubblicare qualcosa, non importa cosa (ad oggi non è specificato). Chiaramente saranno avvantaggiati i ricercatori raccomandati dai professori, e siamo sicuri che questi ultimi sapranno scegliere bene i loro pupilli (i più servili?). Per approfondire, potete leggere questo articolo.
Noi crediamo che un simile disegno debba essere cancellato. Tutta la 'riforma' della scuola va cassata senza se e senza ma. Noi crediamo che la nostra società abbia bisogno di una scuola pubblica ed efficiente e che quest'efficienza non debba essere raggiunta attraverso tagli e nepotismi, ma attraverso grandi finanziamenti, almeno pari a quelli che gli altri Stati europei stanziano per la loro istruzione nazionale. Noi crediamo che la politica della privatizzazione ferisca profondamente, anzi uccide, sia la libertà di insegnamento (propria della scuola pubblica), sia lo studio del metodo che tutte le scuole forniscono agli studenti per la loro crescita psicofisica e la loro comprensione analitica del contesto sociale. Noi crediamo che questa 'riforma' innesti nella scuola pubblica logiche esasperate di caporalato e di clientelismo, tali da vanificare il ruolo stesso della Scuola intesa come sistema propriamente educativo. Noi crediamo che gli insegnanti, così come gli altri lavoratori della Scuola, debbano riappropriarsi della loro dignità professionale e personale, senza cadere nella trappola tesa dal governo che li vuole disuniti, in concorrenza aziendale tra loro, sudditi in balia di giudizi arbitrari ed esterni, in costante pericolo di licenziamento.
PS. Cerca nel blog (con l'apposita casella di ricerca in alto a destra) tutto quel che vuoi sapere sulla scuola e sulla 'riforma'
mercoledì 16 giugno 2010
I docenti, la finanziaria e l'ipocrisia della Gelmini
Quando si tratta di vessare il popolo italiano (cioè la Nazione Italia) i governanti di turno non si fanno certo scrupoli. A loro basta andare a vedere com'è la situazione negli altri Stati d'Europa, se qualche onere dovesse essere a vantaggio dei cittadini italiani -rispetto ai cittadini degli altri Paesi- non ci mettono un secondo di più ad adeguarsi. Ma i governanti non si adeguano mai se, ad esempio, gli stipendi europei sono più corposi di quelli italiani. E lo sono, almeno quello degli insegnanti.Ora, non è bastata la 'riforma' Gelmini-Tremonti-Brunetta-Aprea-Invalsi (ancora sciaguratamente in atto) a distruggere l'istruzione pubblica, a licenziare 133 mila padri e madri di famiglia, a denigrare il lavoro dei docenti, a togliere diritti inalienabili persino agli studenti portatori di handicap e agli stranieri... no, non bastava, adesso ci vuole il colpo della finanziaria sui docenti rimasti a insegnare (leggasi arrabattare).
La finanziaria prevede, tra l'altro, il blocco degli stipendi per tre anni che equivale a un vero furto! Mentre il costo della vita -già caro- lievita e gli stipendi dei docenti sono tra i più bassi d'Europa, il blocco della busta paga si configura come un colpo mortale per il potere d'acquisto dei docenti. Siamo pronti a scommettere che in questi tre anni, loro, la classe dirigente, gli 'onorevoli', lo stipendio se lo aumenteranno alla grande.
Qualcuno ha fatto due conti: un insegnante di scuola superiore perderà ogni anno ben 3.236,20 euro; la trattenuta sul TFR sarà di quasi 7.000 euro!
Che dire a questi aguzzini governanti? Anzi, cosa fare loro?
Intanto cominciamo col riportare alcune vecchie dichiarazioni della Gelmini, in modo da far comprendere a tutti la falsità di questo burattino manovrato da Berlusconi. Diceva la Gelmini: 'Questa legislatura deve vedere uno sforzo unanime nel far sì che gli stipendi degli insegnanti siano adeguati alla media Ocse'. Sempre lei, infatti, aggiungeva: La media Ocse è superiore ai 40 mila euro l'anno. Fatto? ASSOLUTAMENTE NO! ANZI!
Non è tutto. Sapete cosa diceva, ancora, la Gelmini? 'Non possiamo ignorare che lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore dopo 15 anni di insegnamento è pari a 27.500 euro lordi annui, tredicesima inclusa. Fosse in Germania ne guadagnerebbe 20 mila in più, in Finlandia 16 mila in più.
Ma con quale faccia di bronzo si presenta ancora questa? Perché sta ancora al ministero? Mistero! Con quale faccia il governo, adesso, blocca gli stipendi già miseri dei docenti?
Una manica di ladri bugiardi governa il Paese. Sono quattro gatti. Che vogliamo fare?
AGGIORNAMENTO DEL 27 MARZO 2011
Gelmini condannata dal tribunale di La Spezia per discriminazione disabile (QUI)
giovedì 20 agosto 2009
INVALSI, Aprea e Gelmini all'attacco degli insegnanti

Il 5 luglio 2009 scrivevamo un post, in cui si denunciava il vero scopo dell'INVALSI, tenuto ben nascosto dietro la scusa della valutazione nazionale dello Studente. Avevamo ragione: la valutazione dello studente era una bufala, una scusa, praticamente un cavallo di troia; all'interno del cavallo si sono tenute nascoste le vere armi per distruggere la scuola pubblica e ora, una volta fatto entrare l'equino in tutte le scuole, la pancia dello stesso sta pericolosamente aprendosi. Vediamo quali armi ci sono al suo interno per distruggere la figura del docente della scuola pubblica italiana.
Il piano scriteriato della Gelmini va considerato nell'àmbito di una strettissima relazione tra la proposta di legge Aprea e il vero ruolo dell'INVALSI. Queste tre entità non vanno mai disgiunte, poiché ognuna di esse potenzia le finalità distruttive delle altre.
Diciamo subito che alcuni punti del testo della legge Aprea, discussa il 16 luglio scorso, sono stati cambiati rispetto alla prima stesura, ma i cambiamenti avvenuti sono tutti di facciata e NON modificano l'intenzione criminale iniziale.
Professore, addio!
Se la 'riforma' Gelmini è stata pensata sostanzialmente per eliminare moltissimi posti di lavoro, quindi per ridurre le spese destinate alla scuola pubblica, adesso l'INVALSI e l'Aprea pongono l'obiettivo di rendere la scuola pubblica un luogo in cui non sarà più la conoscenza degli studenti ad essere valutata, bensì la produttività gli insegnanti, ponendoli in una condizione in cui la sacrosanta libertà all'insegnamento verrà meno, insieme a tutte le altre prerogative proprie dell'insegnante e che hanno reso la nostra scuola una delle migliori al mondo (fino ad almeno dieci anni fa).
Ogni docente sarà ricattabile e licenziabile, poiché verrà posto sotto il giogo di decisioni arbitrarie piovute dall'alto e persino dall'esterno, classificato in fasce di merito (leggasi di demerito) e verrà valutato non in base a un merito proprio e oggettivo (titoli di studio, cultura personale...), ma, come dicevamo, secondo la sua produttività. Questo vuol dire che un docente, per dimostrare la propria produttività e non finire in mezzo a una strada, dovrà necessariamente assegnare voti alti anche agli studenti che non li meritano (gli studenti che non hanno voglia di studiare, possono dormire tranquilli). Ricordiamo che anche gli istituti scolastici verranno classificati in fasce di merito (in base al computo dei voti degli alunni tradotti in media) e saranno inseriti in graduatorie (ranking). La posizione in graduatoria stabilirà la bontà di una scuola e del suo insegnamento. Ciò fa chiaramente presupporre e intuire le posizioni che ogni preside dovrà assumere nei confronti del docente che, legittimamente, valuterà non proprio bene il lavoro di qualche suo alunno (ogni docente sarà monitorato accuratamente, così come ogni singolo voto dato ad ogni singolo alunno, in ogni singola prova).
Collegio Docenti, addio!
Nelle scuole, oggi, esiste uno strumento decisionale in mano ai docenti che si chiama Collegio dei Docenti, in cui vengono votate e deliberate le decisioni preventivamente discusse in un clima democratico. E' in questa sede che una decisione del capo d'istituto può essere promossa o bocciata. Ebbene, il Collegio dei Docenti non esisterà più! Al suo posto ci saranno i Consigli di Dipartimento, quindi organi che frantumeranno l'unità collegiale dei docenti, cioè la loro forza.
Scuola pubblica, addio!
Nella Scuola entreranno i privati, in ragione e in misura dei loro finanziamenti. I docenti non avranno più modo di progettare il POF (Piano dell'Offerta Formativa), poiché saranno le aziende a decidere cosa (e come) insegnare. Da qui si vede come il progetto sia incentrato esclusivamente allo smantellamento dell'elemento docente.
A sostituire il tradizionale Consiglio di Istituto ci sarà un vero e proprio Consiglio di Amministrazione (Che è stato cambiato in Consiglio di Indirizzo, per rendere meno indigesto il nome) composto anche da membri esterni alla scuola -che potranno addirittura presiederlo- e che naturalmente avrà potere decisionale e legislativo.
In sostanza, le principali differenze tra prima e seconda stesura della Proposta di Legge Aprea sono tre:
1) Le scuole non si trasformeranno direttamente in fondazioni, ma potranno 'promuovere o partecipare alla costituzione di fondazioni e consorzi finalizzati al sostegno della loro attività' (art. 2, c. 1).
2) Questa possibilità non riguarderà più tutti gli ordini di scuola, ma solo 'Le istituzioni scolastiche d’istruzione secondaria superiore, singolarmente o in rete' (art. 2, c. 1).
3) Viene abolito il Collegio Docenti e sostituito con i Consigli di Dipartimento (art. 3, c. 1 e art. 7).
Restano sostanzialmente uguali (con leggere modifiche):
1) Il Consiglio di Amministrazione (che cambia nome in Consiglio di Indirizzo) (art. 5).
2) I Nuclei di Valutazione (art. 10)
3) L’espulsione degli ATA dal Consiglio di Indirizzo
4) L’impianto e le finalità generali della legge (tutto il CAPO I).
In tutto questo l'INVALSI gioca un ruolo fondamentale, attraverso un capillare controllo su tutto il territorio nazionale. (Il testo scritto per l'INVALSI dai professori Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini, illustra chiaramente le modalità di smantellamento della scuola pubblica e lo svilimento del ruolo del docente. Per leggerne alcuni passi andate al nostro post).
Ci chiediamo come mai i docenti, negli anni passati. non si siano mai accorti -o quantomeno insospettiti- del ruolo di questo INVALSI che, candidamente e ipocritamente, prometteva valutazioni degli alunni e statistiche nazionali. Dietro la faccia d'angelo, il mostro!
La PDL N° 953 (Aprea)
Il documento INVALSI (dei professori Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini)
Il documento riassuntivo dei Cobas (Pdf)

Diciamo subito che alcuni punti del testo della legge Aprea, discussa il 16 luglio scorso, sono stati cambiati rispetto alla prima stesura, ma i cambiamenti avvenuti sono tutti di facciata e NON modificano l'intenzione criminale iniziale.
Professore, addio!
Se la 'riforma' Gelmini è stata pensata sostanzialmente per eliminare moltissimi posti di lavoro, quindi per ridurre le spese destinate alla scuola pubblica, adesso l'INVALSI e l'Aprea pongono l'obiettivo di rendere la scuola pubblica un luogo in cui non sarà più la conoscenza degli studenti ad essere valutata, bensì la produttività gli insegnanti, ponendoli in una condizione in cui la sacrosanta libertà all'insegnamento verrà meno, insieme a tutte le altre prerogative proprie dell'insegnante e che hanno reso la nostra scuola una delle migliori al mondo (fino ad almeno dieci anni fa).
Ogni docente sarà ricattabile e licenziabile, poiché verrà posto sotto il giogo di decisioni arbitrarie piovute dall'alto e persino dall'esterno, classificato in fasce di merito (leggasi di demerito) e verrà valutato non in base a un merito proprio e oggettivo (titoli di studio, cultura personale...), ma, come dicevamo, secondo la sua produttività. Questo vuol dire che un docente, per dimostrare la propria produttività e non finire in mezzo a una strada, dovrà necessariamente assegnare voti alti anche agli studenti che non li meritano (gli studenti che non hanno voglia di studiare, possono dormire tranquilli). Ricordiamo che anche gli istituti scolastici verranno classificati in fasce di merito (in base al computo dei voti degli alunni tradotti in media) e saranno inseriti in graduatorie (ranking). La posizione in graduatoria stabilirà la bontà di una scuola e del suo insegnamento. Ciò fa chiaramente presupporre e intuire le posizioni che ogni preside dovrà assumere nei confronti del docente che, legittimamente, valuterà non proprio bene il lavoro di qualche suo alunno (ogni docente sarà monitorato accuratamente, così come ogni singolo voto dato ad ogni singolo alunno, in ogni singola prova).
Collegio Docenti, addio!
Nelle scuole, oggi, esiste uno strumento decisionale in mano ai docenti che si chiama Collegio dei Docenti, in cui vengono votate e deliberate le decisioni preventivamente discusse in un clima democratico. E' in questa sede che una decisione del capo d'istituto può essere promossa o bocciata. Ebbene, il Collegio dei Docenti non esisterà più! Al suo posto ci saranno i Consigli di Dipartimento, quindi organi che frantumeranno l'unità collegiale dei docenti, cioè la loro forza.
Scuola pubblica, addio!
Nella Scuola entreranno i privati, in ragione e in misura dei loro finanziamenti. I docenti non avranno più modo di progettare il POF (Piano dell'Offerta Formativa), poiché saranno le aziende a decidere cosa (e come) insegnare. Da qui si vede come il progetto sia incentrato esclusivamente allo smantellamento dell'elemento docente.
A sostituire il tradizionale Consiglio di Istituto ci sarà un vero e proprio Consiglio di Amministrazione (Che è stato cambiato in Consiglio di Indirizzo, per rendere meno indigesto il nome) composto anche da membri esterni alla scuola -che potranno addirittura presiederlo- e che naturalmente avrà potere decisionale e legislativo.
In sostanza, le principali differenze tra prima e seconda stesura della Proposta di Legge Aprea sono tre:
1) Le scuole non si trasformeranno direttamente in fondazioni, ma potranno 'promuovere o partecipare alla costituzione di fondazioni e consorzi finalizzati al sostegno della loro attività' (art. 2, c. 1).
2) Questa possibilità non riguarderà più tutti gli ordini di scuola, ma solo 'Le istituzioni scolastiche d’istruzione secondaria superiore, singolarmente o in rete' (art. 2, c. 1).
3) Viene abolito il Collegio Docenti e sostituito con i Consigli di Dipartimento (art. 3, c. 1 e art. 7).
Restano sostanzialmente uguali (con leggere modifiche):
1) Il Consiglio di Amministrazione (che cambia nome in Consiglio di Indirizzo) (art. 5).
2) I Nuclei di Valutazione (art. 10)
3) L’espulsione degli ATA dal Consiglio di Indirizzo
4) L’impianto e le finalità generali della legge (tutto il CAPO I).
In tutto questo l'INVALSI gioca un ruolo fondamentale, attraverso un capillare controllo su tutto il territorio nazionale. (Il testo scritto per l'INVALSI dai professori Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini, illustra chiaramente le modalità di smantellamento della scuola pubblica e lo svilimento del ruolo del docente. Per leggerne alcuni passi andate al nostro post).
Ci chiediamo come mai i docenti, negli anni passati. non si siano mai accorti -o quantomeno insospettiti- del ruolo di questo INVALSI che, candidamente e ipocritamente, prometteva valutazioni degli alunni e statistiche nazionali. Dietro la faccia d'angelo, il mostro!
La PDL N° 953 (Aprea)
Il documento INVALSI (dei professori Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini)
Il documento riassuntivo dei Cobas (Pdf)
Tabella riassuntiva dei tagli al personale della scuola, regione per regione
(clicca sull'immagine per ingrandire)
(clicca sull'immagine per ingrandire)

domenica 5 luglio 2009
I vostri figli avranno tutti 10 in pagella, grazie all'INVALSI e alla legge Aprea
... Ma saranno i più ignoranti del mondo! Ecco come sèguita il titolo del post. E non è uno scherzo.Da qualche anno nella scuola c'è un temibile virus. Questo virus, pressoché invisibile, si chiama INVALSI. Ufficialmente, l'INVALSI è un Istituto nazionale preposto alla valutazione degli studenti italiani. L'INVALSI, controllato dal Ministero della Pubblica Istruzione, è entrato nelle scuole di soppiatto, lemme lemme, quasi innocentemente, per somministrare in sede d'esame due prove scritte (italiano e matematica) uguali per tutti gli studenti italiani. Per inciso, in passato molti insegnanti e istituti scolastici si erano opposti a questa somministrazione, forse fiutando quello che andremo a dirvi e che succederà a breve nelle scuole italiane.
Come tutti gli Istituti, anche l'INVALSI possiede norme interne e norme da far rispettare all'esterno, in questo caso alle scuole. Le norme che l'INVALSI ha definito per il 'bene' delle nostre scuole, sono state redatte da tre speranzosi insegnanti: Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini. Il loro testo chiarisce finalmente il vero scopo di questo INVALSI.
Si tratta di una valutazione dei docenti, non degli studenti! Ma in che modo verranno valutati i docenti? Non certo per le loro già acquisite competenze, figuriamoci! Essi verranno valutati in base alla discrezionalità del preside (ma non solo). L'INVALSI va a sposarsi perfettamente con il PDL Aprea, fornendo il meccanismo perfetto e aberrante per trasformare le scuole pubbliche in aziende e riformando lo stato giuridico degli insegnanti. Infatti, a giudicare i docenti non sarà soltanto il preside, ma una commissione formata da persone anche esterne al mondo della scuola e che costituiranno un vero e proprio Consiglio di amministrazione che sostituirà il tradizionale Consiglio di Istituto.
Tutto viene mascherato con quello che, secondo l'INVALSI, dovrebbe essere una semplice valutazione dei singoli istituti, ma i contenuti del testo dei succitati professori, sono a dir poco inquietanti. Prendiamo alcuni stralci e spieghiamoli:
- L’autonomia decisionale delle scuole dovrà occuparsi della gestione delle risorse umane 'di pari passo con la definizione di un sistema di valutazione che permetta di misurare i risultati ottenuti...'
In pratica il testo introduce subito l'aspetto dell'azione valutativa nei confronti delle risorse umane (non dei saperi degli studenti).
- Verrà costituito un 'ranking provinciale, regionale e nazionale rispetto a tutte le scuole o alle scuole dello stesso tipo, costruito sulla base della media o della mediana dei risultati dei rispettivi studenti'.
Cioé, si prendono i voti degli studenti di una singola scuola, si fa una media, il risultato andrà in una graduatoria che connoterà quella singola scuola.
- '...sarà possibile studiare se e come collegare i risultati della valutazione a misure di natura premiante o penalizzante per i budget delle singole scuole'.
Se il risultato della media dei voti degli studenti è bassa, la scuola verrà penalizzata dal taglio (ulteriore) dei fondi ad essa destinati.
- per assicurare alle scuole la necessaria autonomia il Miur dovrà affrontare i seguenti nodi: 'a) Reclutamento e rimozione dei presidi sulla base della performance ottenuta. b) Reclutamento e rimozione degli insegnanti...'
Immaginate le pressioni dei presidi sui docenti, al fine di ottenere buoni voti sulle pagelle. Immaginate anche in che modo i presidi recluteranno gli insegnanti (in barba alle graduatorie).
Va da sè che, già in questo modo, l'impianto aziendale delle scuole è pienamente raggiunto. Ma non è ancora tutto! Il testo dell'INVALSI chiarisce che ogni docente sarà monitorato in base ai voti che i suoi singoli studenti riportano della sua materia. Se i voti sono bassi, non vuol dire che il ragazzo non ha studiato, ma che il docente non è preparato. Indovinate un po', questi docenti, per 1200 euro al mese, che tipo di voti registreranno, da adesso in poi, anche sulle pagelle dei più ignoranti?
AGGIORNAMENTO DEL 20 agosto 2009
Quanto scritto, è stato avallato e deciso, con alcune correzioni al testo Aprea (16 luglio 2009) che però non modificano l'intenzione originaria, anzi, la inaspriscono.
Leggere qui
AGGIORNAMENTO DEL 7 e del 15 LUGLIO 2010
Ecco la prova di quanto abbiamo scritto
CLICCA QUI (Università) E ANCHE QUI (scuole)
AGGIORNAMENTO FEBBRAIO 2012
Il ministro Profumo inventa l'ipocrita formula 'valore aggiunto' per dare piena attuazione al piano criminale di cui vi abbiamo parlato. CLICCA QUI.
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AGGIORNAMENTO FEBBRAIO 2012
Il ministro Profumo inventa l'ipocrita formula 'valore aggiunto' per dare piena attuazione al piano criminale di cui vi abbiamo parlato. CLICCA QUI.
AGGIORNAMENTO AGOSTO 2012
Spending review. Arrivano la legge n. 95 e il decreto Brunetta: più coercizione, meno cultura, logica militare e ricatti ai docenti.
POST CONSIGLIATO E CORRELATO: QUI
Per leggere altri deliranti stralci del testo QUI
Valentina Aprea (Pdl)
Due genitori contestano la schedatura INVALSI
Per leggere tutti i nostri articoli dedicati al mostro INVALSI cliccate sull'etichetta 'invalsi' posta sempre sotto gli articoli.
L'INVALSI prende visione del post il 7 luglio 2009, alle ore 16,45
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