martedì 11 ottobre 2011

Censimento: violazione della privacy?

Sì, è violazione della privacy, ci siamo informati per bene. I questionari vengono aperti già in sede comunale, le risposte vengono lette e registrate una ad una, poi inviate alla sede centrale. Gli addetti a tale esercizio di spionaggio sono persone residenti nel vostro stesso comune. Denunciate al garante della privacy: urp@garanteprivacy.it
Per la vostra denuncia, che potete spedire anche dopo aver consegnato il questionario, usufruite di questo modello che abbiamo compilato per voi (CLICCA QUI), oppure inserite il testo che volete.

Per strada la gente ne parla. Non è ben disposta a informare i lorsignori delle caste di cose private. Anche il possedere o no un'automobile... sono cose che non servono assolutamente ad un censimento (che dovrebbe essere una semplice conta di teste, anche questa assolutamente inutile, del resto), sono cose che se voglio dico, se non voglio non devo essere obbligato a dirle. Scherziamo? Dove siamo, in questura? (Sì). Non se ne parla in tv (ovvio), ma c'è una grande indignazione di massa anche su questo censimento, sulle domande che, coercitivamente, invadono clamorosamente il privato di ogni individuo. Molte persone sono giustamente allarmate: perché mai dovremmo essere obbligati a dire alla casta persino se abbiamo un telefonino, dove ci trovavamo l'anno scorso o a che ora esco di casa? Ripetiamo: ma dove siamo, in questura? (Ripetiamo, sì!). Questo, come tutti gli altri, è uno Stato di polizia, da sempre, ma ben camuffato.
Fotografare l'Italia? E a che scopo? Da quando esiste il censimento (dal 1861) non ci sembra che la 'foto di gruppo' abbia mai risolto i nostri problemi, semmai siamo andati sempre peggio. Dovremmo pensare a cose davvero utili per la società. Quanti soldi si spendono per stampare i questionari? Spendiamoli per scuole, asili, ospedali, ambiente! Che forse, con i censimenti, questi servizi fondamentali sono migliorati? Qualcuno dei politici ha mai utilizzato i dati del censimento per migliorare il Paese? E c'è bisogno del censimento per vedere che il Paese va male, malissimo?
In realtà il censimento è una schedatura coatta. Siamo numeri, merce in mano ai banchieri e ai politici. Le aziende già fanno a gara per avere informazioni private attraverso facebook e gli altri social network, vogliono sapere tutto di noi, e giustamente il popolo della rete si arrabbia. Il censimento fa ancora peggio dei social network. Ognuno di noi viene analizzato, ispezionato, indagato. Ho l'automobile? Quanti metri quadrati è casa mia? Vivo in affitto? Queste (ed altre) sono domande mirate, utili solo al fisco, e che non hanno mai stanato gli evasori, ma colpito sempre la povera gente onesta. Quanti di voi hanno ricevuto benefici dai censimenti? L'essere umano non ha bisogno di censimenti e di schedature, ma di libertà, quella vera! E senza pagarla!
E' chiaro che lo Stato vi dirà che il censimento è utile, è bello, ci fotografa, ci aiuta. Intanto le risposte vengono lette già in Comune. Dov'è la privacy? Nelle loro leggi? Mi facciano il piacere! Dicono che il censimento serva persino per capire DOVE ANDIAMO: a che serve sapere dove andiamo se nessuno pone un freno alla nostra corsa verso il baratro? Ma allo Stato non importa un fico secco di salvare il popolo dalla schiavitù, lo Stato è nato proprio per tenerci in schiavitù, come volete che possa pensare al nostro benessere e alla nostra libertà? Chi ci crede più? Ripetiamo: quali benefici ha portato il censimento alla società? Piuttosto, non sarà che i censimenti servano ad un sistema che vuole controllarci ogni giorno di più come fossimo polli etichettati, pronti da spennare? Soltanto il fatto che hanno reso obbligatoria la compilazione dovrebbe far sospettare, e non poco. Parlano di libertà (i quacquaracquà), ma se non compilate il censimento vi multano pure. Bella libertà!
Allora diciamolo chiaramente, vi diranno che il censimento in sé non è pericoloso, ma è l'uso che se ne fa che può esserlo. In altre parole il pericolo non è escluso, anzi è assai probabile, vista l'esperienza e visti i figuri che ci ritroviamo in ogni vertice di piramide! Vi diranno anche che il trattamento dei dati è tutelato da quella o quell'altra norma. Come crederci? Chi ci dà questa garanzia? Come ogni volta dicono di tutelarci, ma lo scorso censimento ha visto quantità enormi di dossier lasciati in aree pubbliche predisposte alla raccolta, alla mercé di chiunque. Come fanno a dire che la privacy è tutelata, quando prevedono, in casi specifici, la compilazione mediante l'aiuto di una persona che ti entra fino in casa? Come credere a quelli che le leggi sono abituati a violarle in nome di chissà quale privilegio, o di chissà quale artifizio demagogico? Vi diranno che il censimento serve solo a fini statistici, ma la statistica è il risultato di un'analisi capillare, dove ogni elemento viene considerato; a noi fanno vedere la statistica e i grafici finali, ma loro sapranno in quanti metri quadri tu vivi, e in base a questo dato (uno degli oltre 50) fotografano il tuo status e capiscono fin dove puoi arrivare con i sacrifici (tu, proprio tu).
Vogliono sapere se vivi in affitto, ma sarebbe molto più utile sapere quali sono le difficoltà delle famiglie costrette a vivere in affitto. Ma delle vostre difficoltà a loro non interessa un accidente. Vogliono sapere se possiedi un'automobile, ma non ti chiederanno mai quanti e quali sacrifici devi fare per mantenerla. A loro non importa sapere quali acrobazie devi fare per mantenere i tuoi figli, a loro interessa sapere solo se e quanti figli hai, in modo da calibrare la portata dei loro dardi fiscali. Poi fanno una 'media' della polpa ancora da spremere. Insomma, il censimento serve a far capire al sistema-Stato quanto ancora può osare nel succhiare finanze, quanto i cittadini potranno ancora sopportare, quanti soldi i governi possono ancora guadagnare dalla spremitura.
Nel 2000, in America, la popolazione si era ribellata al censimento, ed era venuto fuori che si trattava di violazione della privacy: Chi l'aveva detto che era violazione? I politici stessi, ma siccome quei politici (repubblicani) dovevano fare un torto ai democratici in carica, hanno dovuto dire la verità, cioè che il censimento è una vera violazione della privacy, la stessa privacy che lo Stato a volte difende, altre volte no, a seconda se gli conviene oppure no. E siccome il censimento non tocca i privilegi delle caste, ma fruga nella nostra vita, allora vi diranno che in questo caso non esiste violazione della privacy e che il censimento è pure obbligatorio. Insomma, una politica del 'faccio quel che cazzo mi pare, tanto a me non mi fa niente nessuno', come è sempre Stato.

Questo è il nostro parere. Voi fate come volete.
Esiste un sito che raccoglie tutte le lamentele (del dopo compilazione), e che giustamente sprona le associazioni dei consumatori a vigilare (sempre che vigilino davvero, e poi con che risultati?). Il sito è QUESTO.

PS. Con il sistema informatico ci vuol poco a schedare 25 milioni di famiglie (o anche meno) con le loro possibilità economiche. Poi basta un clic, il tuo dossier è aperto e il tuo vicino di casa addetto alla raccolta dati ha già letto tutto.

Raccolta link interessanti
Un gruppo su facebook anti-censimento

ATTENZIONE. AGGIORNAMENTO DEL 29 OTTOBRE 2011.
ABBIAMO SCOPERTO UN DOCUMENTO DA BRUXELLES MOLTO INTERESSANTE E PERTINENTE ALL'ARGOMENTO, E NON PROMETTE NULLA DI BUONO (CLICCA QUI)




Per avere informazioni scrivete a infocens2011@istat.it loro risponderanno in maniera formale e burocratica, ma sappiate che dietro alla risposta ricevuta c'è una persona comune e che, come abbiamo fatto noi, potete metterla in seria difficoltà (e capire molte cose).

Abbiamo informato le associazioni dei consumatori e anche avvocati. Credete che faranno qualcosa?

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5 commenti:

Cirano ha detto...

...ecco perchè boicottarlo...io non lo compilo affanculo le sanzioni!!!

Anonimo ha detto...

Avoiding Census - Protect Your Rights Privacy
è un metodo che hanno scovato in Sud-Africa per intralciare il censimento. Potremo anche noi prendere spunto da loro per applicare questa resistenza anche da noi ? Leggete qua: //credomutwa.com/2011/10/how-to-avoid-the-census/

coscienza critica ha detto...

La persona che ha scritto quelle domande in quella lettera ha centrato la questione: siamo tutti merce di scambio, valutati e venduti come schiavi moderni al mercato finanziario. Ma forse in Sudafrica se la passano meglio in termini di diritti. Dico questo perché chi ha scritto quella lettera, lo ha fatto sapendo che forse avrà anche le risposte. In Italia viviamo in una condizione di fortissima autorità, e una lettera del genere non verrebbe neanche presa in considerazione. Grazie.

*Dioniso*777* ha detto...

Il censimento? Ma se l'ho già buttato!
Vero però i soldi che spendono per sapere cosa, non potevano investirli in modo migliore? Ma figurati poi se gli vado a dire con cosa mi reco al lavoro, non lavoro, dove vivo e una serie di dati personali che vanno ben oltre un terzo grado di caserma.
BOICOTTARE.

Anonimo ha detto...

NO AL CENSIMENTO ! ... Grazie, ottimo contributo, inoltre anche io l'ho già buttato, però chi lo ha tra le mani (io ho fotocopiato alcune parti) può tranquillamente notare nel riquadro "Riferimenti Normativi" che il censimento non è assolutamente a esclusivo scopo statistico, ma che i dati, eventualmente forniti, sono comunicati anche ad 'esterni' (cit art7 / art8 ) inutile sottolineare che non è per nulla anonimo, in quanto basta incrociare le prime 3/5 domande per avere nome e cognome di chi lo compila !!! .... Ultima cosa da non trascurare è che i rilevatori sono 'cottimisti' e il cottimo dovrebbe essere FUORILEGGE... (ma quale legge :D ???) F.V.

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