sabato 29 ottobre 2011

Secondo l'UE siamo tutti potenziali terroristi, perciò saremo più controllati (documento ufficiale)

E' datato 16 aprile 2010 il documento ufficiale del Consiglio dell'Unione Europea stilato a Bruxelles relativo alle azioni che gli Stati membri devono adottare al fine di controllare tutti i cittadini. Controllo sociale a tappeto, cioè la messa in opera di tutte quelle azioni che servono a frugare nella vita privata dei cittadini e a renderli ancora meno liberi. E' un documento che non è mai stato reso pubblico attraverso i media, ne comprendiamo il motivo, dal momento che l'obiettivo è allarmante e fortemente coercitivo. Ma allora perché si trova su internet? Perché far scoprire questo documento fa il gioco degli Stati. In che senso? Ecco, in questo caso specifico siamo proprio noi del blog ad allarmare i cittadini e a renderli di conseguenza mansueti (ciò che vuole lo Stato), poiché stiamo divulgando il terrore di Stato fatto legge, il suo diktat, il suo verbo, per cui voi che leggete, ormai resi consapevoli di ciò che diremo, agirete di conseguenza stando tutti buonini, in ordine, in fila, normati, attenti a non deragliare, e anche pronti ad accusare chi non ci sta e reagisce. A meno che non subentri in voi una sana reazione, un moto di dignità e d'orgoglio che vi faccia rifiutare le norme imposte. Ma lo Stato è il vostro sacro totem, quindi starete tutti molto ordinati, proni e 'responsabili'.
Questo documento relaziona 'sull'utilizzazione di uno strumento standardizzato, pluridimensionale e semistrutturato per la raccolta di dati e informazioni relativi ai processi di radicalizzazione nell'UE'. Per 'radicalizzazione' si intende 'attecchimento del terrorismo'. In buona sostanza, gli Stati dovranno raccogliere informazioni e dati da tutti i cittadini, al fine di impedire che questi diventino terroristi. Avete capito bene, secondo gli Stati noi tutti siamo considerati dei potenziali terroristi. Per chi non conosce la filosofia anarchica questo può suonare stranissimo, ma noi sappiamo molto bene che ogni Stato considera il popolo pericoloso, il suo principale nemico, poiché se il popolo fosse unito, potrebbe con un soffio spazzare via la tirannide degli Stati e dei suoi apparati di controllo.
Ogni cittadino deve essere perciò controllato, come fosse un prigioniero con lo spioncino della sua cella sempre aperto. Anzi peggio di un prigioniero in cella, poiché quest'ultimo sa di essere spiato, i cittadini no. A fungere da secondini sono gli Stati con tutti i loro apparati coercitivi (governi, polizie, burocrati togati e non...). Probabilmente è anche questo il vero scopo dell'ultimo censimento obbligatorio, tanto criticato proprio a causa delle domande così invadenti e solo apparentemente inutili (inutili per un normale censimento, ma estremamente utili per gli scopi prefissati dall'UE). Ma prossimamente dovremo aspettarci anche altre forme di controllo, oltre al censimento. A questo proposito, l'UE ha esortato gli Stati a 'presentare varie iniziative' (punto 1 del doc.). Nuove leggi, certamente, ma non solo.
Nel documento si fa riferimento a un misterioso 'strumento che funge da meccanismo di base per raccogliere i dati e le informazioni' (punto 2). Le informazioni raccolte dal rastrellamento dovranno poi essere scambiate tra tutti gli esperti degli Stati membri e delle istituzioni europee. E questo strumento, dice il documento, è solo il primo passo, poiché sono previste 'modifiche [...] in un'ottica di ottimizzazione dei risultati' (punto 2).
Un altro elemento da tenere in considerazione è quello che il documento in oggeto definisce 'approccio multidisciplinare'. Questo tipo di approccio vuol dire sostanzialmente due cose:
1) che la raccolta dei dati verrà effettuata analizzando e utilizzando vari àmbiti sociali (scuola, lavoro, associazioni laiche e religiose, residenze singole o collettive, esercizi terziari e di comunicazione come le poste, la telefonia, le radio locali, ecc.).
2) che la multidisciplinarità del progetto, poiché si rende necessaria quando non si deve far sapere che lo Stato sta operando sul cittadino, è da ritenersi non soltanto lesivo della libertà e della dignità di tutti, ma anche spaventosamente subdolo (tenuto nascosto).
Dal momento che chiunque di noi è considerato un potenziale criminale, il processo di raccolta dati non si restringe a un piccolo periodo della nostra vita, ma viene esteso a tutto il percorso della nostra esistenza. Saremo controllati sempre, fino alla morte. Citiamo ancora: '(gli Stati) dovrebbero individuare ed analizzare sistematicamente i vari contesti in seno ai quali si possono produrre la radicalizzazione e il reclutamento'.
Ora, va da sé che nel mondo esistono individui o gruppi dediti all'odio o al terrorismo (e qui dovremmo anche chiederci perché esistono e chi li foraggia anche culturalmente, per non parlare del fatto che gli Stati sono i primi a fomentare l'odio e il terrorismo), ma rendere questi gruppi e questi individui il grimaldello per aprire le vite di tutti gli individui, ci sembra davvero la più banale delle scuse, ancorché la più usata dagli Stati. Ma si sa, di fronte alla parola 'sicurezza', la maggior parte dei cittadini è disposta a farsi fare di tutto, come dimostrato da 3000 anni a questa parte.
Quindi nel documento si fa riferimento anche alle 'attività dei leader religiosi estremisti', ma il vero target è -ripetiamo- tutto il popolo europeo. E' anche vero che noi non abbiamo nulla a che fare con il terrorismo, ma se permettete non vogliamo che nessuno frughi nella nostra vita, periodicamente, sistematicamente, fino alla nostra morte. Tantopiù che la causa del terrorismo sappiamo bene dove sta, e non abita certo presso il popolo, la si vada a cercare altrove.
La violazione del privato (violazione subdola e non condivisa) è di una cattiveria feroce. E non serve mascherarsi dietro la parola 'sicurezza', sempre violenza è. 'Per evitare la violenza ti violentiamo, sì proprio così, ti violentiamo e ti priviamo della libertà, ma lo facciamo per il tuo bene': questo dicono da sempre gli Stati ai cittadini, salvo poi accorgersi che da quando sono nati gli Stati, nel mondo non è mai cessata né la violenza, né l'ingiustizia, né ogni forma di odio e di terrorismo. Perché? Semplice. Perché è proprio grazie all'odio e al terrorismo (vero o presunto) che le persone accettano le leggi e lo Stato salvatore.

Il documento in pdf
Come vivevamo prima della nascita degli Stati

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

gia'...chissa' a cosa serve facebook eeh.... ce lo hanno messo a disposizione per farci fare tanti amici !!! che carini! e per condividere video di cagnolini col sombrero. ooooh!

coscienza critica ha detto...

Il tuo commento integra il post. Volevamo parlarne anche noi di facebook.

Anonimo ha detto...

dovremo diventare molto furbi, diffidenti all'estremo di tutto e di tutti,usare il nostro cervello e diventare ottimi depistatori.....solo così ci si salverà, ma la vedo difficili per molti soggetti.....

Danx ha detto...

Stato = nazionalismo, da cui odio verso chi abita in un altro Stato, non perchè diverso, ma perchè il "proprio" Stato (anzi, lo Stato per cui si lavori e a cui si ubbidisce) non può dominare anche in quelle altri parti del mondo.
E' ovvio che con lo Stato nasca direttamente l'odio, essendosi formato, lo Stato, con la guerra.

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