giovedì 26 gennaio 2012

Ricordando Alfonso Failla

'Il nostro rifiuto di partecipare alle giostre elettorali è materiato, oltre che da finalismo anarchico, anche dalla convinzione che la prassi elezionista è una pedagogia utile soltanto per coloro che vogliono perpetuare l'illusione che i cittadini, votando, intervengono concretaqmente nell'indirizzo della cosa pubblica.
Oggi si possono avere opinioni e valutazioni 'realistiche' sul neocapitalismo, al punto di formulare valutazioni pessimistiche sull'attualità e l'attuabilità della rivoluzione sociale. Il nuovo, come il vecchio capitalismo, resta ancorato, sia pure con strategia e tattica 'nuove', alla sua prassi costituzionale della ricerca del massimo profitto del lavoro e dell'intelligenza umani subalterni.
La necessità rivoluzionaria di abbattere le frontiere del privilegio e delle nazioni, per mettere tutti gli esseri umani in condizione di godere, senza discriminazioni e di limitazioni, i frutti del lavoro collettivo, è urgente e impellente oggi più di ieri'.

Alfonso Failla, Umanità Nova, 30 aprile 1966

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2 commenti:

Cirano ha detto...

uno degli spiriti più illuminati dell'anarchismo e con orgoglio.....un meridionale!

Aries 51 ha detto...

E' scontato che il suo nome, come quello di tanti altri, non sarà mai sui libri di Storia.
Così come è sicuro che Lui la Storia l'ha fatta. Con la sofferenza e con il coraggio. A testa alta.
Grazie Alfonso.

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