martedì 4 maggio 2010

Decreto Bondi: niente contratti alla cultura, ma tanti conflitti d'interessi

Il decreto Bondi, tra le altre cose, blocca le assunzioni del settore lirico-sinfonico fino al 2013 e prevede l'inserimento dei privati negli enti lirici, in misura del loro portafogli. Questo vuol dire, concretamente, che i musicisti (che in questi tre anni andranno in pensione) non verranno sostituiti e che le decisioni artistiche dipenderanno esclusivamente da un privato che forse non avrà alcuna competenza, ma in compenso vanterà tanti inciuci col governo. Tanti soldini da spartire.
Ne consegue un impoverimento degli organici nelle orchestre. Un impoverimento non soltanto in termini numerici, ma anche culturali. Per fare un parallelismo, è come se al posto di un libro, leggessimo un suo surrogato, un 'Bignamino'. Non è neppure escluso che alcune orchestre spariranno o avranno serie difficoltà ad andare avanti. Niente contratti alla cultura. Via tutti i precari dai teatri e dalle orchestre. Esattamente come sta avvenendo nella scuola pubblica. Il disegno criminale del governo è evidente, soltanto uno sciocco non lo vede. D'altra parte, i governi di destra non hanno mai sopportato la cultura in mano al popolo, troppo pericolosa.
La cultura è fondamentalmente uno strumento di autodifesa dell'individuo contro i numerosi pericoli a cui potrebbe andare incontro, a causa della sua ignoranza. Pericoli di varia natura, soprattutto di mancanza di capacità analitica del dato reale. Ogni dittatura ha accuratamente evitato che il popolo venisse a conoscenza della... conoscenza. Sì perchè la cultura obbliga l'individuo a valutare le cose che accadono. Più è alta la cultura di un individuo, più questo sarà in grado di formulare analisi. E chi sa formulare analisi è AUTONOMO, cioè non ha nessun bisogno di governi o di persone che gli dicano cosa fare. E se l'analisi diventa anche sintesi, vuol dire che l'individuo è in grado di trovare soluzioni ai problemi. Perciò la dittatura odia l'autonomia del popolo, questa è un grosso problema per chi vuole gestire sudditi.
Bondi è il ministro della cultura. Ridiamo? Potete anche farlo, ma in ballo c'è il futuro del Paese. L'istruzione pubblica è già in via di depauperamento, adesso è la volta del teatro (taglio del FUS) e della lirica. Immaginiamo facilmente le prossime mosse del governo: taglio drastico dei finanziamenti alle Accademie di Belle Arti e ai Conservatori (peraltro già vessati), restrizioni per le esposizioni locali di artisti, ulteriore giro di vite per tutte le espressioni di libera attività artistica, sospensione (o acquisizione) dei concorsi letterari, ecc. Ma questo governo potrebbe intervenire anche sull'editoria specializzata nel settore artistico e sta già accadendo (sospensione agevolazioni delle spese postali). L'attacco al mondo della cultura, da parte del governo, è palese e a tutto campo.
Naturalmente, l'annullamento dell'immenso patrimonio culturale italiano sarà abilmente sostituito da logiche affaristiche ed iniziative private, poiché l'Arte e la cultura non devono sparire del tutto, una parvenza deve pur esserci, ma deve essere fonte di enormi speculazioni per i soliti pochi (amici e parenti). La cultura sarà perciò privatizzata. Nasceranno Consigli di amministrazione incompetenti, ma funzionali ad arricchire la famiglia, la cupola, il palazzo. Se questa non è mafia..!
Ci si renderà presto conto che il progetto di federalismo non è altro che un voler piazzare parenti e amici nei settori di comando delle regioni. Ci saranno scuole regionalizzate, sanità regionalizzata, enti lirici regionalizzati, ecc. Tutti gestiti dal parentado e dai compagni di merende. Non scordiamo che Bondi è stato quello che ha già piazzato un manager bancario nella direzione dei musei italiani e dei siti archeologici (Mario Resca, amministratore della McDonald’s Italia e portatore sano di conflitti di interessi) ed ha assunto un 'supermanager' per il controllo del lavoro delle Soprintendenze. E' tutto dire.
Ora immaginate pure il figlio di Bossi in qualità di direttore artistico (o amministrativo) di un ente lirico, magari del teatro 'Alla Scala'. Il modello previsto dal governo è questo. E poi osano parlare di meritocrazia! Accà nisciun'è fess!

(Grazie alla Fondazione Teatro Alla Scala che oggi, 5 maggio, prende visione del post).

Il decreto Bondi

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11 commenti:

yellow ha detto...

comm'puozz'accampà accussì, possiamo buttarla sul ridere?
Il Comunale di Firenze vale meno della Scala , con che criterio si può fare una simile affermazione?Si licenzia in base al prestigio di un Ente?
Gli intellettuali che fanno?
Pasolini non c'è più, chi si fa avanti per svergognare questi cialtroni che ci governano?C.c. che famo?

coscienza critica ha detto...

Gli intellettuali non si presentano a questi appuntamenti, salvo Fo e qualcun altro, ma in tv non passano.
Che famo? Intanto prenderne coscienza, divulgare le notizie, perché il popolo è tenuto ignorante. Poi arriva la Rivoluzione, per conseguenza logica.

yellow ha detto...

Speriamo!

Anonimo ha detto...

Bell'articolo CC...hai fatto un quadro esauriente..meglio di quello che avrei fatto io che ci vivo nella cloaca bondiana.Quì il lavoro è fermo, niente telefonate, niente pubblico, niente commissioni per attribuire i contributi previsti...e soprattutto una manciata di euri
:-D assolutamente insufficiente per dare un sostegno alle varie attività.Non parliamo poi delle sopraintendenze, alcune sono alla canna del gas senza un baiocco nemmeno per affrontare l'ordinaria amministrazione.
Come giustamente dici la cultura per costoro è pericolosa, fa pensare, riflettere,sviluppa lo spirito critico...tutte attività cerebrali invise a chi vuol diffondere il pensiero unico, anzi vuol pensarep per noi ritenuti poveri dementi.
Senza contare la perdita probabile di splendidi artisti, come quel giovane intervistato che suona il fluato e che probabilmente,se avrà delle offerte allettanti, se ne andrà all'estero.
Che possiamo fare?Parlarne ma anche tentare di far appassionare all'arte quanta più persone possiamo affinchè la ritengano indispensabile nella loro vita.
Il MINBAC è stato sempre ritenuto un ministero di serie Z, unico ministro un po' valido fu Ronchey...ma non ricordo molto di lui, a quel tempo ero in altra amministrazione.Conclusione..l'arteche dovrebbe esere un fiore all'occhiello, insieme al turismo, di questo paese è la cenerentola e verrà ridotto a murales inneggianti a sua maestà imperiale.
Ciao...che schifoooo!
Mietta

coscienza critica ha detto...

Mietta, un bel servizio di Rainews24 andato in onda ieri faceva vedere giovani musicisti preoccupati e uno di loro ha detto chiaramente che per fare musica bisogna espatriare, era un suo consiglio. Ma ovviamente, questo governo del fare, insieme ai media ufficiali, non hanno mai dato la parola ai cittadini. Hanno paura, una fottuta paura di noi.

Anonimo ha detto...

Eh sì, hanno una paura fottuta di noi.....se ci mettessimo a parlare "seriamente",usando anche la "cultura"..questa parolaccia, li metteremmo alle corde!
Penso a quell'essere repellente (di fuori e di dentro) che risponde al nome di Sallusti, giornalista dello splendido ehhh giornale padronale: un pappagallo ammaestrato incapace di esprimere idee proprie e neanche di immettere in quel che dice (ogni tanto veh!) un barlume di sembianza di verità.
Mietta
p.s.le belle teste se ne andranno...è una questione di sopravvivenza non solo materiale.....e noi rimarremo insieme ai vaccari!

coscienza critica ha detto...

E anche io sto pensando di andare via (un'altra volta).

Anonimo ha detto...

E dove te ne andresti ed a far cosa, se non sono indiscreta? Se lo fai hai pienamente ragione...io ormai sono troppo vecia per pensarci...ma spero di poter rivivere qualche periodo di serenità....più in là!
Mietta

coscienza critica ha detto...

Farò come Gauguin

Anonimo ha detto...

Bellooooooo...sono invidiosa :-)!
Mietta

Anonimo ha detto...

Fino a quando ci lasceremo rincoglionire da tronisti,grande fratello,isole dei famosi, e altre stronzate del genere le cose non cambieranno....mi fanno ridere quelli che giudicano un artista di successo,per esempio un musicista in base a quanti dischi vende....ricordo qualcuno paragonare Anastacia a David Byrne!!!! che squallore!!!!
Il teatro, l'opera lirica, non fanno fighi, non ci si sballa con quella roba, quindi non interessa alla massa....roba noiosa, c;e; troppo da pensare!!

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