giovedì 6 maggio 2010

Gli anarchici, la Grecia e la verità che non emerge

Incipit and link: anarchici ad Atene applauditi dalla folla (12 febbraio 2012).

Qui sotto il post del 6 maggio 2012.
I
l principio cardine dell'ideale anarchico non è la violenza, ma la fratellanza e la Libertà, eppure i media non hanno fatto altro che addossare agli anarchici la morte dei tre impiegati della Marfin Egnatia Bank di Atene. Perché? Per via della solita propaganda diffamatoria nei confronti di coloro che portano avanti un pensiero di Libertà e Giustizia. Un pensiero che fa paura solo ai despoti, quindi ad ogni tipo di potere costituito e a carattere gerarchico. Se nell'ideale anarchico è contemplata l'azione come principio di lotta, quest'azione non può tuttavia compromettere la vita di coloro che subiscono le angherie del potere.
In questo post si analizzano alcuni aspetti della vicenda e si vogliono portare delle testimonianze preziose al fine di far emergere almeno i dubbi circa un'altra verità, diversa da quella raccontata dai media. Tra le altre testimonianze, ce n'è una sconvolgente di un impiegato di quella filiale che si configura come una vera e propria denuncia. Andiamo con ordine.
Punto numero uno:
Il direttore della filiale della banca dove sono morte tre persone, ha fatto visita ai locali dopo l'incendio. La gente, al suo passaggio, lo chiama ripetutamente 'assassino'. Perché? Gli impiegati di quella banca avevano chiesto di non lavorare nel primo giorno dello sciopero generale, in previsione di scontri, ma il direttore li ha obbligati lo stesso all'esercizio. Nel video, il direttore mentre visita i locali e la folla che gli grida 'assassino'.
Punto numero due:
La molotov che ha incendiato la banca è stata lanciata da una persona incappucciata, ignota. Nessuna rivendicazione è stata fatta dagli anarchici che, anzi, rimandano al mittente ogni accusa a loro rivolta per questo gesto. Chi ha lanciato la molotov potrebbe essere stato un provocatore ingaggiato (ricordando il nostro Cossiga).
Punto numero tre:
Poliziotti in tenuta antisommossa sono stati ripresi mentre spaccavano vetrine (ricordando la vicenda delle molotov al G8 di Genova).
Punto numero quattro:
Dopo che i media hanno divulgato la notizia del coinvolgimento degli anarchici, le autorità greche hanno dichiarato lo 'stato di allarme generale' e la polizia ha potuto iniziare la rappresaglia, soprattutto nel quartiere di Exarkia, entrando arbitrariamente nelle case e nei bar e fermando quattro persone.
Punto numero cinque:
Un impiegato della filiale ha già spedito ai media la sua testimonianza che denuncia fatti molto gravi nei riguardi della direzione della filiale. Riassumiamo la sua denuncia: la banca non aveva sistemi antincendio e neppure i permessi per poter essere costruita. Il personale non è mai stato addestrato in caso di incendio. Il locale possedeva materiale infiammabile ovunque. I dipendenti, in quel giorno, erano stati ricattati: 'o lavori, o ti licenzio'. all'interno della filiale, quel giorno, era stata disattivata la linea internet. I consueti vigilantes non c'erano.
Non aggiungiamo altro.
Leggi le dichiarazioni dell'impiegato per intero
L’Anarchia è lotta per la vita, non per la morte: comunicato su corteo 5 maggio 2010 (pdf)


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22 commenti:

Anonimo ha detto...

CC grazie di questo post...ti volevo proprio chiedere lumi perchè della "filosofia" anarchica poco ne so eppure mi sembrava strano che potessero essere loro gli autori di una nefandezza del genere!Ora ho capito..che porcaio!Come finirà...mah...la Grecia ha avuto proprio un governo di cdx che ha concesso benefit e privilegi assolutamente fuori di ogni logica economica per quel paese..ma noi non stiamo molto meglio, vero? E questo mi preoccupa assai...intanto su vari forum è ricominciata la guerra tra poveri, colpa dei ministeriali, guadagnano troppo e si dovrebbero sacrificare perchè loro hanno il posto fisso e non fanno un cavolo e non sanno far niente e bla e bla...Francamente mi son rotta di sentire argomentazioni del genere...quando si comincerà dalla testa, a guardare innanzi tutto la produttività di parlamentari,managers,intrallazzinied intrallazzoni, eurodeputati e compagnia cantando?
Mi seccherebbe tanto dover pagare lo scotto per colpe commesse da altri...la vita è una e non ce n'è di ricambio.
Ciao
Mietta

coscienza critica ha detto...

Esistono gruppi sedicenti anarchici che mirano alla violenza gratuita e comunque. Sono gli squatters o i black block. Sono lontani dal vero ideale anarchico. Gruppi isolati e ben distinti. L'Anarchia ha un fondamento nobilissimo di solidarietà con chi 'soffre di potere', cioè col popolo. L'Anarchia non prevede strutture gerarchiche e tutto questo fa molta paura. Meglio screditare, insabbiare, accusare.
La guerra fra poveri? E' esattamente quello che l'Anarchia non vuole. Il 'divide et impera' è una delle tante armi del potere costituito e gerarchico. Chi si lascia condizionare da queste guerre tra poveri è uno sciocco. Evitiamole.

Gian Piero de Bellis ha detto...

Il problema qui non sorge dal fatto che i media hanno addossato agli anarchici la morte delle tre persone nella banca e tutte le violenze dei manifestanti. Il problema reale è che molti anarchici (soprattutto in Italia) pensano davvero che gli anarchici abbiano un peso rilevante in questo movimento e lo abbiano a buona ragione. Quello che tali finti anarchici (gli utili idioti della propaganda di stato) non capiscono è che
1. come tu giustamente affermi, il “principio cardine dell’anarchia non è la violenza ma la fratellanza e la libertà”
2. pensare che gli anarchici abbiano interesse a partecipare ad una manifestazione contro i tagli al bilancio statale è qualcosa di puramente pazzesco.
I veri anarchici non vedono l’ora che lo stato greco vada in bancarotta e che i ceti burocratici parassitari sprofondino nella loro voragine di debiti. In questo contesto l’anarchico dovrebbe, tra le altre cose, iniziare a promuovere circuiti economici alternativi che accelerino la bancarotta dello stato attraverso un crollo del gettito fiscale.

coscienza critica ha detto...

Gian Piero, in questo caso gli anarchici hanno la priorità di condividere la rabbia del popolo e di solidarizzare con chi subisce le restrizioni. Dovrei fare un lungo discorso sull'anarchismo, ma non voglio. L'annullamento del governo è un fine a cui si arriva col tempo. Capisci a me... la gente, prima, deve conoscere l'anarchismo come forza solidale.
In seconda battuta, ci tengo a sottolineare che gli anarchici, in questo caso specifico, ce l'hanno più con la politica europea, perché HA OBBLIGATO a far pagare solo le classi medie e povere.

Anonimo ha detto...

"i veri anarchici non vedono l’ora che lo stato greco vada in bancarotta"...e dopo? Spiegatemi che fine faremmo noi poveri cristi che tutti i giorni ci arrabbattiamo per sfangarla credendo in ideali e valori ormai in disuso!Concordo sul fatto che questi apparati siano delle sanguisughe fatiscenti e piene di metastasi...ma bisognerebbe aver un progetto alternativo da mettere in campo...sbaglio?

Mietta

coscienza critica ha detto...

Mietta, i progetti anarchici ci sono e a volte sono stati attuati (Comune di Parigi, Colonia Cecilia, società libera durante la guerra civile in Spagna...), ma sono progetti che sono stati repressi. La Colonia Cecilia è morta dopo due anni, paradossalmente perché i contadini brasiliani, non anarchici, non sopportavano l'idea che i soldi guadagnati fossero equamente divisi e si son trovati a litigare spesso con Giovanni Rossi (l'ideatore del progetto).
Gli altri esempi sono stati soffocati dal potere.

Straker ha detto...

Qui si deve cogliere il fulcro della questione e cioè: l'incendio alla filiale è opera dei servizi segreti. PUNTO.

Anonimo ha detto...

CC ti ringrazio per le spiegazioni..quanto alla "guerra tra poveri" avevo capito già da quanto scrivi che il vs. movimento la contesta.Io non mi ci faccio tirare...ma mi ci inca.....,questo sì!
Mietta

coscienza critica ha detto...

Straker, mi sento di dire 'sì', anche perché l'esperienza e la storia ce lo hanno dimostrato più volte.

Anonimo ha detto...

Eh sì...c'è sempre da donandarsi "cui prodest" e certo i poveracci non ne traggono vantaggio da questi omicidi!
Mietta

Riverinflood ha detto...

Come si dice dalle nostre parti: 'Unni ci sunnu campani, ci sunnu buttani!

La nostra non tanto lontana storia patria è segnata da queste forme di mistificazione della verità: gli autoattentati.
Un saluto e viva la Grecia che combatte: (potrebbe toccare anche a noi).

coscienza critica ha detto...

Sì, River, chissà perché negli ultimi anni queste forme di 'depistaggio' e mistificazione si sono moltiplicate? Dalle finte cimici, alle lettere con proiettili, agli esplosivi contro gli impiegati delle poste... ai giudici comunisti!

Gian Piero de Bellis ha detto...

Mietta, se abbiamo paura che lo stato vada al diavolo, mi spieghi tu come fa uno a sentirsi anarchico? Perché poi dovremmo considerarci poveri cristi? Anche se ho difficoltà non ho alcuna intenzione di definirmi uno che si “arrabatta per sfangarla” e certo non credo in valori e in ideali oramai in disuso. Ci sono un sacco di idee interessanti che circolano su Internet in varie lingue e ho solo l’imbarazzo della scelta (e la necessità di usare il mio spirito critico). Quanto al progetto alternativo, innanzitutto siamo noi che lo dobbiamo creare e non pensare che ci venga dall’alto; e poi, anche lì, basta aprire gli occhi, non masticare solo l’italiano, e incominciare a collegarsi alle vere alternative.
Infine, aspetto metodologico generale, qualsiasi affermazione scientifica deve essere supportata da dati (evidence) altrimenti non arriviamo da nessuna parte e non si effettua nessuna analisi critica, solo celebrazioni autoassolutorie. E’ chiaro che i tre morti fanno comodo allo stato (al potere) ma affermare che l’incendio è opera dei servizi segreti senza fornire alcun dato a sostegno mi sembra il solito parlare a vanvera. E sul parlare a vanvera non costruiamo nulla.

Anonimo ha detto...

Ma si sa se il direttore era in sede (riuscendo a salvarsi) oppure era rimasto a casa, in quella mattina così delicata? Non c'erano i vigilantes neanche dentro?
E una banca con internet staccato vi sembra normale?
Una banca senza antincendio? Cos'era, la festa dei rapinatori?
Forse chi pensa male non parla così a vanvera...

an mi

Anonimo ha detto...

@ da Bellis

IO, non sono anarchica ed ho ancora voglia di credere in valori e principi. Leggo e scrivo su questo blog perchè è interessante, ben condotto da CC ed inoltre nella vita non si finisce mai di imparare e conoscere.Io ho espresso delle mie idee, forse semplicisticamente, ma non è detto che chi legga debba necessariamente condividere. Tu non ti senti un povero cristo, neanche io....ma ce ne sono a vagonate che hanno difficoltà e si sentono così.
Buona giornata
Mietta

Zret ha detto...

Non è un caso se nei Protocolli gli anarchici sono additati come nemici da neutralizzare, poiché considerati gli unici veri oppositori del sistema.

Ottima inchiesta.

Ciao

coscienza critica ha detto...

@ Zret
Complimenti a te per la tua partecipazione a 'Mistero' in qualità di ricercatore (quale sei) per parlare del problema delle scie chimiche.

Anonimo ha detto...

Secondo me, da anarchico, dire che "da anarchici non bisogna parttecipare a una manifestazione contro i tagli" non ha un gran fondamento. Tu ingori che i tagli andranno a colpire i piu' poveri, non chi si e' arricchito con i debiti dello "stato" e facendo pagare le "tasse" ai poveri. Quindi da "buon" anarchico io ad atene scenderei in strada ad ognuna di queste manifestazioni per far pagare la crisi ai "ricchi" grechi e difendere i sottomessi che dovranno lavorare di piu' e ricevere di meno. Tu hai mai dovuto "lavorare"? Calatio nella realta' amico...

Gian Piero de Bellis ha detto...

Mietta, il fatto che ci siano poveri cristi non vuol dire che noi dobbiamo accettare l’esistenza dello stato assistenziale o avere paura che lo stato faccia bancarotta. Anzi la bancarotta dello stato è una grossa opportunità per i poveri cristi di uscire da una situazione di miseria morale e materiale (generata dallo stato) ed iniziare veramente ad emanciparsi.
Rispondendo all’anonimo: La difesa dello stato assistenziale la posso accettare da uno statalista ma non da un anarchico. Il “buon” anarchico che si aspetta le briciole dello stato e che scende in piazza pensando, in tal modo, di far pagare la crisi ai ricchi non ha le idee molto chiare né sull’anarchia né sui mezzi per promuoverla. Forse un bagno di realtà non farebbe male.

Anonimo ha detto...

Lo stato assistenziale non lo vogliamo....ma dopo la bancarotta che accade?Chi non è più di "primo pelo" sebbene comprenda queste teorie e le ritenga valide, ha anche timore di un futuro incerto....Far piazza pulita può essere più facilmente digeribile per i giovani, ma chi non ha davanti a sè un lasso di tempo assai lungo come dovrebbe attrezzarsi? L'utopia è bella ed io per prima lo sono, ma poi c'è la bieca realtà di tutti i giorni.Ci vorrebbero delle idee solide da mettere in campo subito...il resto se lo porta il vento.
Mietta

Grecia Viaggi ha detto...

Non sarebbe ne la prima ne l'ultima volta che i servizi segreti organizzano un attentato e cercano di addossare la responsabilità su qualcun'altro...

Un bell'articolo complimenti!

coscienza critica ha detto...

@ Grecia Viaggi
In effetti, il ruolo dei servizi segreti è sempre stato tutt'altro che filantropico.
PS. Grazie

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