giovedì 30 settembre 2010

Docenti di serie A e di serie B. La pratica corruttiva assurge a metodo, anche nella scuola

Tagliamo corto. La notizia secca è la seguente: il governo vuole dividere il personale della scuola pubblica, inserendolo entro fasce di merito. Ciò vuol dire che dovranno esistere necessariamente fasce di demerito, anche là dove queste non necessitano. Ci saranno docenti di serie A, di serie B e di serie C. Giudicati in base a cosa? Secondo quali parametri? E chi dovrà giudicare? E' da più di un anno che ne parliamo in questo blog, adesso è arrivato il momento per i docenti, per il personale ATA, per i collaboratori, di prendere finalmente coscienza di questo abominio e di reagire.
I meno attenti o i più ingenui si lasceranno sviare dal falso obiettivo individuato dal governo e diranno 'ma sì, è giusto', invece i più scaltri avranno già intuito la gravità di questa operazione. Noi qui spiegheremo la strategia e i veri scopi di questo piano ignobile. Per fare ciò occorre una breve premessa.
I regimi utilizzano paroline magiche, ben accolte da tutti, al fine di nascondere i loro progetti criminali, portarli a compimento e farli digerire dall'opinione pubblica. E' sempre stato così: si impacchetta il mostro con la carta più lucida e bella. Ed è sempre avvenuto che solo dopo qualche tempo l'opinione pubblica si sia resa conto dell'errore, quando ormai il disastro è compiuto (davvero qui non s'impara nulla dalla Storia). Parole come 'sicurezza', ad esempio, riescono a spalancare le porte più varie, soprattutto quelle della militarizzazione di un territorio. Altro esempio è la bella formuletta 'risparmio di energia', con la quale il governo intende adottare quel mostro che si chiama nucleare. La capacità di far digerire certe scriteriate argomentazioni, indorate come si deve, viene affidata alla propaganda, principalmente quella televisiva, controllata da Berlusconi. Fin qui ci siamo?
Se la Gelmini comincia a parlare di 'qualità della scuola' e di 'merito' allora siamo certi che è ricominciata la fase propagandistica per far digerire il solito prodotto avvelenato. Ed è proprio attraverso le belle parole 'qualità' e 'merito' che si cela forse la più grande azione ignobile mai escogitata da questo governo e destinata al mondo dell'istruzione. Con la scusa della 'qualità' e del 'merito' i docenti verranno presi e marchiati, spogliati di ogni dignità, indotti alla corruzione e al litigio. Cosa vuol dire concretamente essere inseriti dentro fasce di (de)merito? Per il governo vuol dire sostanzialmente tre cose molto importanti:
1) fare cassa (ancora), dal momento che i docenti ritenuti poco produttivi avranno una busta paga più leggera (potranno anche essere licenziati).
2) creare una divisione interna alle scuole, per indebolire la classe docente, spaccarla, renderla inoffensiva (la cultura è un'arma di offesa puntata contro i regimi autoritari). Un corpo docente spaccato ha più difficoltà nel superare gli ostacoli, nel decidere, nell'organizzare, nel lavorare con la dovuta serenità.
3) promuovere più studenti, per dimostrare la bontà della 'riforma', promuovere perciò anche i non meritevoli (ma chi lo sarà più in una scuola così?), perché un docente verrà probabilmente valutato anche in base alla sua più o meno alta produttività (il docente è considerato come una vacca da latte e lo studente come un pollo da batteria).
Questi sono solo gli effetti più evidenti, ma entriamo nel merito della faccenda e prefiguriamoci la scuola di domani. Una nostra amica che lavora in un liceo, proprio oggi ci ha detto: 'immagino già quelli pronti a ruffianarsi il dirigente per ottenere il marchio di serie A'. E' bene che si sappia che l'indole italica alla ruffianaggine è attestata quasi geneticamente e che esistono già queste forme di 'asservimento spontaneo', ma ciò non può mai giustificare una codifica legale del comportamento corruttivo. Quindi da una parte si avranno i cocchi dei dirigenti, cioè quelli più servili e vigliacchi, forse i più pericolosi, mentre dall'altra parte ci saranno gli intransigenti, quelli attenti all'etica, ma che saranno malvisti da tutti, assoggettati, vessati, ricattati, sviliti nella loro dignità di persone e di professionisti, mortificati da una busta paga miserevole (perciò malvisti anche dagli studenti e dai genitori). Molti di loro finiranno per non credere più nella scuola e non insegneranno con la stessa intraprendenza di prima. Ma tra questi potrebbe nascere anche una volontà di rampantismo e, come durante il fascismo, ci saranno quelli che faranno gli spioni per accaparrarsi un posto d'onore agli occhi del dirigente scolastico. Nasceranno odii profondissimi. Tutto questo per volere di un ignobile governo!
Nessuno dovrà cadere nell'errore di credere che i parametri di giudizio saranno obiettivi. Ci saranno griglie di valutazione? Sì, ci saranno. Pensate che una griglia possa valutare una persona? Un insegnante? Tutti gli insegnanti? Anche se un docente dovesse essere giudicato 'tecnicamente', cioè per la sua efficienza e per come insegna (o peggio per cosa insegna), quali sarebbero questi parametri? Chi li stabilisce? E pensate che siano davvero questi i problemi della Scuola? O non siano, piuttosto, i tagli alle risorse e l'ammanco di docenti, di materie e di laboratori? Capita, è vero, che alcuni docenti siano meno tecnici di altri nel trasferire i saperi, ma capita anche di vedere questi stessi docenti che riescono a trasmettere molto di più e meglio degli altri colleghi, per umanità, per capacità innate espressive, per empatia, per metodo psicologico personale e spontaneo. Chi adotterà mai questi parametri? Chi li prenderà mai in considerazione?
Un docente non è una lavatrice. E la scuola non è un'azienda (perché la questione vera è di tipo produttivo-economico). La cultura non è un prodotto commerciale! Un docente comunica con tutta la sua stessa persona, anche con il corpo, con il suono della voce, con gli sguardi, con i 'non detto'. Credete che vengano presi in considerazione questi parametri di valutazione?
Le persone sono uniche e diverse allo stesso tempo, non possono essere giudicate da nessun'altra persona, è un controsenso, soprattutto quando si prospettano criteri di valutazione obiettivi (altro controsenso). A detta di molti docenti, è già difficile giudicare e valutare le conoscenze degli studenti, figuriamoci le personalità dei docenti (solo le personalità, perché le loro conoscenze sono già state valutate con una serie infinita di esami e concorsi. Già, ma non per niente la Gelmini vuole abolire anche il valore legale dei titoli di studio).
Il piano ignobile del governo è già in fase attuativa da quest'anno per il personale ATA (gli ATA fanno da cavia), mentre l'anno prossimo toccherà ai docenti. L'altro guaio: anche là dove il personale lavora egregiamente e in affiatamento, si deve procedere alla classificazione, alla divisione. Insomma, la pratica corruttiva assurge a metodo proprio in un àmbito in cui, da sempre, si insegna l'uguaglianza, l'onestà e il rispetto reciproco.
Ah... dimenticavamo... non ci risulta che qualche dirigente scolastico si sia opposto al 'progetto svilimento docenti' (schiavetti garantiti per lui).

PS. Scommettiamo che i docenti di religione non verranno inseriti nella fascia più bassa?
PPS. Non ci stupirebbe se un domani i docenti venissero valutati anche per ciò che hanno fatto o detto nel loro passato, attraverso operazioni di dossieraggio (questo governo li sa fare bene).

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1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro CC, anni fa tentarono di farlo anche nalla P.A. e cioè di valutare la produttività..e ci risiamo con le lavatrici! Ora,se io persona x ho in carico per es. 100 pratiche da evadere,se le porto a termine tutte e 100 sono brava, se ne concludo 50 semibrava,se riesco solo per 20 sono una fancazzista.Ma chi valuta e come? Per es. le 20 pratiche potrebbero rientrare tra quelle più spinose da trattare e quindi richiedere pù tempo della 50 o 100 tutte lisce come l'olio!Ho fatto questo es. per dire che questa iniziativa è da combattere con tutte le armi.Ad un professore potrebbe capitare di non riuscire a portare a termine il programma perchè magari ha dovuto o voluto utilizzare un po' del tempo per altre problematiche che sono altrrettanto importanti nella didattica. Un insegnante è un "formatore" non solo un dispensatore di concetti, nomi, date..e come si farà a valutare i suoi risultati umani, se sia riuscito a farsi seguire dagli alunni, ad interessarli non solo alla sua materia ma anche a tutto ciò che li circonda ed a collegarsi con altre discipline?
Mi fermo qui, perchè hai già detto tutto tu egregiamente.
Mietta

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