lunedì 27 settembre 2010

Docenti di ruolo attesi alla sbarra

Dopo la mannaia caduta sulla testa dei docenti precari, adesso tocca a quelli di ruolo. Pensavate che fosse finita qui? Pensavate che al governo interessasse 'solo' far cassa licenziando 150 mila precari? Errato. Lo scopo del governo è quello di allevare generazioni di ignoranti, facilmente condizionabili. E per fare questo i docenti rimasti, cioè quelli di ruolo, non possono continuare a dare voti obiettivi, col rischio di denunciare che lo studente 'X' è impreparato. Occorre che TUTTI gli studenti (somari compresi) abbiano buoni voti, sì da dimostrare la bontà di ogni singolo istituto. I dirigenti scolastici saranno garanti di questo nuovo andazzo, ci mettono la faccia (intascano soldi per questo), dovranno rendere conto dei risultati ottenuti, meglio se ottimi, altrimenti quel singolo Istituto non rientrerà nei parametri per l'ottenimento dei fondi statali. E' evidente che in questo quadro saranno gli insegnanti ad essere quelli ricattati, anche attraverso il paventato licenziamento dopo due anni di reiterata etica professionale applicata (ostinati, questi docenti!). Vediamo meglio?
A dire il vero, già l'anno scorso ne avevamo parlato, più volte, ma non ci stancheremo mai di chiarire gli obiettivi dissennati del governo che si celano SEMPRE dentro cavalli di Troia e che hanno, di volta in volta, nomi diversi (grembiulino, riqualificazione, restauro edilizio, qualità...); e lo faremo anche alla luce delle ultime dichiarazioni di Roger Abravanel, un collaboratore del ministro Gelmini, secondo il quale se la scuola va male è colpa dei docenti (certe dichiarazioni pubbliche non arrivano mai per caso). Per ottenere consenso, non c'è niente di meglio che piegare il discorso sulla linea populista e demagogica. I meno attenti e i meno preparati abboccano sempre all'amo. Accollare la colpa dei mali della scuola sui docenti non solo è facile, ma soprattutto nasconde le vere cause del processo distruttivo dell'istruzione. Per utilizzare una metafora, è come se un contadino che deve arare un campo con un trattore senza gasolio -perché nottetempo il gasolio è stato succhiato dal serbatoio- venisse incolpato per inefficienza. Allora occorre stare bene attenti.
Un passaggio della dichiarazione di Abravanel: la qualità degli insegnanti è l’unica variabile che determina il rendimento degli studenti. L'unica variabile? E i fondi tagliati alle scuole, alla ricerca? E il blocco degli scatti stipendiali? non sono variabili? Dove sono finiti i laboratori? Dove sono spariti i programmi? Chi l'ha eliminata la Geografia, la Storia dell'Arte e il Diritto? Non certo i docenti che, anzi, vorrebbero ampliare l'offerta formativa, non chiedono altro. E come fanno gli insegnanti a garantire efficienza insegnando in classi sovraffollate, dove il rischio infortuni si moltiplica esponenzialmente?
E' evidente che dietro la dichiarazione di Abravanel c'è l'intenzione - già collaudata - di preparare l'opinione pubblica ad assimilare bene quello che sarà il colpo mortale sulla scuola pubblica. Una dichiarazione del genere, populista e demagogica, crea discussione (e già ne ha creata), prepara il terreno, e soprattutto divide l'opinione pubblica su un tema dove questa benedetta opinione pubblica dovrebbe invece essere ben compatta nel sostenere gli insegnanti e il loro nobile lavoro. Tecniche di regime, di tutti i regimi, di qualsiasi colore.
Allora occorre stare attenti sul vero ruolo dell'invalsi che non sarà più uno strumento per la valutazione degli studenti, ma dei docenti. La forma e lo scopo attuale delle prove invalsi cambierà e, di concerto con la proposta di legge Aprea, funzionerà per inserire i docenti dentro fasce di demerito (loro le chiamano di merito, ma creando un merito si genera automaticamente il demerito). Il docente sarà valutato secondo parametri che diremo più giù, posto alla sbarra anche dal dirigente scolastico. Perché? Perché ogni Istituto verrà inserito in un ranking (graduatoria) di natura provinciale, regionale e nazionale. Per entrare in queste graduatorie e ottenere finanziamenti occorre possedere un punteggio alto che si ottiene sulla base del profitto di quell'Istituto. Il profitto viene calcolato in base ai voti dati agli studenti, più sono alti, più il punteggio della scuola è alto, quindi più finanziamenti avrà l'Istituto. E' chiaro che un dirigente scolastico imporrà voti alti e i docenti saranno assoggettati e ricattati. Infatti, se il docente continua a voler essere ligio, eticamente coerente, ha solo due anni di tempo per esserlo, dopodiché o si adegua o viene licenziato. Ecco perché avevamo scritto quel post dal titolo 'i vostri figli avranno tutti 10 in pagella...' In quel post è spiegato tutto, ci sono anche gli stralci del testo che l'invalsi ha 'reso noto' (a chi?) in merito al suo cambiamento di missione. Vi preghiamo di leggere quel post.
Non è un caso che l'ing. Abravanel dimentichi il fatto che l'insegnamento richiede serenità nel suo svolgimento. Di questa serenità non ne parla mai nessuno, ma è indispensabile in un mestiere come l'insegnante. Come si fa a lavorare serenamente sapendo di avere un dirigente scolastico col fiato sul collo?
Si può fare qualcosa? Sì, anzitutto abolire le prove invalsi, adesso. Non espettare di essere già dentro la tragedia. Uscirne ora, in tempo. Qui è in ballo anche la libertà di insegnamento sancita dal contratto nazionale. O volete aspettare che vi cambino prima anche il contratto? L'esperienza dimostra che i mali vanno curati per tempo, sin dai loro sintomi. Questo è il caso.
Per quanto riguarda il cavallo di Troia, cioè il pretesto di quest'azione criminale, è ovvio che si parlerà di qualità della scuola. Non cascateci. E lo diciamo soprattutto all'opinione pubblica.

PS. Voci di corridoio (da confermare) dicono che già adesso i dirigenti scolastici sono stati ricompensati dal governo con 300 euro in più nella busta paga, per dimostrarsi... diciamo così... benevoli con i diktat del governo. Un ulteriore, sostanzioso bonus lo avranno a fine anno scolastico. E' tutto dire. (chi ne sa di più su questo fatto, è pregato di farcelo sapere. Grazie)

La dichiarazione di Abravanel
Come cambierà la scuola
Docenti e collegi docenti addio


Primi effetti sui docenti



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5 commenti:

Zret ha detto...

La colpa principale è dei presidi (immonda genia) che sono del tutto proni alle funeste volontà del ministero della pubblica distruzione. I presidi andrebbero quasi tutti licenziati con un bel calcio nel culo. Comunque anche i sindacati hanno le loro enormi responsabilità: ho scritto alla CGIL suggerendo di proporre ai docenti di dimettersi dall' incarico di coordinatore, ultimo strumento che gli insegnanti hanno per tentare di arginare queste iniziative diaboliche, ma non mi hanno neanche risposto. Resta il problema: come agire? Su chi fare affidamento, visto che gli insegnanti sono ormai quasi tutti decerebrati ed anestetizzati?

Ciao

coscienza critica ha detto...

I presidi? Sembra che li scelgano apposta, col lanternino. Comunque, se ti può consolare, anche questo blog attende una risposta dalla cgil, da oltre un anno.
Ciao

Anonimo ha detto...

Uhmmm, sempre meglio!Intanto l'Aprea bisognerebbe decapitarla.
I presidi sono ormai dei managers venduti per qualche dollaro in più, da anni seguono (si fa per dire) solo gli aspetti economici ed organizzativi, ma di didattica nada de nada!
Io vorrei chiedere a queste emerite teste di c.......chi dovrebbe valutare gli insegnanti e con quali parametri!Gli alunni, il 90% di ciucci sicuramente daranno un ottimo voto, i genitori anche...ma agli effetti del risultato finale e cioè quando andranno all'università o a cercar lavoro, chi se li accollerà?
Non è un'azienda la scuola, non produce rubinetti,produce cultura e come fare a valutarla, come potrà farsi amare quel professore che riterrà ancora la propria professione una cosa seria e quindi adotterà metodi severi? Non lo potrà più fare? Ma allora aboliamo la scuola, sti ragazzi facciamoli studiare come Bossi..e vedrete quanti soldi si risparmieranno e quanti minus quam avremo!
E' una vergogna, mentre in altri paesi europei ed ora anche extra europei i giovani hanno sempre più mezzi per prepararsi e far concorrenza ai coetanei di altri paesi, qui diamo un colpo di accetta a tutto!Persino i cinesi e gli iraniani stanno sfornando in buon numeo studenti bravissimi in informatica...noi li manderemo a zappare la terra.
Quanto alla Cgil è uno schifo, l'unico sindacato che ancora potrebbe far qualcosa, nella scuola si cala le brache...il motivo lo debbo ancora capire.
Mietta

Anonimo ha detto...

Uhmmm, sempre meglio!Intanto l'Aprea bisognerebbe decapitarla.
I presidi sono ormai dei managers venduti per qualche dollaro in più, da anni seguono (si fa per dire) solo gli aspetti economici ed organizzativi, ma di didattica nada de nada!
Io vorrei chiedere a queste emerite teste di c.......chi dovrebbe valutare gli insegnanti e con quali parametri!Gli alunni, il 90% di ciucci sicuramente daranno un ottimo voto, i genitori anche...ma agli effetti del risultato finale e cioè quando andranno all'università o a cercar lavoro, chi se li accollerà?
Non è un'azienda la scuola, non produce rubinetti,produce cultura e come fare a valutarla, come potrà farsi amare quel professore che riterrà ancora la propria professione una cosa seria e quindi adotterà metodi severi? Non lo potrà più fare? Ma allora aboliamo la scuola, sti ragazzi facciamoli studiare come Bossi..e vedrete quanti soldi si risparmieranno e quanti minus quam avremo!
E' una vergogna, mentre in altri paesi europei ed ora anche extra europei i giovani hanno sempre più mezzi per prepararsi e far concorrenza ai coetanei di altri paesi, qui diamo un colpo di accetta a tutto!Persino i cinesi e gli iraniani stanno sfornando in buon numeo studenti bravissimi in informatica...noi li manderemo a zappare la terra.
Quanto alla Cgil è uno schifo, l'unico sindacato che ancora potrebbe far qualcosa, nella scuola si cala le brache...il motivo lo debbo ancora capire.
Mietta

coscienza critica ha detto...

Domandiamo al governo se la scuola serve a qualcosa. E' assai probabile che direbbe 'a niente'. Tutt'al più verrebbe considerata come strumento per far arricchire aziende e per indottrinare i giovani.
Ora è saltata fuori la solita strategia dei sindacati: dato che gli studenti hanno proclamato uno sciopero nazionale per l'8 ottobre, i cobas si sovrapporranno agli studenti con un loro sciopero, cancellando l'azione dei giovani. Tutti uguali, c'è poco da fare.

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