mercoledì 30 novembre 2011

Il fascista e l'anarchico

Un fascista batte sempre le mani quando ascolta gli scolaretti cantare 'siam pronti alla morte'. Un anarchico vorrebbe soltanto mandarli a giocare il più lontano possibile da quella scuola e vederli ridere di vita.

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lunedì 28 novembre 2011

Appunti sullo Stato

Lo Stato è un organismo tecnico-burocratico a carattere gerarchico-militare che ha funzione di controllo continuo sui cittadini affinché questi non lo sostituiscano con un altro sistema di gestione sociale. Scopo primario dello Stato è operare coercitivamente sugli individui per il mantenimento perpetuo dei propri privilegi e delle caste, cioè dell'ordine gerarchico e verticale. 'Status' vuol dire proprio condizione perenne di immutabilità. Lo Stato è perciò conservatore per definizione e i suoi obiettivi rimangono inalterati a prescindere dai vari tipi di ordinamento e di forma (democratico, dittatoriale, monarchico, repubblicano, parlamentare...). Attraverso svariate tecniche di persuasione di massa, affinate nel corso di 3000 anni, ma anche a causa dell'inerte abitudine dei cittadini, lo Stato viene oggi percepito dalla maggior parte degli individui come un'entità metafisica, sacra, intoccabile, l'unico sistema possibile di gestione della società. Gli strumenti che garantiscono l'esistenza dello Stato con tutto il suo sistema coercitivo sono i governi. Tutti i governi sono perciò conservatori, cioè atti a conservare il potere dello Stato, il suo sistema di controllo, l'ordine gerarchico, le ingiustizie che da tale ordine derivano e crescono.
Quando parliamo di Stato, si ha ormai la convinzione di essere di fronte a un'entità astratta che tutela i cittadini. Non ci si rende invece conto che lo Stato è solo un sistema gestito da un'élite che vuole mantenere i suoi privilegi a scapito del popolo. La presunta 'tutela del cittadino' da parte dello Stato, previa fabbricazione di paure, è uno degli strumenti messi in campo quale ricatto di stampo mafioso: quando un boss vuole controllare un territorio, prima crea terrore in quel territorio, poi vende protezione ai cittadini terrorizzati. La protezione, in questi casi, è rappresentata dalle leggi ('se fai come la mia legge ti comanda, non ti succederà nulla').
Uno Stato è autoritario quando, oltre ad esercitare un controllo costante, non lascia i cittadini liberi di decidere della propria vita e della propria morte. Ad esempio, quando uno Stato punisce con le leggi chi desidera staccarsi dal suo sistema, allora siamo di fronte a uno Stato autoritario. Un cittadino non può, pur desiderandolo, emanciparsi da questo sistema, non può permettersi di strappare la carta d'identità, non può crearsi una vita propria e indipendente in nessuna zona del mondo abitabile, poiché tutte le terre del mondo appartengono ormai alle élites degli Stati e, pur definendole 'patrimonio pubblico', tutte le terre sono in realtà privatizzate, cioè vincolate dalle leggi degli Stati. In uno Stato autoritario anche i diritti fondamentali o vitali si pagano. E pur pagando questi diritti (sempre che lo Stato garantisca ai cittadini i mezzi per pagare), gli individui non sono comunque liberi.
L'autoritarismo degli Stati, nonché i suoi scopi, sono nascosti da una propaganda costante che tocca le corde emotive dei cittadini fin dalla loro più tenera età. L'emotività raggiunta da tale propaganda fa leva sui sentimenti del nazionalismo, del patriottismo, del legame alle tradizioni locali, dell'appartenenza al gruppo. Questi 'elementi sensibili ed emozionali' non sono né buoni né cattivi, ma possono diventare l'uno e l'altro a seconda di come vengono veicolati e con quale scopo. Ad esempio, se tocco la corda emotiva del sentimento di appartenenza a un gruppo per uno scopo brutale, allora il sentimento patriottico sfocia facilissimamente nel razzismo. Come diceva Friedrich Dürrenmatt, 'quando uno Stato si prepara ad uccidere si fa chiamare patria'. Qui lo scopo è nefasto, come nefasti sono tutti gli altri scopi dello Stato. Incalza Lev Tolstoj ragionando sul sistema-Stato e sulla sua subdola propaganda patriottica: 'Il patriottismo è un sentimento artificiale e irragionevole, funesta origine della maggior parte dei mali che desolano l'umanità'.
Invece, i sentimenti di appartenenza a un gruppo, a un territorio, il patriottismo stesso, non dovrebbero essere gestiti da un'élite di privilegiati conservatori, non dovrebbero possedere carattere autoritario, bensì dovrebbero avere carattere cooperativo e solidale, esattamente com'era prima della nascita degli Stati, quando i progressi dell'umanità erano garantiti proprio attraverso la fitta rete di collaborazione tra gruppi diversi e distinti. Il mutuo soccorso tra gruppi eterogenei, lo scambio delle informazioni, delle conoscenze e degli strumenti, sono stati garanzia non solo di progresso umano, ma anche di conservazione della specie umana. A ciò tende l'anarchia, che è cultura della vita contro quella della morte. Questa differenza -diametralmente opposta- della gestione dei sentimenti e delle emozioni, ci fa capire ulteriorimente che lo Stato non è l'unico sistema di gestione della società. Semmai, fra tutti i sistemi possibili, lo Stato è quello più nefasto e mortale per gli individui, per gli animali, per tutto l'ecosistema.

'Che cos'è mai il patriottismo, se non la vostra convinzione che un paese sia superiore a tutti gli altri, per il semplice fatto che ci siete nati voi'? (George Bernard Shaw)

Nella foto la stele di Hammurabi (1780 aC.), uno dei primi inganni del sistema-Stato nei confronti del popolo. Al di sotto del bassorilievo, dove il re Hammurabi (in piedi) riceve da una divinità le leggi, l'iscrizione esorta il popolo a credere che Hammurabi sia stato mandato da dio per governare. Tra le altre cose, il re istituì la proprietà privata, e i cittadini non furono più liberi. Il crimine non è mai cessato di esistere da quando sono nati gli Stati e le leggi.

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sabato 26 novembre 2011

Massimiliano Larocca, cantautore di storie e di verità

Tra i cantautori emergenti, Massimiliano Larocca è certamente uno tra i più interessanti, poiché affronta temi disertati dalla massa cantautorale dominante, soprattutto in questo disco dal titolo 'Il ritorno delle passioni' (2005) dove è evidente l'influenza di Fabrizio De Andrè.
Dire pane al pane e vino al vino non è un lavoro per ugole da hit parade, men che meno per quei cantanti che si vendono ai discografici per dire il contrario di ciò che pensano. Massimiliano Larocca dice ciò che pensa, magari senza troppe arzigogolature, perciò in maniera più diretta. Ad esempio: chi è un anarchico? E chi sono quelli che demonizzano l'anarchia? Te lo dice Larocca in questo brano scelto per voi. Buon ascolto.



Sono emerso dalla Storia
dagli anfratti della memoria
per presenziare coscienzioso
a questo misero simposio

Presentarmi è cosa ardua
una futile missione:
non ho volto, non ho nome
non ho identificazione

Tra le mutevoli facce del tempo
cambio vestito, cambio armamento
Sono la critica e l’intolleranza
che lungo gli anni cambia sembianza

Sono scorretto, sono nocivo
sono l’Anonimo Sovversivo
sempre celato dietro allo sguardo
di chi alla lotta non è mai tardo

Sui miei passi pesa
il corso della Storia
fiero e recidivo
Ignoto Sovversivo

Sono la bomba sempre innescata
sono il tritolo della coscienza
Guido le masse senza una rotta
e fondo il diritto alla rivolta

Nel bolscevico, nel giacobino
fino al divino Nazareno
nei loro cuori ero ben vivo
sono l’Anonimo Sovversivo

Nella natura totalitaria
di ogni apparente democrazia
viene nutrita la superstizione
demonizzando l’anarchia

Figli devoti alla televisione
ed alla globalizzazione
siete chiamati colmi di noia
all’elezione del vostro boia

Sui miei passi pesa
il corso della Storia
fiero e recidivo
Ignoto Sovversivo

Non ho divise, né gagliardetti
odio corone, toghe ed elmetti
dalle caserme son fuggitivo
sono l’Anonimo Sovversivo

Non esiste dimensione
o ciclo spazio-temporale
per ghermire o soffocare
ogni voce libertaria

Sui miei passi pesa
il corso della Storia
fiero e recidivo
sono l’Anonimo Sovversivo

massimilianolarocca.com
Il canale YouTube di Massimiliano

(un ringraziamento all'amico fraterno Mauro per avercelo fatto conoscere).

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venerdì 25 novembre 2011

Violenza in cachmere

La Fiat di Termini Imerese chiude. 1.536 operai non lavorano più. Famiglie sul lastrico. La decisione arbitraria è di Sergio Marchionne. Ci chiediamo da che parte sta la vera violenza in queste due foto accostate.


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giovedì 24 novembre 2011

Acidità di stomaco, nausea, vomito

E' ben strano quel popolo che desidera briglie e bastoni, ma che si lamenta di essere imbrigliato e bastonato!
Lo osservo 'sto popolo, non ne vuole sapere della libertà, anche se la libertà è lì che lo aspetta da tempo. Niente da fare, il popolo gira le spalle alla libertà, fa finta di niente, preferisce essere bastonato e trascinare nel recinto anche chi non vorrebbe.
Eppure, da quando questo popolo le prende di santa ragione, non fa altro che lamentarsi. Allora gli dici 'guarda che hai la possibilità concreta di cambiare', glielo dimostri persino, ma proprio perché glielo dimostri gira lo sguardo. Il popolo non sa proprio che farsene della libertà, se ne fotte alla grande. Che non si lamentasse, almeno. Chi difende il padrone non può lamentarsi, e soprattutto non può accusare quelli che gli indicano la porta della liberazione.

(e alla fine mi chiedo: ma il popolo le capisce queste parole?)

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mercoledì 23 novembre 2011

Quale cultura nella scuola? Quale vera conoscenza?

Nella scuola tradizionale, controllata dallo Stato, certamente un Hegel può anche far riflettere su certi argomenti, ma uno Stirner fa riflettere ancora di più! Così pure un Marx può essere considerato un bravo 'analista sociale', ma a scuola Marx è sempre posto in antitesi o in relazione con Nietzsche, quando invece l'antagonista diretto e naturale di Marx è Bakunin. Chi conosce però Max Stirner e Michael Bakunin? Ve ne hanno parlato a scuola? No? Domandatevi perché.
Eppure, Stirner e Bakunin, come anche Godwin, Proudhon, Thoreau, Kropotkin, Malatesta, Goldman, Bookchin, e mille altri pensatori/trici, rappresentano una parte fondamentale della cultura mondiale, della conoscenza. Una conoscenza tenuta nascosta alla massa scolarizzata (controllata e normata). Si parla tanto del ruolo della scuola nella formazione del cittadino, ma che formazione ci può essere se questa formazione viene decisa a tavolino dallo Stato, vagliata, preconfezionata? Quale fine può avere una cultura di Stato se non quello di perpetuare un'autopropaganda che non fa altro che nascondere la verità o buona parte di essa? Dobbiamo chiederci perché questi grandi pensatori latitano nell'offerta formativa scolastica che, attenzione, più che 'offerta' bisognerebbe parlare di obbligo. Allora, se ci si pone la domanda, emerge subito il sospetto e l'inganno del sistema. E' davvero miserevole che un giovane universitario pensi di possedere strumenti veramente validi e completi di critica sociale non avendo mai letto qualcosa dei succitati (e non abbiamo neanche menzionato il più grande intellettuale vivente Noam Chomsky, o Filippo Trasatti, Ivan Illich, Marcello Bernardi, il da poco compianto Colin Ward, ecc).
Certo, in un sistema come l'attuale, dove chi conta di più sono solo i più citati dalla propaganda di regime (media e scuola), voi sicuramente non avrete alcuna intenzione di prendere in considerazione i nomi di cui sopra, a voi così tanto sconosciuti. Siete ben lungi dall'andare in una libreria (ma anche solo in rete) a scoprire tutto quello che da 3000 anni ci tengono nascosto. Come dicevamo in un altro post (ringraziamo A-rivista per averlo pubblicato), autori di quel calibro celati al grande pubblico costituiscono l'altra parte della luna, 'The dark side of the moon', ed è grave tenerla ancora nascosta. Perciò fate voi, siate liberi di decidere, noi alcuni nomi ve li abbiamo dati, potete prenderne atto, potete anche fregarvene e giocare al gioco dello Stato, ma da ora in poi tutte le volte che usate la formula 'la cultura', sappiate che in verità dovreste dire 'una parte di cultura' (e troppo spesso manipolata).

Buon pro' vi faccia.

PS. (per i più volenterosi). In questi giorni Anarchopedia Italia ha qualche problema al server, ma appena risolveranno buttateci un occhio. Oppure fate altre ricerche in rete, diffidando in una certa misura di wikipedia soprattutto riguardo ai suddetti autori. Provate a cercare qualcosa anche QUI.

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domenica 20 novembre 2011

La Spagna rifiuta la scheda elettorale. I partiti sono opposizione del popolo!

(aggiornamenti a fine post).
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iamo in contatto con gli indignados spagnoli che ci informano su come stanno procedendo le elezioni politiche. Ciò che diremo sarà forse censurato dai media.
Partiamo da un primo dato: gli anarchici e tutti quelli che hanno già dichiarato di non voler votare sono il 30% della popolazione (i media asserviti li definiscono sempre 'gli indecisi' anche se sono i più consapevoli), mentre i due principali partiti, insieme, raggiungono il 42%. Ma a questo 30% si devono adesso sommare tutti gli altri indignados che stanno optando per un altro metodo di non-voto. In cosa consiste? Si va alle urne, ma in luogo di imbucare la scheda elettorale si presenta una dichiarazione ufficiale di protesta contro tutti i partiti e contro il sistema di governi. In alcuni seggi elettorali questo documento non viene accettato, mentre in molti altri sì, anche perché è formulato facendo appello a un articolo di legge. Quando il presidente di seggio non accetta la dichiarazione, quest'ultima viene consegnata direttamente alla giunta elettorale del distretto. Tra parentesi, abbiamo ricevuto un documento da parte di una persona che era stata scelta per fare il presidente di seggio ma che si è categoricamente rifiutata presentando un documento (regolarmente vidimato e accettato).
La situazione attualmente quindi è questa: più del 50% degli spagnoli si rifiuta di essere rappresentato, negando in toto il sistema, e rendendo ufficiale tale rifiuto (Art. 99 de la Ley Organica de Regimen Electoral General). Perché occorre rendere ufficiale il rifiuto? Perché esso deve essere preso in considerazione nel computo finale, insieme alle schede votate. Ed è qui che sta il punto interessante. A prescindere da ciò che diranno i media, il numero dei non votanti è ufficialmente più alto e bisognerà tenerne conto. Infatti gli spagnoli che, ricordiamolo, avevano dichiarato illegali le giunte elettorali, stanno per appellarsi al diritto aritmetico, cioè alla legge dei numeri, la quale obbligherà tutti i partiti (tutti insieme) ad essere opposizione del popolo, quindi in minoranza rispetto alla volontà popolare. Si aprono scenari molto interessanti, la politica si è ribaltata completamente, i ruoli si sono invertiti. Potere al popolo! Ma attenzione ai soliti insabbiamenti dei media, infatti tutte le tv imbastiscono i discorsi e le analisi solo sulla base dei voti dati ai partiti, senza fare riferimento al numero preciso e veritiero delle schede rifiutate e non votate.

Istruzioni per la presentazione della protesta (pdf)



Ore 23:20 - come previsto i media non parlano del non-voto. 'la Repubblica' ignora del tutto questo dato (qui) come quando Pagnoncelli evita accuratamente di dire che i non votanti italiani sono ben 4 milioni, la maggior parte dei quali anarchici (non indecisi).

AGGIORNAMENTI DEL 21 NOVEMBRE 2011
A questo punto, a scrutini avvenuti, si possono avere delle certezze in più, ma anche molte ombre. Intanto ricordiamo che siamo sempre in contatto con il movimento 15M e che le informazioni che vi diamo non hanno filtri (se non la nostra traduzione). Riceviamo il messaggio seguente: 'Entiendo que la circular de la Mesa Electoral Central era falsa y pretendia disminuir el numero de reclamaciones en las mesas electorales'. Traduciamo: 'Capisco che la circolare del Comitato elettorale centrale era falso e destinato a ridurre il numero dei reclami nei seggi elettorali'. E infatti le cifre che i media ostentano non rappresentano in maniera fedele il numero delle astensioni. Però segnaliamo anche che una parte di indignados ha scelto di regalare il voto ai partiti minori, questo per un motivo precisissimo: abbattere il monopolio bipartitico (peraltro riuscendoci, poiché il PP non ha nessuna maggioranza, come anche il PSOE). In pratica, se si leggono i voti onestamente, sia contando i non votanti, sia contando i voti regalati, l'attuale governo risulta sempre minoritario. C'è allora un problema di fondo che è la disonestà del computo e la divulgazione di dati falsati.
Dati in nostro possesso: Astenuti+schede nulle/bianche 10,36 - PP 10,8 - PSOE 6,97 - Altri 8 (fonte)
Gli indignati, che in ogni caso non fondano la loro responsabilità sulla logica di un'elezione, non si arrendono e continuano la lotta anche con le loro assemblee dove le commissioni (e le sottocommissioni) stanno cercando di chiarire le questioni e gli scenari che via via si aprono sotto i loro occhi. Tutto è in divenire. Noi italiani... stiamo a guardare e plaudiamo al massone Monti. Tutto dire.

PS. Per favore, non lasciate link nei commenti, e neppure analisi svolte sulla base dei dati diffusi via media, poiché, come già detto, non corrispondono alla realtà. Grazie.

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venerdì 18 novembre 2011

L'essere umano sacrificato al dio sistema

Il benessere di una comunità non si misura in base al PIL o alle interazioni finanziarie tra banche, speculatori, governi e società di rating, ma utilizzando parametri che mirano ai veri bisogni della persona in quanto tale, cioè di un essere umano con la necessità di affermare se stesso e la propria dignità in ogni istante, con il suo bisogno naturale di essere libero, creativo, riflessivo, dinamico, critico, in armonia con il suo contesto naturale e con gli altri. Tutte cose che l'economia e la finanza non possono garantire, non le hanno mai garantite: E' Storia.
E saremo anche tutti d'accordo che una persona non si misura attraverso la scala dei valori di borsa, fattostà che non facciamo nulla per cambiare sistema, proprio perché molti dicono 'che tanto è questo il sistema'. Già, ma è un sistema costruito apposta per farci dire 'non si può far nulla'. Ecco dove sta l'inganno perenne, la prigionìa più subdola, cioè nel credere che non vi siano alternative, né possibilità di crearle, anche se queste già esistono (ma non ve le fanno conoscere, mica sono scemi).
Siamo in balìa di mille prigioni spacciate per libertà. A ragione, molti sostengono che persino il telefonino sia una prigione. Facciamo chiarezza: non è l'oggetto in sé ad essere una prigione, ma è tutto quello che c'è dietro e intorno a quell'oggetto ad essere terribilmente mostruoso per una persona. Il controllo costante esercitato dal sistema-Stato sui cittadini passa ovviamente anche attraverso il telefonino. In questo momento, ad esempio, sanno che io sono qui e non altrove. E questo controllo non è per niente dissimile a quello esercitato dal secondino sul detenuto. Allo Stato-secondino non importa sapere se tra un minuto andrò in cucina o nel negozio qui sotto, allo Stato-secondino importa piuttosto sapere che adesso io opero in questo preciso contesto urbano e che domani, alla stessa ora, forse sarò in un'altra città o in un altro Stato. E' questo il senso della prigionìa legato al telefonino (qui preso a cavia), al di là del fatto che una persona possa anche imprigionarsi smembrandosi il cervello utilizzandolo in maniera compulsiva.
Quello del telefonino è solo un esempio. Ma prendiamo l'automobile, è innegabile che esista una comodità nel possederla, il vero guaio sta nel fatto che è l'automobile a possedere noi, senza contare le varie prigioni che esistono intorno e dietro l'oggetto-automobile e attraverso le quali alcune élites straguadagnano a discapito dell'equità sociale: bollo, assicurazione, carburante, manutenzione ordinaria e straordinaria, tagliando, introduzione capricciosa di nuove regole, divieti, obblighi, registrazioni, multe, incidenti, stress da parcheggio e da traffico... L'automobile ci comanda e ci imprigiona, oltreché inquinarci. Già, ma la comodità... vuoi mettere? Il punto è che un'automobile, per sua natura, sa circolare anche senza bollo o senza assicurazione, sa far girare il motore anche con un carburante a prezzo equo. L'automobile in sé se ne fotte del tagliando obbligatorio. Ma più le prigioni gravano sulle persone, più queste ultime sono pronte anche a difendersele, convinte che il sistema-Stato agisca per il loro bene. Le persone non pensano che quel 'bene' voglia dire in realtà ingrassare le pance di chi fa del ladrocinio e della 'mors tua' una ragione di 'vita mea'. E in questo modo la sperequazione sociale aumenta. Oggi si parla di spread, certo, ma sempre in riferimento all'economia, non già all'abnorme differenza tra i ricchi e i poveri del mondo.
Continuiamo allora così? Ce ne infischiamo del nostro vero bisogno di libertà? Davvero vogliamo sacrificare noi stessi sulla croce della 'comodità' del telefonino non pensando alla libertà e alla giustizia sociale che ci sono state rubate? Va bene, allora per favore non lamentiamoci, siamo coerenti con noi stessi, non protestiamo mai più, che tanto 'loro' sono lì perché ci vogliono tanto bene e ci proteggono, e ci offrono macchine e telefonini per misurare il 'nostro' benessere. Ah, quanto stiamo bene!
Però attenzione, nell'èra vittoriana di un'Inghilterra che si vantava di essere la Nazione più opulenta e industrializzata d'Europa (ed è solo un esempio tra i tanti) la povertà dilagava, così come i crimini (tutti connessi alla povertà coatta), i diritti fondamentali erano negati, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo era la norma, i bambini morivno in miniera, le donne erano costrette a prostituirsi, le malattie sociali falcidiavano le persone, nelle fabbriche il padrone bastonava e licenziava senza giusta causa... Un controsenso? No! E' la logica di questo sistema! E queste persone, tutte quelle persone costrette in miseria e in prigionìa, statene certi, non si crogiolavano nel dire 'ma quant'è bella Londra, quanto è ricca la nostra Nazione'. Noi invece sì, ma fino a quando?

PS. non ho mai avuto un'automobile, né mai vorrò averla. Per coerenza e per protesta. E sto benissimo.

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giovedì 17 novembre 2011

Arriva il part-time senza convalida

Con la legge di stabilità 2012 non sarà più il lavoratore-schiavo a decidere se e quando usufruire del part-time, ma saranno i padroni a volerlo. E' un'azione coattiva, inutile protestare, almeno come vi hanno insegnato a fare, ordinati e puliti, borghesi e devoti, coi palloncini e le bandierine di partito. Piuttosto, cercate di non lamentarvi, così, per coerenza, visto che continuate a votarli (destra, sinistra, centro, e chi più ne ha più ne metta).

Per tutti i dettagli del caso CLICCATE QUI.



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Censimento: la denuncia al Garante della privacy

C'è sempre tempo per denunciare la grave violazione della privacy che riguarda il censimento 2011, anche se avete già spedito o consegnato il questionario. Se le istituzioni dello Stato ci costringono a vivere secondo il loro modello, allora possiamo e dobbiamo utilizzare le stesse istituzioni per poterci difendere.
Il testo che segue è quello che potete utilizzare per la vostra denuncia al Garante della privacy, e che trovate anche cliccando qui (per copiarlo):

Spett.le Garante della privacy [ urp@garanteprivacy.it ]

La presente per segnalare la totale assenza di tutela della privacy in merito al censimento 2011. Sappiamo infatti che i dati personali di cui l'Istat esige l'obbligo di compilazione, oltreché avere carattere fortemente inquisitorio, vengono letti già in sede comunale da addetti che sono residenti nello stesso Comune. Questi addetti aprono le buste, leggono tutte le risposte, le registrano, e infine le inviano alla sede centrale dell'Istat. Di fronte a questo fatto, a poco serve appellarsi alle normative sulla tutela della privacy. Giriamo a Voi questa denuncia e attendiamo risposta.
Grazie.


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martedì 15 novembre 2011

'Lake Tahoe' - Kate Bush

Fresco fresco, in anteprima, vi facciamo ascoltare la seconda traccia del nuovo cd di Kate Bush '50 words for snow' che uscirà il 21 novembre 2011. 'Lake Tahoe' evidenzia un lavoro di 'ricerca sintetica' e di grandissima atmosfera. Cori e dissonanze sul tappeto di un pianoforte 'ermetico', rendono questa canzone anche un mezzo per stupirsi, per emozionarsi, per meditare. L'originalità di Kate Bush è ormai storia. Il video è ancora impostato in modo che solo chi conosce il link può ascoltarlo. Allora buon ascolto.
ATTENZIONE AGGIORNAMENTO, il video è stato reso completamente privato. Quindi ci dispiace per coloro che non hanno avuto la possibilità di ascoltarlo in queste ore. Bisognerà aspettare la release ufficiale, il 21 novembre.



La prima traccia 'Wild Man'

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lunedì 14 novembre 2011

Anche De Andrè ci indica la via d'uscita

Noto come Fabrizio De Andrè diventi ogni giorno sempre più profetico. Ascolto discorsi e canzoni e rimango colpito, ma non certo stupito. Fabrizio assume oggi un valore identificativo per gli individui che supera di gran lunga qualsiasi manuale di sociologia. In particolare, riferendosi ai poteri mondiali che oggi sono ormai a viso scoperto, Faber racconta come il pericolo imminente di un 'palcoscenico mostruoso' ci renderà dei 'burattini' facilmente governabili. Uscire fuori dal loro gioco -dice Fabrizio- vuol dire anzitutto utilizzare l'arma del non-voto, ma anche sentirsi legati a una terra, a un luogo preciso, una città o una regione, ma non per un fatto di rivendicazione di una proprietà privata da difendere contro chissà quale nemico o contro chissà quale cattivo 'vicino di podere', ma per consolidare una coscienza di sé in rapporto al contesto naturale a noi più vicino, più sentito (senza alcun orgoglio campanilistico che crea divisioni e 'disamistade'), al fine di non essere inghiottiti in uno spazio fisico e mentale troppo vasto, incontrollabile anche dalla nostra coscienza, quindi alla fine potenzialmente pericoloso.
Questo concetto espresso da De Andrè non fa a pugni con l'idea anarchica di fratellanza mondiale, al contrario. Semmai siamo di fronte all'approccio più politico dell'anarchia, che si attua nel progetto di un federalismo libertario, cioè in quella rete di cooperazioni tra uomini liberamente associati e in mutuo appoggio, i quali conoscono le esigenze e le caratteristiche dei 'propri' territori e delle persone che ci vivono dentro. Il federalismo libertario era esattamente quello che gli italiani volevano per la loro unità prima che un re Savoia imponesse se stesso in sostituzione degli altri sovrani stranieri che governavano l'talia. Ecco che le parole di De Andrè acquistano un senso anche cosmopolita, globale, poiché l'unità dei popoli del mondo è raggiungibile solo attraverso una rete cooperativa e confederata. Era esattamente questo che l'eroe del Risorgimento Carlo Pisacane aveva in mente per l'Italia: un federalismo che unisce e non divide. Proviamoci.

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domenica 13 novembre 2011

La propaganda antianarchica in piena Rivoluzione Francese

Già all'indomani della proclamazione della 'repubblica' (dittatura borghese, 22 settembre 1792) e ancora in pieno clima di Rivoluzione, molti francesi avevano fiutato l'inganno del potere. E infatti l'Ancien Regime si trasformò in un altro regime autoritario. La borghesia impaurita dalla coscienza e dalla forza del popolo, il quale chiedeva anarchia e non altre dittature chiamate in modi rassicuranti ('repubblica', 'governo rivoluzionario'...), cominciò a diffondere stampe allegoriche di propaganda antianarchica. In questa che vi postiamo, dio protegge il re e distrugge l'anarchia, cioè la vera libertà del popolo. E' una stampa repubblicana del 1793 che contiene tutta la retorica nazionalista che ancora oggi troviamo nella politica di Stato, a tratti ingenua e enfatica, come l'elemento metafisico che si fa fulmine. Notate come nella parte sinistra, zona dedicata all'anarchia distrutta, un uomo regga il cartiglio su cui vi è scritto 'Liberté, Egalité, Fraternité'. Strano che la repubblica voglia abbattere gli stessi principii di cui sembra farsi paladina e che predica ancora oggi, no?
Chi rileggerà la Rivoluzione Francese, troverà metodi politici ancora in voga, adottati allora dalla borghesia, come oggi da tutti i governi. Non è cambiato nulla, persino la strategia del terrore è stata, ed è ancora oggi, una tecnica politica di mantenimento del potere, dei privilegi delle caste e dei partiti. Nota: 80 anni dopo, il popolo francese riuscirà a concretizzare l'anarchia nella Comune di Parigi, soffocata nel sangue dalla sedicente repubblica. Sei mesi di pace e di giustizia vennero distrutti dallo Stato (quello che predica sicurezza per la gente). Siete ancora sicuri di voler bene alla repubblica e a chi ne tesse le lodi?

PS. Nel XVIII secolo la 'repubblica' era ancora considerata un'utopia, proprio come oggi l'anarchia (nonostante le realtà anarchiche concretizzate). E' vero, una vera repubblica non è mai esistita, così come una vera democrazia. Se repubblica e democrazia si fossero realizzate, adesso vivremmo in una società anarchica e giusta già da perecchio tempo. Aprite gli occhi.

Titolo: 'Anarchia destructa: dieu protège les roix et detruit l'anarchie' (ignoto).

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