venerdì 19 novembre 2010

Il popolo: la nostra lista per il programma di Fazio

In TV vanno tutti quanti, salvo la parte più importante della società: il popolo. Allora, dal momento che paghiamo il canone Rai, preghiamo Fabio Fazio di invitare una persona qualsiasi a leggere questa nostra lista. O è chiedere troppo?

Il popolo è, per sua stessa natura, l'anima umana del mondo. Senza la laboriosità del popolo nessun progresso sociale ed economico può mai avverarsi. Ma il popolo è anche la parte di umanità più vessata e sottoposta alle violenze dei poteri costituiti che, con estrema ingratitudine, dispongono il popolo, con l'astuzia e con la forza, nella fascia più bassa della scala gerarchica, un'ignobile scala edificata espressamente da chi vuole essere soltanto il padrone del popolo.
Il popolo è quello che paga di più e guadagna di meno, fatte le dovute proporzioni con chi si è posto al di sopra di lui.
Il popolo è quello sottoposto a perenne menzogna da parte dei media, tenuto costantemente sotto controllo e inquadrato secondo rigidi regolamenti che lo rendono vieppiù schiavo: quanto più alto è il numero di leggi, tanto meno sarà libero il popolo. Ogni legge una prigione. E la legge non è mai stata uguale per tutti.
Il popolo non ha maschere, il popolo vive del suo e, quando non ci riesce per i troppi affanni e per i troppi guai, non riceve mai aiuto dal suo rappresentante al governo. Ma il popolo è quello che vota, perché conserva nell'animo l'ingenuità disarmante di chi s'illude ogni volta come la prima volta, come un bambino, e in questa ingenuità c'è una purezza che esalta e onora la Natura, ma che sempre lo costringe in prigioni.
Il popolo ha le mani nobili e sporche di chi lavora duro e suda. Il popolo non ha gradi e mostrine, ha costruito case e strade, ponti e scuole, dighe e macchine, coltiva e produce... e per questo muore ogni giorno nell'indifferenza dei media.
Il popolo è quello della solidarietà sottaciuta, gratuita, di uomini e donne che si sbracciano e s'abbracciano, che piegano il capo e ricominciano il duro mestiere di vivere, con onore, ogni giorno, senza sosta. Miliardi di mani e di gambe che s'incrociano e si scansano nelle vie delle metropoli e dei borghi del mondo, correre, correre, fare e disfare, l'ufficio, la pinza, il biberon e la porta da riverniciare, i panni da stendere, la fattura da pagare. E attenti a non sgarrare!
Il popolo ha troppi padroni da servire, ma non se ne cura, riceve gli scarti gettati sotto il tavolo e ringrazia. E sulla tavola imbandita di soavi primizie, al di là degli sguardi del popolo, gli opulenti obesi ridono di lui, che quella tavola gliel'ha anche imbandita.
Il popolo è quello che annaspa e che sgomita, diviso in mille parti, in mille sciocchezze, per essere governato meglio, senza rischi: il grande e potente fiume ridotto a fragili rivoli.
Il popolo paga sempre, ma viene punito, imprigionato, licenziato, precarizzato, umiliato, dimenticato, deriso, costretto, beffato, emarginato, imbavagliato... pur credendo di essere libero, pur eleggendo a suo rappresentante chi più lo tratta male per proprio interesse.
Il popolo è, ma non sa di esserlo, una straordinaria forza di libertà.

(lista inviata alla redazione di 'Vieni via con me'. Hai visto mai...)

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