domenica 11 dicembre 2011

Difendere un partito, difendere la casta

E' incredibile vedere come le persone (non tutte per fortuna) difendano i privilegi della casta, anche se apparentemente sembrano indignarsi contro di essa. Quelle strutture gerarchiche che aspirano solo al dominio e che sono gli involucri lussuosi delle caste, altrimenti dette 'partiti', vengono difese a spada tratta dalle persone che in esse si identificano totalmente, a tal punto che prima di pensare o agire, queste persone consultano il punto di vista del loro partito per potersi posizionare sulla stessa linea ideologica.
Le prove di tale difesa e di tale assimilazione identitaria con il partito sono moltissime, ma quella che più di altre mostra questo asservimento ignobile, emerge quando si mostra l'evidenza dei fatti, le verità inconfutabili e storiche. Ad esempio, a proposito del partito comunista, quando si illustra il fallimento della posizione marxista rispetto a quella bakuniniana, o ancora meglio quando si evidenzia la contraddizione storica della stessa parola 'comunismo' propagandata dal partito, allora il difensore di quel partito (manco fosse il segretario) tende ad allontanarsi dall'esposizione dei fatti, gira la faccia dall'altra parte, come se fosse stato toccato un nervo scoperto. In realtà ciò che viene toccata è la coscienza, talmente identificata al partito che ogni autonoma capacità di critica dell'individuo viene annullata.
Più concretamente, quando si mostra il fatto che i 'comunisti' abbiano sempre massacrato i comunardi (che vogliono mettere in pratica il vero comunismo) al fine di non far nascere le Comuni anarchiche, queste persone si mostrano anche irritate e negano a se stesse questa verità. I cannoni 'comunisti' contro i liberi fratelli nella Barcellona del '36, o a Canton nel '27, o a Kronstadt nel '21, non interessano ai sedicenti 'comunisti'. Negare la verità, in questi casi, corrisponde a prendere una precisa posizione di difesa nei confronti del partito, dello Stato, del sistema, delle caste, come se queste persone ricevano dal loro partito contributi e vantaggi.
L'identificazione dell'individuo con un gruppo è cosa naturale, bisogna solo avere l'onestà di chiarire a se stessi le reali finalità del gruppo a cui si appartiene, aiutandosi con la Storia e con l'esperienza diretta. Le istanze comuniste non sono differenti da quelle anarchiche, è il metodo di attuazione di tali istanze che cambia profondamente. Il partito comunista è un organo statalizzato e di casta, come tale non potrà mai attuare il comunismo, la pace, la giustizia (come Storia insegna), mentre l'anarchia ha sempre dato prova di attuazione delle istanze popolari e, per giunta, non è un partito, non vuole esserlo, perché l'anarchia ha di buono anche il fatto che l'unico gruppo al quale fa riferimento è quello umano e mondiale. E vi sta esortando da un pezzo a farne parte. Smettiamola di spingere i carrozzoni delle caste, nessuno di essi ha mai esaudito le promesse, e mai lo farà. In Anarchia siamo tutti fratelli e sorelle, vieni anche tu e ricostruiamo insieme una società libera, giusta e di pace concreta. Com'era un tempo.

Fatti, non chiacchiere!


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