venerdì 9 luglio 2010

La scuola di domani: tutto quello che devi sapere

Tutti sanno che la figura professionale che maggiormente è caricata di una responsabilità per la formazione culturale dei giovani è l'insegnante, con il proprio bagaglio di conoscenza che viene arricchito giorno per giorno attraverso uno studio continuo e con la sua esperienza maturata dentro la Scuola, a contatto diretto con gli studenti. Fare l'insegnante non è un mestiere, è una missione! E gli insegnanti lo sanno, essi hanno scelto di insegnare, essi credono nella cultura, ne sono portatori sani.
Ma forse non tutti sanno che il ruolo dell'insegnante, in quanto educatore e responsabile della formazione culturale dei giovani (già troppo mortificato in Italia per via di uno stipendio tra i più bassi d'Europa e anche a causa di idiote nefandezze verbali accusatorie, proferite da chi non avrebbe alcun titolo per giudicarli, se non per pretestuosi motivi politici), sta per essere vanificato del tutto, ucciso a colpi di logiche aziendali che pretendono -velleitariamente- di misurare la competenza di ogni docente non in base alla sua propria cultura (già ampiamente attestata dai titoli e dagli esami svolti), bensì in base al confronto con i suoi stessi colleghi. Un'assurdità!
Il gioco sporco è chiaro: il governo vuole mettere in illogica competizione i docenti tra loro, nonché creare fasce di demerito, per ottenere tre risultati di base:
1) l'ulteriore contenimento della spesa per gli stipendi, togliendo dalla busta paga un tot a quegli insegnanti ritenuti meno competenti o meno 'produttivi' (il governo concepisce gli insegnanti e la cultura come merce su cui far profitti e squallide operazioni di compravendita).
2) annullare il ruolo educativo-culturale della scuola pubblica, ordinando ai docenti programmi 'interessati' e metodi di valutazione che non tengono conto dell'autentico merito degli studenti.
3) creare contesti clientelari e conflittuali dentro gli istituti, sia a livello di assunzioni (saranno arbitrarie, appannaggio esclusivo dei dirigenti scolastici, poiché spariranno le graduatorie), sia sul piano del rapporto interno tra docente e docente, ma anche tra docente e dirigente scolastico.
Ma come si arriva a ottenere tutto questo? Anzitutto con una politica di sfoltimento del personale, cosa che sta già avvenendo, in secondo luogo con il progressivo svilimento del ruolo dell'insegnante e della sua stessa persona, ad esempio sostenendo pubblicamente, a mezzo TV, che gli insegnanti sono dei fannulloni, come ha detto il ministro Brunetta (la professoressa Mila Spicola -ma non solo lei- dimostra il contrario). Nondimeno, attraverso un progetto di smantellamento sistematico dei piani di studio tradizionali e di abolizione del valore legale dei titoli di studio. Ma il colpo decisivo sarà affidato a quelle normative che, dietro una falsa maschera di buone intenzioni (pretesti da offrire all'opinione pubblica) intendono mettere la scuola in mano ai privati e renderla così funzionale soltanto a questi ultimi. Praticamente una scuola azienda.
Ora facciamo ulteriormente i pignoli e argomentiamo con documentazione alla mano, fornendo le prove di quanto abbiamo detto. In realtà, in questo blog, ne abbiamo parlato varie volte, e tutte le volte ci siamo accorti di avere avuto ragione (purtroppo, in questo caso).
Riguardo alla scuola secondaria di secondo grado (superiori) c'è un insano progetto dell'INVALSI che si trasformerà da istituto per il monitoraggio delle conoscenze degli studenti a ufficio di controllo sull'operato dei docenti (ne parlavamo qui), questo avverrà per mezzo di una normativa già stilata che, nello specifico, dovrà occuparsi dei seguenti punti:
1) valutazione delle risorse umane e non dei saperi.
2) connotazione dell'istituto scolastico in base ai risultati ottenuti (voti di ogni singolo alunno, oggetto di computo, per l'ottenimento di una media finale) e conseguente istituzione di un 'ranking provinciale, regionale e nazionale' (graduatoria).
3) penalizzazione, in termini economici, di quegli istituti che non avranno conquistato le posizioni più alte nella suddetta graduatoria.
4) licenziamento, da parte del Ministero, degli insegnanti giudicati inefficienti (sulla base dei voti dati agli studenti) e dei dirigenti scolastici (che hanno accettato i voti di cui sopra). Su questi stessi criteri di valutazione, i docenti e i dirigenti potranno anche essere reclutati.
Questa normativa, propria dell'INVALSI, è stata redatta da tre insegnanti: Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini ed è stata inserita nel pdl Aprea (16 luglio 2009). Non si esclude l'applicazione della normativa anche alle scuole elementari e medie.
Riguardo l'Università, è notizia di questi giorni l'intenzione di procedere alla valutazione dei ricercatori sulla base di criteri che mirano chiaramente ai primi tre punti elencati in questo articolo (contenimento della spesa per gli stipendi, annullamento del ruolo educativo-culturale dell'Università, creazione di contesti clientelari e conflittuali dentro gli atenei). Si pensi ad esempio al fatto che ogni ricercatore, se vuole essere ben valutato, dovrà necessariamente presentare due pubblicazioni realizzate nel quadriennio 2004-2008. Quindi il ricercatore non sarà valutato in base alle sue proprie competenze e conoscenze, ma esclusivamente sulla sua capacità di farsi pubblicare qualcosa, non importa cosa (ad oggi non è specificato). Chiaramente saranno avvantaggiati i ricercatori raccomandati dai professori, e siamo sicuri che questi ultimi sapranno scegliere bene i loro pupilli (i più servili?). Per approfondire, potete leggere questo articolo.
Noi crediamo che un simile disegno debba essere cancellato. Tutta la 'riforma' della scuola va cassata senza se e senza ma. Noi crediamo che la nostra società abbia bisogno di una scuola pubblica ed efficiente e che quest'efficienza non debba essere raggiunta attraverso tagli e nepotismi, ma attraverso grandi finanziamenti, almeno pari a quelli che gli altri Stati europei stanziano per la loro istruzione nazionale. Noi crediamo che la politica della privatizzazione ferisca profondamente, anzi uccide, sia la libertà di insegnamento (propria della scuola pubblica), sia lo studio del metodo che tutte le scuole forniscono agli studenti per la loro crescita psicofisica e la loro comprensione analitica del contesto sociale. Noi crediamo che questa 'riforma' innesti nella scuola pubblica logiche esasperate di caporalato e di clientelismo, tali da vanificare il ruolo stesso della Scuola intesa come sistema propriamente educativo. Noi crediamo che gli insegnanti, così come gli altri lavoratori della Scuola, debbano riappropriarsi della loro dignità professionale e personale, senza cadere nella trappola tesa dal governo che li vuole disuniti, in concorrenza aziendale tra loro, sudditi in balia di giudizi arbitrari ed esterni, in costante pericolo di licenziamento.

PS. Cerca nel blog (con l'apposita casella di ricerca in alto a destra) tutto quel che vuoi sapere sulla scuola e sulla 'riforma'

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7 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai perfettamenteragione, sono una mamma di 2 figli adolescenti e conosco i problemi scolastici. Ho sempre creduto che la risorsa primaria di una società è nell'ISTRUZIONE e la destra lo ha sempre saputo (purtroppo). Però... nonostante mi trovi d’accordo con te, non posso fare a meno di pensare che anche all'interno di questa istituzione ci sono persone che hanno voluto o semplicemente permesso con l’indifferenza tali scempiaggini. Metodi berlusconiani campeggiano da tempo, la biega competizione si era già infiltrata e non credo che i professori siano dei missionari (personalmente temo chi si assurge in generale a tale posizione, la trovo sempre e comunque pericolosa) o che nessuno di loro abbia votato questo governaccio. Ho sempre difeso la figura del docente davanti gli occhi dei miei figli tranne quando questi hanno invece svilito la mia o in un caso particolare mi è stato consigliato di chiudere in cantina o in una stanza mio figlio. Li l'ho per forza apostrofato come fascista e chiesto a mio figlio di evitarlo. Mi dirai, ma che c'entrano i fatti personali con la denuncia del post? Forse nulla, però sono sicura che i cambiamenti passano anche nel rendendosi conto dei propri errori, non per imputare accuse ma solo per migliorare ed evitare dove è possibile i sbagli commessi. Sbagli anche che hanno permesso a mio avviso che si insinuasse una mentalità becera superficiale e corrotta, come quella che si respira. Grazie buon lavoro. Giovanna

coscienza critica ha detto...

Cara Giovanna, quello che tu osservi non è esclusivo dell'ambiente scolastico. Se Berlusconi è al governo è perché la società tutta è impregnata di disvalori, talmente, che gli italiani hanno creduto alle promesse di un venditore di fumo.
Dei casi singoli se ne può parlare, ma nell'insieme la scuola è ancora un mondo 'salvo', pieno di energia (e ce ne vuole!) e buona volontà. Se non fosse così, la scuola sarebbe già al tracollo da decenni. A fronte del docente fascista o di quello negligente, ve ne sono molti altri che lavorano seriamente. Forse questo è uno dei pochissimi casi in cui occorre davvero guardare il bicchiere mezzo pieno, anche perché il bicchiere è pieno molto più della metà.

Anonimo ha detto...

Ti ringrazio della tua risposta, ci tenevo. Ha sottolineare quanto di "salvo" c'è in noi e non con cecità, ma con attenzione. Giovanna

Anonimo ha detto...

C'è da sapere che la scuola pubblica morirà..è già in agonia, niente fondi, niente professori, niente sostegno ai disabili, ambienti degradati, mancanza dei materiali primari.Niente rispetto per i professori, niente rispetto per i presidi, professori che dall'oggi al domani pur avendo i titoli si ritrovano in maniche di m.......,professori di matematica che potranno insegnare solo nei licei tecnologici..e gli altri a spesso?
Niente o poco impegno da parte delle famiglie che evidentemente non hanno il concetto del sociale, ma neanche arrivano a comprendere che pagare le rette delle scuole private (anzi, dei diplomifici) non sarà una passeggiata.Tutto nelle fauci di questi ingordi zapaterra, solo buoni a rastrellare dobloni per accontentare i loro sottpanza che forse non sanno usare neanche l'h quando occorre o attribuire il complesso di edipo al giusto autore.
Arriverà il giorno della vertià..sarà assai doloroso per tutti coloro che anocra credono nel sociale e nell'importanza della cultura a disosizione di tutti...ma tant'è,finchè non ci cadranno con tutti i piedi non apriranno gli occhi.
Mietta

Anonimo ha detto...

C'è da sapere che la scuola pubblica morirà..è già in agonia, niente fondi, niente professori, niente sostegno ai disabili, ambienti degradati, mancanza dei materiali primari.Niente rispetto per i professori, niente rispetto per i presidi, professori che dall'oggi al domani pur avendo i titoli si ritrovano in maniche di m.......,professori di matematica che potranno insegnare solo nei licei tecnologici..e gli altri a spasso?
Niente o poco impegno da parte delle famiglie che evidentemente non hanno il concetto del sociale, ma neanche arrivano a comprendere che pagare le rette delle scuole private (anzi, dei diplomifici) non sarà una passeggiata.Tutto nelle fauci di questi ingordi zappaterra, solo buoni a rastrellare dobloni per accontentare i loro sottopanza che forse non sanno usare neanche l'acca quando occorre o attribuire il complesso di edipo al giusto autore.
Arriverà il giorno della verità..sarà assai doloroso per tutti coloro che ancora credono nel sociale e nell'importanza della cultura a disosizione di tutti...ma tant'è,finchè gli altri non ci cadranno con tutti i piedi non apriranno gli occhi.
Mietta

coscienza critica ha detto...

Quella del complesso di edipo mi ha fatto scompisciare. ahahahah :-)

Anonimo ha detto...

Caro CC, è successo agli esami di maturità di cui era componente mio marito...una ragazza ha affermato che lo studio sul complesso di edipo è da attribuirsi a Platone...risate da scompisciarsi!
Ma che studiano questi e dove vivono..mai sentito parlare di Freud? E quel professore, al suo posto mi sarei messa sotto un tombino.
Ciao
Mietta

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