martedì 26 aprile 2011

Caro Caparezza, lo Stato sono proprio loro!

Stavo ascoltando credo l'ultimo successo di Caparezza dal titolo 'Non siete Stato voi' e non ho potuto far altro che soffermarmi col pensiero a quanto dirò adesso. Caparezza sbaglia, inconsapevolmente (o consapevolmente?). Se oggi ci troviamo nelle condizioni sociopolitiche denunciate nella canzone, è perchè lo Stato è proprio questo. So che occorre fare un piccolo sforzo per capire, o meglio, per accettare la verità, ma vi esorto a compiere questo sforzo. Pensateci. Fin dalla nostra nascita ci hanno insegnato che certe parole sono belle, proprio come la parola 'Stato', ci hanno insegnato che quelle certe parole racchiudono concetti di libertà, di eguaglianza, di garanzie e diritti per tutti... E noi cresciamo con la convinzione che lo Stato sia una sorta di mamma che ci protegge, non sappiamo pensare a un'esistenza senza lo Stato che, nel corso di tre millenni, è diventato persino una religione.
Ma se andiamo a vedere l'ossatura dello Stato, se ne sveliamo la vera faccia voltando le carte in tavola, alla fine capiremo che tutto quello che caparezza denuncia è causato proprio dallo Stato, qualunque sia la sua gestione, qualunque sia il governo in carica.
E' lo Stato che permette ai delinquenti di governare, ed è normale, è sempre Stato così. Il fatto che adesso ci si indigna per un Berlusconi, non vuole assolutamente dire che con un'altra persona al potere scompaiano disuguaglianze e oppressioni. Il fatto è che con Berlusconi le aberrazioni dello Stato sono tutte svelate, mentre con gli altri governi le stesse aberrazioni vengono tenute nascoste. Quante ingiustizie si sono compiute ai danni dei cittadini da che Stato è Stato?
Lo Stato è un organismo autoritario a struttura gerarchica che, proprio per questo, non può garantire giustizia uguale per tutti. Sarebbe un controsenso. Finché esiste una piramide di poteri che gestisce la politica e la legge, i cittadini saranno sempre posti in basso, costretti a subire e a pagare, imprigionati nei doveri (spacciati persino per diritti). Lo dice la Storia, lo dicono le continue rivolte dei popoli. Uno Stato non potrà mai essere solidale e giusto, democratico nel vero senso della parola, non potrà mai consegnare il potere al popolo, semmai glielo fa credere, e molti ci credono ciecamente perché, come dicevo prima, lo Stato è diventato una religione, un dogma, difficile pensarne male. Ma da questo blog vi esortiamo a guardare meglio le fattezze di questo dio. Come credete che si possa garantire la vita di questo dio-Stato, se non attraverso l'inganno e lo sfruttamento continuo del popolo? Chi è che da sempre paga tutto col sudore e con mille sacrifici? E chi è che da sempre beneficia di questi sacrifici per ottenere ogni privilegio? Un sistema politico basato sulla struttura statale ha in nuce un'aberrante idea di disuguaglianza, è intrinseco, direi logico.
Perciò è proprio questo lo Stato, dove chi regna può fare e disfare le leggi, può opprimere, può dividere il popolo, può rendersi immune, può ordinare e controllare tutti (deve farlo), può schedare e punire... E' sempre Stato così, solo che con Berlusconi queste facoltà non vengono attuate sottobanco, tutto è svolto alla luce del sole, e questo è pericoloso anche perché può far credere che gli altri governi siano formati da stinchi di santo. Errore. Lo Stato è questo, e lo è da 3000 anni. Prima non era così.
Democrazia, costituzione, repubblica, Stato di diritto... sono tutte parole usate come propaganda per nascondere la vera faccia autoritaria dello Stato, sono le belle parole che servono a vendere fumo, sono le belle parole della dottrina dello Stato, quelle che ci insegnano a scuola, quelle che si devono rispettare, quelle a cui si deve credere ciecamente. Credere e obbedire, il dogma fascista è da sempre anche quello dello Stato. Uno Stato che si rispetti non può che aspirare alla concretizzazione del fascismo, perché ogni struttura gerarchica è fascista. Non scordiamoci che gli Stati sono nati dalla cultura guerresca e militare dei kurgan, e che la locuzione romana 'divide et impera' è una regola fondamentale di ogni Stato: il popolo che viene posto alla base della piramide non deve essere unito, ma deve essere diviso, perché la gente deve trovare mille motivi per litigare e farsi la guerra, altrimenti è difficile governare e il popolo potrebbe salire fino alla cima della piramide e distruggere tutto il sistema (rivoluzione).
Ecco, se posso chiosare con un riferimento all'ideale di uguaglianza e di libertà (vera), posso dire che un anarchico si caratterizza anche per la sua capacità di osservare le cose dall'altro punto di vista, quello che viene tenuto nascosto dal sistema-Stato. Ecco perché gli anarchici sono perseguitati e criminalizzati. Essi combattono lo Stato perché hanno visto, hanno capito, non hanno badato alla dottrina. Essi fanno vedere, fanno capire a chi ha il coraggio di voler capire, a chi ha il coraggio di allontanarsi dagli stereotipi dottrinali, mentali. Essi indicano la soluzione, l'altra soluzione. Errico Malatesta diceva 'né dittatura, né democrazia, ma anarchia'. Andiamo avanti, resistenti sempre.

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3 commenti:

Zret ha detto...

Un'analisi che condivido in toto. Stato e libertà sono agli antipodi: lo stato è la negazione, per legge, dei diritti. Basterebbe leggere il capitolo di Così parlò Zarathustra, Del nuovo idolo, per convincersi che lo stato è SEMPRE e comunque un'aberrazione. Caparezza non è riuscito a scrollarsi di dosso un indottrinamento spacciato per formazione.

Ciao

coscienza critica ha detto...

'Caparezza non è riuscito a scrollarsi di dosso l'indottrinamento', o forse non ha voluto. Non scordiamoci che anche Caparezza fa parte del circuito ufficiale della musica, quella avallata dallo Stato. Si fa finta di indignarsi, ma per fare un favore alla dottrina.
Ciao.

egill-larosabianca. ha detto...

Sono daccordo non si può scrivere
quel che si vuole -Max Gazzè non
ha molta visibilità-
Bella l'illustrazione magari sbaglio
ma si tratta forse di Re Tuono di
L.Capuana-
Egill

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