giovedì 4 agosto 2011

Urupia, la Comune anarchica italiana dal 1995

Questo articolo prende vita dopo che alcuni lettori hanno chiesto informazioni circa l'esistenza o meno di comunità anarchiche contemporanee italiane. Ebbene sì, esistono, Urupia è una di queste e si trova in Italia. Si tratta di una vera e propria Comune, un progetto di autogestione, un'associazione di liberi cittadini che nel 1995 ha deciso di cambiare vita e politica, attuando la filosofia anarchica, libertaria.
Urupia si trova nel Salento, in Puglia, tra Brindisi e Taranto. Grazie a questo progetto anarchico, fondato da quasi la totalità dei redattori della rivista 'Senza Patria' e con l'aiuto di qualche tedesco, oggi Urupia è diventata un organico e complesso sistema di edifici che accolgono le svariate attività sociali, lavorative, ludiche, educative, culturali. Quasi 30 ettari di terreno messi a coltura, con uliveti, frutteti, vigneti, e altre migliaia di piante sono già pronte per soddisfare i bisogni della Comune, e non solo. Numerose sono le iniziative intraprese e sempre in calendario, compresi gli spettacoli, i corsi di circo per bambini (meravigliosi), i pranzi sociali, le partecipazioni ai mercati dell'associazione 'Campi Aperti' e alla campagna 'Genuino Clandestino', eccetera eccetera.
Lo Stato non esiste (sappiamo che per molti di voi questa frase potrebbe suonare come una maledizione, in realtà voi non lo sapete, ma vivere senza Stato è una vera fortuna), quindi non esistono capi, presidenti, ministri, eserciti, chiese. Non esistono gerarchie, il coordinamento possiede una struttura orizzontale e non piramidale, tutti sono liberi e uguali, uomini e donne, tutti hanno gli stessi diritti, tutti si adoprano per la Comune sulla base delle singole e individuali disponibilità e capacità. Non esiste democrazia (anche questo vi suonerà strano, ma la democrazia è una dittatura), perché a Urupia le decisioni vengono prese all'unanimità, ed evidentemente questo si può fare.
Conseguenza logica di tutto questo è l'assenza di crimini, l'assenza di oppressione, l'assenza di proprietà privata, l'assenza di leggi coercitive. A beneficiarne è l'individuo nella sua totalità , con il potenziamento della dignità personale, l'autostima, l'autonomia, l'accrescimento della creatività e della libertà, la predisposizione al bene proprio e collettivo. Scusate se è poco.
Certo ce n'è voluta di fatica e di strada da fare, a Urupia. E ancora molte sono le difficoltà da superare, dal momento che nasciamo liberi, anarchici, ma immediatamente riceviamo un imprinting votato al dominio, al concetto gerarchico, alla comoda e (diciamolo, codarda) idea della delega... Perciò esistono ancora, a Urupia, metodologie da ottimizzare e contraddizioni da risolvere. Ma Urupia ha poco più di 10 anni, contro i tremila almeno del sistema-Stato (che a voi sembra così perfetto e inviolabile, e tuttavia vi lamentate in continuazione). E le comunarde (così si chiamano gli abitanti di Urupia, il femminile è stato scelto espressamente per evidenziare l'eguaglianza di diritti tra uomini e donne) sottolineano il fatto che queste difficoltà non scalfiscono la volontà di andare avanti in questa meravigliosa anarchia (altro che utopia!).

Detto ciò, abbiate cura di leggere con attenzione anche quanto segue:
Nel mondo ci sono state e ci sono numerose prove concrete di anarchia applicata, il fatto che nessuno ne parli dovrebbe farvi riflettere sul grado di censura continua perpetrata dai sistemi statali nei confronti  del pensiero anarchico (hanno paura, fottutissima paura). Ma noi pensiamo che la cosa più importante da dire sia la seguente: gli anarchici non hanno bisogno di prove e di sante reliquie per sapere che l'ideale anarchico è l'unico che possa garantire pace, uguaglianza, giustizia e libertà. Gli anarchici sanno che l'anarchia vive in ognuno di noi e che perciò questa è un bisogno naturale che non ha nessun bisogno di essere comprovata. L'anarchia è pura coscienza. Se l'essere umano esiste, allora esiste anche l'anarchia. Ben diversa è la situazione di coloro che sono ancora troppo imprigionati negli stereotipi, nei pregiudizi, nell'idea di Stato come un dogma, che credono nella propaganda denigratoria contro l'anarchia, ecc. Noi pensiamo che a queste persone non sia sufficiente mostrare tutte le prove del mondo, perché troveranno sempre una giustificazione per ingannare se stessi e avvalorare la loro condizione di sudditanza (che essi si ostinano a chiamare libertà, scambiando la 'democrazia' per emancipazione e civiltà). Facciano pure, peccato solo che nella trappola dello Stato trascinino anche quelli che non vorrebbero proprio entrarci, figli e nipoti compresi. Il primo passo per la rivoluzione (vera) è non votare.

Un simpatico cartello dipinto a Urupia.

PUOI VEDERE ANCHE:
Il sito di Urupia
Christiania, città anarchica
La Comune di Bagnaia
Altre comuni autogestite ed ecovillaggi 
Comunità libertarie (blog di raccolta storica)

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17 commenti:

Roosdaii ha detto...

Seguo con interesse questi aggiornamenti sull'anarchia.
Sono entrata da un pò di tempo in contatto con un gruppo che condivide gran parte delle idee qui esposte.
Vivono in comunanza (comunità di Vallombrosa) rinnegando il concetto di cittadino e di Stato, dando importanza al concetto di comune umanità,
mettono al centro l'uomo e le sue idee.
Il gruppo si chiama Socialismo Rivoluzionario.
Non so se li conoscete.
Il dialogo potrebbe essere molto interessante.
Questo il loro giornale:
http://lacomuneonline.it/

Sandra C. ha detto...

"la difficoltà del raggiungimento di una vera uguaglianza tra i sessi e di un rapporto di serena, efficace collaborazione tra uomini e donne"...E' quello che volevo dire nel commento di un post precedente.
Premetto che uomini e donne non sono uguali,pur avendo pari dignità e diritti. Sono complementari! Ragionano in termini diversi,il cervello è diverso,diviso in due dal corpo calloso,in quello delle donne c'è più comunicazione fra gli emisferi.Le donne hanno una visione ampia delle cose e ragionano in termini di "NOI" diversamente dai maschi che ragionano in termini di "IO".Per le donne la vita è un circolo e per gli uomini una linea retta...Non vorrei che la libertà delle donne,soprattutto quella sessuale,sia ancora "regolata" dagli uomini,con le regole condivise degli uomini,perchè la libertà delle donne può essere regolata solo dalla Natura.

coscienza critica ha detto...

Cara Roosdaii
grazie dell'info, non conoscevo la comunità di Vallombrosa. E certamente uno scambio di opinioni è sempre gradito, così mi auguro che tu possa parlarmi di questa comunità, quando vuoi, qui. Saluta tutti nella comunità da parte mia. A presto.

Sandra
penso che l'unico modo per te di conoscere le risposte che vuoi è quello di andare a verificare di persona nelle comunità anarchiche. Io ho già spiegato tante volte che in anarchia esistono regole naturali, delle quali fa parte l'essere umano, uomo e donna, anche con le loro differenze biologiche. Se hai fatto caso, nei nostri post non abbiamo mai parlato di uguaglianza biologica tra uomo e donna, ma di uguaglianza sociale. Non vorrei che tu invece stia cercando inconsciamente un modo per giustificare l'esistenza di diseguaglianze. No, perché è come se tu dicessi che siccome uomo e donna sono diversi biologicamente, e siccome è giusto che vi sia differenza, l'anarchia non ha senso.

Sandra C. ha detto...

No non voglio giustificare diseguaglianze sociali,assolutamente!Vorrei essere sicura che gli uomini riescano a "sopportare" la libertà femminile,che potrebbe contemplare anche "promiscuità" sessuale e incertezza della paternità. 5000 anni di patriarcato sono tantissimi da sradicare.Mi viene in mente la Kollontaj,che i suoi compagni anarchici consideravano poco affidabile solo perchè si scopava chi voleva e non "apparteneva" a nessuno.Secondo me sono più pronte le donne all'anarchia,lo sono naturalmente.Gli uomini faticheranno un po'di più ad accettare la libertà,delle donne!
Ci penseremo noi a liberarli!

coscienza critica ha detto...

E' solo quella sessuale la libertà che intendi? L'essere umano non è solo sesso. Ad ogni modo, al di là del fatto che Malatesta ha già chiarito tutto su questo aspetto (leggiti la sua pièce teatrale 'Al caffè'), la libertà anarchica non vuol dire arbitrio, ma responsabilità. Se una coppia che decide di vivere insieme ha esigenze di promiscuità e se questa coppia ritiene che la promiscuità è una cosa responsabile e utile alla loro crescita umana, nessuno può dire nulla, la vita è la loro.
Comunque noto sempre nei tuoi commenti una smaniosa quanto inconscia ricerca di elementi di contrasto tra uomo e donna. Sento una voglia in te di sottolineare le fazioni ('ci penseremo NOI a liberarli'). Gli anarchici ora non si preoccupano, se non limitatamente, di questi elementi, perché adesso è molto più forte il pensiero di realizzare l'anarchia. Allora prima realizziamo l'anarchia, poi pensiamo ai problemi, che dici? Sennò rimaniamo in questo Stato, e con gli stessi problemi. Meglio cambiare, no? Ci si guadagna comunque, anche se il problema sessuale dovesse rimanere. O no?

Sandra C. ha detto...

Secondo me la differenza biologica fra uomo e donna è solo un "rivoltamento di tasche",la differenza sostanziale sta nel modo di ragionare,ed in questo siamo complementari,non uguali,dove non arriva uno,arriva l'altro.Ad es. l'uomo vede il bianco oppure il nero,la donna vede il bianco ed il nero e anche tutte le sfumature di grigio che stanno in mezzo. Non cerco e non voglio giustificare diseguaglianze sociali ma vorrei che il pensiero femminile (diverso dal maschile,hanno fatto esperimenti scientifici a riguardo)sia tenuto in eguale considerazione di quello maschile in modo di arricchire la società anarchica.
P.S. Ho amici anarchici(pochi) e molte amiche anarchiche,qualcuna anche inconsapevolmente,quando ci troviamo per discutere
il nostro pensiero...lo scoglio è sempre quello : è più giusta la libertà che dicono i maschi,la libertà che intendono le femmine è fantasiosa ed astratta...infantile...Certo che quando gli racconti del sesso libero sono tutti contenti,ma la "loro donna" NO! Capito come? Se in questo blog ci sono donne,mi piacerebbe sentire la loro opinione. Ciao a tutti,Scusate la tignosità ma devo capire,ho due figli, femmina e maschio,cresciuti anarchici,non battezzati,sani ed intelligenti (ed anche ammirati per la loro umanità a volte),Le differenze di ragionamento si vedono fin dall'inizio,lo notano tutte le madri con figli di sesso diverso,e quelle che ne hanno tanti e misti lo notano ancora di più,vorrei che questi modi di ragionare diversi potessero essere complementari e collaborativi.

coscienza critica ha detto...

In un società anarchica tutte le differenze sono elementi complementari, perché ogni elemento porta ricchezza in sé, purché l'uno non prevanga sull'altro per dominare. Ma in una società anarchica non può esistere dominio, perché col tempo verrà a formarsi l'àmbito culturale necessario alle nuove generazioni, che cresceranno libere, uguali e senza porsi la domanda se sia più giusta una libertà piuttosto che un'altra, perché la libertà è una sola. Le società gilaniche insegnano.

Roosdaii ha detto...

Io credo di aver capito cosa intende Sandra,
forse può essere riassunto in questa strofa di Gaber:
La donna e l’uomo sono destinati a rimanere assolutamente differenti. E contrariamente a molti io credo che sia necessario mantenerle, se non addirittura esaltarle, queste differenze. Perché è proprio da questo scontro e incontro, tra un uomo e una donna, che si muove l’universo intero. All’universo non gliene importa niente dei popoli e delle nazioni. L’universo sa soltanto che senza due corpi differenti, e due pensieri differenti, non c’è futuro”.
Coscienza critica io vedo piuttosto nei tuoi commenti la smaniosa voglia di fare tutto uguale, ma perchè?
Mi ricordi il Nanni Moretti spaventato in Palombella rossa, mentre guida la macchina:
Siamo diversi ma siamo uguali.

Essere differenti è bello, accettarsi come differenti è meraviglioso.
Rimarcare le differenze non è sbagliato, anzi è sano.
Siamo esseri dinamici, in continuo mutamento, in continuo miglioramento, a volte peggioramento.
L'importante è trovare delle basi comuni su cui costruire qualcosa di positivo.
I socialisti rivoluzionari parlano addirittura di genere primo parlando delle donne,
le donne che creano la vita, ma non per questo significa che sono superiori agli uomini.
Vi sorrido Italiani Imbecilli,
io sono convinta che il dialogo con voi sarà proficuo.

Sandra C. ha detto...

Hai ragione, sono arrabbiata per quello che gli uomini hanno fatto alle donne 5000 anni fa ma non sono femminista e amo l'umanità,mi dispiace che ci siamo ridotti così,verso l'autodistruzione e penso che l'anarchia sia l'unica via possibile per "tornare in noi".Ma è chiaro che ci vorrà tempo...
Buonanotte ragazzi,è stato bello.

coscienza critica ha detto...

Roosdaii
Non so cosa intendi per 'fare tutto uguale'. Non è forse l'uguaglianza che ricerchiamo in anarchia? Secondo me non bisogna confondere le differenze individuali con l'uguaglianza dell'ideale. Attenzione quindi, nessuno mette in discussione le differenze (che son bellissime perché tali), ma non bisogna neppure perdere di vista l'obiettivo comune dell'uguaglianza dei diritti, ed è a questa uguaglianza che io mi riferisco e su cui insisto. E questa non è paura (e poi di che?), ma consapevolezza di un obiettivo da raggiungere. E se insisto sull'uguaglianza è perché le differenze le abbiamo sempre sotto gli occhi e sono scontate, già metabolizzate, mentre l'uguaglianza è una mèta ancora da raggiungere, e non so se infilandoci in questi discorsi, che facevamo già negli anni '60, riusciremo mai ad arrivarci. Ecco, allora valgono le tue parole quando parli dell'universo, anche noi dovremmo comportarci come l'universo, a cui non interessa sapere se esiste un genere primo, un genere secondo (che è già una classificazione che implica una pessima gerarchia, un sopra e un sotto, un bravo e un meno bravo come nella scuola borghese), il sesso, il bimbo da allattare, la macchina da riparare... ma semplicemente esistere in armonia, oltrepassando le differenze particolari su cui si discute sempre e che non ci fanno mai tuffare nell'idea generale di libertà e di uguaglianza.

Sandra
L'autodistruzione possiamo evitarla se dimostriamo a tutti la nostra coerenza. Secndo alcune analisi di studiosi anarchici, il mondo per salvarsi non può far altro che tornare ad essere anarchico, e la linea del percorso è già tracciata. Prima o poi le persone manderanno affanculo Stati e governi, delegati e sacerdoti.

Sandra C. ha detto...

Ci volega Gaber! Ciao Rossdaii,ciao Coscienza Critica,sono Coscienza Consapevole....
Ieri sera parlavo di sesso come di scoglio non come "tutto" o "solo" sesso,anche se sembra che nel neolitico superiore,durante la Gilania,il sesso fosse usato come deterrente alla violenza e uno dei risultati era una natalità bilanciata naturalmente. I discorsi fra di noi comprendono anche tutto il resto,il nostro luogo è la nostra valle sperduta e circondata da alti monti come in un anfiteatro che se non si sta attenti questa barriera ti si crea anche in testa.
Poco più di 2000 abitanti fissi,pochi bambini,il bosco che ci entra in casa,potrebbe essere un posto ideale per staccarci dallo stato,che a malapena sà che esistiamo..Noi fantastichiamo ma non è lontano il momento in cui dovremmo tornare alla natura adattandoci NOI a LEI e non il contrario e che verrà meno l'utilità di un gruppo che ci comanda...il primo che dirà comando io lo butteremo giù di sotto-non ricordo chi l'ha detto-
Buona giornata a tutti.

Anonimo ha detto...

wow! grazie per queste info!
ciao
dani

Roosdaii ha detto...

Coscienza critica credo di aver inteso la tua opinione validissima, ma credo che coesistere in armonia senza contrasti non sia possibile,è insito in tutto il contrasto, il sole, la luna, il fuoco, l'acqua, sono indispensabili.
Secondo me dobbiamo ricominciare a pensare insieme, in cerchio, in famiglia, al lavoro,a tessere relazioni indipendentemente da quello che facciamo, ma da quello che siamo...
che tristezza quelle descrizioni: Sono laureato, ho frequentato, sono stato, ho fatto....
si ma chi sei?
cosa pensi?
cosa hai imparato?
Bisognerebbe introdurre a scuola il pensiero critico, chiedere tu cosa pensi? Bisogna imparare a mettere da parte l'orgoglio, allontanare la paura.
Siamo saturi di pregiudizi, siamo circondati da delegatori dal sorriso smagliante, abbiamo paura di dire: No, voglio essere io protagonista della mia vita.
Perchè abbiamo paura?
Io sto imparando molte cose leggendovi,
mi chiamano ''Anarchica'', sono contenta, ma non mi rendo conto pienamente del significato di questa parola.
Voglio studiare, leggere,imparare.

Vi consiglio di leggere I racconti di domani di Sara Morace,pubblicato con Prospettive Edizioni.
Secondo me vi piacerà molto.
Parla di una comunità lontana nel tempo, composta da uomini e donne che collaborano e si sostengono a vicenda.
La loro vita viene scossa da un messaggio: le cose cambieranno,
gli uomini abuseranno delle donne,
gli animali verranno richiusi, ingrassati, per imbadire le vostre tavole, vivrete alla rovescia.
Ecco la frase vivrete alla rovescia è quella che mi ha colpito maggiormente.

Taoagi Miluce ha detto...

Leggo ora qualcosa di voi poiché hanno postato il vostro link su facebook. Siete raggiungibili? Avete un indirizzo, un numero di telefono, una email, un indirizzo Skype, qualcosa che serva per mettersi in contatto diretto con voi?

coscienza critica ha detto...

Taoagi, ci sono dei piccoli link verdi sotto ogni post, uno di questi dice email the author. Così puoi scriverci.

Taoagi Miluce ha detto...

E' un po' come su Marte. Ci sono gli omini verdi ma noi non riusciamo a vederli.

coscienza critica ha detto...

italianimbecilli(chiocciola)gmail(punto)com

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