venerdì 30 ottobre 2009

I macellai dello Stato (elenco vittime dal 1960)

Quanti morti per mano dello Stato? Quanta violenza ogni giorno per mano delle istituzioni 'democratiche'? Molti di questi morti ammazzati hanno perso la vita per rivendicare i loro e i nostri diritti, per difenderli, anche a nome di tutti.

Federico Aldrovandi
Giovanni Ardizzone
Aldo Bianzino
Rodolfo Boschi
Pietro Bruno
Bernardino BudroniAngelo Campanella
Andrea Cangitano
Mario Castellano
Giuseppe Casu
Domenico Centola
Angelo Cerrai
Fabrizio Ceruso
Carmine Citro
Gennaro Costantino
Domenico Criscuolo
Stefano Cucchi
Giancarlo Del Padrone
Alberto Di Cori
Lauro Farioli
Massimiliano Ferretti
Roberto Franceschi
Ovidio Franchi
Vittorio Giua
Carlo Giuliani
Pietro Maria Greco
Michele Guaresi
Vincenzo Illuminati
Carmelo Jaconis
Rosa La Barbera
Bruno Labate
Marcello Lonzi
Francesco Lorusso
Giuseppe Malleo
 Anna Maria Mantini
Mario Marotta
Giorgiana Masi
Luigi Mastrogiacomo
Tonino Miccichè
Maria Minci
Vincenzo Napoli
Salvatore Novembre
Cesare Pardini
Giuseppe Pinelli
Riccardo Rasman
Laura Rendina
Teresa Ricciardi
Luca Rossi
Saverio Saltarelli
Mario Salvi
Gabriele Sandri
Mario Savoldi
Giuseppe Scibilia
Franco Serantini
Marino Serri
Angelo Sigona
Giuseppe Tavecchio
Afro Tondelli
Maurizio Tortorici
Giuseppe Uva
Claudio Varalli
Francesco Vella
Giannino Zibecchi
A questi si aggiungono i morti ammazzati di cui non si sa nulla, i morti sul lavoro, e tutti quelli che si suicidano per oppressione di Stato.
Per leggere l'elenco delle vittime uccise dalle forze del disordine a partire dal 1943 VEDI QUI

A loro va il nostro pensiero e, alle rispettive famiglie, l'abbraccio più solidale e sincero.

Leggete cosa lo Stato intende per 'forze dell'ordine': clicca qui

target="_blank"

La stampa estera su Berlusconi



Grazie a Silvano Bottaro per la segnalazione


 target=

mercoledì 28 ottobre 2009

Con Bersani l'Italia dice sì al nucleare

E così alle primarie del PD ha vinto Bersani. Dobbiamo farcene una ragione? No, almeno noi di ITALIANI IMBECILLI, proprio no!
Il fatto è che non si riesce a capire come mai gli italiani abbiano scelto un candidato che non nasconde le sue simpatie nei confronti del nucleare. Non le ha nascoste neanche quando era ministro. Ma come? Dov'è finita tutta l'indignazione ostentata nelle proteste? La coerenza dov'è finita? Pensate forse che con Bersani il nucleare diventi magicamente innocuo e profumato?
Se mai dovessi vedere bandiere del PD alle prossime manifestazioni 'no nuke', giuro che mi farò esplodere tra quelle bandiere! Anzi, no... perché devo perdere la mia preziosa vita per la mozione di Bersani? Mediterò sul da farsi, a tempo debito.
E poi... ma come si fa a votare un tizio che si fa sponsorizzare la Festa dell'Unità di Alessandria da una fabbrica di armi? Manco Pinochet!
Previsione politica scontata: il PD rimarrà sempre il lato 'B' del governo.

- Bersani dice sì al nucleare (video) il video è stato fatto sparire da YouTube
- Però c'è il video del deputato PD Ugo Sposetti che... (video)
- Bersani si giustifica sulla sponsorizzazione della Oto Melara (Finmeccanica) - (Peacelink)
- Le rivelazioni di Wikileaks (accordi nucleari con gli USA dal 2007)


target="_blank"

martedì 27 ottobre 2009

Campagna mondiale di boicottaggio alla multinazionale Chiquita

La multinazionale Chiquita sta appoggiando il golpe in Honduras, impedendo al vero presidente Zelaya di rientrare nel proprio Paese. Di fatto, il commando golpista ha già riportato la popolazione sotto una dittatura, pianificata dagli USA.
Per questo motivo è necessario l'impegno della comunità civile mondiale, affinché si boicotti il marchio 'Chiquita' e si dia vita a questa campagna mondiale. Molti siti hanno già aderito.

Come aderire all’inziativa
1) Non comprare banane Chiquita
2) Diffondere il boicottaggio tra i vostri contatti e sul web
3) Stampare su adesivi, magliette, poster, volantini il logo del boicottaggio
4) Entrare nel portale della sede centrale della Chiquita a Cincinnati, OH (USA) e postare il seguente messaggio:
I DON’T BUY CHIQUITA BECAUSE IT SUPPORTS COUP DE ETAT IN HONDURAS

per ulteriori informazioni: http://www.boicotchiquita.blogspot.com/



target="_blank"

lunedì 26 ottobre 2009

Motori di ricerca bollenti per A/H1N1

Uno straordinario incremento di ricerche sul web in merito al vaccino A/H1N1 è quello che sta succedendo da qualche tempo. Ma quello che più stupisce -e che dovrebbe far riflettere- è il fatto che a cercare queste notizie siano molte istituzioni preposte alla salute pubblica, a cominciare dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, fino agli enti ospedalieri e le ASL. Poi ancora molti altri Ministeri.
Allora ci si dovrebbe porre la domanda: ma perché queste istituzioni dovrebbero cercare in rete informazioni sul vaccino? Non dovremmo invece essere noi a chiedere lumi presso di loro? Sopraggiungono così molti sospetti, anche perché tra le chiavi di ricerca adoperate da chi naviga, nei giorni scorsi, è stata usata anche la frase 'vaccino h1n1 pericolosità'.
L'immagine in alto mostra la classifica delle chiavi di ricerca digitate oggi e che hanno condotto al nostro post 'Influenza A/H1N1: ancora dubbi, anche sul vaccino'. Si tratta dei primi 15 posti, ma la classifica continua (e di molto).
Qualche considerazione va fatta. Se un ente preposto alla salute pubblica cerca questo tipo di informazioni, vuol dire che non conosce il vaccino e vuole saperne di più, ci sembra logico; bisognerà anche pensare che il Ministero della Salute non ha fornito indicazioni precise riguardo alla composizione del farmaco e alla sua pericolosità. Da qualche parte si legge che nelle confezioni del vaccino non vi sia neppure il 'bugiardino' (foglietto illustrativo). Beh, se tutto ciò fosse vero, si avrebbe qualche motivo in più per non vaccinarsi. A proposito: in Italia il vaccino non è obbligatorio. Il nostro consiglio? Buone e dissetanti spremute di limone. Salute!

target="_blank"

sabato 24 ottobre 2009

Primarie PD: il nostro sondaggio non premia i candidati ufficiali

Non si è ancora chiuso, in verità, il nostro sondaggio sulle preferenze degli italiani alla guida del Partito Democratico, ma possiamo già scorgere qualche precisa indicazione.
Quelli che non hanno seguito, in questo blog, l'evolversi delle nomine, avranno difficoltà a comprendere il motivo per cui nella lista dei candidati appaiano nomi che non c'entrano nulla con le primarie. E' molto semplice da spiegare. Quando ancora non vi era nessuna certezza sulle candidature, noi abbiamo voluto inserire un primo blocco di ipotetici candidati, costituito da Franceschini, Bersani, Chiamparino, Serracchiani e... 'Altro'. Dopo circa una settimana dal lancio di questo nostro sondaggio, i primi nominativi ufficiali furono finalmente dichiarati: Franceschini, Bersani, Chiamparino. Poi accadde l'episodio di Grillo (altro potenziale candidato), iscritto al PD e immediatamente cancellato e, contestualmente, si presentò anche Marino. In merito a Grillo e a Marino, abbiamo dovuto inserirli in un altro blocco, quindi il numero di votanti -come vedete- è inferiore rispetto al primo blocco. Di questo bisognerà tenerne conto (anzi, se qualcuno bravo in calcoli volesse darci una mano a proporzionare i risultati...)
Che fare allora?
Abbiamo deciso di lasciare tutti i nominativi, dando agli italiani l'opportunità di decidere su una più ampia scelta. Quindi il nostro sondaggio ha anche un valore statistico più generale sul gradimento delle figure politiche che orbitano a sinistra.
L'immagine si commenta da sola, ma poniamo l'attenzione su quel 40% di votanti che ha scelto 'Altro'. Significa che la maggioranza dei nostri lettori del primo blocco preferirebbe vedere alla guida del PD altre persone, non contemplate dall'ufficialità politica. Molto interessante.

Per vedere meglio i risultati, potete andare direttamente al sondaggio, posto sotto il banner 'I sondaggi di Italiani Imbecilli'. Potete ancora votare, già che ci siete.

target="_blank"

giovedì 22 ottobre 2009

Il commento di una razzista doc: Pamela

La comunità di facebook già lo sa... abbiamo deciso di pubblicare quei commenti che dimostrano una straordinaria (o ordinaria?) ignoranza, affinchè tutti possano rendersi conto di quanto bassa sia la cultura di certe 'persone'. Le stesse 'persone' che non si accorgono neanche di essere state plagiate mediaticamente. Si tratta di schiavi e, come tali, difendono il loro padrone, il quale, intanto, li tratta sempre peggio e loro sono felicissimi! Insomma, è proprio quella gente che anima la testata di questo blog.
Quello che segue è il commento di Pamela lasciato nel post precedente: 'Islâm: quanto ne sappiamo, noi italiani? (arkan al-Islâm)'.
Dice Pamela:
'Chiedo scusa, ma in realtà quando qualcuno telefona a casa mia per venirmi a trovare come minimo si deve presentare, ma soprattutto deve sapere che quando poi entra nella mia dimora, se per esempio vuole mangiare apparecchiando per terra, oppure porta fango sul pavimento perchè non è sua abitudine pulirsi le scarpe..
Bhe quella è la porta'!!

target="_blank"

martedì 20 ottobre 2009

Islâm: quanto ne sappiamo, noi italiani? (arkan al-Islâm)

Tutti quelli che sono contrari all'ora di religione islamica nelle scuole e che, guarda caso, sono gli stessi che auspicano un olocausto musulmano, sostengono che i migranti, per integrarsi, devono imparare la nostra cultura, quindi anche la nostra religione.
Ora, vorrei dire a questi razzisti che il vero problema da affrontare non è l'integrazione dei musulmani, bensì la nostra nei loro confronti! Siamo noi ad aver bisogno di informazioni circa i nostri fratelli e la loro cultura. Facciamo un esempio banale: se uno sconosciuto ci telefona e ci dice che verrà a cena da noi, la prima cosa che ci viene in mente di dirgli è 'ma tu chi sei'? O no?
Siamo noi che dobbiamo imparare la loro cultura, se vogliamo una vera integrazione. Tantopiù che, dal canto loro, venendo in Italia dall'estero, i popoli musulmani hanno già a priori una reverenza istintiva e, forse, conoscono le nostre leggi meglio di noi (come quando noi prendiamo informazioni, prima di intraprendere un qualsiasi viaggio, sopratutto verso un Paese differente dal nostro per cultura).
La forza di una Nazione non si misura con il numero di militari e di apparati bellici (impara, La Russa!), ma attraverso la grandezza della sua cultura. Se l'Italia è famosa per essere una terra di enorme cultura, nessuno di noi dovrebbe avere paura di ospitare altri popoli, altrimenti denunceremmo una imperdonabile debolezza culturale. E poi... bisognerebbe anche capire che se questo è un grande Paese, lo si deve alle decine di incroci avvenuti con altre culture, agli scambi reciproci di informazioni e di costumi. Se l'Italia non avesse ospitato altre genti (pur nello scontro), sarebbe rimasta al neolitico. La Storia insegna, ma qualcuno dovrebbe ritornare a studiarla!

I CINQUE PILASTRI DELLA RELIGIONE ISLAMICA
Un detto del Profeta afferma che l'Islâm è costituito principalmente da
cinque cose:
1. Shahada - la professione di fede
2. Salat - la preghiera (cinque volte al giorno)
3. Zakat - l'elargizione dell'elemosina (obbligo soltanto per chi può permettersela)
4. Ramadan - l'adempimento del digiuno
5. Hajj - il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita

Per approfondire l'argomento, attraverso una introduzione all'Islam, vi rimandiamo al gruppo specifico su 'Edizioni Civili', al quale potete liberamente aderire. (QUI)

target="_blank"

Il 'vaccino della cancelliera' riservato alle sole autorità. La Germania protesta

(Articolo tradotto)
Esistono due tipi di vaccino contro l'influenza A: uno per il popolo e l'altro per i governanti. La notizia arriva dalla Germania e sta già dilagando.
Ai cittadini è riservato il Pandemrix (fabbricato a Dresda), mentre ai politici e ai militari verrà somministrato il Celvapan (gruppo Baxter).
La differenza sta negli additivi, presenti solo nel vaccino riservato ai cittadini comuni. Additivi che all'apparenza sembrano apportare benefici, ma che in realtà i loro effetti non sono controllabili. L'additivo, in teoria, dovrebbe rafforzare l'efficacia del vaccino e permettere la riduzione della presenza degli estratti di virus morti (presenti nel vaccino stesso), ma questi additivi possono produrre effetti secondari. Peggio ancora, secondo il Dr. Wolfgang Becker-Brüser, responsabile della rivista medica specifica 'Arznei-Telegram' «i loro effetti non sono stati verificati sui bambini al di sotto dei 10 anni e sulle donne incinte». Per queste ultime, «sulle quali una simile vaccinazione si registra una problematica complessa, la commissione ufficiale delle vaccinazioni raccomanda l'uso di vaccini senza additivi».
Molti medici erano gà reticenti riguardo alla campagna di vaccinazione di massa, «di cui l'efficacia resta tutta da provare». Di fronte alla valanga di critiche, il ministro dell'Interno, Wolfgang Schäuble, assicurava ieri che l'accusa di «Medicina a due velocità» non ha nessun senso. Angela Merkel si rimetterebbe alla decisione del suo proprio medico, il quale dovrebbe riservarle un vaccino comune e non il «vaccino della cancelliera», come alcuni cattivi spiriti hanno già battezzato il Celvapan.

fonte

target="_blank"

lunedì 19 ottobre 2009

Dialogo tra me e un pidiellino infiltrato nel nostro profilo facebook


IO - Benvenuto, F*. Come mai da queste parti?

FB - abbiamo amici in comune...

IO - Qui è pieno di luridi comunisti, pericolosi estremisti, anarchici terroristi, coglioni pacifisti... Che ci fa uno di Forza Italia tra questi immondi esseri? :-)

FB - Cerca di convertire qualche catto comunista...

IO - Vuoi iniziare con me? Dato che mi sembri una persona sincera e tranquilla, spiegami: come fai a tollerare un governo di totale apparenza, razzista, guerrafondaio, presieduto da un piduista colluso con la mafia?

FB - Persona sincera e tranquilla sì... ma che non perde tempo con gli ignoranti... questo è il miglior governo del dopoguerra. In italia c'è troppa tolleranza ha ragione il mio pro-sindaco bisogna sparargli come ai leprotti. L'Italia partecipa solo a missioni di pace e la P2 è un invenzione della magistratura corrotta e fannullona e dei giornalisti venduti alla sinistra. Lo ha detto anche la Predidente della commissione d'inchiesta parlamentare Tina Anselmi che la P2 non è mai stata un organizzazione sovversiva. Leggi e studia un po' prima di ripetere a pappagallo quello che dicono gli "intellettuali di sinistra".

IO - Mi dispiace deluderti. Non ti accorgi che sei tu quello che parla per stereotipi e frasi fatte. Dovresti possedere più senso critico. Dovresti avere una TUA coscienza. Ma forse non ti sei accorto che te l'hanno già modificata e a te sembra di essere obiettivo. Per quanto mi riguarda, io non seguo alcun intellettuale di sinistra, ma soltanto la mia coscienza (che nessuno riuscirà mai a modificare, nè quelli di destra, nè quelli di sinistra)

FB - Bisogna comunque scegliere nella vita e soprattutto saper scegliere da chi farci governare perchè tutto ciò incide profondamente nella nostra vita.... e io sono felice che in Italia ci siano tante persone che la pensano come te così la destra governerà questo paese per altri cinquant'anni inninterrotti...

IO - Quella che molti chiamano opposizione, non rappresenta me e neppure gli altri come me, altrimenti Berlusconi non sarebbe neppure esistito in politica. Ma sappiamo che il PD è solo il lato 'B' del governo. Solo per questo Berlusconi resiste, confortato da coloro che, come te, s'illudono.

FB - Io non mi illudo ci credo fermamente e fortemente essendo un iscritto militante del PDL. Comunque il qualunquismo non serve proprio a niente... meglio un'opposizione frantumata come il PD ed addiritura l'opposizione giustizialista dipietrista...

IO - Quindi si può tranquillamente chiudere il cerchio. Ti sei accorto (forse) che il tentativo di 'convertire qualche catto comunista' è impossibile. Ma non per colpa tua. Non si convince chi è già fortemente convinto di qualcosa, è una regola assoluta (a meno che non avviene un fatto traumatico, capace di deviare la coscienza). E' la massa che può essere convertita, la massa informe e suscettibile. Oggi la massa si converte attraverso i media. Ergo, il tuo tempo qui è sprecato, fìdati. Ma... contento tu...
Stammi bene.

(Nota. Il colore dato alle sue iniziali è volutamente... turchese)

target="_blank"

Quando l'azzurro diventa turchese (post colorato)

Riguardo alla vicenda dei calzini turchesi del giudice Mesiano, ormai se ne sono dette e viste... di tutti i colori!
Noi vogliamo parlarne in un altro modo, soffermandoci sulla tecnica di comunicazione di quel servizio televisivo mandato in onda da Canale 5.
Se per Brachino il calzino turchese è stravagante, in realtà stravagante è stata la scelta di definire tale colore proprio in quel modo! I calzini di Mesiano non sono turchesi, bensì... azzurri. Ora sappiamo che Berlusconi, tra le altre cose, ha monopolizzato anche il colore azzurro, associandolo al suo partito, al suo logo, alla sua coalizione. Percettivamente, sarebbe stato un affronto diretto a Berlusconi dire che il calzino azzurro è stravagante, Brachino non si srebbe mai permesso di accusare il Pdl di stravaganza. Allora, pur di non far passare l'assunto (azzurro = stravaganza), Brachino si è inventato il turchese. Sia chiaro, il turchese esiste, ma è sempre una tonalità di azzurro che si avvicina all'acquamarina e lo si ottiene aggiungendo al colore base, una punta di giallo cadmio.
Questo voler mistificare la realtà, utilizzando parole differenti dall'uso comune (ad esempio escort al posto di puttana) è una tecnica usata spesso dai media, quando non si vuole ferire qualcuno (in questo caso Berlusconi). E' un modo per ammorbidire il senso del testo, renderlo edulcorato.
Ma questa tecnica può essere usata anche per denigrare, offendere, deridere. Ad esempio, se voglio far passare un messaggio negativo riguardo a una signora che indossa una pelliccia di lapin, posso sempre dire che quella signora sta sfoggiando con nochalance una stravagante pelliccia di coniglio!
Attenzione alle parole scelte da chi detiene il potere (mediatico e non).

target="_blank"

venerdì 16 ottobre 2009

La Libertà

Si dice: 'governare la casa', 'governare la fattoria', 'governare il popolo', eccetera. Ogni volta che abbiamo a che fare con un governo, dobbiamo considerare sempre la sua unica finalità: il controllo su qualcosa o su qualcuno. 'Controllare' significa sostanzialmente reprimere le libertà individuali e collettive, affinché queste non prendano il sopravvento su chi governa.
Libertà: una parola troppo grande e potente per chi sta al governo, una parola che fa troppa paura alla politica, ai partiti, ai despoti. La libertà contiene in sè il concetto stesso di vita piena, totale, estesa e che riassume l'armonioso rapporto tra Uomo e Universo. La libertà si rappresenta con l'infinito segno circolare e si percorre in moto costante, fluido, libero.
La Libertà è l'esatto contrario del governo. Chi pone al centro della propria coscienza un governo altro da sè, è condannato alla subdola e inevitabile prigionia.
Se tutti i popoli hanno un governo, non per questo il governo rappresenta la soluzione per i popoli. D'altra parte, il concetto di Libertà è così poderoso e ardito che servi e sudditi non riescono neppure a concepirlo, non sanno che esiste, lo ignorano. Ogni governo fa in modo che si ignori l'idea di Libertà. Sarebbe altrimenti una rivoluzione totale, mondiale, una sovversione completa delle cose, una Liberazione prima che Libertà.

'Dite, maestro' -disse l'allievo- 'esiste la Libertà'? E il maestro rispose: 'se in ogni uomo esiste l'idea, allora esiste anche la Libertà'.
- E chi la vende la Libertà?
- Non si vende.
- Perché?
- Perché è già tua!

Nel 1927, dopo sette anni di processo, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti -italiani migrati negli USA- furono uccisi sulla sedia elettrica nonostante la loro riconosciuta e palese innocenza. Erano anarchici. La società civile si battè a favore della loro liberazione. Proteste e cortei -anche in Europa- non fermarono il braccio del governo assassino. La verità è che Nicola e Bartolomeo furono uccisi perché rivelatori e portatori di quella Libertà che fa paura ad ogni governo. L'anarchia viene vilipesa e repressa dai governi con ogni mezzo, anche a costo di rivolte popolari, anche a costo di perdere dignità agli occhi del popolo.
Anarchia si traduce letteralmente in 'non governo', ma si legge 'Libertà'!

(Copiare i post altrui, facendo credere di esserne gli autori, è solo una questione di povertà intellettuale)



target="_blank"

giovedì 15 ottobre 2009

Un monumento ai caduti sul lavoro su facebook

L'Italia è trapuntata di monumenti al milite ignoto, ma non esiste (salvo smentita) un monumento ai caduti sul lavoro, anch'essi ignoti (troppo ignoti).
C'è adesso un gruppo su facebook che rende omaggio e onore ai nostri lavoratori senza uniforme, dimenticati da tutti (salvo che dai familiari) e specialmente dai media.
La semplice adesione al gruppo rappresenta di per sè un atto di ringraziamento a chi, con mille sacrifici, ha dato dignità al nostro Paese e alla sua propria vita (e a quella dei suoi familiari), spenta anzitempo e altrettanto in fretta dimenticata.
Il gruppo si chiama proprio 'monumento ai caduti sul lavoro ignorati dai media'. Dalla sua presentazione, estraiamo quanto segue:
'Questi morti hanno costruito le nostre case, ci hanno dato un tetto, hanno asfaltato le nostre strade, hanno tagliato il marmo per le nostre scale, hanno piallato i nostri mobili, hanno fuso metalli per le nostre posate, hanno respirato silicio per forgiare e stampare i nostri oggetti di vetro, hanno stretto viti, dadi e bulloni, hanno piantato chiodi, pitturato pareti, costruito barche e automobili [...]
Q
ueste anime, morte per il nostro progresso morale e materiale, non avevano armi in spalla. Sono state -e continuano a essere- dimenticate, ignorate, depositate silenziosamente nei cimiteri delle nostre città. Nessun riconoscimento pubblico, nessun funerale di Stato, nessun monumento nelle nostre piazze, nessun pensiero. Nulla. 'Anime salve' che qui, in questo piccolo spazio virtuale, trovano alfine quel ricordo, quel riconoscimento, quel pensiero negato.
L
a pietas sarà il nostro sentimento e il nostro monumento al tuo valore, ignoto caduto sul lavoro. Ti accompagni per sempre il pensiero dei tuoi cari e di noi, fratelli tuoi. A perenne gloria'.

target="_blank"

target="_blank"

mercoledì 14 ottobre 2009

Cos'è un governo delle riforme?

Quante incongruenze in questo Paese! Cominciamo subito con alcune domande: vi siete mai accorti che ogni governo, sia di destra, sia di 'sinistra', inneggia alle riforme? E allora qual è il governo delle riforme? Che cosa vuol dire 'riforme'? E perché si fanno?
Se cominciamo a rispondere a quest'ultima domanda, ci possiamo dare una risposta in tutta tranquillità: le riforme si fanno per modificare il Paese, in base alle esigenze dello stesso. Ma questo non dovrebbe essere il compito di qualsiasi governo? Che necessità c'è di auspicare le riforme? Sarebbe come se un professore (occupato) auspicasse a se stesso l'insegnamento (il che significherebbe ammettere di non insegnare).
Ora è il caso di soffermarci sul tipo di riforme che un governo può attuare. Alla gente viene orgogliosamente detto (da destra e da sinistra): 'il nostro sarà un governo di riforme' (come se fosse roba eccezionale ed esclusiva), ma non viene mai specificato il carattere di queste riforme. Parlare ad esempio di riforma della Giustizia, vuol dire ucciderla secondo i princìpi dei governi di destra, nei modi che oggi conosciamo bene (attacco ai giudici, lodi d'ogni sorta, trasferimenti di magistrati 'scomodi', decreti ammazzasentenze e persino rimproveri al Capo dello Stato che è al vertice del CSM). La stessa riforma, proposta da un governo veramente di sinistra, vorrebbe dire agevolare il lavoro dei giudici, al fine di garantire meglio i diritti di tutti, soprattutto delle classi meno abbienti. C'è una bella differenza! Sì, ma nella sostanza, cioè nei contenuti che la parola 'riforma' possiede.
Sbandierare la parola 'riforme' senza specificarne la loro identità, è diventato uno sport nazionale, completamente inutile, anzi dannoso. Sembra che sia stata data alla gente la parolina magica. Riforme!
Volete sapere una cosa? Anche noi vogliamo proporre un governo delle riforme. E se a qualcuno venisse in mente di domandarci 'quali riforme', noi diciamo: provate a fare la stessa domanda a chi, baldanzosamente, vi propone riforme attraverso la tv.

(Copiare i post altrui, facendo credere di esserne gli autori, è solo una questione di povertà intellettuale)

target="_blank"

domenica 11 ottobre 2009

Messina, il ponte e l'alluvione: la grande protesta dopo la tempesta

'Berlusconi pezzo di merda' è il leitmotiv che percorre lo Stivale da Nord a Sud. Ma non è il solo slogan, a questo si accompagnano anche 'Berlusconi brutto nano, non ti salva il lodo Alfano', 'Berlusconi puttaniere', 'dimissioni', eccetera. Ormai non c'è luogo in cui Berlusconi non venga fischiato, accusato, protestato in mille modi. Questa è la realtà.
Naturalmente le televisioni non fanno MAI vedere le proteste. Cos'è successo a Messina dopo i funerali delle vittime dell'alluvione? Ve lo facciamo vedere noi. La rabbia dei messinesi è diventata incontenibile e la loro dignità di cittadini onesti è scesa in strada con grande forza.
Minzolini ritiene queste proteste insignificanti, ecco la stupida scusa per non parlarne in TV. Insignificanti? Fate voi, cari lettori, giudicate da soli. Questa di Messina si aggiunge alle mille altre proteste, tutte nascoste dal regime.
Minzolini, sei tu insignificante!



target="_blank"

venerdì 9 ottobre 2009

Umberto Bossi: faceva il medico, ma senza laurea!

Ebbene sì, prima della camicia verde, il senatur aveva anche indossato il camice bianco! Diciamo subito che Bossi non ha mai avuto accertate competenze mediche, i suoi studi non lo hanno mai condotto a una laurea. Eppure... era riuscito a entrare in un ospedale, indossando il camice bianco. Abbiamo i brividi.
Quella di Umberto Bossi sembra essere una vita da millantatore doc. Era riuscito persino a ingannare la moglie, raccontandole che si era finalmente laureato, ma non era vero. La moglie scoprì la falsità e poi lo mollò.
Sempre a causa di questa storia della finta laurea, anche la mamma del senatur era stata gabbata dal figlio. Un giorno il Bossi volle accompagnare sua mamma all'Università di Pavia, in occasione della presunta discussione della Tesi, ma la genitrice -poverina- non ha potuto assistere alla performance oratoria del figlio. Perché? Perché fu proprio Umbertino a non farla assistere (chissà con quale scusa). Fece ben tre feste di laurea, naturalmente per altrettante lauree inesistenti.
Nonostante tutto ciò, Umberto Bossi riuscì per due anni a lavorare in un ospedale, spacciandosi per medico (questa professione risulta anche dalla scheda di iscrizione del PCI, al quale aderiva).
Una caterva di menzogne! Ecco per cosa si caratterizza Bossi! Menzogne che continua a divulgare, pur di imbonire la massa col suo populismo da taverna sciatta e triviale. Menzogne che trovano un ambiente molto accogliente nel governo e nelle menti delle persone più ignoranti. Chi si somiglia si piglia!

(Nota di gossip: da ragazzo, Bossi era solito bazzicare al Liceo della sua città per far conquiste di ragazze, ma nessuna se lo è mai filato. Come direbbero i giovani di oggi: che sfigato)!

Fonte della notizia di gossip: una nostra amica, all'epoca studentessa, importunata dal giovane Bossi. Ma il tutto viene registrato nel libro 'Tribù' di Gian Antonio Stella, come viene segnalato anche nei commenti.

(fotomontaggio di Gaetano)

target="_blank"

mercoledì 7 ottobre 2009

Sondaggio sul lodo Alfano, mentre Bossi minaccia i giudici della Corte

Cosa ne pensate del Lodo Alfano? E' giusto sospendere i processi delle prime quattro cariche dello Stato? Sì? No?
Il sondaggio è quello proposto da 'Il Sole 24 Ore' e per parteciparvi basta cliccare sul link a fine post.
Intanto Bossi lancia strali ai giudici della Corte chiamati a valutare l'incostituzionalità del lodo. Quelle di Bossi non sono semplici rimostranze, ma gravissimi atti di minaccia. Dire 'La Corte non sfiderà l'ira dei popoli' e poi anche 'Se il lodo Alfano sarà bocciato, trascineremo il popolo' è una gravissima intimidazione che non favorisce il regolare svolgimento del lavoro dei giudici, i quali dovrebbero invece decidere in totale serenità, scevri da qualsiasi ingerenza, interna o esterna alla Corte stessa.
Come scrivevamo in una nota su facebook, queste dichiarazioni sembrano però avere un altro significato, infatti hanno tutta l'aria di essere un alibi perfetto, affinché il lodo non venga bocciato dalla Corte. Se il Lodo rimane in vigore, tutti potranno pensare che non sia stato il frutto di inciuci tra Berlusconi e i giudici, bensì delle minacce di Bossi.
Temiamo che il lodo non verrà bocciato, tra poco sapremo l'esito. Per ora constatiamo come nessuno si prenda la briga di accusare ferocemente questo personaggio, al contrario di quanto potrebbe avvenire se le stesse dichiarazioni arrivassero dalla parte politica opposta.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 18,10: il lodo Alfano viene dichiarato ILLEGITTIMO per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione italiana.


target="_blank"

martedì 6 ottobre 2009

Libertà di stampa minacciata: arriva una risoluzione europea e una petizione

Molti europarlamentari e gruppi politici stanno lanciando una 'campagna per chiedere al Parlamento Europeo di passare una risoluzione che condanni i recenti tentativi di intimidire la stampa in Italia e condanni ogni violazione della libertà e del pluralismo dei media'. Questo a ragion veduta. Infatti le ingerenze del governo sulla stampa possono creare un precedente pericoloso e ripercuotersi in altri Paesi dell'Unione.
Questa risoluzione, nella sostanza, 'invita la Commissione Europea, il Consiglio d’Europa, e gli Stati Membri a vigilare, investigare, e agire per evitare ogni possibile violazione in Italia dei diritti ribaditi nel Trattato dell’Unione Europea, seguendo la procedura dell’Articolo 7 del Trattato dell’Unione'.
Gli europarlamentari sottoscrittori ravvisano perciò una mancanza di risposta europea agli attacchi di Berlusconi alla stampa e ricordano che le istituzioni europee hanno l'autorità per condannare tali intimidazioni (diciamo anche il dovere).
La questione sollevata dai sottoscrittori verrà discussa al Parlamento europeo giorno 7 e 8 ottobre. Intanto, il sito European Alternatives, sostenuto proprio dagli europarlamentari sottoscrittori, lancia una petizione per chiedere al Consiglio Europeo di sanzionare il governo italiano (aprendo procedimenti legali) e di delegittimarlo nel voto del Consiglio Europeo stesso.
Per partecipare alla petizione, cliccare sul link in fondo a questo articolo.
Fra gli Europarlamentari che hanno finora espresso il loro sostegno alla campagna:
Sonia Alfano MEP (IdV, ALDE, Italia)
Rosario Crocetta (PD, S&D, Italia)
Luigi de Magistris (IdV, ALDE, Italia)
Sylvie Guillaume (PS, S&D, Francia)
Sarah Ludford MEP (LibDem, ALDE, Regno Unito)
Gianluca Susta MEP (PD, S&D, Italia)
Gianni Vattimo MEP (IdV, ALDE, Italia)
Judith Sargentini MEP (GL, Verdi, Olanda)
Isabelle Durant (Greens, Belgio)
Bart Staes (Greens, Belgio)
Eva Lichtenberger (Greens, Austria)
Pascal Canfin (Greens, Francia)
Jan Philipp Albrecht (Greens, Germania)
Hélène Flautre (Greens, Francia)
Marije Cornelissen, Parlamentare Europeo (Olanda)
Bas Eickhout, Parlamentare Europeo (Olanda)
Caroline Lucas, Parlamentare Europeo (Regno Unito)
Catherine Greze, Parlamentare Europeo (Francia)
Franziska Keller, Parlamentare Europeo (Germania)
Emilie Turunen, Parlamentare Europeo (Danimarca)


target="_blank"

Italiani telecomandati, avete dieci minuti?

Dieci minuti. Avete dieci minuti di tempo? Riuscite a trovare dieci minuti di tempo, adesso o più tardi?
Cari italiani, avete passato l'intera vita davanti alla tv e avete visto di tutto: dai reality alle soap-opera, dai quiz per conoscere il nome della figlia di Totti ai documentari sulle seppie, dai film con la Monroe ai telegiornali di regime (senza neanche sapere di essere in regime), dalle Noemi agli intronati. Dopo una giornata di lavoro vi siete abbandonati sul divano, col telecomando in mano, l'occhio semichiuso e il bambino lì vicino, ad accogliere gli insegnamenti della tv (di cui sopra). La vita vi è passata troppo vicina a quel telecomando e siete stati voi i veri telecomandati. Peccato che la televisione vi ha fatto vedere quello che qualcun altro ha deciso di farvi vedere. E a voi è sembrata anche libertà quando cambiavate canale. A voi è sembrata anche verità. Se la pensate ancora così, se credete che la tv racconti la realtà, allora trovate dieci minuti della vostra vita e dirottate l'attenzione su questo video. E dopo averlo visto, domandatevi: perché la tv non fa mai vedere questa realtà?




target="_blank"

lunedì 5 ottobre 2009

Strategie di governo

Vi siete mai accorti che dietro alle azioni del governo esiste una precisa strategia? Precisi obiettivi? Probabilmente sì. Ma chissà se sapete anche che, dietro a queste cravatte colluse con la mafia e che appaiono in televisione, esistono altre figure che ragionano per loro. Lavorano dietro le quinte, nell'oscurità. Cosa fanno? Costruiscono le strategie del governo secondo precisi diktat. Progettano il metodo. Proviamo a descrivere due di queste strategie.

La trasformazione dell'oro in piombo
L'abbiamo definito così, quel metodo che serve a far cambiare opinione su un fatto già acquisito, elaborato dalla nostra coscienza, metabolizzato. Si tratta dell'attuazione di una tecnica collaudata che è quella dello screditamento (di un individuo, di un gruppo di persone, di una teoria, di un principio...). Questa tecnica prevede anzitutto l'utilizzo di un medium potente (la tv), capace di veicolare il messaggio verso moltissime persone, in maniera reiterata (effetto ridondanza). Screditare o diffamare, diventa un giochetto da ragazzi, considerato il fatto che la televisione pone l'osservatore in una condizione di inferiorità psicologica rispetto a colui che appare attraverso il mezzo televisivo (lo diceva già Pasolini 40 anni fa). Continuare a offendere i docenti, ad esempio, è un'azione riprovevole (ma l'esempio può estendersi a qualunque categoria di lavoratori o di persone) che sovverte la normalità delle cose e la realtà. Il martellamento operato dalla tv sulla popolazione, insistendo su un aggettivo di grado negativo, fa in modo che la massa percepisca quella realtà presa di mira in maniera negativa, anche se negativa non è. E' anche così che si manipolano le coscienze e si convincono gli elettori.

Metodo del falso bene comune
Quando il nostro governo vuole promulgare una legge anticostituzionale, antipopolare, antidemocratica, per ricavarne esclusivo vantaggio, esiste una tecnica precisa per convincere i cittadini. Si tratta di prendere una caratteristica negativa della società e fare finta di volerla sanare per il bene comune. Un esempio è la campagna fatta dal governo a proposito delle intercettazioni telefoniche. E' evidente che si prova un po' di fastidio sapere che abbiamo il telefono sotto controllo e perciò, con la scusa di voler tutelare la privacy di tutti, in realtà il governo mette a segno la propria strategia e promulga una legge per salvaguardare se stesso, con il consenso dei cittadini che, nel frattempo, si sono convinti della bontà della legge. In questo caso il cittadino viene toccato nel suo lato privato ed emotivo. Non è facile sfuggire a questa tecnica. Molti si convincono davvero che il governo stia lavorando per il loro bene. Naturalmente, anche in questo caso, la tv gioca un ruolo fondamentale, come nel caso del clima di terrore creato ad hoc per penalizzare i migranti e promulgare leggi razziste (razziali).

Se uniamo le due tecniche, la strategia comunicativa diventa micidiale. Ed è quello che è successo per attuare la 'riforma' della scuola pubblica. Da un lato si è creata la finta esigenza di riformare in positivo la scuola (più efficienza, più posti di lavoro, grembiulini, ricerca e bla bla), dall'altro lato c'era chi offendeva -e continua a offendere- gli insegnanti. Il risultato è che la massa, oggi, è convinta davvero che la 'riforma' Gelmini sia buona e giusta.
Noi abbiamo preso coscienza, voi che avete letto anche. Conoscere il nemico, aiuta a sconfiggerlo.


target="_blank"

domenica 4 ottobre 2009

Il commento di un lettore... 'Giustino'

All'inizio ci sembrava uno di quei commenti lasciati da qualche ragazzino invasato di fascismo. Ma non era così.
Trascriviamo il commento lasciato da Giustino nel post 'Scudo fiscale: deputati al tradimento' e ne facciamo addirittura un post, perché pensiamo che le sue parole possano dare la misura esatta della stoltezza di quella parte di elettorato del PD che si riconosce nel berlusconismo; quella parte di elettorato del PD che si è lasciata convincere dalla retorica populista (e vuota) di Berlusconi; quella parte di elettorato del PD imbonito dalla televisione.
Ecco cosa ha scritto Giustino:
'Ma smettetela di criticare così per partito preso. Bisogna DIALOGARE con Berlusconi, vale sia per lo scudo fiscale, che per l'art.21 che per il Lodo alfano, mica come voi, nostalgici di ste cacchio di falce e martello, che criticate e basta senza proporre nulla.
Bisogna andare *avanti*, verso la modernità: noi del PD lo abbiamo capito, voi invece rimarrete a vomitare livore'.


target="_blank"

sabato 3 ottobre 2009

Attacco all'Articolo 21 della Costituzione.

Le fauci del mostro che ci governa vogliono fagocitare anche l'Articolo 21, modificandolo e rendendolo un 'articolo ad personam' (naturalmente la persona è sempre Berlusconi).
Ecco in sintesi la storia di quello che sta succedendo intorno a questo Articolo 21.
In un primo tempo, addirittura, c'era stata una proposta per un miglioramento. Un'iniziativa presentata alla Camera il 22 luglio 2009 dal deputato Pino Pisicchio (Idv), poneva, dopo il primo comma dell'articolo 21, un'integrazione capace di porre un limite allo strapotere di Berlusconi e di vietare qualsiasi attività politica nazionale a chiunque possedesse una rilevante influenza sui mass media. La modifica di Pino Pisicchio così recita:
'La Repubblica tutela il diritto all'informazione garantendo il pluralismo delle fonti e la loro imparzialità, stabilisce limiti alla concentrazione e vieta posizioni dominanti di imprese che producono informazione a livello nazionale, regionale o interregionale. È fatto divieto a chi esercita una rilevante influenza nelle proprietà o nella gestione dei mezzi di informazione nazionali di ricoprire il mandato parlamentare, cariche di governo o relative ad alte magistrature dello Stato'.
Ma dobbiamo amaramente informarvi che esiste un'altra proposta di modifica dell'Articolo 21. Il senatore Andrea Pastore (Pdl), il 9 settembre scorso, ha presentato la 'sua' iniziativa parlamentare, cofirmata da 39 senatori, di cui 37 del Pdl.
L'integrazione proposta da Andrea Pastore prevede il 'divieto di pubblicazioni lesive della dignità della persona e del diritto alla riservatezza'.
Avete tutti capito che una simile integrazione deforma completamente il senso stesso dell'Articolo 21 che, invece, dovrebbe tutelare il diritto alla libertà di espressione.
Quale delle due proposte diventerà legge, secondo voi?
Se 'passerà' la proposta dell'Idv, Berlusconi non potrebbe varcare la soglia dei palazzi romani, se non come barista alla buvette. Se invece verrà accolta la proposta del Pdl, significa che il governo potrà dare il via alle azioni di palese censura e di chiusura dei giornali 'scomodi' (di mussoliniana memoria), di internet e di ogni manifestazione tesa a criticare le malefatte del governo.
Criticare le malefatte di un governo, di per sè, non dovrebbe essere reato, neppure secondo il testo proposto da andrea Pastore. Ma Berlusconi sa benissimo che le azioni del SUO governo sono il riflesso dei suoi pensieri e delle sue istanze private; ecco perché esprimere liberamente critiche sull'azione di governo corrisponde a ledere la dignità della sua persona e della sua riservatezza. Berlusconi diserta un appuntamento ufficiale? Cercatelo! Sarà certamente con qualche mignotta! C'è andato? Allora teniamoci pronti per un'ennesima figuraccia davanti al mondo!
C
erto... c'è da dire che se Berlusconi fosse una persona seria, dignitosa e normale, se avesse davvero a cuore le buone sorti del Paese (e la smettesse di plasmare la Legge e la Costituzione sulle sue esigenze personali), probabilmente questa proposta di modifica non avrebbe visto neppure la luce.


target="_blank"

giovedì 1 ottobre 2009

Scudo fiscale: deputati al tradimento

E non sprecheremo neanche troppe parole.
Nel mondo ci sono i manigoldi e lo sappiamo. Ma ci sono anche quelli che si vendono ai manigoldi. Questi ultimi hanno molte colpe, perché oltre ad essere manigoldi, sono anche vigliacchi, ipocriti e traditori.

PD
Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Sergio D'Antoni, Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia Linda Lanzillotta, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giamomo Portas

UDC
Bosi, Ciccanti, Drago, Libè, Ruggeri, Pisacane

IDV
Aurelio Misiti

PS. Poi ci farete sapere dov'eravate. Anzi, state zitti che ci fate più figura!

target="_blank"

.

Post in evidenza

Società gilaniche: le floride comunità senza Stato. L'anarchia durata migliaia di anni

Attenzione! Questo post, da diversi anni, viene distorto nel suo vero senso, strumentalizzato e interpretato in modo opportunista da parte ...

I nostri 10 articoli più letti