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martedì 14 giugno 2011

Il berlusconismo come prodotto del sistema

Ho fatto visita a un amico filologo ricoverato in ospedale, sul suo comodino qualche libro, uno di questi ben noto anche a me per il contenuto anarchico. Abbiamo discusso di Storia e di Anarchia. Il mio amico non è anarchico, ma sa bene che le aggettivazioni riferite all'anarchia sono tutte fandonie, propaganda denigratoria. E' già più che qualcosa.
Quando il mio amico parla di anarchia, però, lo fa per contrastare il berlusconismo. In verità l'anarchia serve a contrastare tutto il sistema, non un solo partito, non un solo politico. E' il sistema statale che ha generato Berlusconi. E' il sistema statale che genera disuguaglianze e crimini. La gerarchizzazione e tutte le altre aberrazioni disumane non le ha inventate Berlusconi. Semmai è vero che con Berlusconi tutto il male dello Stato e della democrazia è venuto alla luce. Prima di Berlusconi le malefatte dei politici e di tutto il sistema erano tenute nascoste, ma si compivano lo stesso, in maniera... soft.
Allora mi sta bene criticare Berlusconi attraverso l'anarchia, ma che sia una critica che dal particolare giunga al generale. Insomma, spero che molti capiscano che il berlusconismo non è altro che uno dei prodotti nefasti del sistema-Stato.


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martedì 15 febbraio 2011

Il peso del giudizio di tre donne su Berlusconi

Probabilmente per la prima volta nella vita di Berlusconi, il 6 aprile 2011 tre donne staranno sopra di lui. Sono Giulia Turri, Orsola De Cristofaro e Carmen D’Elia. Non fraintendete, staranno sopra non in senso erotico, ma in quello meramente psicologico. Tre giudici donne avranno il compito di valutare, giudicare, soppesare, sindacare, analizzare il comportamento di Berlusconi. Immaginate: tre donne che anal-izzeranno Berlusconi. Non è male come concetto. Ma le tre donne staranno 'sopra' anche in senso fisico, se è vero che i giudici siedono sempre più in alto rispetto alla sedia dell'imputato in un'aula di tribunale. La posizione delle tre donne sarà dunque quella di dominio, per un po', un dominio anzitutto psicologico. Berlusconi coglierà l'occasione per accusare le suddette di persecuzione e di coercizione nei suoi confronti. Berlusconi ha ragione, la legge è coercitiva, punitiva, e i giudici sono sempre, almeno psicologicamente, persecutori, accusatori, posti 'al di sopra di'. Ma signori, un giudice è un giudice, giudicare è il suo mestiere. Quanti cittadini si sono trovati di fronte a un giudice? Magari da innocenti? Eppure, anche quei cittadini innocenti posti alla sbarra hanno provato un senso di sottomissione e di persecuzione nei loro confronti. E' giusto che sia così? In un tipo di società anarchica non dovrebbe essere giusto, nessun uomo ha il diritto di giudicarne un altro da una posizione psicologica, legale e fisica più alta, nessun essere umano ha il diritto di emettere sentenze contro un suo simile; ma in questa società, statale, gerarchica, un giudice esiste in quanto tale. E in quanto tale, un giudice ha il severo compito di giudicare, assolvere, condannare. Che poi la legge non sia mai stata uguale per tutti, questo è un altro discorso che dimostra -ulteriormente- che lo Stato è profondamente ingiusto e oppressore. Sempre. Per definizione e indole.
Per quanto ci riguarda Berlusconi ha ragione, e non soltanto in questo caso. Si badi bene, aver ragione non vuol dire necessariamente essere innocente, al contrario, le sue malefatte e i suoi crimini sono palesi e devono essere denunciati. Berlusconi ha ragione nell'evidenziare il ruolo dei giudici, quello che lo Stato conferisce loro, lo stesso ruolo che i giudici hanno da sempre nei confronti dei 'cittadini comuni'. Solo che, prima, questo ruolo persecutorio dei giudici non veniva neanche preso in considerazione pubblicamente, anzi, veniva esaltato e lodato. Semmai le invettive dei cittadini contro i giudici erano urlate nel chiuso delle mura domestiche ('che bastardo quel giudice, mi vuole a processo'!). Adesso che l'imputato è Berlusconi si svela pubblicamente il marcio dell'azione legale in quanto tale (e del giudice in quanto tale). Dovremmo ringraziare Berlusconi, anche se palesemente reo. Ma allora è giusta o no una punizione? E' giusto o no che un essere umano debba essere condannato da un altro essere umano? In una società anarchica no, ma noi NON viviamo in una società anarchica (entro cui questi reati non sarebbero neppure esistiti, per ovvie ragioni di cultura sociale e civile completamente diversa da questa) e allora appare doverosa una qualche forma di punizione che sia di efficacia educativa, che colpisca il senso stesso del suo sentirsi al di sopra delle parti, soprattutto al di sopra delle donne e dei più deboli. Per questo, a nostro modo di vedere, tre donne che giudicano il cavaliere da uno scranno più alto è già una grande punizione. Ovvio: per qualsiasi individuo legato ai principii della destra (uno di questi principii è il machismo), essere giudicato e magari condannato da una donna è di per sé un'enorme umiliazione. Ma è sufficiente questa umiliazione per rieducare Berlusconi? Ovvio che no. Anzi, lo inacidirebbe ancora di più, esattamente come un condannato che si abbrutirebbe ancora di più stando in galera.
A titolo del tutto personale, dico che una punizione possibile sarebbe quella di far provare a Berlusconi la stessa condizione in cui lo Stato pone i cittadini (reggenti la piramide di Stato). Il tipo di prigione per questo genere di punizione esiste già, è la nostra 'vita', quella di tutti i giorni. Vista la gravità dei reati, opterei per una condizione di precarietà permanente, un alloggio di pochi metri quadrati in affitto, il dovere nei confronti di mille istituzioni, persino del cassiere del supermercato. E via così. Come tutti noi, schiavi. E poi, un giorno, dopo qualche mese di nostra 'vita', sentirgli dire la seguente frase: 'non voterò mai più, non voglio essere più uno schiavo, non voglio più delegare il mio potere, voglio una società libera e giusta'. Solo allora avremo recuperato e guarito il cittadino Berlusconi, alfine anarchico. A meno che la sua coscienza non si sarà nel frattempo distorta, abituata alla schiavitù, talmente da non aspettare altro che le elezioni per eleggere un altro padrone.

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lunedì 18 ottobre 2010

19 ottobre 2010, Berlusconi a Catania? Fuori dalle zanne!

L'assemblea dell’unione delle province italiane che si terrà a Catania (alle 'Ciminiere') il 19 ottobre prossimo vedrà la partecipazione di Berlusconi * e di altri esponenti del governo. Per quel giorno è anche attesa la protesta, perché è cosa nota ormai: da anni, ogni uscita pubblica dei rappresentanti del governo è caratterizzata da fischi e proteste, dissensi legittimi. Anche in questo caso le tv di regime avranno un bel da fare per cercare di eliminare quanti più fischi dai servizi che manderanno in onda. Ma ormai il giochino delle tv lo conosciamo molto bene e non ci incanta più. La rete darà ampio risalto alle proteste, come sempre.
La Gelmini, per paura delle proteste, per ben due volte ha già disertato gli appuntamenti o, quantomeno, l'incontro col pubblico (a Bologna e a Milano). Ma dalla Gelmini potevamo aspettarcelo, visto che la sua pseudo etica si basa da sempre sul 'me ne frego alla grande, tanto chi mi tocca'? Ma un tipo come Berlusconi, sempre alla ricerca della piazza per soddisfare il suo ego, non merita forse una bella accoglienza anche a Catania?
La città etnea, che porta come simbolo l'elefante in pietra lavica, non può rimanere insensibile di fronte allo sfacelo di due anni e mezzo di malgoverno e di fronte a chi, di questo sfacelo, è il responsabile principale. Dalla disoccupazione, al degrado dei quartieri, ai licenziamenti di massa, alla precarietà, Catania soffre oggi ancora di più i suoi già annosi problemi, amplificati da una politica malsana fatta di corruzione e di connivenze malavitose.
L'elefante possiede la forza dei catanesi onesti e giorno 19 ottobre il barrito dovrà scuotere anche il vulcano, alle ore 9 in Piazza Roma, dove si concentreranno i cittadini, per poi concludere la manifestazione in Piazzale Asia.
Tra i partecipanti: Comunisti Italiani, Giovani comunisti, Cobas, GAPA, Arci Casa Pertini Trecastagni, Città Felice, Rifondazione Comunista, Movimento Studentesco catanese, Sinistra Ecologia e Libertà, Arci Catania, cittadini onesti e stanchi, disoccupati e maltrattati, ecc.

* AGGIORNAMENTO: Berlusconi non si presenterà a questa prima assise. La scusa banale è l'operazione alla mano che gli impedirebbe di camminare. Il governo trema. La manifestazione si fa lo stesso.

PS. Si raccomanda una particolare determinazione, soprattutto di fronte alle eventuali telecamere accese.

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mercoledì 22 settembre 2010

Un governo tenuto ostinatamente in vita

Non sappiamo a quanti di voi sia chiaro il motivo per cui questo governo non sia già caduto, ma crediamo che moltissimi di voi lo abbiano almeno intuito, senza forse dirlo apertamente. Quando Berlusconi dichiara che il suo governo durerà tutta la legislatura, ha ben ragione. Ci dispiace dirlo, ma probabilmente è davvero così, salvo Rivoluzione popolare. Di fatto, questo governo avrebbe dovuto fare i bagagli da tempo. I numerosi colpi che l'esecutivo ha ricevuto in questi due anni erano e sono tali da far cadere tre governi, ma non succede nulla. Perché? Semplicemente perché NESSUNO vuole realmente che questo governo cada. I proclami incazzati di Di Pietro che anelano alla sconfitta definitiva del governo si stemperano di fronte a un disegno preordinato che non ammette la caduta del re. E l'opposizione (o pseudo tale) tace o fa finta di indignarsi. E' chiaro a tutti che i soldi e il potere di Berlusconi fanno comodo anche alla 'sinistra'. Cosa sta succedendo? Sono tutti intorno al moribondo a praticargli il massaggio cardiaco, qualcuno insiste con la respirazione bocca a bocca.
Qui siamo di fronte a un gioco molto sporco che si gioca, come sempre, sulla pelle dei cittadini. Siamo di fronte a un sistema che permette a uno sconfitto di cercarsi (comprarsi) 316 uomini per salvarsi il culo. E' come se a un ladro, beccato in flagrante, venisse concesso il privilegio della fuga e del ritorno a delinquere.
Polizia: ti abbiamo beccato, non puoi scappare, sei circondato.
Ladro: non ho voglia di venire in questura ed ho bisogno di scappare.
Polizia: va bene, faccia pure.
Lo scisma finiano, dopo le dimissioni dei ministri, aveva prodotto le condizioni per una resa. La crisi di governo c'era di fatto, ma tutti hanno concesso a Berlusconi di continuare nella sua opera di distruzione dei diritti civili. Di più, anziché ammettere la sua sconfitta, il premier cosa fa? Rilancia il programma sintetizzato in cinque punti e tutti gli altri, anziché dirgli 'guarda che non puoi proporre nulla perché sei già fuori', hanno accettato di discutere quel programma. Il condannato, già sulla forca, detta le condizioni al boia e chiede tavoli di discussione. Mai visto!
Intanto gli italiani sonnecchiano beati davanti alla tv, mentre qualcuno scava la fossa sotto il loro deretano, probabilmente ancora troppo pasciuto. Italiani addomesticati, narcotizzati, che guardano il tragicomico spettacolo dal balcone sfiorito della loro esistenza. E rimangono lì, sospesi sul ballatoio, senza che il pensiero delle scale per scendere in strada possa sfiorarli.

PS. ricordiamo di esprimere la vostra opinione nel nostro sondaggio, sotto il blogroll

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giovedì 8 luglio 2010

Lo spot per il turismo: più che uno spot, la solita autopropaganda

E' già partita la campagna per il turismo italiano e forse avete già visto lo spot con la voce di Berlusconi (sicuramente lo avete già visto). Naturalmente anche in questo caso si rasenta il ridicolo, il patetico, il grottesco. Non tanto per la voce di un premier in uno spot, quanto per la voce di quel premier in quello spot. Certo, se fosse stato un normale primo ministro di una normale Nazione, nessuno avrebbe avuto qualcosa da eccepire, ma il fatto è che ormai sanno tutti che questo non è uno spot per propagandare il turismo in Italia, ma una reclame per propagandare Berlusconi e la società 'Magic Italy' che naturalmente gli appartiene. Il grottesco sta proprio nel fatto che si tratta di un'autopromozione. Un classico della propaganda di regime: sponsorizzare se stessi, autocompiacersi, mostrarsi negli spot, nelle manifestazioni e persino nelle tragedie trasformate in show (terremoto in Abruzzo, funerali di Vianello).
In questi anni il papi non ha fatto altro che montare e mostrare la sua propaganda populista, ovunque, comunque. Ogni suo intervento pubblico è volto alla lode di sè e del suo partito. Vendere fumo è il suo vero mestiere.
Va da sè che il breve filmato si presterà a mille parodie burlesche che vedremo molto presto in rete, ma quello che vogliamo evidenziare è anche un'altra cosa. Avrete forse notato alla fine del filmato la schermata blu con la dicitura 'Ministro del Turismo', ecco, in realtà dovrebbe esserci scritto 'Ministero del Turismo', come si conviene in un Paese normale. Qui Berlusconi si firma anche come ministro del turismo. Questa personalizzazione in toto dello spot rappresenta chiaramente l'intenzione di Berlusconi di accaparrarsi tutto! In questo spot la cosa più preponderante non sono le opere d'arte, ma la voce di Berlusconi! E' Berlusconi!
Si tratta perciò di una personalizzazione coattiva. E' gioco forza. Un personaggio come Berlusconi che in 20 anni di presenza martellante nella vita degli italiani (loro malgrado) è persino riuscito a spacciare le parole 'popolo' e 'libertà' come parole di destra, non può non riempire di sè tutto lo spot, invadendolo della sua presenza. E ormai gli basta solo la voce, come un Mussolini delirante alla radio. Segue tripudio del popolino addomesticato. Disgustoso e pericoloso! E pensare che ci sono schiere di giovani attori e doppiatori, disoccupati, che avrebbero offerto volentieri la loro voce in questo spot! No, Berlusconi prende tutto, lui è quello del 'ghe pensi mi'. E' un dittatore, punto!
Ma ad onor del vero, quella schermata finale è sicuramente la cosa più coerente ed esatta dello spot, perché è vero che tutti i ministeri dipendono da lui, i ministri sono solo comparse, anche loro grottesche, di un regime fondato sulla menzogna permanente.

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mercoledì 30 giugno 2010

'Draquila, l'Italia che trema'. Il film in streaming su questo blog

Per bypassare il limite dei 72 minuti imposti da Megavideo, ci sono 5 soluzioni (clicca qui)
Buona visione



Link al video (su Megavideo)

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giovedì 8 aprile 2010

La Costituzione a sua immagine

Nella normalità delle cose, una Carta Costituzionale dovrebbe servire a regolare e controllare l'azione di un governo sul Paese. La Costituzione italiana, nata in seguito alle lotte di Resistenza contro il nazifascismo, dovrebbe perciò tutelare l'Italia da azioni politiche che mirano a cambiarne la stabilità democratica. Ma così non è. Oggi, per un assurdo storico, anzichè essere il Paese a conformarsi agli articoli della Costituzione, è quest'ultima che sta regolandosi sulle esigenze del governo (fascista). Perciò Berlusconi, dopo aver già violato più volte la Costituzione con il tacito consenso di tutti (le 'lamentazioni' dell'oppositore di turno sono ridicole, a parte eccezioni che confermano la regola), non esita a dichiarare apertamente di volerla cambiare. Su quali necessità? Non certo su quelle dei cittadini (anche se la propaganda riesce a convincere la gente anche di questa falsa necessità), i quali vorrebbero invece un governo capace di creare posti di lavoro (anziché licenziare), sostenere un'economia solida (anziché truffare), tutelare la cultura e l'educazione (anziché distruggere la scuola pubblica), proteggere le fasce deboli (anziché martoriarle con una pensione da fame), attuare politiche di integrazione solidale (anziché aggredire e vessare gli stranieri), ecc.
Le priorità del Paese non sono le intercettazioni, è evidente. Non è neppure il riordino della giustizia (ancorchè necessiti di migliorie, ma non in senso fascista) e men che meno il cambio della Costituzione. Soltanto i più ingenui o i più ignoranti non hanno capito il gioco pericoloso di questo governo e si lasciano abbindolare dalla propaganda televisiva. Due anni di governo Berlusconi sono serviti esclusivamente a tutelare Berlusconi stesso, non i cittadini. Ora si prospettano altri tre anni di governo e, se tanto mi dà tanto, dovremo prepararci al peggio (perché col fascismo non c'è mai fine al peggio). A meno che non si dia avvio a una Rivoluzione, ma questa non si progetta, si fa (e per farla bisogna sentirne il bisogno profondo, capire che è giunto il momento di sovvertire ogni cosa).
Non vogliamo dilungarci, non è nostra abitudine farlo in questo blog, ma vogliamo evidenziare quanta incoerenza c'è nel rapporto Costituzione-Italia. E altrettanta incoerenza si manifesta nel ruolo del Presidente della Repubblica che promulga leggi palesemente incostituzionali. Qui il governo vuole modellare la Costituzione sulla forma delle proprie esigenze (che sono quelle di Berlusconi), mentre dovrebbe essere la Costituzione a modellare le leggi sulla forma dell'antifascismo. Ed è esattamente in questo senso che fu concepita la Costituzione: un senso eminentemente antifascista. Ma le riforme che si prospettano sono tutte fasciste o, per bene che può andare oggi, prefasciste.
Nessun cittadino ha mai richiesto riforme, se non per migliorare il proprio benessere. Avete avuto voi un benessere in questi due anni? No? eppure Berlusconi non ha fatto altro che vantarsi: ho fatto questo e ho fatto quello... La verità è che Berlusconi si è fatto i fatti suoi (leggasi leggi ad personam) per non finire in galera, i poveri d'Italia (sempre più poveri) sono aumentati, i licenziamenti sono aumentati, le limitazioni alla libertà di stampa e di espressione sono aumentate, le tasse sono aumentate, le leggi ad personam sono aumentate, i dispotismi sono aumentati, il debito pubblico è aumentato, la propaganda fascista è aumentata... Altro che benessere, caro votante!

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martedì 30 marzo 2010

Il governo del fare












E tante altre cose di cui vergognarsi


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venerdì 26 marzo 2010

Il Carro di Tespi, ma certo!

La trasmissione 'Raiperunanotte' è stata definita da Berlusconi un 'lugubre carro di Tespi', naturalmente per non smentire mai la sua gentilezza nei confronti dell'avversario politico (leggasi nemico acerrimo).
Si vede proprio che il premier deve ancora imparare molte cose (forse si sarà abbeverato alla fonte di Wikipedia o ha pessimi tutor).
Chi era Tespi? E il carro che c'entra?
Tespi era un poeta, figlio di Temone, che per le 'Grandi Dionisiache' di Atene compose la prima tragedia (534 a.C.). Tespi fu l'inventore del dialogo tra l'attore e il coro. L'attore, essendo unico, doveva interpretare molti ruoli e anche questa fu una grande e fulgida novità, a tal punto che Solone se ne scandalizzò, non comprendendo il valore della 'mimesis di azione elevata' (poi decantata da Aristotele). E' accertato il fatto che Tespi usasse un carro per girovagare e per poter presentare gli spettacoli nelle piazze delle varie città. Questo è ciò che normalmente si sa intorno alla figura di Tespi e che Berlusconi ha voluto utilizzare per denigrare Raiperunanotte (partito dell'amore). Ma scarse sono invece le notizie circa il motivo per cui Tespi usasse un carro, proprio lui che era famosissimo e che avrebbe avuto una buona vita, stabile e ricca, ad Atene.
La città di Atene, a quel tempo, era governata da un tiranno di nome Pisistrato che, con l'inganno, riuscì a instaurare una feroce dittatura. Ma sì, proprio Pisistrato! Quello a cui Berlusconi si è ispirato per il trucco dell'attentato a Milano e che noi denunciammo (vedi post). La dittatura di Pisistrato non ammetteva troppe libertà, infatti gli attori liberi erano malvisti dal governo perché avrebbero potuto fare satira e smascherare le menzogne di Pisistrato e della sua tirannia. Quindi Tespi si fece costruire un palcoscenico su ruote e, con quello, si allontanò da Atene e da quel despota ipocrita di Pisistrato.
Ci sembra quindi che la citazione del Carro di Tespi calzi a pennello, non perché la trasmissione di Santoro sia stata lugubre (anzi), ma perché in un'Italia governata da un tiranno fascista che limita la libertà di stampa e che censura gli spettacoli, il minimo che si possa fare è trasmigrare verso altri canali di trasmissione. Viva il web e che nessuno osi toccarlo!

PS. Berlusconi, semmai il lugubre è lei, come il suo governo! E poi, perché si lagna? Ottimismo, cribbio!

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giovedì 25 marzo 2010

Tutto quel che di fascista può essere fatto, lo si faccia subito!

Il governo è alla frutta. Lo sa ma non lo ammette, anzi tenta goffamente di mostrarsi pimpante ed energico, quando invece il Paese sta crollando. Il dato relativo alla contrazione della spesa degli italiani sui beni di prima necessità è allarmante: gli italiani non spendono più come prima neanche per mangiare.
Sì, il paese sta crollando e crollerà addosso al governo. Loro lo sanno. E' un governo che non ha mai governato, ma ha pensato soltanto a fare propaganda, a censurare, a vessare, a licenziare, a elargire favori agli amici, a proteggere i mafiosi (quelli veri, quelli che stanno in Parlamento, mica le mezze cartucce), ad aumentare le tasse, a condonare, a bistrattare le minoranze, ad accusare i giudici, a proteggere Berlusconi dai suoi guai giudiziari (continua).
Il crollo definitivo ci sarà. Allora dobbiamo chiederci: in che modo reagisce uno che sta subendo un terremoto? Naturalmente scappa fuori, alla larga dai palazzi del quartiere. Già, ma quando un terremotato è ancora in casa, cosa fa? Se può, racimola i suoi oggetti più cari, i soldi, i documenti... e poi scappa. E' esattamente quello che sta facendo il governo, poiché sa di essere nel bel mezzo di terribili onde sussultorie. Ma sta ancora in casa, schivando gli architravi che vengono giù e racimolando ricchezze e proponendo leggi ad personam. Prendiamo ad esempio Tremonti, uno che ha dichiarato al fisco 39 mila euro all'anno (l'anno prima erano 4,5 milioni): non è forse (anche questo) un furto del bottino con cui scappare? E chissà quanti altri soldi si sarà intascato con la sua 'economia creativa' (vedi anche tagli alla scuola o i 50 milioni spariti per la bonifica del territorio tarantino).
Ma non è tanto di furto di soldi che vogliamo parlare, quanto del tentativo (ultimi colpi di coda) di fare le cosiddette 'riforme', in corsa e di corsa. Presto, presto, che qui abbiamo poco tempo! E quali riforme? Ma quelle ad personam, naturalmente, come la modifica della Costituzione con l'introduzione del premierato o la modifica della giustizia. Ma ci rendiamo conto? Anche Schifani sta scalpitando per queste riforme. Presto, presto, prima che crolli tutto! Attento alla libreria che viene giù! Fa niente, a quella ci pensa Calderoli!
Ora, un fascista al governo, plurinquisito, relazionato alla mafia, che vuole cambiare la Costituzione... non è certo una cosa di cui il Paese dovrebbe vantarsi e di cui ha bisogno. Se poi ci aggiungiamo il premierato, anche i bambini capiscono che serve solo a due cose:
1) proteggere Berlusconi (è lui che chiede il premierato) dai suoi guai giudiziari.
2) istituire la figura di un nuovo duce.
E' talmente lampante che ci vergognamo persino di scriverlo, per non offendere la vostra intelligenza.
Ma loro devono fare in fretta. Tutto quel che di fascista può essere fatto, dev'essere fatto e subito! Ci auguriamo che il PD (lato B del governo) non faccia i suoi soliti 'bla bla' televisivi per dimostrare contrarietà, per poi inchinarsi al duce.

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mercoledì 24 marzo 2010

Quell'aborto al 7° mese in casa Berlusconi-Lario

Berlusconi era ancora sposato con Carla Dall'Oglio, ma già intesseva un rapporto con Veronica Lario, la quale si ritrovò incinta di un figlio che, attraverso un'analisi, risultò 'non normale'. Veronica era già al 5° mese di gravidanza e ce ne vollero altri due per maturare la decisione -presa insieme a Silvio- di abortire quel figlio.
I lettori possono naturalmente fare tutte le loro considerazioni circa quella decisione e possono anche non farne. Ma c'è un'indignazione che va al di là della vicenda clinica e familiare.
Silvio Berlusconi ha sempre difeso la Chiesa e i suoi principi, ha difeso Bagnasco e la CEI dei vescovi, si ritiene cattolico e seguace dei precetti della Chiesa. In virtù di ciò, Berlusconi ha combattuto battaglie in nome del non-aborto, in nome della morale cattolica, ha fondato un partito utilizzando anche i precetti della Chiesa come valori per acquisire consensi e ha persino mosso istituzioni dello Stato per sostenere la causa della Chiesa circa il caso di Eluana Englaro, sostenendo il valore della vita, comunque. Tutto il Pdl ha gridato 'assassino' al padre di Eluana e il codazzo dei cattolici pidiellini, a sua volta, non ha risparmiato accuse a coloro che abortiscono.
Intanto facciamo notare come il tema del non-aborto sia uno dei cavalli di battaglia della Chiesa e anche dei media asserviti al governo; e il tema viene proposto (imposto con ingerenze inaccettabili) anche sotto elezioni perché tocca le corde emotive del popolo e serve alla causa di una coalizione che, ipocritamente, parla di aborto come atto criminale, ma poi lo pratica, se ne avvale di nascosto. E non conta il fatto che Veronica Lario ne abbia parlato in una intervista per dire che in questa faccenda non vi sia ipocrisia, perché se qualcuno predica il non-aborto, non deve neppure compierlo! E' un fatto di coerenza che, evidentemente, non esiste in casa Berlusconi.
Dov'erano i vescovi e Ratzinger con i loro anatemi al tempo di questo aborto in casa Berlusconi? Dov'erano le tv? Dov'erano le accuse di assassinio da parte di Quagliariello e di tutto il codazzo dei sedicenti cattolici?
E oggi? Oggi dove sono le indignazioni? Dov'è l'opposizione a ricordare questa ipocrisia del premier? Dove sono le tv a stigmatizzare? Come si può dare fiducia a un tizio che predica solo per opportunismo politico? Come si può consegnare l'Italia nella mani di uno che non sa cosa sia la dignità, l'onestà e la coerenza? Veronica Lario, tra l'altro, aveva definito suo marito 'malato': c'è da riflettere.
Dovremmo essere noi, adesso, a dire che quell'aborto è un omicidio? E che dice la legge di un aborto eseguito al settimo mese?

PS: alle ore 14:05 di oggi, il Parlamento Europeo fa ingresso nel blog e prende visione di questo post. Ora sanno.

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domenica 7 marzo 2010

Brogli elettorali: adesso vigiliamo!

E' stata archiviata troppo velocemente la questione dei brogli elettorali del 2006, quando Prodi vinse, nonostante tutte le previsioni e i risultati degli exit poll favorevoli al Pdl.
Un nostro lettore ('Mt' che ringraziamo) ci ha segnalato, in un commento, un film inchiesta scritto magistralmente da Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio, dal titolo 'Uccidete la democrazia', in cui vengono analizzati documenti importanti che ci fanno capire in che modo Prodi vinse le elezioni nel 2006 e come i voti elettorali possano essere facilmente modificati per via telematica.
Da quanto abbiamo visto fin ora, da parte di questo infausto governo, non ci stupisce neanche un po' sapere che anche Berlusconi possa fare ricorso anche a inganni di questo genere per falsificare i dati. Lo fa in continuazione. Distorce sempre la realtà; gli italiani, ormai, lo hanno capito; chi non lo ha ancora capito giustifica appieno il nome di questo blog che, come abbiamo già detto, speriamo di cambiare in fretta. Ma se da un lato non ci stupisce, dall'altro ci fa indignare per la continua presa per i fondelli perpetrata ai danni degli italiani, i quali la stanno pagando davvero cara, loro malgrado.
Perciò, dopo lo scandalo del 'decreto salva liste', con tanto di firma di un Napolitano connivente e pavido, è quantomai opportuno provvedere alla vigilanza della correttezza delle elezioni regionali. Una commissione parlamentare di vigilanza? No, sarebbe come far controllare i ladri dal capobanda. Sarebbe opportuna una vigilanza popolare, ma questa è pura utopia anarchica, per carità!!! Diocenescansieliberi da quei mostri! (ancorché il tema delle elezioni è out per l'anarchia). Attualmente, le previsioni dànno per vincente il PD su sei regioni. Vedremo cosa succede, dal momento che anche gli elettori del Pdl si sono resi conto della frode commessa dal loro capo e ne sono rimasti profondamente nauseati e delusi.
Intanto fa sempre bene tenere a mente che il rischio di brogli esiste, è concreto, si è già manifestato. E questo ci dà la misura esatta di come non esista, alla fine, una vera democrazia rappresentativa (se non sulla carta). Gli italiani sono sempre stati presi in giro, anche e soprattutto dentro i seggi elettorali (per alcuni è ancora un luogo sacro, in realtà è la tana del lupo, una trappola).
Per vedere il film inchiesta cliccate qui.

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martedì 2 febbraio 2010

Giampilieri, l'alluvione dimenticata e le false promesse di Berlusconi

Vergogna ai media nazionali! Alle televisioni! Alle istituzioni capitoline! Tutti tacciono. Vergogna a Silvio Berlusconi che aveva promesso fondi per il ripristino della normalità a Giampilieri, paesino in provincia di Messina, il più colpito dall'alluvione dell'ottobre scorso. Nulla è stato fatto! Proprio nulla!
Al di là delle vittime (che riposino in pace), c'è un territorio da riassestare e case da ricostruire, ma tutto rimane ancora disastrato. Le case ancora agibili non possono essere rioccupate dai legittimi proprietari, i cittadini si rifiutano di entrarvi perché il costone scivolato sul paese è ancora lì, a ridosso delle case, pericolosamente in bilico e minaccioso. E chi oserebbe entrare in quelle case?
Ecco quello che aveva promesso Silvio Berlusconi e che non ha mai mantenuto:
- Realizzeremo abitazioni in aree più sicure.
- Bloccheremo tasse e mutui.
- Ci sarà un contributo statale che dovrebbe equiparare il miliardo stanziato per la ricostruzione di L'Aquila.
- Come a L'Aquila verranno costruite case vere e piccoli centri commerciali per sostituire i negozi distrutti.
- Richiamerò probabilmente la stessa compagnia che è riuscita, a 110 giorni dal terremoto, a consegnare case rifinite e ammobiliate.
- Farò frequenti visite alla città per fare il punto della situazione.
BERLUSCONI, VERGOGNA!
Ora, noi che ci sentiamo davvero solidali e che amiamo davvero ogni singolo centimetro dell'Italia e del Pianeta, siamo quelli che gridiamo a questo inutile premier:
DIMISSIONI SUBITO!
Anziché pensare ai veri problemi del Paese, Berlusconi è intento a pararsi il deretano dai processi in cui è coinvolto (e se ne vanta pure, che figuro!) e a ripristinare codici fascisti, a operare divisioni nella società civile, a mortificare l'istruzione pubblica (non andiamo avanti solo per non snaturare l'oggetto del post).
A Giampilieri la gente è esasperata non solo dalla precaria situazione, ma anche da un presidente del consiglio che se n'è infischiato di loro e che ha sguinzagliato l'araldo di turno (Prestigiacomo) per far sapere che nel 2010 non ci saranno fondi per la difesa del suolo *. Però abbiamo 13 comodi miliardi per acquistare 131 cacciabombardieri. Soldi pubblici al vento! Berlusconi, vallo a dire ai cittadini di Giampilieri che i soldi per il ponte ci saranno!
Berlusconi, noi non ti abbiamo mai creduto e abbiamo fatto bene. Chi ti ha votato faccia in fretta a ricredersi, per il bene del nostro Paese e per non passare da corresponsabile di tutte le nefandezze che gli italiani onesti e per bene stanno sopportando, da 16 anni a questa parte.

* Prestigiacomo: 'Noi quest'anno per la difesa del suolo abbiamo 50 milioni. Per il 2010 sapete quanto c'è? Zero'.

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giovedì 17 dicembre 2009

Le ferite di Berlusconi? Un vecchio trucco del VI secolo a.C.

E' davvero un peccato per l'Italia che Berlusconi, dall'antica Grecia, non abbia preso ispirazione da Pericle, ma abbia invece scelto Pisistrato per inscenare la sua ultima tragedia. D'altra parte, cosa possiamo aspettarci da Berlusconi? Pericle aveva instaurato e promosso la democrazia, concetto di Libertà troppo alto e pericoloso per Berlusconi. E Pisistrato, invece, chi è? Cos'ha fatto?
Pisistrato era un politico, tiranno ateniese del VI secolo a.C. che con inganni e astuzie riuscì, dopo tre tentativi, a instaurare la sua dittatura ad Atene.
Con abili manovre, Pisistrato riuscì a inserirsi nella politica greca, la quale era in subbuglio e litigiosa. Ma come fece Pisistrato ad ottenere un grande consenso popolare?
Un giorno Pisistrato decise di mettere in scena un espediente assai curioso, ma efficace. Si autolesionò, provocandosi delle ferite e subito si mostrò al popolo tutto sanguinante, dicendo che quelle ferite gli erano state inferte dai nemici. A quel punto, il popolo esultò e si mise pena, a tal punto che venne istituita una speciale guardia del corpo a tutela di Pisistrato, un corpo armato forte di 300 uomini! Con quell'esercito personale, Pisistrato potè occupare l'acropoli di Atene e ottenere tutto il potere necessario alla sua dittatura.
Certamente i rivali politici non rimasero a guardare e non poterono far altro che coalizzarsi, unire le loro forze per combattere la tirannide e, alla fine, riuscirono a scacciare Pisistrato, il quale fuggì in esilio. Dopo di lui riuscirono a regnare i suoi due figli, ma anche uno di questi fu scacciato via da Atene.
Tutto ciò ci ricorda qualcosa e ne prefigura altre, non trovate?

PS: studiare fa bene.



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domenica 13 dicembre 2009

Oggi è stato inferto un duro colpo alla mafia

Niente paura, Silvio. Il dolore è come la crisi: non c'è (oppure è psicologico). Spero che la signora Anna (ricordi, la terremotata?), alla quale hai regalato una dentiera, ricambi il favore, così tornerai a dire che tutto va bene. Intanto, prova tu a sorridere, ora.

PS: il sangue è rosso, ma in questo caso non è politico. Nessuna strumentalizzazione, per favore!


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venerdì 11 dicembre 2009

Tutti facciamo politica, perché non dovrebbero farla i giudici?

Politica, nell'etimologia, vuol dire governare la città. Ma la politica non nasce da un miracolo divino, da un'apparizione repentina di uomini scesi dal cielo e posti al soglio governativo. Non siamo al tempo di Hammurabi. La politica, a maggior ragione se democratica, nasce dalla gente e per la gente; e con la gente può anche cambiare o morire. La politica è perciò relativa alla città e al suo proprio governo, connessa alle istanze dei cittadini e che da questi ultimi dipende.
Qualsiasi azione o parola di un comune cittadino è politica, perché cittadino vuol dire appartenente alla civitas, alla comunità; qualsiasi cittadino, attraverso le proprie azioni o parole, condiziona in qualche modo la comunità, quindi la politica.
Se un comune cittadino, come si è dimostrato, fa politica, i giudici e i magistrati, i giornalisti e gli opinionisti non sono certo meno cittadini degli altri. Ma allora perché questo governo accusa i giudici di fare politica? Semplicemente perché questo governo, da che è nato il berlusconismo, sta smantellando ogni tipo di conoscenza acquisita e riferita alla democrazia, all'educazione civica, alle regole costituzionali. Un giudice è un servitore dello Stato, come tale fa politica, ma Berlusconi, attraverso una capillare e martellante diffusione delle sue accuse via televisione, vuole cancellare questo dato di fatto, così come ogni diritto del cittadino che, ricordiamolo, è l'iniziale artefice politico della comunità alla quale appartiene e che possiede diritti e doveri, fra i quali anche quello di decidere in autonomia le sorti dei governi (locali o nazionali).
E se un cittadino che compra un giornale o che butta nel cestino un pezzo di carta sta facendo -a suo modo- politica, figuriamoci un giudice! Rappresentante istituzionale del terzo potere dello Stato! E' completamente ridicolo cadere nella trappola berlusconiana, secondo cui i giudici non debbano fare politica. Così come è completamente stupido cadere nella trappola tesa da Berlusconi riguardo alla distorsione percettiva del comunismo (da lui creata ad arte) e secondo cui ogni cosa di natura comunista è cattiva. Ma cosa vuol dire? Quello di Berlusconi sembra il ragionamento di un bambino che si rivolge ad altri bambini (o agli italiani imbecilli). In questo modo, Berlusconi tende solo a creare un nuovo modello, negativo, dei valori di democrazia e di Libertà (quella vera, non quella riferita al liberismo), propria del comunismo e delle forze politiche nate dal popolo e che hanno creato lo Stato di diritto in cui viviamo (ancora per poco?).
Il fatto che i giudici, poi, non debbano giudicare in base alle proprie convinzioni politiche è palesemente scontato. Non s'è mai visto un giudice, in democrazia, che giudichi secondo un proprio pregiudizio. Un giudice lavora sulla base dei codici di legge e secondo i valori democratici impressi nella Costituzione. Se questo dà fastidio a Berlusconi, egli non può accusare nè giudici, nè magistrati, nè avvocati. Berlusconi non può e non deve condurre una battaglia mediatica accusando i giudici di essere comunisti, perché non ha nessun senso. La Costituzione è, per sua natura, democratica e ai mafiosi questo dà molto fastidio, ecco perché Berlusconi vuole cambiare gli articoli della Costituzione. I giudici fanno politica? Ma certo! E' assolutamente normale! Far rispettare gli articoli della Costituzione vuol dire fare eminentemente politica!
Ne consegue che Berlusconi, per chi non lo avesse ancora capito, mira a una dittatura. Questo noi lo diciamo da sempre, il disegno è chiarissimo e lo era anche 15 anni fa, perché chi detiene il potere televisivo sbilancia i pesi e i contrappesi della democrazia, in favore di una propria dittatura. Ma non c'è peggiore stolto di chi non vuol capire.


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lunedì 9 novembre 2009

Lo Stato di diritto (che c'entra Berlusconi?)

Nel consueto appuntamento 'Passaparola' di e con Marco Travaglio, oggi si è fatto chiaramente riferimento a un colpo di Stato da parte di Berlusconi. Un colpo di Stato che viene nascosto dai media.
A prescindere dal fatto che è già da un po' di tempo che in rete (e non solo) si parla di colpo di Stato da parte di questo governo, vogliamo chiarire il concetto di Stato di diritto (in cui tutti noi dovremmo vivere), affinché si percepiscano chiaramente tutte le differenze che lo distinguono dallo 'Stato assoluto' (assolutismo), tipico dei regimi dittatoriali e/o monarchici.
I latini dicevano 'ubi societas, ibi ius', cioè là dove c'è una società, c'è anche il diritto. Se consideriamo il diritto come l'insieme delle regole di condotta di una comunità, allora uno Stato disciplinato da queste regole è definito 'di diritto'.
Lo Stato di diritto pretende che a governare sia la legge e non l'arbitrio degli uomini. Come diceva già Aristotele (IV sec. a. C.) 'è preferibile che governi la legge, più che un qualunque cittadino'. Ma in questo passo di Aristotele ('Politica', pag. 83) si dice anche che gli uomini governanti devono essere 'guardiani delle leggi e subordinati alle leggi'.
Le leggi, in uno Stato di diritto, devono essere generali, cioè fatte per la totalità degli uomini e non per singoli individui o situazioni particolari. Lo Stato ha il potere di far rispettare le leggi, anche punendo i trasgressori.
Lo Stato di diritto si basa sul principio secondo cui anche lo Stato è limitato dalla legge. Una legge che stabilisce quali sono i poteri dello Stato e, quindi, nessuno può esercitare un potere assoluto (svincolato da ciò che è previsto dalle leggi).
Uno Stato di diritto si identifica anche nei principi di Libertà e Uguaglianza (applicate a tutti e non propagandate), da qui l'assunto 'la legge è uguale per tutti'.
Sulla base di quanto detto sin qui, il tipo di Stato che ha in mente Berlusconi non è certamente di diritto (e qualche spontaneo dubbio sorge anche sul ruolo istituzionale del Capo dello Stato).

Nella foto: Ambrogio Lorenzetti 'Effetti del buon governo' (1338-1340, affresco, Palazzo Pubblico, Siena)

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venerdì 30 ottobre 2009

La stampa estera su Berlusconi



Grazie a Silvano Bottaro per la segnalazione


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