martedì 29 settembre 2009

3 ottobre 2009: Roma brucia!


Una giornata incandescente si prepara per il 3 ottobre nella capitale. Oltre alla manifestazione per protestare contro il bavaglio alla libertà di stampa, ci sarà anche la grande marcia del mondo della scuola, quest'ultima rimasta colpevolmente in penombra. In realtà, il 3 ottobre, il comparto scuola si mobiliterà energicamente sia con gli insegnanti, sia con gli studenti. Questi ultimi partiranno alle ore 9:30 da 'Piramide', mentre i docenti scenderanno in strada nel pomeriggio.
Nonostante si preveda già un numero enorme di partecipanti, occorre una mobilitazione di tutta la società civile ed è per questo che il Coordinamento di Studenti e Lavoratori della Formazione invita tutti a scendere in piazza.
Non aspettiamoci che la tv di regime ne parli e neppure la carta stampata (forse qualche titoletto), poiché questa sarà impegnata a relazionare sulla manifestazione per la libertà di stampa. Perciò è auspicabile che tutti i cortei si incontrino e protestino con un'unica grande voce. Sarebbe davvero un errore non amalgamare i gruppi e non dare vita a un movimento di massa potente, presente, pressante.
Le istanze del mondo della scuola riguardano tutti:
istruzione pubblica, di massa e di qualità
abolizione della Legge 133 e il ritiro del D.d.L. Aprea e della riforma Gelmini
dimissioni del Ministro Gelmini
blocco dei licenziamenti e l'assunzione di tutti i precari
promozione di una cultura che rifiuti ogni forma di FASCISMO, RAZZISMO e SESSISMO
difesa del valore legale del titolo di studio
Tutti i partecipanti sono invitati a documentare l'avvenimento con foto e video.

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Vignetta - 'abbiamo introdotto nuova moralità nella politica'





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lunedì 28 settembre 2009

La Libertà e la democrazia di carta: una domanda a Luigi De Magistris



post ingenuo (o forse no)
L'Italia rimane un Paese totalmente fuorilegge. Ci stupiamo ancora del fatto che, nonostante tutte le 'Sacre Carte' redatte a tutela della democrazia, in Italia e in Europa, queste vengano puntualmente disattese. Sembra che nessuno, nelle sedi appropriate, voglia porre rimedio alla grave situazione italiana. Nessuno pensa di infliggere all'Italia e al suo governo pesanti sanzioni. La democrazia è rimasta sulla carta? A cosa serve una democrazia di carta?
In questi giorni si parla anche di libertà di espressione e l'articolo 21 della nostra Costituzione sembra tutelarla, ma sappiamo che in pratica non è così. Le autorità competenti a farla rispettare dove sono? La libertà di espressione rimane un cruccio di questo governo che non la vuole e non la tollera. Tutti zitti? Tutti venduti? Tutti a fare aeroplanini con le pagine della Costituzione?
E in Europa come siamo messi? A parte la Costituzione italiana (che già di suo dovrebbe tutelare la democrazia), la Carta di Nizza* dice testualmente:

Articolo 11
Libertà di espressione e d'informazione

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

E allora? Come la mettiamo? Perché anche in Europa nessuno si oppone alle criminali intenzioni del governo? Perché i nostri rappresentanti in Europa non fanno rispettare la Carta di Nizza?
Il 22 settembre scorso, abbiamo scritto una mail a Luigi De Magistris, chiedendo proprio quale sia l'impedimento per cui non venga avviato un serio procedimento contro le azioni e le decisioni del nostro governo. Attendiamo risposta.
Nell'attesa, la democrazia langue.

* La Carta di Nizza (o Trattato di Nizza) è parte integrante della Costituzione Europea.

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sabato 26 settembre 2009

Francisco Goya e la viltà innocente (quasi italiana)


Nel 1814 Francisco Goya dipingeva 'Los fusilamientos' (nella foto). E' un'opera di forte denuncia e narra degli eccidii commessi dall'esercito di Napoleone il giorno 3 di maggio del 1808, ai danni del popolo spagnolo.
Quanti conoscono Goya, sanno già che, anche se il pittore era vissuto tra il XVIII e il XIX secolo ('epoca dei lumi'), la sua tecnica pittorica non aveva condiviso gli stilemi ponderati e razionali del Neoclassicismo. Non è un caso che la pittura del maestro spagnolo possieda invece,  nello stile, caratteri e accenti già romantici, con profondi slanci emotivi e passionali, a volte tragici.
La trattazione di quest'opera, nel nostro blog, segue motivazioni precise, come per tutti gli altri post etichettati 'arte' o 'realismo'. Esistono infatti artisti che, attraverso le loro opere, hanno saputo denunciare fortemente una condizione sociale basata sulla sperequazione tra le classi sociali, sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, sull'ingiustizia, la censura, la dittatura, l'alienazione, ecc. Anche Goya non rinuncia al suo ruolo di educatore della massa. Lo fa attraverso l'opera in oggetto.
E' notte. Il plotone di esecuzione francese riunisce in aperta campagna alcuni cittadini madrileni e apre il fuoco contro di loro. Non sono giovani rivoltosi a morire, ma vecchi contadini, cittadini inermi. Napoleone non faceva sconti.
Sono molti gli studi effettuati su questo dipinto, diverse le interpretazioni riguardo alla scelta compositiva di Goya. L'interpretazione più comune è quella che segnala la valorosa resistenza del popolo spagnolo contro la tirannide napoleonica. Non è così. Questi cittadini, dicevamo, non sono rivoltosi reazionari. In realtà, il quadro è la denuncia di una sconfitta del popolo spagnolo e della sua codardia! Attenzione, perché l'episodio raccontato da Goya riassume benissimo anche l'odierna condizione del popolo italiano.
Goya perciò non esita a compiere un atto di accusa contro il suo popolo. Un popolo inerme e poco valoroso, anzi, decisamente pusillanime. Nessuna reazione viene compiuta dai madrileni a difesa del loro onore e della loro terra. Guardate in che modo Goya dipinge, ad esemio, la città sullo sfondo. E' notte e tutti dormono! Eppure si sta compiendo una strage. Tutti dormono!
Ma la colpa di questa apatia non è propriamente del popolo spagnolo, ma della miserevole condizione socioeconomica in cui la Spagna era caduta dopo il suo 'Siglo de oro', ultima tra le Nazioni europee per benessere e prosperità fino a tempi quasi recenti. Un popolo già stremato non può reagire oltremodo. Soccombe! La viltà lascia però spazio anche all'ineluttabilità e all'innocenza. Ed è per sottolineare questa innocenza popolare che il pittore dipinge quel cittadino con la camicia bianca, braccia levate come fosse un crocifisso. La terribile scena è rischiarata dalla lanterna ai piedi dei soldati. Quella luce diventa allora un simbolo fortissimo, è la luce della Storia, la luce della Storia! Cioè l'unica maestra che ristabilirà la verità delle cose e che illuminerà le menti e i cuori dei posteri.
E noi? Quanto ancora dobbiamo aspettare? Aspetteremo anche noi che la Storia ci dia ragione?

(Copiare i post altrui, facendo credere di esserne gli autori, è solo una questione di povertà intellettuale)

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mercoledì 23 settembre 2009

E' troppo presto per leggere questo post. Passate fra qualche anno

Ci dispiace molto, davvero.
Ci dispiace di non aver saputo archiviare e catalogare tutte le malefatte di questo governo in un unico file o post. Ormai non si contano più e... andare a ripescarle, oggi, quelle malefatte, diventa un'impresa mnemonica quasi colossale.
C'era da aspettarselo? Nonostante l'acerrima ascesa al potere di un siffatto governo, nessuno di noi avrebbe potuto immaginare la recrudescente gravità delle sue azioni, nessuno avrebbe potuto aspettarsi tutto questo orrore, tutta questa ipocrisia, tutta questa mafia e quest'odio nei confronti della povera gente, della pubblica amministrazione, della scuola pubblica, dei lavoratori, delle piccole imprese, del pensiero libero e democratico.
Un siffatto governo si configura come il primo nemico dell'umanità. Se potessimo immaginare tutti gli Stati del mondo governati da replicanti di Berlusconi, ci troveremmo di fronte alla più grande catastrofe per l'essere umano, il quale, privato di ogni libertà, non potrebbe far altro che soccombere a logiche imperialiste e divenire totalmente schiavo. Un essere alienato.
Il ragionamento potrà sembrare iperbolico, ma soltanto perché fa da introduzione a un discorso più ampio (che non faremo) e che invece potrebbe stare benissimo in coda ad un'analisi sociopolitica capace di mettere in luce tutti i passaggi evolutivi verso la catastrofe. E quando si parla di catastrofe, qui, s'intende quella della persona con tutte le sue prerogative e le sue peculiarità.
Ricordiamo tutti, credo, le parole di Primo Levi ('Se questo è un uomo'). Quel testo sottolinea proprio la riduzione dell'uomo a qualcosa di diverso, di altro: un essere totalmente alienato, inutile a se stesso e alla comunità, inutile alla democrazia, privato della sua libertà e dignità!
I governi di destra mirano a formare questi esseri informi, incapaci di pensare con la propria testa, simili a vermi ubbidienti, risoluti soltanto per farsi la guerra a vicenda (guerra fra poveri cristi). I governi di destra sono macchine dell'inferno, dove l'arroganza diventa virtù e l'illegalità atto d'amore. Ogni valore umano viene sovvertito e trasformato nel suo contrario. Chi non si allinea viene punito. L'allinemento la chiamano 'normalizzazione'. Quale normalizzazione? Qual è la norma da seguire? La guerra? L'arroganza? Il razzismo? Il ladrocinio legalizzato? La subordinazione? Lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo? L'aggressione verbale e fisica? La non-cultura? La mistificazione della realtà? Il vilipendio della democrazia? La prigionia? L'ipocrisia? Lo svilimento dell'onestà e di chi la testimonia?
Ditemi, voi che siete al governo, a che punto siete con la vostra normalizzazione? Quanta strada vi rimane da fare per completare l'opera? E una volta completata la normalizzazione, qual è il vostro obiettivo? Qual è la vostra 'soluzione finale'? Volete portarci in guerra? Volete conquistare il mondo? O l'Universo?

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martedì 22 settembre 2009

Jane Burgermeister sul pericolo della vaccinazione di massa

Jane Burgermeister è una giornalista coraggiosa. Nonostante la sua naturale attitudine alla riservatezza ha deciso di parlare in merito al vaccino contro il virus A/H1N1. Ma non è la prima volta che la Burgermeister corre all'attacco, infatti era stata licenziata a causa della sua campagna contro i vaccini ed ora vuole denunciare il Cancelliere austriaco per le vaccinazioni che era presente alla riunione segreta del Bildeberg di Atene.
La sua è una testimonianza importante che dimostra (ulteriormente) come dietro a questa influenza ci sia un piano mondiale per inoculare veleno nelle popolazioni. Questo piano pone al vertice l'OMS, a cui è stato conferito il potere di dirigere persino le operazioni di polizia per la vaccinazione di massa. Ma nel video allegato (il primo di sei spezzoni), realizzato da Project Camelot, Jane Burgermeister fa anche altri nomi... (l'intervista inizia al minuto 1,07)
Intanto, portiamo a conoscenza dei lettori che il mistero aleggiante intorno al virus investe anche le aziende ospedaliere, le ASL, l'Istituto Superiore di Sanità, i presidii medici, le cliniche... Da circa un mese a questa parte, infatti, questi istituti tentano di chiarirsi le idee cercando in rete informazioni sul virus, trovando questo blog. Non è certo un buon segno, poiché questo vuol dire che neppure i medici sanno bene cosa inoculeranno nel sangue della gente e il Ministero competente non ha fornito loro alcuna informazione medica.
Per avere maggiori informazioni sul tema, fate riferimento a quest'altro post

Nota
Il 20 maggio 2009 il Ministro della Salute austriaco Alois Stöger ha confermato che la Baxter ha spedito i 72 chili di materiale contaminato durante una risposta ad una interrogazione parlamentare. Ha anche rivelato che non ha intrapreso nessun passo per condurre una corretta investigazione sull’infrazione da parte della Baxter dei regolamenti di 3° livello di biosicurezza




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lunedì 21 settembre 2009

22 settembre 2009: protesta davanti alla rai di Milano

Oggi, 22 settembre 2009, si svolgerà una protesta davanti alla sede della rai di Milano, in Corso Sempione 27. Sarà un presidio per difendere il diritto all'informazione.
E' davvero indecente la continua e sistematica censura che la televisione pubblica sta adottando, al fine di oscurare le notizie che possono dar fastidio a questo sciagurato governo. Roba da regime totalitario! Dalle mille azioni di protesta degli operai licenziati, a quelle dei docenti, alla mistificazione degli incidenti sul lavoro (spesso mortali), fino a nascondere la verità sulla grave situazione a L'Aquila, la rai ha deciso di dare man forte a Berlusconi per allungare la vita di questo governo e per non dire la verità agli italiani. Comportamento vergognoso, ignobile, deplorevole, leccaculista.
La rai è pagata con i nostri soldi, ma ragiona con le veline di Berlusconi! Ormai non è neppure necessario lanciare appelli ai giornalisti televisivi (come abbiamo fatto in questo post), per spronare il loro orgoglio e la loro (presunta) deontologia. In rai sono tutti schiavi e l'informazione è completamente falsa!
I diktat di Berlusconi vogliono fare breccia anche a raitre e le trasmissioni Annozero e Report sono a rischio. Non possiamo accettarlo.
Protestiamo tutti e partecipa anche tu al presidio che si svolgerà a partire dalle ore 17, in Corso Sempione 27 a Milano.

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domenica 20 settembre 2009

Morti in cantiere: la par condicio in un Paese civile

Sono morti questa mattina gli operai Mario Rossi (38 anni) e Omar Sabir (24 anni). Lavoravano in un cantiere edile e sono rimasti folgorati da una scarica elettrica provocata da un cavo scoperto su cui Mario Rossi aveva inavvertitamente messo il piede. Dai primi accertamenti, sembra che Omar Sabir sia rimasto coinvolto nell'incidente mentre tentava di staccare il corpo di Rossi dalla scarica elettrica: un gesto solidale che gli è costata la vita. Nessuno dei due operai portava calzature idonee antinfortunistiche, come prevede la legge sulla sicurezza sui posti di lavoro, ma semplici mocassini con suola di cuoio. E' stata aperta un'inchiesta per poter stabilire ogni responsabilità, intanto il responsabile del cantiere è stato arrestato con l'accusa di omicidio colposo.
L'Italia è sgomenta. Il Ministro del Lavoro ha fatto osservare un minuto di silenzio in Parlamento e ha espresso un sentito cordoglio alle famiglie degli operai. I funerali di Stato sono stati fissati per giovedì e la camera ardente, allestita nei pressi del monumento all'operaio ignoto, sarà aperta al pubblico a partire da domani.
L'accorata preghiera del papa ha sottolineato il bisogno di maggiore sicurezza nei cantieri, mentre il Presidente del consiglio ha disdetto gli appuntamenti per far visita alle famiglie: la diretta TV questa sera alle ore 20.
Intanto ci colleghiamo con l'inviato per raccogliere le testimonianze a caldo e ascoltare gli ultimi aggiornamenti su questa tragedia nazionale.
La morte di due operai, rappresenta una grave perdita per chi crede nel valore della vita, del lavoro e della civiltà libera e democratica. I cantieri edili, in particolare, sono i luoghi dove le nostre case prendono forma ed ogni casa rappresenta il nostro rifugio, la nostra identità, il nostro privato, la libertà personale e individuale. Quanti sacrifici si compiono per l'acquisto di una casa? E quanti di noi, non potendo permettersela, sono costretti a pagare un affitto esoso? Ogni Nazione si identifica nelle proprie città fatte di case. Vogliamo tributare tutti gli onori a chi costruisce le nostre abitazioni e le nostre belle città.
I feretri dei due eroi saranno portati a spalla dai colleghi di lavoro e l'Associazione Italiana Operai sfilerà dietro le bare, con i suoi rappresentanti che stringeranno nel pugno sinistro un martello da carpentiere, simbolo dell'associazione. La comunità islamica, di cui Sabir faceva parte, parteciperà ai funerali con un proprio corteo, ma a fianco dell'Associazione Italiana Operai.
Mario Rossi lascia una moglie e due figlie (20 e 16 anni), Omar Sabir era appena diventato padre di un bimbo, lasciato in Marocco con la moglie per raggiungere il suo posto di lavoro in Italia. Per Omar sono previsti anche i funerali di rito islamico. L'Italia piange i suoi eroi!

I morti di serie B

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mercoledì 16 settembre 2009

Berlusconi: la tragica barzelletta italiana!

C'è una notizia che è trapelata dalle intercettazioni su Tarantini. Si riferisce alla visita di una ragazza brasiliana -pagata dal Tarantini- che si è fermata a Palazzo Grazioli tutto il giorno. Questa visita è avvenuta il 17 dicembre 2008. Teniamo a mente questo dato: Berlusconi si incontra con la brasiliana il 17 dicembre 2008.
Proprio quel giorno Berlusconi aveva due appuntamenti, uno al mattino (cerimonia del CONI per la premiazione degli atleti con il Collare d’oro al merito sportivo) e un altro al pomeriggio (scambio di auguri con il Presidente Napolitano). Naturalmente non è andato nè alla cerimonia del CONI, nè al Quirinale. Ma non poteva certo giustificare la sua assenza dicendo che era a Palazzo Grazioli con la brasiliana. Che figura avrebbe fatto? Non è serio! E allora quale messaggio ha fatto recapitare per giustificarsi? Lo riportiamo, così come appare nel sito del governo (e chi ride è un cattocomunista!):

'Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha subito stamani uno strappo muscolare che gli ha impedito di recarsi alla cerimonia del CONI per la premiazione degli atleti con il Collare d’oro al merito sportivo.
L’intervento di un fisioterapista non è riuscito a migliorare la situazione neanche nel pomeriggio, tanto che il Presidente Berlusconi ha dovuto rinunciare al tradizionale scambio di auguri al Quirinale.
Il Presidente Berlusconi ha telefonato al Capo dello Stato per fargli gli auguri che non ha potuto fargli di persona al Quirinale'.

Il comunicato

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Anche Grillo aderisce alla campagna di terrorismo mediatico?

Questa mattina abbiamo letto un confuso post nel blog di Beppe Grillo sul virus A/H1N1 che, sostanzialmente, è la traduzione di questo articolo.
Ci sfugge il motivo per cui Grillo abbia voluto riportare e rilanciare quel testo, dal momento che, a nostro avviso, contiene informazioni allarmistiche. Si dice infatti che, sulla base di un'indagine svolta in 21 ospedali spagnoli, il 50% dei pazienti ricoverati in seguito all'H1N1 non fosse portatore di alcun fattore di rischio o malattie. Come dire, metà dei pazienti erano sani. Questo dato va a contraddire quanto invece emerge a livello mondiale e cioè che i decessi (pochi) per 'virus A' sono connessi alla presenza di altre patologie, ben più gravi di una banale influenza. Nel post invece si legge che 'non esistono fattori di rischio o malattie pregresse che possano agevolare la contrazione dell’influenza A (pandemic A (H1N1) 2009 virus). I pazienti sani senza fattori di rischio non dovrebbero però sottovalutare il rischio di contrazione del virus'. Inoltre il post si chiude con questa frase: 'L’età media dei pazienti in cura in terapia intensiva per l’influenza A è 40 anni, il 25% dei quali circa muore'. Posto in quel modo, quel 25% sembra una cifra enorme. Traduciamo. Quanti possono essere i pazienti in terapia intensiva in 21 ospedali spagnoli e che hanno intorno a 40 anni? Calcoliamo il 25% di essi.
Il post di Grillo non prende in considerazione altre autorevoli fonti, secondo le quali esistono grossi interessi economici dietro il piano di vaccinazione di massa e che affermano che il prodotto che verrà inoculato è certamente pericoloso.
Nel testo riportato da Grillo, inoltre, si fa riferimento alla International Society for Infectious Diseases. Ci siamo incuriositi e abbiamo dato uno sguardo tra i Council Members di quel sito. Abbiamo preso due nomi a caso e abbiamo scoperto che Sergio Wey si occupa di Government Relations, mentre Emanuele Nicastri compare nella lista dei dirigenti medici dell'Istituto Nazionale delle Malattie Infettive INMI L. Spallanzani. Insomma, le indicazioni fornite da Grillo fanno riferimento a organizzazioni e persone che lavorano di concerto con gli apparati governativi, cioè gli stessi apparati che stanno montando la campagna terroristica per predisporre la popolazione alla vaccinazione di massa.
Caro Grillo, noi continueremo a seguire i tuoi prossimi post relativi all'influenza A/H1N1, nella speranza di trovarci, un giorno, anche qualche dichiarazione autorevole circa la pericolosità del vaccino. Ci piacerebbe anche conoscere più chiaramente la tua opinione a riguardo, naturalmente se ce l'hai. Nell'attesa, i lettori potranno approfondire l'argomento leggendo quest'altro nostro post in cui potranno trovare informazioni utili e, tra gli altri link, una lettera di Romina Power al Ministro della salute che spiega i motivi per cui l'attrice dice NO al vaccino.

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martedì 15 settembre 2009

La finestra catodica

Si chiamino a raccolta i trombettieri
portiamo in piazza gli sbandieratori
gli emissari del sire, gli araldi in grande stuolo
rullino i tamburi per il regno
che avanzino le schiere delle insegne
davanti stiano sempre gli stendardi
gli alfieri, tutti i conti ed i baroni
marchesi, ciambellani ed i lacché
cocchieri in pompa magna
bien sur, les cocotes du régime!
L'Italia ha di cui vantarsi, oggi il suo re ha fatto la carità!
Niun osi contraddir la sua bontà
che la forca subirà
e in terra sconsacrata sarà sepolto.
Scànsati ognor al suo passare!
E china il capo in reverenzia.
Il sire è buono, è santo
in eterno adorerem la sua mercé
che per suo valore e nobiltà
oggi ci fa la carità!
Taccian gli infedeli e i comunardi
i senzatetto e i malpensanti
i pessimisti ed i coglioni
i licenziati e gli insegnanti.
Tacciano per sempre i menagrami
i poveri e i malati
le solite fanciulle d'intelletto
che degne non son mai delle sue brache!
Tacciano i salotti dei pulciosi
i mercati popolari
le strade non del tutto illuminate
i pugni e le rivolte
e i giudici dei fori popolari.
Tutto è pronto, lo spettacolo ha da iniziare
il servo di raiuno ha un solo vizio:
leccare sempre il culo al nostro sire!

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lunedì 14 settembre 2009

Graffiti e graffitismo: considerazioni

Questa non è la storia del graffitismo, ma una teoria ordinata di considerazioni sul suo valore artistico e comunicativo nella nostra società.
Che l'Arte sia comunicazione è fuori discussione, per conseguenza e in linea di principio anche il graffito è espressione artistica, fatte le dovute precisazioni e distinzioni.
Anche se contesto -in parte- la definizione di 'graffito' (poiché attinente alle incisioni rupestri preistoriche), qui continueremo a chiamarlo così, anche per convenzione già acquisita e storicizzata. Personalmente, considero il graffito una delle pochissime e autentiche espressioni artistiche dell'individuo contemporaneo, ma come dicevo prima, occorre fare chiarezza su ciò che possiamo definire opera d'Arte; quindi, dobbiamo partire cercando di definire la figura dell'artista. Ardua impresa, se non impossibile, nel ridotto spazio di un post. Ci proverò, scusandomi fin da adesso per l'estrema sintesi.

L'artista
E' colui che conosce TUTTE le regole della grammatica visiva, i suoi CODICI (e qui potrei scrivere per ore) e sa utilizzarli per la costruzione di un MESSAGGIO. L'artista è consapevole dell'implicazione storica e stilistica della propria opera inserita nel contesto ed è perciò in grado di relazionare il proprio lavoro, riferendosi -se necessario- anche ai periodi storici precedenti. L'artista è perciò consapevole del messaggio che egli vuole lanciare alla società di cui fa parte. Da questo punto di vista, è relativamente facile individuare la figura dell'artista, ma questa descrizione si riferisce soltanto ai singoli professionisti dell'arte. Ma cosa succede quando l'opera d'Arte nasce e si sviluppa per un bisogno collettivo e assume caratteri stilistici variegati, come nel caso del graffito? Possiamo individuare nel writer la figura dell'artista? In questo caso, esistono graffitari consapevoli delle regole di cui sopra, altri che dipingono senza alcun riferimento culturale e artistico di base. Analizziamo le due figure. I graffitari consapevoli, reagiscono utilizzando sapientemente i codici del linguaggio visivo, relazionano ogni passaggio evolutivo della propria opera, interagiscono criticamente e si innestano costruttivamente nella trama sociale, creando spunti per nuove speculazioni e nuove possibilità linguistiche. I secondi possono esprimersi anche solo per moda, senza badare alle implicazioni storiche, stilistiche e tecniche (al di là del risultato finale, più o meno gradevole). Sorge la domanda: allora i graffiti realizzati da questi ultimi non sono opere d'arte? Con un po' di pazienza, cercherò di fare un ulteriore distinguo. Concentriamoci allora soltanto sulla figura del graffitaro inconsapevole (chiamiamolo così) e diciamo che nella realizzazione di graffiti può esistere una spinta individuale, cioè del singolo individuo, ma può esistere anche una spinta collettiva che nasce dalla necessità comunicativa di un insieme di individui organizzati in una comunità. Questi ultimi, anche se non consapevoli del mestiere artistico, assumono un'importanza rilevante nel tessuto sociale, proprio in virtù del bisogno collettivo di comunicare qualcosa ad un insieme di individui (città, Nazione, Continente, mondo). Tale bisogno comunicativo e collettivo, sta alla base del fare eminentemente artistico, poiché l'opera d'Arte è portatrice di un messaggio rivolto alla società. A questo punto, possiamo definire artisti di graffiti sia gli individui consapevoli del mestiere artistico, sia coloro che agiscono in nome e per conto di una comunità, portando sempre un messaggio sociale.

L'opera d'Arte
Ogni opera d'Arte conserva precisi segni organizzati (codici) che rivelano il carattere del contesto sociale in cui essa è nata. Questi codici devono poter essere decodificati dall'osservatore, altrimenti non potrà avvenire il passaggio di informazioni. La decodifica, perciò, implica necessariamente la conoscenza dei codici del linguaggio visivo. Al di qua dei codici di un'opera (lettura iconologica) esiste soltanto l'aspetto estetico ed è su quest'aspetto che, comunemente, l'osservatore ignaro si sofferma, spesso pre-giudicando l'opera in base a un proprio gusto personale. In realtà, l'aspetto estetico è solo l'involucro del contenuto, del messaggio. In certi periodi storici, addirittura, l'aspetto estetico era l'unico fattore importante. Ma questi periodi storici non ebbero mai una lunga vita (ad esempio il periodo del regno di Louis XV che in arte coincide con il periodo stilistico 'rococò'). L'opera d'Arte possiede sempre un significante (forma) e un significato (messaggio).

Il graffito
Nasce in considerazione di una necessità comunicativa di dissenso e di protesta, anche se l'anima originaria del graffito metropolitano denuncia un bisogno di affermazione del sè (tag), un sè che vive in una società discriminante e individualista, cosmopolita sì, ma allo stesso tempo disgregante e alienante. La comunicazione artistica che sceglie il muro esterno come supporto, denuncia una motivazione di base: comunicare alla gente, alla massa. Infatti i graffitari non concepiscono le proprie opere relegate in una galleria d'Arte o in un museo (molti di essi non riconoscono l'opera museale di Keith Haring), poiché il graffito è davvero un'opera della strada, destinata alla strada. Accanto a questo si colloca la provocazione, la trasgressione che diventa valore irrinunciabile nel momento stesso dell'impossibilità di espressione, imposta a questi artisti dal sistema.

Valore politico
I graffiti con tema politico sono forse i più coinvolgenti dal punto di vista emotivo e del contenuto. Rappresentano la voce di un popolo in protesta contro un governo, un sistema. Nelle dittature, il graffito rappresenta un vero mezzo di comunicazione di massa e vi sono esempi chiarissimi in Sud America (Chile), ma anche in Italia (Orgosolo - video allegato a fine post), dove i messaggi sono espressi in maniera diretta, senza troppe intermediazioni mentali, addirittura facendo appello al linguaggio verbale delle didascalie.

Valore stilistico
Non esiste uno stile unitario. Possono esserci graffiti iper-realisti oppure naïf. Questi ultimi sono quelli che pongono maggiormente l'accento sul contenuto, mentre l'iper-realismo sottolinea l'elemento estetico, quindi molto spesso a svantaggio del contenuto. I graffiti di Orgosolo sono prevalentemente naïf, con accenti espressionisti, linee taglienti, lungi dalle regole accademiche, ma portano un messaggio collettivo che è un bisogno urgente di denuncia, espresso in maniera diretta, senza troppi indugi sulla 'bella forma'. Il messaggio arriva istantaneamente.

Valore tecnico
Non è un caso che i graffitari usino lo spray. questa tecnica garantisce velocità di esecuzione e praticità d'uso. Ma lo spray denuncia anche l'elemento industriale di cui la nostra società è testimone e in cui si identifica completamente. I colori sintetici, gli smalti hanno preso il posto dei pigmenti naturali degli antichi affreschi e denunciano un contesto in cui la dimensione umana naturale è ormai -forse irrimediabilmente- perduta. Da qui lo sconforto dell'artista contemporaneo e la sua voglia di esistere (per resistere).

Valore sociale
Qui vorrei sottolineare l'importanza dei graffiti realizzati sulla carrozzeria esterna dei convogli ferroviari. Questi, non soltanto rappresentano tutto quello che ho detto fin ora, ma hanno il valore aggiunto dell'aspetto itinerante. Un'opera d'Arte che viaggia acquista un tipo di visibilità nuova, raggiungendo un pubblico più eterogeneo (pensiamo ai treni a lunga percorrenza), quindi trasportando il messaggio in altri luoghi, in altri àmbiti sociali e culturali, dove il messaggio può venire accolto e rilanciato, ma anche ignorato. Il graffito sul treno ha la stessa funzione e la medesima importanza che aveva l'arte poetica itinerante del giullare per la nascente letteratura moderna.
Anche in considerazione di ciò, posso certamente affermare che la cancellazione di un graffito equivale alla distruzione di un affresco di Giotto!

AGGIORNAMENTO DEL 7 APRILE 2010: il noto graffitista milanese 'bros' è sotto processo (nella Milano fascista) per aver 'imbrattato' edifici e quant'altro. Noi sosteniamo l'arte di bros ed esprimiamo la nostra solidarietà a chi fa dell'arte uno strumento di denuncia sociale.

I meravigliosi graffiti (o murales) di Orgosolo (NU)


(Copiare i post altrui, facendo credere di esserne gli autori, è solo una questione di povertà intellettuale)

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sabato 12 settembre 2009

Si prepara la coalizione contro Berlusconi: attenzione a Fini

(Previsioni nel tempo)
Pare delinearsi all'orizzonte politico del nostro Paese una nuova coalizione, formata da Fini, Casini, Montezemolo e forse Rutelli. I commenti possono sprecarsi. Noi facciamo alcune considerazioni.
Non sfugge certo l'ideologia di destra che avvolge l'intero gruppo, nonostante Casini abbia criticato più volte il governo (allontanandosene) e Fini che vuole apparire democratico, ma conosciamo molto bene le sue origini. Proprio questo aspetto è di nostro interesse. Le più o meno recenti dichiarazioni di Fini riguardo al modo di approcciare le questioni del Paese, ci restituiscono l'immagine di un ex missino quasi convertito al marxismo, tanto che alcune persone sono pronte a vederlo leader della sinistra (???). Attenzione, per favore, non scordiamo mai che la politica è anzitutto strategia.
Poco fa abbiamo ascoltato l'intervento di Gianfranco Fini agli Stati Generali dell'UDC di Chianciano Terme e, subito dopo, il commento del TG di Rainews24. Se dobbiamo far riferimento a quel commento del telegiornale, dobbiamo denunciare il modo in cui la redazione abbia decontestualizzato le frasi più significative di Fini: 'dobbiamo riconoscere i diritti agli extracomunitari'. Detta così, la frase starebbe bene in bocca anche a Bakunin. In realtà, nel contesto, Fini ci è sembrato avvicinarsi di più all'ambiguità di Veltroni, quando afferma che accanto ai diritti ci sono però i doveri, che l'unità d'Italia deve essere garantita, ma anche no (federalismo fiscale), che il diritto d'asilo è sacrosanto, ma solo se i migranti hanno un lavoro e se sono già integrati (e gli altri?). A che gioco sta giocando Fini? Al moderato? Al cerchiobottista? Al qualunquista?
Semplicemente, Fini sta da tempo attuando una strategia, in vista dello strappo definitivo da Berlusconi e il 'riscioglimento' in una nuova coalizione che non sarà certo nè una novità, nè una panacea dei problemi italiani. Anzi, il nuovo gruppo si integrerà perfettamente nel pensiero neoliberista (di cui Montezemolo ne sarà il garante supremo), lontano anni luce dai bisogni del cittadino.
Il ruolo di Fini, adesso, è quello di raccogliere molti consensi, anche da sinistra e riversare i voti guadagnati nella prossima nuova lista. I suoi discorsi pseudo-sinistroidi (in realtà ambigui) non hanno altra finalità. Che senso ha affermare che occorre guardare al sole, ma non si può escludere neppure la luna? L'Italia ha bisogno di scelte precise e orientate ai bisogni reali.
In tutto questo, la Chiesa gioca il suo ruolo e, vedendo in Casini il suo referente principale, il soglio papale attuerà una strategia per confermargli i voti, in cambio di leggi che andranno contro la laicità dello Stato.
E Rutelli? Ancora non si sa se ne farà parte, ma in questo quadro di ambiguità politica, un Rutelli ci starebbe proprio bene, se non altro per raggruppare altri voti. Ma forse Rutelli rifiuterà, per paura del licenziamento della moglie, va' a sapere!
L'opposizione continuerà a non esistere, probabilmente anche questo per strategia. E alla fine, quando Berlusconi sarà spodestato e la Lega si vedrà ridotta a elemosinare un posto come Mastella, a noi rimarranno i guai causati da questo governo che non verranno più risanati, finché non ci sarà una coraggiosa, veritiera e sincera forza di sinistra. Adesso non esiste.

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Nucleare: i siti, gli intrallazzi e un vaffanculo agli italiani

In questo post del 12 luglio scorso, fornivamo il primo elenco delle città individuate per la costruzione delle centrali nucleari. All'epoca i siti erano 15, adesso sono dieci. Il nuovo elenco lo troverete a fine post e vi accorgerete che sei degli ex 15 siti sono stati riconfermati.
Rinnoviamo i nostri dubbi circa la costruzione di queste centrali e la loro effettiva funzionalità e necessità. Intanto ci assale un dubbio: si parla di quattro centrali, ma non si capisce il motivo per cui i siti siano dieci. Cosa ci nascondono?
Le quattro centrali nucleari dovrebbero essere quelle di terza generazione, quindi vecchie, NON SICURE. L'appalto è in mano all'Enel e all'Edf (électricité de France) e la tecnologia impiegata è quella francese. Ma se la costruzione delle centrali è stata già appaltata, come mai il 28 settembre prossimo Scajola si recherà in USA per sottoscrivere un accordo (programmato al G8) per la produzione di energia nucleare? In ballo c'è anche l'Ansaldo (che appartiene per il 30% proprio a Scajola. Un caso?) e la Toshiba-Westinghouse. Allora le centrali saranno più di quattro?
Se le centrali sono di terza generazione (quattro o dieci che siano) ESISTE UN SERISSIMO PERICOLO, anche perché nessun Paese è ancora in grado di risolvere il problema dello smaltimento delle scorie radioattive. Questo tipo di tecnologia, vetusta e costosa, non la vuole più nessuno. Noi neppure!
A Scansano Jonico (Matera), durante il precedente governo Berlusconi, ci fu una rivolta popolare, i comitati antinucleari locali non vollero che la città divenisse il sito unico di stoccaggio del materiale radioattivo.
Ma quello che abbiamo scritto fin ora dovrebbe essere completamente inutile, se veramente vivessimo in uno Stato di diritto e in una vera democrazia. Perché? Perché gli italiani avevano già deciso di uscire definitivamente dal nucleare (referendum 1987). Invece, questo voler riportare le centrali sul nostro territorio indica chiarissimamente il fatto che questi nostri governi SE NE FOTTONO DI NOI, delle nostre decisioni, dei referenda e fanno quello che vogliono.
Quanta ipocrisia, signori, se pensiamo che nelle scuole si insegna 'Cittadinanza e Costituzione' (ex Educazione Civica) e i ragazzini imparano la sacralità dell'istituto del referendum, del voto democratico, dei diritti del cittadino, dell'inviolabilità delle sue scelte. Tutte panzane! Arriva un governo e le decisioni 'inviolabili' dei cittadini diventano carta straccia! Sembra di sentirli, questi politici salottieri e corrotti, dirci tutti in coro: 'italiani, vaffanculo'!

Oristano
Palma
Termini Imerese
Trino Vercellese
Termoli
Scansano Jonico
Monfalcone
Montalto di Castro
Chioggia
Caorso


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venerdì 11 settembre 2009

Lettera di un anarchico al figlio

Figlio, ora che sono stanco ed ho perduto tutto l'ardore dei muscoli, ti prego di ascoltarmi. Non l'ho mai fatto prima, non per vigliaccheria, ma perché mi ero illuso che la tua innocenza non venisse mai meno, ma ora sei un uomo, come me.
Tu sai che la vita, per me, non è stata facile. Non lo è stata per tante persone, troppe. Presto partirai da questa casa e tu avrai il mondo davanti ai tuoi occhi. Ti prego, figlio, corri se puoi e non voltarti indietro, se non per comprendere gli errori che sono soprattutto miei e dei nostri avi. Non commetterli anche tu.
Abbiamo lasciato che qualcuno pensasse per noi e ci hanno ingannati, tutti! Abbiamo voluto che altre persone decidessero della nostra vita, tu non permetterlo! Abbiamo creato un mondo di falsità, porgendo l'altra guancia a chi aveva piani criminali per noi. Ci hanno rubato la vita. Ci hanno rubato i sogni. Stanno uccidendo il mondo. Come gli schiavi più fedeli abbiamo adorato il nostro padrone aguzzino. Guardali tutti, quei padroni, sono ovunque. Non lasciare che decidano per te e non smettere di sognare un mondo felice. Non credere a tutti quelli che ti diranno che la fratellanza e la libertà sono un'utopia, poiché quelle persone sono le prime responsabili di questa prigionia. La vera utopia sta nella testa di chi la rinnega!
Credi in te stesso, nella forza della pace fraterna, nel rispetto dei pensieri e di ogni altra cultura. Ogni persona in questo mondo ha una storia, rispettala e trai da essa insegnamento. A volte ti troverai di fronte all'odio, ma siamo umani, non animali, tu dovrai saper governare l'istinto e saper riflettere, comprendere e valutare: anche a questo servono i libri di scuola. Ti auguro di avere amici sinceri e, se li avrai, dovrai difenderli quando ti chiederanno aiuto. Sii presente quand'essi ti chiamano, perché anche tu potresti aver bisogno di loro. Proteggi i più deboli, poiché sono i primi a pagare con la loro libertà. Non ho nulla da insegnarti sull'amore, poichè se sarai nel giusto, anche l'amore lo sarà. Amore chiama amore, come l'odio chiama l'odio. Ama con tutto il tuo cuore, con tutta la tua vita.
Gli uomini hanno fatto leggi che, molto spesso, quegli stessi che le hanno scritte disattendono: non credere a quegli uomini! Credi nelle leggi di giustizia che hai nel cuore, nella tua coscienza di uomo giusto, credi nell'armonia dell'abbraccio tra universo e umanità, fai in modo che tutto ciò che ti sta intorno vibri del tuo stesso amore per la libertà. Non credere agli stupidi governanti che credono di venderti il futuro in cambio della tua stessa vita e non fidarti mai di coloro che vogliono venderti una vita eterna, poiché in cambio troverai prigioni. Usa la tua conoscenza per valutare le cose, solo quella. Perciò studia più che puoi, perché più conosci e più sarai in grado di valutare le cose del mondo e così nessuno potrà ingannarti. Non giudicare mai prima di conoscere le cose e gli uomini.
Accogli in te il bene e sii libero, figlio mio.

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giovedì 10 settembre 2009

Rivoluzione

Mi sono guardato intorno. Ho ritenuto di dover continuare sull'unica strada possibile:
la Rivoluzione.
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Silviuzzo


Silviuzzo

Possiedo un pavone, si chiama Silviuzzo
lo odiano in tanti, persino in Abruzzo.
Neppure normale, ma guarda un po' tu!
Finirà, sono certo, con la testa all'ingiù!
Piumaggio sul nero, ha sogni d'eroi
si crede davvero un grande playboy.
Giulivo rivendica tutto il suo amore
per quella bandiera che è il tricolore.
Ma dietro le quinte nasconde, si sa
tutto il suo odio per la Libertà,
parola nefasta, sia in cielo, sia in terra
tra poco egli chiama l'Italia alla guerra!
Gli fan le domande e con aria sagace
si loda da solo, ma poi sempre tace
salvo nei giorni in cui blaterare
si deve, perbacco! Occorre accusare
La stampa, la falce e pure il martello
giammai criticare il proprio bordello!
Che pure le escort s'è messo a pagare
si vede che proprio non sa corteggiare.
E' strano Silviuzzo, si gonfia di rabbia
ma ha pieni poteri, sul trono di sabbia
e per digerire pressioni indigeste
è solito aprir le sue case alle feste.
Pretende, s'impegna, si ostina di più
Ma son tutti bravi con pillole blu!
Sgualdrine e magnaccia da lui non son rari
pretenti soltanto favori e denari;
Un posto sicuro a chi la sa dare
in Parlamento può sempre bastare
Lavorano spesso su raccomandazione
son pronte di certo per televisione.
Villini, palazzi ed anche i giardini
che scenografie! In realtà son casini.
E a Roma il Grazioli, lo sai (oh belin!)
C'ha il letto imperiale, quel di Putin!
Silviuzzo sta male, ha detto sua moglie,
Frequenta minori e non son manco figlie
che pur se lo fossero sarebbe anche grave
dal trono puoi scendere e appenditi al trave!
Silviuzzo ha anche un santo che sa perdonare...
...neppure un sermone dal seggio papale!
E chi se ne frega se non faccio la rima
Silviuzzo comanda, più fascio di prima!

(Copiare i post altrui, facendo credere di esserne gli autori, è solo una questione di povertà intellettuale)

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mercoledì 9 settembre 2009

Lampade fluorescenti. Si risparmia davvero?

(Questa parte di post è un'opinione, come tale è opinabile)
Come abbiamo tutti appreso dalla televisione o dai giornali, presto le lampadine tradizionali a incandescenza dovranno essere sostituite con quelle fluorescenti 'a basso consumo'.
Considerato il fatto che l'esperienza di italiani ci insegna ad essere quantomeno sospettosi circa le decisioni che ci piovono dall'alto, ci siamo chiesti se anche questo cambio obbligatorio non nasconda le sue magagne (per noi consumatori) e non sia, in realtà, un ennesimo favore agli industriali che producono lampade a fluorescenza. Senza contare che le lampade a incandescenza contengono mercurio, pericolosissimo per la nostra salute e molto difficile da smaltire.
Ci dicono che con le lampade fluorescenti si risparmia. Ne siamo sicuri? E quanto si risparmia?
Diciamolo subito, non abbiamo fatto un'indagine scientifica, nel senso che non abbiamo proceduto con misurazioni e calcoli minuziosi. Ci basiamo sull'esperienza personale e su ciò che abbiamo percepito effettuando il cambio di queste lampade in un appartamento medio-grande.
Chi vi scrive, ha adottato le lampade a fluorescenza già da qualche anno e ha notato quanto segue.
1) Nonostante il mio stile di vita negli ultimi anni non sia cambiato, così come i miei elettrodomestici, l'importo della fattura della luce non è mai sceso, semmai è costantemente salito (in barba a quello che ci dicevano circa la riduzione dei costi energetici).
2) La frequenza del cambio della lampada 'a basso consumo' è più alta rispetto a quanto avveniva con la lampada a incandescenza. Queste ultime si 'fulminavano' dopo parecchio tempo, mentre oggi quelle a fluorescenza 'si bruciano' prima. Per darvi un'idea, la lampada a incandescenza che ho ancora in veranda è vecchia di 8 anni, la accendo spesso e funziona regolarmente, mentre la lampada a fluorescenza che ho in bagno è già stata cambiata tre volte nel giro di pochi anni. Ambedue le lampade non hanno mai subìto urti o cose del genere.
3) Il costo delle nuove lampade è superiore (e di molto), rispetto a quelle vecchie.
4) Tra il costo della lampada e la frequenza del suo cambio (dovuto alla scarsa durata), il risparmio teorizzato è inconsistente o addirittura inesistente.
5) Le lampade a fluorescenza contengono sostanze nocive per l'Uomo (vapori di mercurio, mercurio liquido e gas).

ESISTE UN' ALTERNATIVA?
(Quest'altra parte, invece, non è un'opinione)
Esiste la possibilità di sostituire le lampade a incandescenza con quelle a LED, con un risparmio dell'80%, senza mercurio, ecologiche, con durata eccezionale (50 mila ore, cioè 16 anni) e prive di emissioni di onde infrarosse ed ultraviolette. Un supermercato svizzero (Migros) le ha già adottate, nel rispetto dello standard MINERGIE®. In questo modo si può risparmiare e rispettare l'ambiente.
Peccato che queste lampade a LED in Italia non vengano pubblicizzate. Già... chissà perché?

PS. Un'amica della comunità di facebook (Emanuela) ci fornisce un link dove si avvalorano le opinioni qui espresse e dove la giornalista Gabanelli (Report) spiega come il nostro sforzo di risparmiare energia non diminuisca affatto le emissioni di CO2

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martedì 8 settembre 2009

Mafiosi e fascisti non si dimettono mai

Non illudiamoci, signori! Quand'anche un sindacato (rinsavito o dissidente) organizzasse uno sciopero, questo governo continuerebbe a sghignazzare e a fare i suoi porci comodi.
Forse non ci si rende bene conto della pasta di cui sono fatti questi loschi figuri al potere, Berlusconi in testa. L'arroganza e la tracotanza sono talmente radicate nel loro dna che neppure uno sciopero generale potrebbe minimamente scalfirli. Anzi, questi sarebbero persino capaci di accusare di eversione 60 milioni di italiani che rivendicano i loro diritti e punirli ulteriormente.
Se qualcuno pensa che un mafioso al potere possa temere le reazioni di un popolo in piazza, è davvero un illuso. La mafia non prova pena per nessuno. La mafia non delega il potere. La mafia non ammette interferenze nei suoi sporchi affari e crimini. In questi giorni alcune fonti parlano di 'cavaliere in difficoltà'. Quale difficoltà? E poi, anche se davvero il cavaliere fosse in difficoltà o in crisi, voi riuscireste mai a immaginare un Berlusconi che dice agli italiani 'scusate, ho sbagliato, mi dimetto'? Io no. Uno come Berlusconi non ammetterebbe mai la propria sconfitta, nè la vittoria altrui!
Allora cosa facciamo? Scendiamo in piazza? Molto bene, io sono il primo. Ma devo ricordarmi che non vivo in un Paese civile e democratico e che perciò, dopo la manifestazione, tutto tornerà come prima, se non peggio. L'iter è il solito: Berlusconi dirà che i manifestanti sono criminali perché bloccano un Paese. La TV ripeterà queste parole fino alla nausea, fino a che la gente non si convincerà che lo sciopero è un atto illegale e gli scioperanti sono i veri criminali. Alcuni manifestanti verranno incarcerati con accuse infondate, affinché sia di monito per tutti che scioperare è persino un rischio personale. Il giorno dopo sarà tutto come prima: chi ha un lavoro tornerà a lavorare, chi non ce l'ha tornerà a piangere e tutti, comunque, torneremo a subire i soprusi del governo. E non sono neanche tanto sicuro, ormai, che uno sciopero generale di un solo giorno possa servire a smuovere le coscienze di tutti. Ma, ripeto, sarei il primo a scendere in piazza, comunque.
Questo è un Paese fatto di gente senza più alcuna capacità di critica e di reazione nei confronti dell'arroganza del potere, questo è un Paese che sarebbe dovuto scendere in piazza da un bel pezzo, questo è un Paese che, nel 1994, al solo pensiero di avere un capo del governo possessore di tre reti televisive, avrebbe dovuto dire 'no, grazie, torna ai tuoi affari di palazzinaro'! Invece è andata come è andata. Cosa ci aspettiamo adesso? Che Berlusconi ammetta le sue colpe e vada a casa? Non illudiamoci, signori! I mafiosi e i fascisti non si dimettono mai!

Copiare i post altrui, facendo credere di esserne gli autori, è solo una questione di povertà intellettuale.

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lunedì 7 settembre 2009

Volantino informativo per docenti e genitori

Abbiamo realizzato un volantino da distribuire nelle scuole, al fine di sensibilizzare i docenti e il personale ATA sul problema che li coinvolge, anche se hanno visto riconfermato il proprio posto di lavoro. Basta copiarlo, incollarlo su un foglio elettronico, magari formattandolo a proprio piacimento e lasciarlo in sala insegnanti o appenderlo in bacheca nella vostra scuola.



A TUTTI I LAVORATORI DELLA SCUOLA

La cosiddetta riforma Gelmini ha sortito i suoi nefasti effetti. Fino a qualche giorno fa, il più grande licenziamento di massa della nostra storia è stato colpevolmente tenuto nascosto dai media nazionali, ma le proteste erano cominciate già prima di ferragosto (occupazione dell'USP di Agrigento).
Si parla di decine di migliaia di lavoratori della scuola, utilizzati per anni e adesso gettati via come stracci inutili, nella totale indifferenza di chi sa di poter contare ancora sul proprio posto di lavoro. Si rammenta che il taglio preventivato dalla legge finanziaria è di 200 mila unità in tre anni. Anche tu potresti essere mandato a casa, senza ricevere neppure un 'grazie'.

La protesta riguarda tutti, genitori compresi!
Le forme di protesta sono -per adesso- tutte distinte tra loro e disseminate 'a macchia di leopardo' sul territorio nazionale, volutamente disgiunte da direttive sindacali unitarie (esistono ancora i sindacati?).
Le informazioni che ci arrivano dalla TV sono ancora scarse e relegate in angoli angusti, se non addirittura nei microscopici sottotitoli scorrevoli. Questo è molto grave. Ma è grave anche assistere al totale immobilismo dei colleghi, di fronte allo sfascio della scuola pubblica. Ci sono docenti e ATA che stanno facendo lo sciopero della fame ed in presidio permanente, proprio per difendere la Scuola e non soltanto il proprio posto di lavoro. Sette insegnanti, madri di famiglia, sono ancora sul tetto dell'USP di Benevento e ci rimarranno, fino a quando non si avranno risposte precise e garanzie di riassunzione.

L'elenco delle città in cui è presente la protesta è lungo:
Agrigento, Arezzo, Matera, Salerno, Palermo, Treviso, Trapani, Benevento, Caserta, Catania, Milano, Roma, Torino e molte altre. La TV non le cita mai tutte insieme.
Detto ciò:
1. Auspichiamo una maggiore presa di coscienza da parte del personale della scuola che il 1° settembre ha ricominciato a lavorare.

2. Invitiamo tutti a consultare internet per avere informazioni corrette e tenute nascoste da RaiSet.

3. Esortiamo tutti a compiere azioni concrete di solidarietà nei confronti dei colleghi licenziati e in difesa della scuola pubblica (organizzare sit-in, predisporre striscioni, calendarizzare riunioni e/o cortei, informare le famiglie degli alunni sui disagi cagionati alla vostra scuola dalla 'riforma' Gelmini...)
La Scuola è un bene primario per il futuro di un Paese. Distruggere la scuola pubblica è un delitto. Chiudere gli occhi su questa grave situazione, significa rendersi complici e compartecipi di questo delitto.

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venerdì 4 settembre 2009

Honoré Daumier: l'arte del popolo per il popolo

Verso la metà del XIX secolo, a proposito di letteratura, Jules Michelet ebbe a scrivere: 'la generazione passata è stata una generazione di oratori, l'attuale sia di veri produttori, di uomini d'azione, di lavoro sociale'. Lo stesso Michelet, riferendosi al suo amico pittore Daumier, scrisse: 'vedo con piacere avvicinarsi il giorno in cui, andando al governo il popolo e diventando perciò educatore, farà certamente appello al vostro genio [...] è per mezzo vostro che il popolo potrà parlare al popolo'.
Se questo blog si occupa anche di Arte è perché siamo consapevoli del suo valore sociale. Ne è consapevole anche l'attuale governo italiano che persegue l'infausto obiettivo -tra gli altri- di eliminare lo studio dell'Arte nelle scuole.
Honoré Daumier è un realista, sicuramente il più caustico tra i realisti, colui che per i suoi soggetti di carattere popolare ha saputo utilizzare una tecnica pittorica poderosa, mai retorica, anche materica, anticipando qualche carattere espressionista. Come tutti gli intellettuali, Daumier era consapevole dell'importanza sociale del proprio lavoro, della spinta che le sue opere avrebbero prodotto nella ricerca di giustizia. Ed è questa giustizia sociale che tutti gli intellettuali -non soltanto gli artisti- cercavano di infondere attraverso il loro operato. Valori di uguaglianza e di libertà vennero infusi nella denuncia continua delle condizioni miserevoli in cui le classi sociali più povere versavano. Gli stessi valori che furono soffocati dai regimi imperialisti, sorti dopo la Rivoluzione Francese. Come un riflusso illuminista, la coscienza collettiva esplose nelle rivolte del 1848, coinvolse scrittori e artisti in maniera attiva (Baudelaire fu sorpreso a girare per le strade di Parigi con il fucile in spalla). E in questo clima di rivolta per una giustizia sociale, i realisti occuparono un ruolo di primissimo piano, parlando al popolo attraverso le loro opere.
Ecco perché Daumier si occupò anche di satira*, ferocemente, senza sconti, caricaturizzando i politici imperialisti e le loro ipocrisie, deridendoli pubblicamente e utilizzando varie tecniche (incisione, disegno, acquaforte, litografia, oltreché pittura a olio). L'effetto dirompente della satira fece breccia nella coscienza collettiva, proprio perché è un genere che parla al popolo, alla moltitudine, attraverso un linguaggio diretto e arguto.

* La caricatura mostra l'attività principale del potere, qui seduto in trono come un grasso politico intento a ingurgitare i denari rubati al popolo attraverso le tasse e lo sfruttamento e a defecare leggi e decreti. Ci ricorda qualcuno.

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mercoledì 2 settembre 2009

Ho visto un re

Non v'è più alcun dubbio: l'Italia è governata da un uomo con gravi patologie psichiche. Al di là delle parole della sua ex moglie -che rimangono le più autorevoli ed attendibili- secondo cui Berlusconi è malato, è evidente che quest'uomo non può essere delegato ad amministrare neppure un condominio. E' pericoloso per sè, ma soprattutto per gli altri, cioè noi.
Le ultime uscite, secondo le quali Berlusconi si considera un superman, denunciando -tra l'altro- la Repubblica e l'Unità, non lo rendono più soltanto ridicolo, ma clinicamente pazzo. Berlusconi è un uomo da compatire e da assecondare, ma tenendolo sotto stretta sorveglianza in un centro psichiatrico.
Si dà 'il caso' che questo folle sia a capo del governo e perciò la sua megalomania è costantemente alimentata e amplificata dal ruolo che egli occupa. La patologia si manifesta anche nelle intenzioni censoree che sono vere e proprie manie, facilmente diagnosticabili. Ogni malato mentale fa agli altri ciò che non vorrebbe fosse fatto a se stesso. Ergo, se Berlusconi teme la giustizia (tanto da farsi fare le leggi su misura), proprio con l'arma della giustizia intende punire gli altri, querelando, censurando, denunciando, vietando. Il suo schiavo prediletto, per queste cose, è Ghedini. Ogni azione vessatoria del cavaliere è, in realtà, lo specchio di quello che dovrebbe essere fatto a lui e di cui egli ha enormemente paura.
Da questo blog, invitiamo qualche psicanalista a tracciare il preciso quadro clinico del soggetto e a fornire la relativa prognosi e, ove possibile, la cura più idonea. *
Nell'attesa, preghiamo gli italiani di non contraddire il re, poiché egli non ammette malumori o critiche nei suoi confronti, potrebbe intristirsi e incattivirsi. Gli italiani sappiano sopportare in silenzio i suoi soprusi, proprio come stanno facendo adesso!

'E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventan tristi se noi piangiam'!

* Il neurofisiologo Mauro Mancia, a proposito del caso clinico qui esposto, quindi riferendosi a Berlusconi, parla di IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA che è quel meccanismo che permette a un individuo di proiettare su un'altra persona alcune parti di sè (la propria identità) ritenute pericolose (le parti cattive che possono ledere quelle buone). La menzogna reiterata, l'arroganza, la presunzione, la necessità di demonizzare... vengono rigettate sull'altro per liberarsene. In questo modo, quando Berlusconi -ad esempio- accusa qualcun altro di falsità, in realtà sta accusando solo se stesso.

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